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ⓘ AFP Giovinazzo Polisportiva A.S.D.. L AFP Giovinazzo Polisportiva è un club italiano di hockey su pista fondato nel 1968 ed avente sede a Giovinazzo in provinci ..




AFP Giovinazzo Polisportiva A.S.D.
                                     

ⓘ AFP Giovinazzo Polisportiva A.S.D.

L AFP Giovinazzo Polisportiva è un club italiano di hockey su pista fondato nel 1968 ed avente sede a Giovinazzo in provincia di Bari. Nella sua storia ha vinto 1 campionato nazionale e 1 Coppa delle Coppe.

                                     

1.1. Storia Fondazione

Il Gruppo Sportivo Acciaierie e Ferriere Pugliesi A.F.P. nacque nei primi anni sessanta per iniziativa del Presidente dello stabilimento di Giovinazzo, Ingegner Michele Scianatico, come incentivo alla socializzazione e offerta per il tempo libero agli oltre mille operai dellAcciaieria e alle loro famiglie. La guida tecnica delle squadre di pattinaggio e hockey su pista venne affidata a Gianni Massari, capo del personale dello stabilimento, detentore di vari titoli di corsa su pattini a rotelle, fra cui i primati mondiali sul miglio e sul mezzo miglio. Nel 1965 la società ottenne laffiliazione alla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio.

                                     

1.2. Storia Gianni Massari

Le attività sportive dellA.F.P. Giovinazzo si concentrarono nei primi anni nelle corse su strada. Linteresse per lhockey fu suscitato nei giovani pattinatori giovinazzesi in modo del tutto casuale: durante le pause dei duri allenamenti per le corse, senza abbandonare la pista prendevano stecche e pallina e improvvisavano partitelle. Dal gioco alla passione levoluzione fu naturale e Gianni Massari intravide nello sport di squadra lalveo giusto per assecondare le propensioni dei suoi atleti. La squadra di hockey su pista fece il suo esordio nel campionato di hockey su pista alla fine degli anni sessanta e nel 1973 ottenne la prima promozione in Serie A. Gianni Massari era allenatore-giocatore di quella squadra. La sua visione di gioco le sue impostazioni erano innovative per quegli anni: la pista andava sfruttata in ogni angolo, la base del gioco era il possesso palla: i quattro giocatori si scambiavano e facevano ruotare la pallina accorciandosi in spazi stretti o allungandosi a quadrato; la velocità era fondamentale, le modalità per andare a rete erano molteplici, basate sulla messa in minoranza dei difensori avversari: la bordata dalla distanza, luomo smarcato a centro area da una serie di passaggi, il dribbling per saltare lultimo difensore. Luso del contropiede era raro. Per poter applicare i suoi schemi il "Professore" come era chiamato dai suoi atleti, doveva avere a disposizione gli uomini giusti, e fu sul materiale umano che lavorò per oltre 10 anni, coltivando il fertile ed entusiasta vivaio, puntando sempre sugli stessi atleti, tenendo dure sessioni di allenamento e, soprattutto, mantenendo il livello di partecipazione alla squadra puramente dilettantistico. Dopo le convincenti vittorie con lA.F.P. Giovinazzo, Gianni Massari conquistò il posto di commissario tecnico della nazionale italiana di hockey, prima delle squadre juniores, a partire dal 1979, in virtù delle sue capacità nello scoprire nuovi talenti e formarli, poi anche della squadra maggiore, dal 1980. Nei primi anni alternò la guida del Giovinazzo con quella della nazionale. Lasciò poi Giovinazzo, per approdare alla guida di società settentrionali, fra cui il Monza, con il quale vinse la Coppa Italia e la Coppa CERS nel 1989. Per alcuni anni si dedicò esclusivamente alla nazionale. Sotto la sua guida, gli azzurri nel 1986 e nel 1988 vinsero il Campionato del Mondo, nel 1990 vinsero il Campionato Europeo, nel 1992 conquistarono la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Barcellona, ai quali lhockey su pista fu ammesso come disciplina dimostrativa.

