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ⓘ Terminologia dellomosessualità. La terminologia dellomosessualità raccoglie le parole maggiormente utilizzate per descriverla nel corso dei secoli, le quali han ..




Terminologia dellomosessualità
                                     

ⓘ Terminologia dellomosessualità

La terminologia dellomosessualità raccoglie le parole maggiormente utilizzate per descriverla nel corso dei secoli, le quali hanno però subito svariati cambiamenti a partire dal primo emergere della definizione stessa di omo-sessuale poco dopo la metà del XIX secolo; ma soprattutto a partire dal "movimento di liberazione omosessuale" della seconda metà del XX secolo.

Alcune di queste parole sono specificatamente rivolte alle donne, alcune agli uomini ed altre ancora possono invece venire utilizzate da entrambi; gli omosessuali possono infine venire identificati o auto-identificarsi sotto liperonimia Queer usato inizialmente come insulto, ma recuperato a fini di attivismo sia politico che sociale dallo stesso movimento LGBT o con lacronimo LGBTQ.

La parola composta omo-sessuale venne coniata inizialmente nel 1868; ma da quel momento in poi lambiente scientifico o la comunità interessati ha proseguito a sfornare altri termini correlati, tra cui androfilia e ginefilia i quali giungono a designare però solamente loggetto verso cui è rivolta lattrazione Andro-filo dunque come colui che si sente attratto dallAndros-uomo/maschio e viceversa e separando così in tal maniera completamente le definizioni dallo specifico orientamento sessuale.

Esistono inoltre numerosi termini gergali vedi a questo proposito lo slang LGBT per definire gli omosessuali e lomosessualità; alcuni dei quali rientrano di diritto nel lessico dellomofobia da checca a finocchio a frocio a culattone e via discorrendo. La comunità gay, ma non solo essa, possiede di per sé un ricco gergo il quale può essere utilizzato in una subcultura particolare che va dalla comunità ursina Orso è luomo gay irsuto, magari di mezza età e molto spesso in sovrappeso alla subcultura leather quasi come fosse un linguaggio autonomamente acquisito o "da iniziati" quale fu ad esempio Polari nel Regno Unito e in tutto limpero britannico almeno fin dal XVI secolo.

                                     

1. Utilizzo prescritto e usanze in proposito

Il termine omosessuale può venire usato come aggettivo per descrivere le forme di attrazione e i comportamenti inerenti alla sfera della sessualità di quelle persone che si sentono sentimentalmente attratte da altri appartenenti al loro stesso sesso.

Uno degli autori della cultura LGBT a New York nonché attivista del "movimento di liberazione omosessuale" Quentin Crisp affermò che il termine più corretto avrebbe invero dovuto essere "homosexualist", aggiungendo che nessuno dichiara: "I am a sexual".

In certi casi - soprattutto dopo la nascita del neologismo gay come "felice auto-identificazione" a cavallo degli anni tra la rivoluzione sessuale e i moti di Stonewall - cominciò ad essere sostenuta lidea che luso di omosessuale in qualità di sostantivo potesse anche considerarsi nella sua qualità offensiva in quanto innanzi tutto si è "persone": leventuale omosessualità è semplicemente uno dei tanti attributi della propria umanità.

Anche se non considerano il termine come offensivo un certo numero di persone le quali intrecciano relazioni omosessuali potrebbero obiettare per il fatto di venire descritte o definite come omosessuali "tout court" in quanto si considerano invece più vicini alla caratterizzazione data dalla bisessualità, dalla pansessuale o da un qualche altro orientamento.

Le "guide di stile" dellAssociated Press e di The New York Times raccomandano la limitazione allo stretto necessario nellutilizzo dei termini. Queste guide consigliano e/o indicano che omosessuale e omosessualità siano per lo più - se non del tutto - evitati, nel timore che il loro uso causi imbarazzo o susciti polemiche.

In particolare la descrizione degli individui come meramente omo-sessuali può risultare offensiva, in gran parte a causa dellassociazione clinica in senso negativo della parola derivante dal suo uso nel descrivere - nellambito della medicina in generale e nella psicologia in particolare - lattrazione provata nei riguardi di persone dello stesso sesso come uno "stato affetto da patologia". Questo prima che lomosessualità venisse rimossa dallelenco dei disturbi mentali dallAmerican Psychiatric Association nel 1973.

Le persone con uno stesso orientamento sessuale raramente applicano - soprattutto nel mondo anglosassone - tali termini a se stessi e molto spesso gli stessi funzionari e agenzie pubbliche li evitano. Per fare solamente un esempio il Glossary for School Employees della "Safe Schools Coalition" di Washington indirizzato ai dipendenti del settore scolastico consiglia che il sinonimo di omosessuale da preferirsi in ogni caso sia quello di gay: prosegue poi suggerendo di evitare comunque il termine omosessuale in quanto cinico, distanziante e arcaico ".

Omosessuale e omosessualità tuttavia talvolta vengono ancora ritenuti appropriati se in riferimento esclusivo al "comportamento", sebbene same-sex rimanga anche in questi casi laggettivo preferito. Usare omosessuale e omosessualità per riferirsi al comportamento può risultare alquanto impreciso pur non portando con sé le stesse connotazioni potenzialmente offensive quando vengono utilizzati invece per descrivere la persona nel suo insieme. Quando dunque si viene a parlare di "persone" nella lingua inglese omosessuale è considerato un dispregiativo, a cui va preferito in tutti i casi gay o lesbica.

