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ⓘ Margotta. La margotta è una tecnica di moltiplicazione agamica delle piante utilizzata in alternativa alla talea ma non solo, e consiste nel far radicare un ram ..




Margotta
                                     

ⓘ Margotta

La margotta è una tecnica di moltiplicazione agamica delle piante utilizzata in alternativa alla talea ma non solo, e consiste nel far radicare un ramo ancora collegato alla pianta madre.

                                     

1.1. Tipologie Margotta aerea

Impiegata su piante tropicali e ornamentali. Si ottiene avvolgendo con una tela contenente terra un ramo e legando il sacco alle due estremità. La parte di ramo a contatto con la terra emette radici avventizie, quando le radici sono ben sviluppate il ramo viene tagliato al di sotto del legaccio inferiore, terra e telo vengono rimossi e viene trapiantata.

                                     

1.2. Tipologie Margotta di ceppaia

Usata per produrre portainnesti di fruttiferi, è la tecnica più efficiente dal punto di vista del rapporto tra la quantità materiale prodotto e i costi di produzione spazio e manodopera. Le piante madri vengono disposte a file 40–50 cm sulla fila e dopo un anno, prima della ripresa vegetativa, vengono capitozzate allaltezza del colletto: questo stimola lemissione di numerosi germogli che, raggiunti i 15–20 cm di lunghezza, vengono ricoperti alla base con terra in modo da stimolare lemissione di radici avventizie. A fine stagione si ottengono così delle barbatelle pronte da espiantare. Loperazione si può ripetere più volte nel tempo: una margotta di ceppaia ben tenuta può durare anche 15-20 anni.

                                     

1.3. Tipologie Margotta ad archetto

Chiamata anche propaggine semplice, è usata per piante ornamentali es. vite americana e per alcuni fruttiferi. Si origina piegando un giovane ramo di una pianta fino ad interrarlo per poi rivolgerlo verso lalto sorretto da un paletto. La parte sotterranea emette radici avventizie e quella aerea nuovi germogli formando una nuova piantina. A radicazione avvenuta il ramo di collegamento viene tagliato.

                                     

2. Procedimento

La metodologia operativa classica è quella di incidere con un coltello ben affilato e pulito la corteccia asportando un anello di altezza più o meno uguale al diametro del ramo; tolta la corteccia, si sparge sulla parte scortecciata ormone radicante e lo si circonda con terriccio, sfagno, torba, o miscele tipo torba e perlite o torba e pomice. Il tutto va ricoperto da materiale plastico scuro, preferibilmente nero, per la conservazione dellumidità necessaria e per far sì che avvenga la formazione delle radici di tanto in tanto sarà bene idratare il terriccio con lausilio di una siringa. Dopo un tempo variabile secondo le essenze, il cartoccio sarà pieno di radici, allora si potrà separare il ramo dalla pianta madre e porlo a dimora in vaso con terriccio adeguato.

Il periodo ideale per eseguire una margotta è maggio-giugno, periodo in cui le temperature sono sensibilmente aumentate; la temperatura, infatti, insieme allumidità costante e lentrata in vegetazione della pianta sono i fattori principali per la buona riuscita di una margotta.



                                     

3. Piante utilizzabili

Le varie specie rispondono in modo molto diverso alla tecnica. Tra le piante che radicano rapidamente e in una percentuale vicino al 100% abbiamo il melograno, i ficus, lolivo. Al contrario, la maggior parte delle conifere, non radicano con questa tecnica se non in rari casi. La margotta si utilizza per avere piante di maggiori dimensioni di quelle riprodotte per talea, o piante da serra particolarmente rare e preziose. È una tecnica molto utilizzata in campo bonsaistico.