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ⓘ Isola di Dino. L isola di Dino è unisola italiana sita lungo la costa nord occidentale del Tirreno, di fronte allabitato di Praia a Mare in Calabria, più precis ..




Isola di Dino
                                     

ⓘ Isola di Dino

L isola di Dino è unisola italiana sita lungo la costa nord occidentale del Tirreno, di fronte allabitato di Praia a Mare in Calabria, più precisamente davanti a Capo dellArena a sud del paese.

Il nome forse deriva dal fatto che sullisola sorgeva un tempio aedina dedicato a Venere, oppure, ipotesi più accreditata, è quella che farebbe derivare il nome dalletimo greco dina, ovvero vortice, tempesta. Infatti erano un tempo pericolose per i naviganti, in giornate di mare mosso, le acque prossime alla punta sud dellIsola, detta Frontone.

                                     

1. Geografia

Si estende per 50 ettari circa con unaltitudine massima di 100 metri. Nel versante settentrionale, di fronte a Capo dellArena, cè un piccolo molo di attracco da cui parte una strada rotabile che con uno sviluppo di 1700 metri conduce nei cottages situati nella zona alta dellisola. Ha fianchi con strapiombi alti oltre 80 metri ed altri piuttosto scoscesi, alla base dei quali, sia al di sotto che al di sopra del livello del mare, lerosione sulle rocce calcaree ha dato vita a molte grotte tra le quali quella del" Monaco”, delle" Sardine” dove sono presenti stalagmiti, delle" Cascate”, del" Leone” ed infine la" Grotta Azzurra” che è la più grande. Ma la grotta più interessante dellisola, sebbene accessibile solo ai subacquei esperti, è la Grotta Gargiulo, che si apre a 18 metri sotto la superficie del mare e si estende nelle profondità dellisola per alcune decine di metri, completamente sommersa, fatta eccezione per due bolle daria. Laccesso ad una parte della Grotta è sconsigliabile anche ai subacquei, tranne che a speleosub esperti.

                                     

2. Storia

Lisola fu testimone di lotte e battaglie, incursioni piratesche, assalti, difese disperate. Vascelli musulmani vi fecero tappa in più occasioni nel corso delle loro spedizioni militari in Italia: nel IX secolo d.C., nel XV e nel XVI. Nellestate del 1600 il litorale fu preso dassalto dai Turchi, guidati da Amurat Rays, che con il suo esercito di predoni le sue navi terrorizzava il Meridione dItalia. Gli aietani si trincerarono sullisola ed opposero forte resistenza. Dopo giorni di assalto i difensori guidati da Francesco Vitigno furono tutti catturati ed uccisi. Nel 1806 lisola divenne base delle operazioni della flotta anglo borbonica, agli ordini dellammiraglio Sidney Smith, che tentava di opporsi alla penetrazione dellesercito napoleonico in Calabria. Nel 1812 Gioacchino Murat elimina la feudalità. Il Demanio reale sottrasse lisola al Marchese di Aieta, nella cui giurisdizione la stessa ricadeva e la concesse al Comune di Aieta. Successivamente lisola passa ai Borbonici. Nei pressi dellisola, durante la notte di Santo Stefano del 1917, il sommergibile tedesco UB-49 Hans von Mellenthin affondò il piroscafo inglese" Umballa” che trasportava orzo. Il piroscafo, varato nel 1898 e di proprietà della British India Steam Navigation Company Ltd., era salpato da Karachi, aveva fatto tappa a Siracusa ed era diretto a Napoli. Dopo la tragedia che costò la perdita di quindici vite umane, la campana della nave venne donata al Santuario della Madonna della Grotta. Fu fissata sul campanile dopo essere stata ribattezzata" Santa Maria della Vittoria”. Nel 1928 lisola diventa proprietà del Comune di Praia a Mare, quando lo stesso diventa autonomo. Nel 1956 lisola viene data in concessione per 99 anni e nel 1962 lisola viene venduta per 50 milioni alla società amministrata dal comm. Bottani e Gianni Agnelli con il fine di portare allo sviluppo turistico a livello internazionale dellintero territorio da Fiuzzi a San Nicola Arcella. Era prevista sullisola unedificabilità pari allo 0.20, con costruzioni alte metri 6.90. È stato effettuato lo sminamento dellisola, ed è stata costruita una strada di 1700 metri che collega il pontile di attracco con la parte alta dellisola, dove sono stati costruiti dei cottages. Nella parte bassa, allaltezza della Grotta del Leone, sono sorti dei tucul con ristorante. La proprietà dellisola è poi passata ad un gruppo di imprenditori che per motivi amministrativi hanno abbandonato il bene a se stesso.

Il 13 giugno 2014 la sezione distaccata di Scalea del Tribunale di Paola ha annullato il contratto con il quale Gianni Agnelli comprò lisoletta per 50 milioni di lire. Nel 2019, dopo un breve periodo di gestione comunale, lisola torna proprietà privata dellimprenditore campano Domenico Palumbo.

