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ⓘ Telefoni bianchi. Marcella Valmarin, giovane cameriera veneta innamorata del cinema dei telefoni bianchi, decide di andare a Roma per diventare attrice. La raga ..




Telefoni bianchi
                                     

ⓘ Telefoni bianchi

Marcella Valmarin, giovane cameriera veneta innamorata del cinema dei telefoni bianchi, decide di andare a Roma per diventare attrice. La ragazza infatti è stata sedotta da un cliente dellalbergo in cui lavora, che si è finto impresario cinematografico e finge di aspettarla nella capitale. È accompagnata dal fidanzato Roberto Trevisan, a cui ha promesso di sposarlo appena arrivati; ma giunta a Roma iniziano le disavventure della giovane con uomini che approfittano della sua disponibilità ad essere sedotta pur di diventare unattrice.

Sapendo di essere stato tradito con Bruno, ufficiale delle camicie nere, il fidanzato, davanti allaltare dove si sta celebrando il matrimonio di molte giovani coppie del regime, risponde "no" alla domanda del prete e grida che la fidanzata è una puttana. Marcella si ritrova concubina di Bruno, che la avvia alla carriera di prostituta nel bordello gestito dalla madre. In seguito ad un incontro casuale, concede i suoi favori a Benito Mussolini in persona, che la inserisce nel mondo del cinema, tra stuoli di personaggi servili; il Duce si occupa anche di Roberto, arruolandolo "volontario" per la guerra di Spagna.

La ragazza conosce un facile successo, con il nome darte di Alba Doris, e una relazione abbastanza stabile con lattore cocainomane Franco DEnza. Dopo il 25 luglio 1943, con il crollo del fascismo, perde fama e soldi. Quindi decide di tornare nella natia Conegliano Veneto dopo un avventuroso viaggio attraverso lItalia, fin dentro al Nord occupato dai tedeschi, durante il quale incontra il losco delatore di ebrei Adelmo, continuando a prostituirsi per supplire ad ogni necessità materiale. I genitori di Marcella però la credevano ricca, e alla notizia che lei è rimasta senza soldi la cacciano senza tante cerimonie.

Dopo la guerra Marcella si procura un marito svizzero benestante, produttore di cioccolato. Il fidanzato Roberto, dopo aver militato in tutte le spaventose guerre del Ventennio, è creduto morto in Unione Sovietica. Così Marcella, approfittando di un viaggio del coniuge in questo paese, chiede di accompagnarlo per cercare il cimitero dellantico innamorato. Ma il contadino a cui i due chiedono informazioni sulla strada per il cimitero è proprio un irriconoscibile Roberto, accasatosi in una Russia forse più ospitale, con moglie e figli. Il contadino dà agli stranieri le indicazioni richieste e, mentre i due italiani si allontanano, ritorna alla propria vita.

                                     

1. Accoglienza

Accolto freddamente dalla critica italiana, nonostante il David di Donatello speciale vinto da Agostina Belli, il film ebbe invece grande successo in Francia dove uscì con il titolo La Carrière dune femme de chambre.

                                     
  • telefoni bianchi è un sottogenere cinematografico della commedia in voga in Italia tra il 1936 ed il 1943. Il nome deriva dalla presenza di telefoni di
  • stato un montatore italiano, particolarmente attivo ai tempi dei Telefoni bianchi La sua attività di tecnico cinematografico ebbe inizio dopo la Grande
  • Fiumicino, 12 luglio 1975 è stata un attrice italiana del cinema dei telefoni bianchi Dopo i film del debutto Ma non è una cosa seria, del 1936 - in cui
  • esperienza e la sua sicura mano di regista. Divenne maestro del filone dei telefoni bianchi specializzandosi particolarmente nel genere comico. Ma la rilevanza
  • carattere artigianale del cinema, svilito nel periodo del cinema dei telefoni bianchi Molti tecnici di lunga esperienza collaboreranno a questi film, tra
  • è stata un attrice italiana. Esordì nel mondo del cinema nel film Telefoni bianchi del 1976. Nel 1979 ottenne la parte della governante Iris in Buio Omega
  • potendo essere ascritto al filone cinematografico noto come cinema dei telefoni bianchi Il commendator Ferrari, elegante ed esterofilo direttore della casa
  • italiana. Ha debuttato nel cinema a metà degli anni settanta nel film Telefoni bianchi 1976 diretto da Dino Risi, in coincidenza con l esplodere del filone
  • note caratteriste del cinema italiano, prendendo parte a film come Telefoni bianchi 1976 di Dino Risi e Zeder, 1983 ancora di Pupi Avati, che fu
  • 8884403510. F. Savio - Ma l amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime 1930 - 1943 - Milano, Sonzogno, 1975
  • stampe nel 1975, Ma l amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime 1930 - 1943, contenente le schede analitiche