                                     

1.3. Storia La scalata alla Serie A 1965-1977

La forza dellA.F.P. Giovinazzo è da sempre la fertilità e lentusiasmo del vivaio. Si calcola che dalla fondazione più di duemila atleti giovinazzesi abbiano frequentato i corsi di pattinaggio le competizioni di hockey su pista. Le apparizioni non solo di stranieri ma anche di atleti non giovinazzesi nelle squadre dellA.F.P. sono state sporadiche. LA.F.P. prese parte per la prima volta alle attività agonistiche di hockey su pista nel 1965, con liscrizione al campionato di Serie C. Capitano di quella prima formazione era Gianni Massari. La pista era quella del Parco Scianatico, costruito dai padroni della ferriera a pochi passi dai capannoni, per offrire ai dipendenti e alle loro famiglie un ambiente ricreativo e opportunità di socializzazione. Dallinizio fu data unimportanza decisiva al vivaio e i primi risultati non tardarono ad arrivare: la squadra degli Allievi vinse il campionato italiano sia nel 1966 sia nel 1967. Per la squadra maggiore arrivò subito la promozione in Serie B e, dopo poche stagioni, nel 1973, la prima storica promozione in Serie A. Allenatore-giocatore e capitano di quella squadra era sempre Gianni Massari, che dopo pochi anni avrebbe smesso con lhockey giocato per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di allenatore. Punta di diamante dellattacco biancoverde, Francesco Frasca. Il 1973 si concluse con la vittoria del campionato italiano da parte della squadra Juniores. Era la fine del ciclo di rodaggio, lesperimento poteva dirsi riuscito, innanzitutto da un punto di vista geografico: Giovinazzo, cittadina di 20mila abitanti nel profondo Sud, si affacciava nellolimpo di questo sport, praticato essenzialmente in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e in altre province del Nord Italia. Le trasferte di migliaia di chilometri in bus erano massacranti e lasciavano i segni negli atleti, che nei primi anni di Serie A perdevano regolarmente quasi tutte le trasferte per poi sfoderare prestazioni sorprendenti sulla pista del Parco Scianatico, in casa. Lhockey su pista era e resta uno sport povero, privo di grandi sponsorizzazioni, fuori dal giro dei ricchi contratti per la concessione di diritti televisivi. Le società devono moltiplicare gli sforzi economici per acquistare la costosa attrezzatura, mantenere il vivaio, iscriversi al campionati, pagare le trasferte e infine onorare i contratti con i giocatori, voce che incide fortemente sul bilancio nelleventualità che venga scelta lopzione del professionismo. Per ridurre al minimo i costi, una società giovane come lA.F.P. Giovinazzo scelse la strada del dilettantismo, che ha poi conservato negli anni, unica squadra tra le grandi, in modo da garantirsi continuità e ricambio generazionale coltivando il fertile vivaio. In quei primi anni la presenza industriale delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi assicurava una sicurezza economica non indifferente.



                                     

1.4. Storia Sulla vetta dEuropa 1978-1981

Allentusiasmo del pubblico per la permanenza nella massima serie nei primi anni la squadra rispose con una stabilità nei risultati e una fame di successi che trovava proprio nel pubblico la sponda migliore. Nel 1974 fu raggiunta la finale di Coppa Italia, la prima di una lunga serie di finali stregate: lA.F.P. non conquistò mai questo trofeo. Fu battuta dal Trissino: 5-5 allandata; 3-6 al ritorno. Il vivaio dava grandi soddisfazioni: la squadra juniores, trascinata da due giovanissimi campioni, Pino Marzella e Tommaso Colamaria, vinse il campionato nel 1976 e nel 1977. La squadra senior raggiunse una seconda volta la finale di Coppa Italia nel 1977: 3-2 e 4-10 i risultati, con il Follonica che si aggiudicava il trofeo. Stessa storia si ripeteva lanno successivo: finale di Coppa Italia contro lAmatori Lodi: 2-2 e 1-7 i risultati. Davvero le finali sembravano rappresentare un tabù per la squadra di Gianni Massari. Nel 1979, al termine di un campionato strepitoso, la squadra di Frasca e Marzella si ritrovò prima in classifica a pari punti con il Breganze. La partita di spareggio per lo scudetto venne largamente dominata, nella prima parte, dallA.F.P. ma nel secondo tempo ci fu il recupero perentorio dei veneti. Manco lapporto decisivo delle reti di Marzella, andato a segno una sola volta, fissando il punteggio sul 6-4 a favore della sua squadra. Il Breganze ebbe un ritorno di fiamma e con un gol a due minuti dal termine raggiunse il 7-6 e il sogno dello scudetto sfumò. Fu in quella occasione che un certo razzismo si manifestò nei confronti della squadra di Giovinazzo, durante il campionato e nel cruciale spareggio scudetto, oltrepassando la soglia fisiologica della goliardia legata alle competizioni agonistiche: dirigenti e tifosi settentrionali giuravano che mai lo scudetto dellhockey, disciplina praticata quasi esclusivamente al Nord, sarebbe sceso così "in basso", nel profondo Sud. Sarebbero stati smentiti lanno successivo, al termine di una stagione nella quale lA.F.P. Giovinazzo non ebbe rivali e conquistò lo scudetto, partita dopo partita, al termine della regular season. Fu una stagione miracolosa: la squadra era stata ammessa, lanno precedente, a prendere parte alla Coppa delle Coppe, che vinse, sconfiggendo gli spagnoli del Sentmenat in una doppia finale al cardiopalma: 4-11 il risultato allandata, in Spagna, 14-4 a Giovinazzo, in una partita mitica, una notte nella quale mille cose accaddero: per la prima volta una squadra italiana conquistava un titolo europeo per club, dominio fino allora di spagnoli e portoghesi; esplodeva il tifo dei giovinazzesi, fatto di operai che si aggrappavano alla squadra di hockey per uscire dallanonimato della provincia operaia e contadina e trovare il giusto riscatto nello sport; fu recuperato uno svantaggio abissale; esplose definitivamente, come campione di livello europeo, Pino Marzella, 19 anni, che segnò 11 gol; fu prepotentemente confermata la supremazia di gioco dellA.F.P., a dispetto delle voci maligne venate di razzismo degli avversari italiani; si concluse una stagione irripetibile per lo sport giovinazzese, programmata dal "professore" Gianni Massari e conquistata con compattezza da tutta la squadra. Per molti anni tra le strade di Giovinazzo i ragazzini improvvisavano piste e giocavano a hockey anziché a calcio. Mostrare in pubblico cimeli come una stecca spezzata, appartenuta a Frasca, o un guanto di Marzella era motivo di vanto. Avrebbero potuto restare sulla vetta dEuropa per molti anni ancora. La scuola di Massari aveva dimostrato il suo valore e iniziava a portare notevoli risultati, i campioni esprimevano un gioco di livello mondiale, arrivavano le prime convocazioni in nazionale e per un paio danni i giocatori dellA.F.P. rappresentarono il blocco di base della nazionale italiana. Il meccanismo sembrava perfetto ma non lo era, se il campione più promettente, Pino Marzella, abbandonava il sogno dilettantistico della provincia meridionale per inseguire un ricco contratto a Reggio nellEmilia. La stagione 1980-1981 dellA.F.P. si concluse in modo tuttaltro che deludente: la squadra non era affatto appagata e conquistò il terzo posto in campionato e la finale di Coppa dei Campioni. Quando il FC Barcellona scese in pista a Giovinazzo, al pubblico sembrava di rivivere la finale di un anno prima, ma i campioni spagnoli erano nettamente più forti di Francesco Frasca e compagni e il risultato finale fu 2-6.

