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ⓘ Amarcord è un film del 1973 diretto da Federico Fellini. È uno dei film più noti del regista riminese, al punto che lo stesso titolo Amarcord, univerbazione del ..




Amarcord
                                     

ⓘ Amarcord

Amarcord è un film del 1973 diretto da Federico Fellini.

È uno dei film più noti del regista riminese, al punto che lo stesso titolo Amarcord, univerbazione della frase romagnola "a marcord" "io mi ricordo" è diventato un neologismo della lingua italiana, con il significato di rievocazione in chiave nostalgica.

                                     

1. Trama

La vicenda, ambientata allinizio della primavera del 1933 riferimento certo visto la corsa della VII edizione della Mille Miglia, in una Rimini onirica ricostruita a Cinecittà, narra la vita nellantico borgo o e borg, come a Rimini conoscono il quartiere di San Giuliano e dei suoi più o meno particolari abitanti: le feste paesane, le adunate del "sabato fascista", la scuola, i signori di città, i negozianti, il suonatore cieco, la donna procace ma un po attempata alla ricerca di un marito, il venditore ambulante, il matto, lavvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme giunoniche, i professori di liceo, i fascisti, gli antifascisti, il magico conte di Lovignano, ma soprattutto i giovani del paese, adolescenti presi da una prepotente "esplosione sessuale".

Tra questi è messo in particolare risalto il personaggio di Titta Biondi che rappresenta Luigi "Titta" Benzi, amico dinfanzia di Fellini e tutta la sua famiglia: il padre, la madre, il nonno, il fratello e gli zii, di cui uno matto, chiuso in manicomio. Attraverso le vicende della sua adolescenza, il giovane Titta inizierà un percorso che lo porterà, piano piano, alla maturità.

                                     

2.1. Produzione Cast

Nel film recita un breve cameo il cantante del gruppo Banco del Mutuo Soccorso, Francesco Di Giacomo. Il Principe Umberto fu interpretato dal caratterista Marcello Di Falco divenuto poi Marcella Di Folco, nota più tardi come politica e leader del Movimento Italiano Transessuali.

Il ruolo della "Gradisca" era stato inizialmente affidato a Sandra Milo, e - successivamente al rifiuto dellattrice toscana - a Edwige Fenech, ma poco prima di firmare il contratto Fellini cambiò idea, perché secondo lui Edwige, nonostante la nota procacità, era "troppo magra", e non riusciva a prendere chili. Fellini scelse quindi Magali Noel, che aveva una fisicità più prorompente, ed aveva 16 anni in più.

Nella scena del lancio di palle di neve, compare tra i bambini il futuro cantante Eros Ramazzotti. Oliva, il fratello di Titta, e altri amici, sono interpretati infatti da comparse prese tra i ragazzi del quartiere Cinecittà.

Aristide Caporale sempre nel ruolo di Giudizio, Dante Cleri, Marcello di Falco, Francesco Di Giacomo, Nella Gambini, Franco Magno, Fides Stagni e Alvaro Vitali erano già presenti in Roma, film di Fellini a questo precedente.

                                     

3. Distribuzione

Il film, che uscì nelle sale italiane il 13 dicembre 1973, fu poi presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1974. Il film, la cui locandina e i titoli di testa sono opera del grafico statunitense John Alcorn, è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

                                     

4. Amarcord e lelemento autobiografico

Amarcord è senza dubbio il più autobiografico dei film del regista riminese: il titolo stesso è unaffermazione e una conferma di ciò - a marcord "mi ricordo" - ed è proprio questo che Fellini ricorda attraverso gli occhi del suo alter ego che per una volta non è Mastroianni, ma Bruno Zanin, il suo paese, la sua giovinezza, i suoi amici e tutte le figure che gli giravano attorno.

Lelemento autobiografico nellarte di Fellini, comunque, è senza dubbio quello preponderante, basti pensare a Intervista, Roma ed a I Vitelloni: questultimo caso, può essere considerato il "seguito" di Amarcord: i ragazzi sono cresciuti, i problemi sono altri, ma possiamo sempre riconoscere in Moraldo, il giovane che alla fine del film abbandona il paese natale per andare a vivere in una grande città, il giovane Fellini, che abbandona Rimini verso Roma. Unulteriore vena di "passato" la troviamo nelle musiche del maestro Nino Rota: musiche dolci, leggere come i ricordi che accompagnano e mostrano agli occhi degli spettatori.

Il ritorno di Fellini in Romagna si celebra dunque attraverso i piccoli accadimenti di una Rimini in pieno trionfalismo fascista tuttaltro che esaltato. Il ventaglio di una vita si apre nella coralità di unopera degna del miglior Fellini, non a caso premiato con lOscar. Grazie alla collaborazione dello scrittore Tonino Guerra, davanti agli occhi dello spettatore sfila una ricchezza tale di volti e luoghi, divertimenti e finezze, malinconie e suggestioni, da far apprezzare il film a tutto il mondo. Attraverso i toni della commedia venata di malinconia, Amarcord distilla generosamente umori e sensazioni. Tutto ciò è riconoscibile nel film ma, come sottolinea Mario Del Vecchio, è la sostanza poetica che salta agli occhi. I protagonisti di Amarcord, e soprattutto le figure di contorno, non solo sono caricature di altrettante persone colte in un particolare momento storico; piuttosto, sono tipi universali, che vanno oltre la dimensione temporale per diventare immortali come, appunto, la poesia.



                                     

5. Riconoscimenti

  • 1975 - Premio Oscar
  • Miglior film straniero Italia
  • Nomination Miglior regista a Federico Fellini
  • Nomination Miglior sceneggiatura originale a Federico Fellini e Tonino Guerra
  • 1976 - Premio Oscar
  • Nomination Miglior film straniero Italia
  • 1975 - Golden Globe
  • 1974 - David di Donatello
  • Miglior regia a Federico Fellini
  • Miglior film a Federico Fellini e Franco Cristaldi
  • Miglior soggetto originale a Federico Fellini
  • Regista del miglior film a Federico Fellini
  • Nomination Migliore fotografia a Giuseppe Rotunno
  • Nomination Migliore attrice non protagonista a Pupella Maggio
  • Miglior attore esordiente a Gianfilippo Carcano
  • Nomination Migliore colonna sonora a Nino Rota
  • 1974 - Nastro dargento
  • Nomination Migliore attore non protagonista a Ciccio Ingrassia
  • Miglior sceneggiatura a Federico Fellini e Tonino Guerra
  • Nomination Migliori costumi a Danilo Donati
  • Miglior film a Federico Fellini e Franco Cristaldi
  • 1975 - Globo doro
  • Miglior film straniero Italia
  • 1974 - National Board of Review Awards
  • 1975 - Kansas City Film Critics Circle Awards
  • Miglior film straniero Italia
  • Miglior film europeo Italia
  • 1975 - Premio Bodil
  • 1974 - New York Film Critics Circle
  • Miglior film
  • Miglior regia a Federico Fellini
  • Miglior film straniero
  • 1975 - Syndicat Français de la Critique du Cinéma
  • 1975 - Premio Kinema Junpo
  • Miglior regia del miglior film straniero a Federico Fellini
  • 1976 - Círculo de Escritores Cinematográficos
  • Miglior film straniero Italia