                                     

3. Fauna e flora

Oltre alla vegetazione della macchia mediterranea, si possono trovare numerose piante rare come la palma nana, accantonata sulle falesie verticali inaccessibili a nord ed a nord-ovest, il talittro calabro, il garofano delle rupi Dianthus rupicola, e, in particolare, lendemica primula di Palinuro Primula Palinuri, presente in alcune colonie sulle pareti calcaree esposte a nord e a nord-est. Su Dino si osservano i popolamenti meglio costituiti di tutto lareale della primula costa tirrenica da Capo Palinuro a Capo Scalea. Questo probabilmente perché le postazioni di primula su Dino sono accessibili con difficoltà e sono dunque poco disturbate dalluomo. Infatti su Dino si notano frequentemente gruppi di primula che, abbandonato il loro habitat rupestre, si spingono tra la vegetazione erbacea, fin sotto i lecci. Singoli esemplari o piccoli gruppi si osservano anche sulla spiaggia, abbarbicati alle pareti rocciose delle scogliere, presso la Torre di Fiuzzi, di fronte allIsola di Dino. La primula di Palinuro è inserita nellelenco delle specie minacciate dallIUCN. Per la presenza della primula, e delle altre specie endemiche, lisola è un Sito di Interesse Comunitario SIC. Per Dino è in corso liter di istituzione di una riserva naturale.

La fauna di Dino comprende molte specie di uccelli migratori, gabbiani che nidificano sulle scoscese falesie e qualche rapace. Completano la popolazione piccoli roditori e diverse specie di rettili. Ben più variegato è lhabitat sommerso. Scendendo nelle profondità ci si imbatte dapprima nelle castagnole, nella murena, nei polpi e ormai tra i 20/30 metri di profondità si trovano le Gorgonie Paramuricea clavata che superano il metro di altezza e si estendono in praterie per alcune centinaia di metri. A queste profondità vivono numerosi esemplari di cernia e ricciola.



                                     

4. Percorsi turistici

Il percorso migliore per circumnavigare lisola è quello di seguire la rotta est-nord–ovest e non più tardi delle ore 11.00. La prima grotta che sincontra è quella detta del "monaco", a seguire la "grotta delle sardine" così chiamata per le molte sardine che vi si trovano. Superato il frontone, ossia la punta occidentale dellisola, si incontra lampia entrata della "grotta del frontone". A una cinquantina di metri da questa si incontra la "grotta delle cascate" così chiamata appunto per il rumore continuo delle acque che cadono. Subito dopo vi è lentrata della "grotta azzurra" che è certamente la più bella delle grotte, ricorda quella di Capri, ma è diversa per i colori dellacqua che vanno dal verde azzurro verde rame in contrasto con lazzurro pastoso e intenso dei bordi interni della grotta. Poco più avanti, infine, dopo aver superato lo sperone roccioso su cui sorge una costruzione adibita a bar ristorante e dancing a forma di fungo con più peduncoli e al di sotto dei bianchi" trulli”, tipiche costruzioni di forma ovale e di colore bianco adibite a case vacanza, cè la "grotta del leone" così chiamata per una roccia che immersa nellacqua ha assunto la forma di un leone accovacciato. Grazie ad un programma di "passeggiate orientate" realizzato per la prima volta dalla Pro Loco locale nel 2007 e poi gestito dallattuale proprietà, è possibile effettuare il percorso turistico anche lungo il percorso terrestre dellisola, attraverso gli orientatori che vi porteranno alla scoperta dei patrimoni ambientali floristici e faunistici presenti, ed osservare la torre di origine Normanna posta allestrema punta ad ovest dellIsola, insieme alla stele dedicata alla Madonna della Grotta posta sul punto più alto ad Est dellIsola, da cui si ammira il panorama.

                                     

5. Centro ricettivo

Allinizio degli anni novanta, sul versante sud, era attivo un piccolo centro turistico, consistente in un bar attrezzato e 6 trulli doppi in cemento. A causa però di alcune prescrizioni amministrative consistenti in adeguamenti alle norme, il centro turistico fu chiuso ed ancora oggi è in completo disuso e degrado. Tutti gli arredamenti ingombranti sono stati abbandonati e a tratti vandalizzati, mentre oggetti leggeri sono stati portati via come "souvenir" dai numerosi turisti che in maniera indiscriminata vi accedevano. Il tetto del bar è parzialmente crollato, mentre i trulli sono ancora in ottime condizioni, anche se hanno gli interni depredati. Esiste sullisola anche una piscina ormai completamente in disuso e rovinata, nella zona bassa vicino ai trulli ed allex bar. Listituzione di una riserva naturale preserverebbe lisola da ulteriori devastazioni, legate allo sfruttamento per ledilizia elitaria, e incentiverebbe forme di turismo sostenibile.