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ⓘ Carlo Semenza è stato un ingegnere e alpinista italiano, ritenuto uno dei più esperti progettisti e costruttori di dighe nel mondo. Viene ricordato come il prog ..




Carlo Semenza
                                     

ⓘ Carlo Semenza

Carlo Semenza è stato un ingegnere e alpinista italiano, ritenuto uno dei più esperti progettisti e costruttori di dighe nel mondo. Viene ricordato come il progettista della diga del Vajont, la più alta del mondo fino ai primi anni sessanta.

                                     

1.1. Biografia La famiglia

Ultimo dei cinque figli di Arturo Semenza, famoso industriale milanese, e di sua moglie Sofia Alfieri, apparteneva ad una famiglia lombarda di valenti ingegneri distintisi nel mondo dellelettricità, quali Guido Semenza, cugino del padre possidente e fondatore dellAssociazione elettrotecnica italiana, ed i suoi fratelli, Marco e Camillo. Fu educato a Milano, dove il padre gestì lindustria serica di famiglia fino alla morte, avvenuta il 17 novembre 1932.

                                     

1.2. Biografia La carriera

Lasciate la armi dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale come volontario del Genio, l11 agosto 1919 conseguì alla Regia Università degli Studi di Padova la laurea a pieni voti assoluti in ingegneria idraulica. Una mattina dello stesso mese, si presentò allufficio di Vittorio Veneto per la progettazione e la costruzione degli impianti idroelettrici Piave-Santa Croce della SADE con una lettera di presentazione del docente di costruzioni idrauliche, il professor Luciano Conti, che era assai lusinghiera e lo definiva di pronta intelligenza, desideroso di studio e di lavoro. Fu subito assunto dalla SADE come assistente ingegnere.

Lingegnere Vincenzo Ferniani, colui che considerò sempre suo maestro, era stato il suo primo diretto superiore dal 1919 al 1928 e, quando lasciò la direzione dellufficio lavori SADE a favore della Montecatini a Milano, essendo il suo diretto collaboratore, Carlo ricoprì il posto vacante dellufficio tecnico costruzioni idrauliche della SADE, con la consulenza geologica di un amico, il professor Giorgio Dal Piaz.

Al termine della costruzione dei suddetti impianti la SADE gli affidò, con ufficio a Venezia, la piena responsabilità della progettazione e della costruzione dei nuovi impianti che la società stava realizzando nel Triveneto.

Fu socio delle associazioni americana e britannica degli ingegneri civili. Vicepresidente del Comitato italiano della commissione internazionale per le grandi dighe, contribuì allo sviluppo della realizzazione nel 1951 dellISMES Istituto Sperimentale Modelli e Strutture di Bergamo, diretto da Arturo Danusso e del quale fu vicepresidente, per poter realizzare modelli di dighe dinamici aiutando a risolvere problemi alle dighe in progetto e costruzione, nazionali ed estere. Fu anche presidente della Commissione tecnica e membro del comitato tecnico centrale della sezione tecnologica dellANIDEL Associazione italiana delle industrie elettriche.

                                     

1.3. Biografia Le collaborazioni

Conosceva personalmente lingegnere Carlo Emilio Gadda. Nel 1955 fu membro del comitato di consulenza specialistica della società milanese ELC Electroconsult, consociata alla SADE. Nel 1957-58, tramite questa società, collaborò per la progettazione e costruzione della diga di Kurobe, la più alta del Giappone. Fu anche responsabile per la diga del Dez in Iran, gli impianti di Jacui in Brasile, la diga di Kariba in Africa, le dighe di La Soledad, Santa Rosa ed El Novillo in Messico, e vari impianti in Spagna, Germania, Grecia, Nicaragua, Perù, Venezuela, Iraq, Cina e Pakistan.

Nellautunno del 1957, durante un viaggio in Giappone, conobbe per caso il famoso geotecnico austriaco Leopold Müller, che divenne suo amico e collaboratore fidatissimo. Partecipò ampiamente a congressi nazionali e internazionali, nonché a conferenze di natura non tecnica. Al momento della morte era lassistente tecnico esperto delle Nazioni Unite per problemi idroelettrici in Jugoslavia. Scrisse un gran numero di articoli tecnici e scientifici, che sono stati pubblicati in molti paesi.



                                     

1.4. Biografia Lalpinismo

La sua passione per lalpinismo fin da giovanissimo, lo portò a fondare a Milano, qualche anno prima della grande guerra, una società "Cicloalpina". I soci partivano in bicicletta, e con il sacco da montagna, per arrivare ai piedi delle montagne lombarde, ed effettuavano delle ascensioni, al termine delle quali tornavano in bicicletta a Milano.

Trasferitosi a Vittorio Veneto nel 1919, promosse attività alpinistiche e, nel 1925, fu socio fondatore e primo presidente della sezione Club Alpino Italiano di Vittorio Veneto, venendo eletto presidente onorario nel 1954.

                                     

1.5. Biografia La morte

Dal 6 al 16 ottobre 1961 affrontò un pesante viaggio in Perù, con escursioni in alta quota, e il 17 fu presente allinaugurazione della diga del Vajont, che doveva essere la sua ultima grandiosa opera prima della pensione. Sabato 28 fu in visita alla mostra del Mantegna, presso il Palazzo Ducale a Mantova.