                                     

1.5. Storia Il declino 1982-1997

Quando Pino Marzella lasciò Giovinazzo le prime avvisaglie di crisi alle Acciaierie e Ferriere Pugliesi si erano manifestate ormai da diversi anni. Il mancato ammodernamento di impianti obsoleti e una generale crisi nel settore dellacciaio furono causa del tracollo della società, che chiuse i battenti nel 1982, dopo prolungati scontri fra lavoratori e proprietà, lasciando senza lavoro più di mille dipendenti. LA.F.P. risentì pesantemente della crisi: quasi tutti i giocatori erano dipendenti della ferriera: la perdita del posto di lavoro non era certo una prospettiva rassicurante per poter passare il tempo libero ad allenarsi e giocare competizioni internazionali. Tommaso Colamaria e Pietro Turturro seguirono la strada di Pino Marzella e accettarono le offerte di club del nord lHockey Novara il primo, la Corradini Reggio Emilia il secondo pur di sfuggire alla crisi dellA.F.P., Gianni Massari aveva accettato la guida delle squadre nazionali e dedicava ormai molto tempo a curare la guida tecnica delle selezioni azzurre. Poco prima delladdio di Colamaria e Turturro e del fallimento dellacciaieria, la squadra aveva raggiunto la finale di Coppa Italia contro il Follonica, che perse regolarmente: 4-4 allandata, 4-5 al ritorno. La stagione fu chiusa al terzo posto in classifica. La prima stagione dellA.F.P. senza il sostegno industriale della ferriera fu vissuta fra luci e ombre: a dimostrazione del fatto che la scuola Massari restava estremamente valida, anche i ricambi dei vari Marzella, Beltempo, Caricato, Turturro, Colamaria, riuscivano a ottenere risultati sorprendenti. Nella stagione 1982-1983 la squadra retrocedette in Serie A2 ma riuscì a andare fino in finale in Coppa CERS, che perse contro il Vercelli e in finale di coppa Italia, ancora contro il Vercelli: 1-6 il risultato per i piemontesi. Lanno successivo risalì prontamente in Serie A1. Stessa storia nel 1983-1984: finale di Coppa Italia persa 2-3 contro il Monza e retrocessione in Serie A2. Nel 1985 Francesco Frasca si ritirava dallhockey giocato mentre altri due giovanissimi campioni esplodevano con prepotenza a Giovinazzo: Francesco Amato e Antonio Frasca, che al loro esordio in prima squadra riportarono lA.F.P. in Serie A1 a suon di gol, dopo aver vinto lanno precedente il Campionato Italiano Categoria Juniores. Gianni Massari aveva deciso di lasciare definitivamente Giovinazzo per dedicarsi a tempo pieno alla nazionale e nel 1986, con Pino Marzella e Tommaso Colamaria in squadra, portava lItalia a conquistare il titolo di campione del mondo a Barcelos, in Portogallo. La guida tecnica della squadra era passata nelle mani di Francesco Frasca, che sperava di poter aprire un nuovo ciclo di vittorie con una squadra costruita intorno ai giovanissimi Antonio, suo fratello minore, e Franco Amato. Il progetto sarebbe fallito a causa della catastrofica situazione economica della società, ormai da anni senza una presenza industriale alle spalle. Disputarono lultimo campionato di serie A1 nella stagione 1987/88. Dopodiché la dirigenza, messa alle strette da offerte irrinunciabili da parte delle società settentrionali, cedette nel 1987 Franco Amato allHockey Novara e nel 1988 Antonio Frasca allHockey Club Monza. I tifosi reagirono con rabbia e la situazione di malumore generale precipitò: nel 1988 la società si divise in due: Gruppo Sportivo Hockey Giovinazzo e Hockey Club Giovinazzo. Il G.S.H. ha raccolto leredità dellA.F.P. senior. Ha disputato gli ultimi due campionati di Serie A1 nel 1991-1992 e nel 1994-1995. Soprattutto la squadra del 1991-1992 era piuttosto competitiva, con giovani promesse affiancate a giocatori esperti Antonio Cannato, Pietro Turturro. Tuttavia non riuscì a restare in Serie A1 a causa di una sconfitta nei play-out. La società si sciolse definitivamente nel 1997. LHockey Club ha puntato molto sul vivaio, ottenendo numerosi titoli nazionali, fra cui il campionato italiano categoria Juniores nel 1997.

