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ⓘ Alfred Jansa. Alfred Johann Theophil Janša Edler von Tannenau è stato un generale austriaco, che in qualità di Capo di stato maggiore dellesercito si oppose fer ..




                                     

ⓘ Alfred Jansa

Alfred Johann Theophil Janša Edler von Tannenau è stato un generale austriaco, che in qualità di Capo di stato maggiore dellesercito si oppose fermamente ai tentativi di Adolf Hitler di annettere lAustria al Terzo Reich. Elaborò un piano operativo, denominato "Piano Jansa", che prevedeva di fermare un eventuale attacco della Wehrmacht sulla linea del fiume Traun in attesa dellintervento di aiuti esterni, con particolare riferimento al Regio Esercito italiano. Posto in pensione il 1 marzo 1938, su esplicita richiesta tedesca messa per iscritto nellarticolo 8 dellaccordo di Berchtesgaden firmato da Hitler e dal cancelliere austriaco von Schuschnigg il 12 febbraio precedente, fu espulso dallAustria su decisione di Reinhard Heydrich nel settembre dello stesso anno e messo al confino a Erfurt. Nel 1939 gli fu tagliata la pensione e dovette iniziare a lavorare come agente assicurativo, e quando nel 1943 gli fu proibito di usare lautomobile divenne venditore di ricambi per automobili in una ditta della cittadina. Dopo la fine della guerra rientrò in Austria, e nonostante un tentativo del governo di affidargli nuovamente il comando dellesercito, continuò a lavorare come venditore di ricambi per automobili fino alla data del suo pensionamento, nel 1954.

                                     

1. Biografia

Nacque a Stanislau, in Galizia, allora parte integrante dellImpero austro-ungarico, il 16 luglio 1884, figlio di Emanuel e Anna von Meyer. Entrato nellImperiale e regio esercito nel settembre 1898, dopo essersi diplomato presso la Scuola cadetti di Vienna fu assegnato al k.u.k. Nr.72 Infanterieregiment di stanza a Bratislava, dove rimase tra il 1902 e il 1906. Tra il 1907 e il 1910 frequentò la Scuola di guerra k.u.k. Kriegsschule. Il 1 novembre 1912 fu assegnato, con il grado di capitano, allo Stato maggiore dellesercito comune, entrando in servizio presso lo staff del Ispettore dellesercito e Governatore della Bosnia-Erzegovina Feldzeugmeister Oskar Potiorek, a Sarajevo. Lì assistette, come capitano della 9ª Brigata da montagna, allattentato che causò la morte dellarciduca ereditario Francesco Ferdinando, avvenuto il 28 giugno 1914, che causò lo scoppio della prima guerra mondiale. Durante il conflitto lavorò come ufficiale di stato maggiore in quasi tutti i teatri di guerra, operando per tre volte come ufficiale di collegamento con i comandi dellalleato tedesco. Dal 27 luglio 1914 al 25 dicembre dello stesso anno prestò servizio presso il comando della 6. Armee, e poi fino al 24 settembre 1915 presso quello della 5. Armee. allora al comando dellArciduca Eugenio. Dal settembre 1915 al febbraio 1916 operò nei Balcani presso lo stato maggiore del Feldmaresciallo August von Mackensen, di cui conquistò la fiducia. Successivamente lavorò anche per lo stato maggiore del generale tedesco Otto von Below in Macedonia. Trascorse gran parte del 1917 presso le unita austro-ungariche operanti sul fronte russo. Nel 1918, infine, fu assegnato come ufficiale di collegamento presso il comando della 14. Armee tedesca del generale Konrad Krafft von Dellmensingen sul fronte italiano.

                                     