La mattina di domenica 29 ottobre ebbe una emorragia cerebrale in casa sua, poco dopo il ritorno dalla messa nella sua parrocchia di Santa Maria ad Elisabetta al Lido, a Venezia. Rimase in coma meno di ventiquattro ore e morì verso le otto di mattina di lunedì 30 ottobre, esattamente quindici giorni prima del fratello Marco. Fino a quel momento era stato sempre nel pieno delle sue forze, ma è probabile che le escursioni in Perù, unite alle tensioni per i pensieri dovuti alla frana, siano state la causa del suo malore. Di sincera coscienza cristiana, con lui vivo non ci sarebbe stato il disastro del Vajont: infatti, come misura precauzionale, aveva deciso di effettuare soltanto un parziale invaso.

Fu sepolto a Venezia. Alla SADE il suo ruolo venne ricoperto dallingegnere Alberico Biadene, suo vice. Il 25 febbraio 1968, dopo la sentenza del giudice istruttore di Belluno, sul retro della fotografia di lui, che conservava sul comodino, sua moglie scrisse: Ecco la prima, la grande, vittima del Vajont. Il tribunale de LAquila sentenziò post mortem la sua estraneità dalla sciagura, ma questo non bastò a convincere lopinione pubblica, in particolare i comunisti, per le sue responsabilità.

                                     

2. Opere principali

Di seguito sono riportate in ordine cronologico le sue opere:

Centrali idroelettriche

  • Soverzene centrale Achille Gaggia
  • La Stanga
  • Agordo
  • Colomber
  • Somplago
  • Barcis
  • Gardona
  • Plava
  • Ampezzo Carnico centrale Giuseppe Volpi
  • Doblari
  • Malga Ciapela

Opere di presa e canali

  • Canale "Cellina" dimmissione Piave, lago di Santa Croce
  • Derivazione del Novarza
  • Sifone del Friga
  • Presa sul Piave a Soverzene
  • Canale Negrisiola-Carron
                                     

2.1. Opere principali Grandi dighe

  • Diga di Pieve di Cadore, sul Piave 1949;
  • Diga dellAmbiesta, sul torrente omonimo 1960;
  • Diga di Vodo di Cadore, sul Boite 1960;
  • Diga del Ghirlo, sul Cordevole 1940;
  • Diga del Mis, sul torrente omonimo 1960.
  • Diga di Barcis, sul Cellina 1954;
  • Diga di Pian di Fedaia, sullAvisio 1956;
  • Diga in terra per lampliamento lago di Santa Croce 1938;
  • Diga del Vajont, sul torrente omonimo 1960;
  • Diga di Val Gallina, sul torrente omonimo 1951;
  • Diga di Pontesei, sul Maè 1956;
  • Diga di Sottosella, sullIsonzo, ex Jugoslavia 1940;
  • Diga di Sauris, sul Lumiei 1947;
  • Diga di Valle di Cadore, sul Boite 1952;
  • Diga di Bau Mandara, sul Flumendosa 1949;
  • Diga de La Stua, sul torrente Caorame 1954;
                                     

2.2. Opere principali Opere di presa e canali

  • Canale "Cellina" dimmissione Piave, lago di Santa Croce
  • Derivazione del Novarza
  • Sifone del Friga
  • Presa sul Piave a Soverzene
  • Canale Negrisiola-Carron
                                     

3. Onorificenze

  • Il 13 novembre 1961, due settimane dopo la sua morte, il consiglio del Club Alpino Italiano deliberò in una seduta straordinaria la costruzione di un rifugio o di un bivacco in sua memoria. Il 22 settembre 1963, sulle Prealpi Venete, nei pressi di Forcella Lastè, gruppo del Col Nudo-Cavallo, nel comune di Tambre, a Belluno, venne inaugurato il Rifugio Carlo e Massimo Semenza.
  • Nel 1954 gli fu conferita la laurea honoris causa in ingegneria dallUniversità tecnica di Monaco, e il 28 febbraio 1959 dal Politecnico di Milano.
  • Il comune di Tambre dAlpago, nella località all"O", gli ha intitolato una via.
  • Luniversità di Padova gli intitolò una medaglia doro, raffigurante la diga del Vajont, per i migliori laureati in idraulica della sessione.
  • Nel 1953 ricevette la medaglia doro Telford, e nel 1957 la medaglia Rickey dellASCE.
  • Il 5 luglio 1962, la SADE pubblicò un volume commemorativo dal titolo Scritti di Carlo Semenza, con presentazione di Ferniani, e il 3 novembre dedicò allingegnere la diga del Vajont.
  • Il 2 giugno 1957, su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri, fu nominato grande ufficiale ordine al merito della Repubblica italiana.
  • Il 21 aprile 1941, con decreto del re Vittorio Emanuele III a Roma, fu nominato Commendatore della Corona dItalia.


                                     

4. Nei media

Cinema

  • H max 261.6 m, regia di Luciano Ricci, cortometraggio del 1960.
  • Nel film Vajont del 2001, diretto dal regista Renzo Martinelli, è stato impersonato da Michel Serrault.

Televisione

  • Vajont: una tragedia immensa, documentario di Quei secondi fatali del 2012.
  • La tragedia del Vajont, documentario di AZ, un fatto come e perché del 1971, intervistato.

Fumetti

  • Vajont: storia di una diga, Francesco Niccolini sceneggiatura Duccio Boscoli disegni, Padova, BeccoGiallo, 2018, ISBN 9788833140421, OCLC 1090201035.