                                     

1.6. Storia La rifondazione 2004

LA.F.P. Giovinazzo Polisportiva è stata rifondata nel 2004 per iniziativa di un ristretto gruppo di ex giocatori e dirigenti, animati dallintenzione comune di riportare lhockey su pista giovinazzese ai livelli degli anni 80, dopo la diaspora degli anni 90, coincisa con il periodo di crisi nazionale di questo sport, che aveva dato origine a G.S.H. e Hockey Club. La squadra ha ricominciato dal campionato di Serie B. Il responsabile tecnico era Pino Marzella, che al primo tentativo, nella stagione 2004-2005 riuscì a portare lA.F.P. in Serie A2 e condusse la squadra Juniores alla vittoria del Campionato Italiano. Nel marzo 2007, con tre giornate di anticipo sulla fine del campionato, lA.F.P. fu promossa nella massima serie, nella quale fece ritorno dopo 12 anni. Nel luglio 2008 Domenico Illuzzi, classe 1989, è stato il primo atleta dellA.F.P., dopo oltre ventanni, a essere convocato in nazionale in occasione dei Campionati Europei di Oviedo, dove ha conquistato la medaglia di bronzo. La convocazione si è ripetuta in occasione dei Campionati Europei Under 20 di Hamm-Herringen, dove ha contribuito ancora alla conquista della medaglia di bronzo. È stato un importante segnale di fiducia nel futuro del movimento hockeystico giovinazzese, ripetutosi nel luglio 2009 e nel settembre 2010, quando oltre a Domenico Illuzzi anche Antonio DAgostino è stato convocato in nazionale per partecipare ai Campionati Mondiali di Vigo 2009 e ai Campionati Europei di Wuppertal 2010. Dopo 24 anni, nel marzo 2009, lA.F.P. conquista di nuovo il diritto a partecipare a una competizione europea, la Coppa CERS, essendosi classificata settima nel campionato di Serie A1. La stagione 2009-2010 vede la squadra giovinazzese classificarsi sesta nella regular season e perdere contro lAmatori Lodi nei quarti di finale; in Coppa CERS, una sconfitta contro lIgualada per 0-8 nella partita di ritorno ribalta liniziale vantaggio giovinazzese per 4-1 e impedisce laccesso dellA.F.P. alle semifinali. Dal 2012 presidente diventa Pasquale Mario Bacco, medico legale, in rappresentanza della Meleam, società entrata a far parte del consiglio direttivo. Lesperienza della Meleam come sponsor principale della società termina appena un anno dopo. Presidente del sodalizio diventa, così, Pino Colasante, mentre luomo chiave della società resta Vito Favuzzi.



                                     

2. Palmares

Altre competizioni

  • Campionato italiano di serie B/A2: 4
1983-1984, 1990-1991, 1993-1994, 2006-2007