1.1. Biografia Tra le due guerre mondiali

Dopo la fine della guerra e la caduta della monarchia lasciò la vita militare, andando a lavorare come addetto alla censura presso lUfficio del Ministero della finanze a Salisburgo. L8 aprile 1919 sposò la signorina Judith Reviczky von Revisnye. Nellestate del 1920 fu reintegrato nel Volkswehr, lesercito della Prima Repubblica Austriaca, dove divenne capo di stato maggiore della 3ª Brigata di stanza a St. Pölten, nella bassa Austria. Promosso generalmajor il 28 giugno 1930, assunse il comando della brigata che conservò fino al 1932. Allinizio del 1933 fu inviato come delegato dellAustria alla fallita Conferenza mondiale sul disarmo che si tenne a Ginevra tra il 1932 e il 1934. Nel corso del 1933 divenne addetto militare a Berlino presso la Repubblica di Weimar. Grazie ai suoi eccellenti collegamenti, risalenti al tempo della prima guerra mondiale, non solo ebbe unapprofondita conoscenza del riarmo della Wehrmacht iniziato nel 1935, ma fu anche in grado di ottenere unimmagine fedele del nuovo regime nazionalsocialista al potere. Pienamente consapevole del pericolo che proveniva dalla Germania di Hitler, nel corso del 1935 fu richiamato in Patria dal governo dittatoriale sotto la guida di Kurt Alois von Schuschnigg, e gli venne affidato il comando della Sezione III del Ministero della difesa nazionale a partire dal 1º giugno. Divenne de facto Capo di Stato maggiore generale, anche se assunse ufficialmente questo il titolo solo dopo lintroduzione del servizio di leva obbligatorio, avvenuta il 1º aprile 1936. Il suo compito principale fu subito il rapido potenziamento dellesercito al fine di poter resistere alle mire annessionistiche tedesche, ma non vi erano fondi di bilancio sufficienti per i suoi piani di vasta portata. Fu elaborato un articolato piano difensivo "piano Jansa", cercando di ottenere il sostegno del Regno dItalia, e fu progettato un sistema di fortificazioni, i cui lavori vennero avviati allinizio del 1938. Il piano di difesa dagli attacchi tedeschi prevedeva che lesercito austriaco si attestasse sulla linea del fiume Traun, evitando allo stesso tempo una battaglia decisiva per guadagnare tempo fino a quando altre nazioni, e tra queste vi era principalmente lItalia, potessero intervenire in aiuto. Il suo chiaro rifiuto del predominio del Terzo Reich le sue energiche richieste per i fondi da destinare alla difesa divennero ben conosciuti alla leadership tedesca. Non fu una sorpresa che tra le richieste rivolte da Hitler al cancelliere Schuschnigg, quando fu firmato laccordo di Berchtesgaden il 12 febbraio 1938 vi fosse la sua rimozione dallincarico di Capo di stato maggiore dellesercito. Il 17 febbraio fu sostituto dal maggiore generale Franz Böhme in base allarticolo 8 dellaccordo, con la motivazione ufficiale che egli avesse raggiunto il limite di età. Non fu ufficialmente informato di questa decisione, che apprese dalla radio e dalla stampa, presentando immediatamente le sue dimissioni. Il 16 febbraio fece la sua visita di commiato al presidente Miklas, il quale disse con rammarico che Schuschnigg non voleva alcuna resistenza militare contro la Germania nazista. Il 1 marzo fu messo ufficialmente in pensione.

Con lAnschluss avvenuto l11 dello stesso mese, la sua situazione peggiorò rapidamente. Il 28 settembre ricevette lordine di presentarsi alla sede della Gestapo di Vienna dove fu informato che, su decisione di Reinhard Heydrich, egli era espulso dal territorio austriaco, e a partire dal giorno 30 doveva trasferirsi a Erfurt, in Turingia, posto al confino. Se avesse rifiutato sarebbe stato rinchiuso in un campo di concentramento. Nel 1939 la sua pensione fu ridotta di un terzo per aver partecipato ad attività antinaziste prima del 1938, e al fine di finanziare lo studio universitario delle proprie figlie a Vienna iniziò a lavorare come agente assicurativo presso il gruppo Gerling. Nel 1943 ricevette la proibizione di spostarsi in macchina come rappresentante, e andò a lavorare come venditore di ricambi per automobile.

                                     

1.2. Biografia Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

Nel maggio 1945, dopo la liberazione del campo di concentramento di Buchenwald, posto vicino a Erfurt, i prigionieri austriaci lo visitarono per ringraziarlo per il suo sostegno morale. Rimase momentaneamente nella cittadina anche quando questa passò dal controllo dellesercito americano a quello dellArmata Rossa sovietica, al fine di salvare larredamento della sua casa e trasferirlo in Austria. Dovette ben presto abbandonare lidea, e nella primavera del 1946 si trasferì dapprima a Graz, raggiungendo poi Vienna allinizio del 1947. Il 15 gennaio fu invitato a parlare del futuro esercito austriaco con il cancelliere Leopold Figl, il ministro degli esteri Karl Gruber e il segretario di stato Ferdinand Graf. Questi politici dellÖVP si aspettavano a breve la conclusione anticipata del Trattato di Stato austriaco con le quattro potenze occupanti, e volevano nominarlo come capo di stato maggiore del nuovo esercito. Riprese a lavorare per la filiale di Vienna della ditta di ricambi automobilistici per la quale aveva già lavorato a Erfurt, fino al compimento del suo settantesimo compleanno nel 1954. Si spense a Vienna il 20 dicembre 1963, e lesercito ne onorò la memoria intitolandogli la Jansakaserne per mezzi corazzati a Grossmittel, nei pressi di Wiener Neustadt, sede del Panzegranadierbattaillon 35.