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ⓘ Juventus Football Club 1992-1993. La squadra, guidata dal confermato Trapattoni, si presentò ai nastri di partenza della stagione con un corposo rinnovamento de ..




Juventus Football Club 1992-1993
                                     

ⓘ Juventus Football Club 1992-1993

La squadra, guidata dal confermato Trapattoni, si presentò ai nastri di partenza della stagione con un corposo rinnovamento della rosa. Il ricambio riguardò soprattutto il centrocampo, con linserimento di elementi quali il giovane Dino Baggio, al definitivo esordio in bianconero dopo lanno in prestito allInter - e presto appellato come Baggio2 per non confonderlo con il suo nuovo capitano, il ben più famoso Divin Codino -, e i nazionali stranieri David Platt e Andreas Möller, e lattacco con il promettente Fabrizio Ravanelli, fattosi notare nelle serie minori, assieme a uno dei "colpi" di mercato della stagione che tuttavia andrà incontro a un iniziale biennio in chiaroscuro sotto la Mole, Gianluca Vialli, strappato per 30 miliardi di lire alla Sampdoria e al suo "gemello" Mancini.

In difesa arrivarono invece in prospettiva il diciassettenne Luigi Sartor, prelevato dalle giovanili del Padova per 1 miliardo - allepoca una cifra record per un giocatore minorenne - e aggregato al vivaio bianconero, e nellimmediato lancora sconosciuto Moreno Torricelli, protagonista di una vera e propria "favola" a sfondo calcistico: falegname brianzolo e giocatore dilettante a tempo perso nella Caratese, nel 1992 impressionò il Trap durante unamichevole primaverile guadagnandosi un ingaggio in bianconero per la stagione seguente, compiendo in pochi mesi un balzo dallInterregionale alla Serie A che non lo destabilizzò, imponendosi immediatamente nell undici titolare.

In campionato la Juventus, complice un cammino altalenante, non riuscì mai a inserirsi nella lotta per lo scudetto, che già dalle prime giornate sembrò indirizzarsi verso le casacche del Milan di Capello; nonostante le 21 reti di Roberto Baggio, superato in classifica marcatori dal solo Signori della Lazio, i bianconeri chiusero quel torneo al quarto posto, dietro ai rossoneri campioni, allInter e a una rampante provinciale quale il Parma.

Ben più esaltante si rivelò la campagna europea in Coppa UEFA, conclusasi con la terza e fin qui ultima affermazione bianconera nella manifestazione - primo club a raggiungere tale traguardo -: dopo aver superato in sequenza i ciprioti dellAnorthosis, gli ellenici del Panathīnaïkos, i cechi del Sigma Olomouc, i lusitani del Benfica e i transalpini del Paris Saint-Germain, i piemontesi ebbero la meglio allatto conclusivo dei tedeschi del Borussia Dortmund sconfiggendoli con un parziale aggregato di 6-1 3-1 al Westfalenstadion, e 3-0 al Delle Alpi, tuttora la vittoria con il maggior scarto in una finale di Coppa UEFA giocata in partita doppia.

La partecipazione alla Coppa Italia si fermò invece in maniera bruciante a un passo dalla finale dopo leliminazione subìta in semifinale a opera degli storici rivali, i concittadini del Torino, premiati dal doppio confronto, dopo due pareggi, unicamente per la regola dei gol in trasferta.