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ⓘ Vescovi italiani ..




                                               

Agnello (vescovo)

Agnello è il secondo vescovo di Telesia di cui si ha notizia. Il vescovo Agnellus Telesinus viene citato nei documenti del concilio romano, indetto da papa Felice III nellanno 487 al fine di risolvere la grave situazione in cui versava la Chiesa Africana, afflitta dalle scorrerie dei barbari. A questa assemblea parteciparono quaranta vescovi italiani, quattro vescovi africani e settantasei sacerdoti. Il vescovo Agnello è citato nella lista dei quarantaquattro vescovi intervenuti, alla sesta riga dellelenco, fra Erennio vescovo di Porto e Urbano vescovo di Foligno.

                                               

Adalberto (vescovo di Bergamo)

Adalberto nacque da una famiglia nobile: il padre Attone, de Carimalo aveva molti possedimenti nel bergamasco e svolgeva un ruolo politico attivo sul territorio. Venne nominato vescovo di Bergamo nell888, succedendo a Garibaldo. Quando nell894 Arnolfo di Carinzia, Re dei Franchi, invocato dal Papa Formoso che non amava Guido II di Spoleto il quale si era nominato re dItalia, conquistò alcune città lombarde tra queste Bergamo distruggendola e facendo numerosi morti tra i cittadini, trovò il vescovo Adalberto come suo grande oppositore. Il vescovo venne fatto prigioniero con tutti i capifami ...

                                               

Cadulto

Di stirpe alemanna, Cadulto nacque in data sconosciuta, probabilmente in terra piemontese, dove iniziò la propria carriera ecclesiastica, divenendo ben presto monaco del Monastero di Reichenau. Era fratello di Liutvardo, arcicancelliere di Carlo il Grosso e vescovo di Vercelli. Eletto vescovo di Novara nellagosto dell882, si preoccupò subito di mettere al sicuro le spoglie di SantAgabio, che vennero trasferite nella Cattedrale novarese per proteggerle dalle incursioni dei barbari magiari. Morì a Novara il 5 aprile 891.

                                               

Bruningo

Bruningo fu la figura più complessa e vivace fra i vescovi astesi precedenti il Mille. Durante il suo mandato siniziò quel processo di trasferimento dei poteri temporali dal conte al vescovo, che si attuerà totalmente sotto lepiscopato di Rozone, con la figura del vescovo-conte. Nel 938, i re Ugo e Lotario donarono a Bruningo la residenza di Castel Vecchio Castrum Vetus, simbolo del potere temporale della città. Bruningo ebbe parte attiva nel governo della città anche sotto il dominio di Berengario e Adalberto. In seguito divenne anche arcicancelliere di Ottone I. A Bruningo va anche dato ...

                                               

Bonifacio (vescovo di Novara)

Bonifacio era discendennte di una famiglia dellarea del mortarese e preposto dei Canonici regolari di Santa Croce di Mortara. Divenuto vescovo di Novara nel 1170, fu vicario imperiale a Venezia dal 1º agosto 1177 per stilare i documenti della pace tra Alessandro III e Federico I. Nel dicembre del 1179, intervenne al Concilio Lateranense III, sottoscrivendo come testimone il 7 dicembre 1191 un Diploma di Enrico VI concesso al comune di Pavia e un documento di pace disposto l8 dicembre 1191 tra Enrico VI le città di Brescia, Bergamo e Cremona.

                                               

Barbaro (vescovo)

Il critico tedesco Ferdinand Hirsch parla di lui avendo rintracciato una lettera che papa Gregorio I indirizzò nel 602 a Barbaro Episcopio Beneventum. Secondo il critico essendo Barbaro fuggito dalla città dove era stato posto veniva inviato in alcune missioni a Palermo ed a Ortona Della sua vita parla anche il Di Meo. La critica storica tuttavia non è unanime nellattribuzione della sede episcopale di Barbaro. Infatti, come documentano Lanzoni e Pietri, lepistolario di Gregorio Magno comprende due lettere del mese di novembre 602, una indirizzata a Barbaro e laltra al clero e ai fedeli di ...

                                               

Paperone de Paperoni (vescovo)

Paperone de Paperoni o de Papareschi è stato un vescovo cattolico italiano, appartenente allordine dei domenicani.

                                     

ⓘ Vescovi italiani

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Felice (vescovo di Firenze)

Nel 313 è infatti tra i presenti a Roma al Concilio tenuto da papa Milziade contro leresia del donatismo. A quellepoca la Chiesa fiorentina era una semplice comunità di fedeli non organizzati. Per avere una base organizzativa della diocesi si dovrà attendere loperato di san Zanobi circa un secolo dopo. Dopo di lui la serie tradizionale di vescovi fiorentini presenta molti nomi non provati storicamente.

                                               

Garibaldo (vescovo di Novara)

Garibaldo nacque in data sconosciuta e intraprese la carriera ecclesiastica. Nel febbraio dell895 venne nominato vescovo di Novara, rimanendo in carica sino alla propria morte, nel maggio del 902. Di lui si sa che, poco prima di morire, ricevette per mano di Berengario I, il 9 maggio 902, un diploma di conferma di possesso dei beni della chiesa novarese.

Massimo Rinaldi (vescovo)
                                               

Massimo Rinaldi (vescovo)

Il 25 gennaio 1991 lallora Vescovo di Rieti Giuseppe Molinari aprì il processo diocesano per la canonizzazione del Servo di Dio Massimo Rinaldi; il 20 novembre 1998 ne venne riconosciuta la validità.

Bartolomeo I della Scala (vescovo)
                                               

Bartolomeo I della Scala (vescovo)

Era figlio naturale di Mastino I della Scala, signore di Verona. Fu monaco dellOrdine di San Benedetto e nel 1321 abate nel monastero di San Zeno a Verona. Fu eletto dal clero nel 1277 vescovo di Verona a succedere al fratello Guido alla guida della diocesi. Lelezione venne confermata dal patriarca di Aquileia Raimondo della Torre e consacrato vescovo nel 1283 da ben tre vescovi.

                                               

Amizone (vescovo di Torino)

Amizone fu vescovo di Torino dal 966 allanno 1000. Era nato a Torino ed era probabilmente figlio del Arduino il Glabro, Marchese di Torino. Non appena eletto, si preoccupò di confermare la fondazione del monastero di Chiusa futura Sacra di San Michele, divenendo famoso anche perché con un editto del 998 limperatore Ottone gli concesse il possesso delle valli di Stura e Braida, con città di importanza significativa come Chieri. Morì a Torino nel 1000.