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ⓘ Omicidio di Ermanno Lavorini. L omicidio di Ermanno Lavorini venne commesso a Vecchiano il 31 gennaio 1969; la vittima era un bambino di appena dodici anni rapi ..




Omicidio di Ermanno Lavorini
                                     

ⓘ Omicidio di Ermanno Lavorini

L omicidio di Ermanno Lavorini venne commesso a Vecchiano il 31 gennaio 1969; la vittima era un bambino di appena dodici anni rapito per chiedere un riscatto e poi ucciso. Il caso fu uno di quelli che destarono il massimo scalpore nella storia dItalia del secondo dopoguerra, oltre a essere il primo caso di rapimento di un bambino.

La sparizione del bambino, le ricerche prima e il ritrovamento del suo corpo senza vita poi, fecero discutere per molti mesi i mezzi dinformazione italiani, destando orrore, scandalo e polemiche. Il rapimento del bambino era finalizzato al finanziamento di una associazione eversiva di monarchici che per depistare le indagini ipotizzò una falsa pista di pedofilia.

                                     

1. Storia

Il 31 gennaio 1969 scompare a Viareggio il dodicenne Ermanno Lavorini. La famiglia, che ha un avviato negozio nel centro di Viareggio, riceve una richiesta telefonica di un riscatto lo stesso giorno della scomparsa del ragazzo. Nel mistero, la stampa italiana monta il caso, intorbidendo le acque ed offrendo ampio spazio ad "esperti" in rapimenti, radioestesisti, agopunturisti e sensitivi.

Gli inquirenti inizialmente non hanno una vera e propria direzione da seguire nelle indagini e inoltre, la risonanza mediatica del caso fu tale che le indagini vennero intralciate da una serie di mitomani, falsi testimoni e profittatori interessati alla cifra di 15 milioni di lire richiesta per il riscatto, allora somma notevole. La ricerca ha termine il 9 marzo 1969 quando venne ritrovato il cadavere del bambino sepolto nella sabbia della pineta di Marina di Vecchiano, luogo di incontri frequentato da omosessuali. Le indagini assumono nuovo vigore ed è ventilata con forza lipotesi di delitto a sfondo sessuale ; le analisi successive dimostreranno che la morte risaliva al giorno stesso del rapimento.

Da Roma viene inviato il colonnello Mario de Julio, appena eletto deputato coi monarchici, per dirigere le indagini e inizialmente gli inquirenti ipotizzano che il delitto sia maturato nellambiente dei pedofili di Viareggio. Un ragazzo di sedici anni, Marco Baldisseri, il quale frequentava la pineta per denaro, accusò diverse personalità dellamministrazione cittadina guidata da esponenti del partito socialista di attirare bambini nella pineta per adescarli. Oltre a Baldisseri vennero poi coinvolti altri giovani che frequentavano la pineta come Rodolfo Della Latta e Andrea Benedetti i quali frequentavano anche la locale sede del Fronte Monarchico Giovanile guidato da Pietro Vangioni e del quale Baldisseri era il tesoriere; subito dopo il delitto lassociazione si sciolse e la sede venne chiusa e questo insospettì la polizia ma la pista principale fu quella del delitto maturato nellambiente omosessuale.

Partì una campagna volta a demonizzare lamministrazione cittadina guidata da partiti di ispirazione socialista. A Viareggio giunse Junio Valerio Borghese che fece affiggere sui muri della città dei manifesti che con rappresentato un bambino che chiedeva aiuto e il giornale Secolo dItalia affermava che i corruttori di giovani e i responsabili della morte del bambino erano fra gli esponenti della classe politica al potere nella città. Successivamente allondata di calunnie e accuse infondate, gli inquirenti scoprono invece che la responsabilità del rapimento e delluccisione del bambino è di un gruppo politico locale, il Fronte monarchico, guidato da Pietro Vangioni, che durante le indagini aveva offerto la sua collaborazione ai carabinieri per depistare le indagini. Vangioni indicò ai carabinieri che il colpevole era il cassiere dellassociazione, Marco Baldisseri, un ragazzo di sedici anni. Questi, insieme agli altri ragazzi che poi vennero coinvolti, cercarono di scagionarsi accusando il sindaco di Viareggio, Berchielli, poi un altro esponente socialista, Martinotti. Coinvolsero anche Giuseppe Zacconi, figlio dellattore Ermete Zacconi, che divenne vittima di un linciaggio mediatico e poi nel 1970 morì dinfarto.

