Топ-100
Indietro

ⓘ Mario Balotta. Era figlio del colonnello dArtiglieria Emilio Attilio Francesco Giuseppe Balotta di Trevisanato a sua volta figlio di Giuseppe, pretore e rivoluz ..




Mario Balotta
                                     

ⓘ Mario Balotta

Era figlio del colonnello dArtiglieria Emilio Attilio Francesco Giuseppe Balotta di Trevisanato a sua volta figlio di Giuseppe, pretore e rivoluzionario Anti-Asburgo.

La madre di Mario era la marchesa Lavinia Carcano. Mario sposò nel 1910 Emilia Falorni nata ad Incisa in Val dArno nel 1888, figlia di una famiglia dellalta borghesia della Val dArno. Dal matrimonio nacquero Alberto e Liliana. Il Figlio Alberto, entrò anchesso allAccademia Militare di Torino e fu inquadrato con le Batterie Voloire e sarà decorato di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare per delle operazioni svoltesi sul Fiume Don durante la Campagna di Russia. Mario Balotta entrò nel 1904 allAccademia militare di Torino, continuando, successivamente, alla Scuola dApplicazione.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Mario fu impiegato sul fronte del Carso, combattendo con lartiglieria da campagna. Visti i numerosi eventi bellici e di scontro diretto con il nemico tra cui si ricorda la ferita causata da una granata austriaca e laver evitato lesplosione di un ippotrainato fu decorato con varie onorificenze tra cui alcune Croci di Guerra. Comandò il 7º Reggimento dArtiglieria da Campagna "Pisa" ed in seguito costituì il Reggimento di Artiglieria "Leonessa" a Brescia. Nel 1936 venne promosso colonnello.

Nel 1938 divenne comandante della Scuola Centrale di Artiglieria collaborando attivamente - con numerose pubblicazioni - alla Rivista di Artiglieria.

Nel 1939, prese parte allinvasione italiana dellAlbania. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu impiegato sia sul fronte dellAfrica Settentrionale che in Russia.

Fu Comandante della Scuola di guerra dellesercito.

Promosso generale di brigata, in Nord Africa comandò la 132ª Divisione corazzata "Ariete" dal luglio 1941 al gennaio 1942, in numerose battaglie contro le forze Alleate, ottenendo notevoli vittorie facendo uso di strategie innovative. Proprio in Africa Settentrionale entrò in stretto contatto con il Generale Erwin Rommel, con il quale, in più occasioni, cooperò in varie operazioni. A tal riguardo si ricorda una dellimprese più emblematiche dellarea geografica: la Prima battaglia di Bir el Gobi. In questa battaglia il Gen. Balotta condusse la 132ª Divisione corazzata "Ariete" alla vittoria, conquistando lammirazione di Rommel. Tale scontro, dopo tre settimane circa, fu seguito dalla Seconda battaglia di Bir el Gobi, anche questa volta vinta dagli italiani, dove la Divisione "Ariete", sempre comandata dal generale Mario Balotta, ebbe nuovamente un ruolo primario coordinandosi con le forze corazzate del generale Erwin Rommel).

Dopo la campagna dAfrica nel marzo 1942 fu nominato generale di divisione, e divenne comandante di tutta lartiglieria dellARMIR Armata italiana in Russia, dove riportò ulteriori vittorie e fu tra i primi a rastrellare, a seguito di alcune battaglie, le prime micidiali Katjuše lanciarazzi dellesercito russo. Terminata la campagna, rientrò con notevoli difficoltà climatiche assieme al suo contingente in Italia.

Fu deposto dagli incarichi in seguito all8 Settembre 1943. Tolto il fermo da parte degli stessi tedeschi, fu nuovamente incarcerato dai Partigiani che, nonostante il desiderio di eseguirne la fucilazione, in quanto non confessava notizie mantenendo fede al suo giuramento di militare, abbandonarono, dopo molto tempo, il luogo dove era imprigionato. Fece ritorno - vagando per le campagne per un lungo periodo - a Firenze, dove viveva la famiglia.

Terminata la guerra si congedò con il grado di generale di corpo darmata nel 1946, per non venir meno al giuramento prestato alla monarchia.

Riuscirà, agli inizi degli anni 50, anche a costruire una mostra semi-permanente sulla storia dellartiglieria italiana del 900.

Il 23 luglio 1963 si trovava in villeggiatura a Viareggio e mentre si dirigeva verso la stazione ferroviaria ebbe un infarto. Nei pressi della stazione era ubicato un centro della Croce Rossa Militare, e morì tra le braccia degli infermieri militari accorsi in aiuto.

                                     

1. Onorificenze

  • Cavaliere dellOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  • Medaglia di bronzo al V.M.
  • Cavaliere dellOrdine dellAquila tedesca
  • Insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro tedesca.
  • Commendatore dellOrdine della Corona dItalia