Marco Baldisseri, di sedici anni, viene ritenuto lautore del delitto e si ipotizza che la richiesta di riscatto fosse una copertura per coprire un omicidio preterintenzionale, cioè non voluto in modo da dare la colpa al gruppo di ragazzi. Baldisseri fornisce diverse versioni dellaccaduto, accusando altri come a esempio Adolfo Meciani, che alcuni dei ragazzi indicano come autore della telefonata ma Meciani nega ogni addebito, affermando di conoscere superficialmente Baldisseri. Le accuse di questi vengono confermate da Rodolfo Della Latta e Pietro Vangioni e così Meciani venne arrestato. Secondo Baldisseri Meciani avrebbe ucciso Lavorini con un pugno, perché aveva resistito alle sue avances sessuali. La dichiarazione, dimostratasi poi falsa, distrusse Meciani, commerciante viareggino, che fu anche oggetto di due tentativi di linciaggio pubblico. I giornali dellepoca indagarono nella vita privata delluomo e scoprirono che, pur essendo sposato e padre di famiglia, era segretamente omosessuale, frequentava la pineta, intratteneva relazioni sessuali con giovani prostituti, dai quali in passato era anche stato ricattato. La stampa gli attribuì le peggiori nefandezze, e ricostruì così la dinamica del delitto:

"LEspresso", il 4 maggio 1969, si univa al nutrito coro di accusatori del Meciani, dipinto come una "figura ambigua", un "bruto" e come il "mostro sospettato, intuito, immaginato fin dallinizio".

Meciani, vista distrutta per sempre la sua reputazione, si suiciderà impiccandosi con il suo lenzuolo in carcere per laccusa infamante, il 24 maggio, senza aspettare che laccusa cadesse da sola.

Comunque le accuse contro Baldisseri permangono e verrà processato insieme a Vangioni e Della Latta.

                                     

2. Il processo

Di fronte alle accuse, i giovani cambiarono la loro versione dei fatti, affermando che Lavorini sarebbe stato ucciso accidentalmente durante una banale lite fra loro per la spartizione di bossoli di pistola "casualmente" trovati sulla spiaggia. Il processo di primo grado, fra "depistaggi", tentativi di insabbiamento e ostacoli vari, iniziò solo nel gennaio del 1975. Il 6 marzo si concluse con la condanna di Baldisserri a 19 anni, di Della Latta a 15 anni e quattro mesi mentre Pietrino Vangioni fu assolto per insufficienza di prove. La Corte di Assise di Pisa accolse però la tesi del Pubblico Ministero, negando che il delitto avesse avuto un movente politico ed affermando che era "maturato in un ambiente di omosessuali". In appello, il 13 maggio 1977, la sentenza venne modificata comminando 11 anni di carcere a Della Latta, 9 a Vangioni e 8 anni a Baldisseri; questa sentenza venne confermata dalla Corte di cassazione legando il delitto alleversione di destra in quanto il sequestro di persona era finalizzato al finanziare la loro associazione.

                                     

3. Influenza culturale

Limpatto è tale che il cantautore Franco Trincale incide su 45 giri una ballata dai toni cupi, Il ragazzo scomparso a Viareggio, in cui invita i rapitori a ridare alla mamma ladolescente. Al primo disco ne seguiranno altri, fino a un totale di cinque, aggiornando, man mano che venivano diffuse nuove rivelazioni sul caso.

Come nello scandalo dei balletti verdi, anche nello scandalo Lavorini lomosessualità, e presunti atti sessuali tra minorenni e adulti, sono al centro dellindagine e rimarranno, nella memoria storica, strettamente legati al caso, anche se la giustizia escluderà infine ogni addebito nei confronti degli omosessuali inquisiti.

Mino Monicelli su Lespresso, ad esempio, il 4 maggio 1969 afferma che è necessario lavare via lo sporco dalla città impestata dallincubo di quellimmondo imbroglio di omosessuali che si chiama caso Lavorini.

Sempre Monicelli descrive gli omosessuali che frequentano la Pineta di Viareggio:

Il settimanale "Il Borghese", ancora, punta il dito sugli omosessuali:

Il giornale di destra la mette in politica:

Per Extra, un settimanale scandalistico:

Epoca aggiunge:



                                     

4. Curiosità

  • Il caso Lavorini viene citato dal cantante Ligabue nel testo della canzone Nel tempo, tratta dallalbum Arrivederci, mostro! "Hanno ucciso Lavorini e dopo niente è stato come prima".