Si è quindi anche sostenuto che omosessuale pone troppo laccento alla sfera meramente sessuale a tutto discapito invece del sottolineare l"umanità" delle persone coinvolte; dovrebbe pertanto essere di fatto evitato quando si vuol descrivere o riferirsi ad una persona. Gay e lesbica sono preferibili in quanto sottolineano invece da parte loro le questioni associate alla cultura LGBT e ai diritti LGBT nel mondo e i suoi derivati.

Anche il New Oxford American Dictionary asserisce che gay è il termine da preferire in qualsiasi contesto sociale ci si venga a provare, dal settore scolastico al mondo lavorativo a quello medico e familiare.

Le persone con un "same-sex sexual orientation" nella stragrande maggioranza dei casi preferiscono anchesse i termini gay, lesbica o bisessuale ; sempre nel mondo di matrice anglosassone i termini più comunemente utilizzati sono gay sia per gli uomini che per le donne e lesbica solo per le donne. Altri termini includono poi "same gender loving" amore per il proprio genere e "same-sex-oriented" orientamento verso lo stesso sesso.

Tra alcuni settori della subcultura gay il "same-sex sexual behavior" viene talvolta considerato unicamente come un piacere prettamente fisico anziché relazionato più ampiamente ad un amore romantico. Nello slang degli afroamericani i "Down-low" o DL sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, quelli cioè che possono impegnarsi in tali attività di nascosto, mentre di contro cercano invece delle relazioni affettive principalmente con le donne.

                                     

2. Excursus storico

La scelta di termini relativi allorientamento sessuale può implicare una certa visione politica più o meno caratterizzata e forte e pertanto termini differenti sono stati preferiti rispetto al altri in momenti e in luoghi diversi.

Partendo dallantichità alcuni dei termini maggiormente in voga e di uso diffuso sono stati via via:

  • Sodomita, con riferimento religioso alla "città maledetta della pianura" Sodoma;
  • Saffica o saffismo, dal nome dellantica poetessa greca Saffo, educatrice in un tiaso rivolto a giovani donne;
  • Uraniano o uranista, coniato sullepiteto di Afrodite Urania ed indicata nel Simposio di Platone come la Dea che protegge gli amori omosessuali. Da esso di lì a poco presero il nome i poeti uraniani del tardo XIX secolo;
  • Omofilo/omofilia, composto di omo e philia: una predisposizione amorevole nei confronti di chi si sente essere uguale a sé;
  • Lesbica, dallisola di Lesbo ove viveva ed operava la succitata Saffo;
  • Gay, nato in ambito anglosassone con una netta connotazione identitaria positiva;
  • "same-sex attracted". e via di seguito.
  • Two-Spirit doppio-spirito, tratto dal linguaggio dei nativi americani degli Stati Uniti dAmerica per indicare lo sciamano che aveva oramai oltrepassato la dualità/dicotomia del genere per porsi al di là - e al di sopra - del ruolo di genere di appartenenza dato dalla nascita come maschio o femmina e che quindi ha raggiunto uno stadio spirituale per lappunto "duplice" o di doppia spiritualità);

SGL "same gender loving", amore per lo stesso sesso è talvolta favorito fra i membri della comunità afroamericana come un modo per distinguersi da quelle che considerano le comunità LGBT dominate dai bianchi.

Lo storico e filosofo Michel Foucault ebbe a sostenere nella sua Storia della sessualità che le identità sia omosessuali che eterosessuali non emersero fino al XIX secolo inoltrato; prima di quel momento i termini in uso descrivevano esclusivamente le pratiche e non le identità correlate. A sostegno della propria tesi citò il celebre articolo ad opera di Carl Friedrich Otto Westphal intitolato Contrary Sexual Feeling del 1870 come la data di nascita ufficiale della categorizzazione dellorientamento sessuale.

Nel suo Simposio lantico filosofo greco Platone descrisse attraverso il personaggio dellautore teatrale satirico Aristofane tre definizioni di orientamento o preferenza sessuale uomo-uomo, uomo-donna e donna-donna, fornendone della accurate spiegazioni per la loro esistenza utilizzando un mito cosmogonico della mitologia greca inventato ad hoc. La "fiaba" narrata è soltanto una delle molteplici prospettive sullamore descritte nel testo: non può comunque essere automaticamente o implicitamente considerata uguale alle personali idee del filosofo in merito alla questione.

La maggior parte dei discorsi espressi nel corso del celebre Simposio - pratica conviviale per qui anche chiamato convivio - sono alla fine destinati ad essere più o meno criticati in vari modi a partire dal momento in cui il "saggio" Socrate entra in scena verso il termine del banchetto appositamente per correggerne gli errori.

                                     

2.1. Excursus storico Terminologia classica

La terminologia dellantichità classica in ambito sessuale si basa fondamentalmente sulla differenziazione tra attivo/maschio e passivo/femmina.

A seguito soprattutto della pubblicazione dellopera di Kenneth Dover intitolata Lomosessualità nella Grecia antica nel 1978 i due termini di erastès ed eròmenos sono divenute le parole standard per definire i due ruoli della relazione pederastica. Entrambe derivano dal verbo ἐράω erào col significato di amare da cui discende pure il nome del dio Eros.

Seguendo linterpretazione data da Dover sussiste poi una stretta dicotomia tra la figura dellerastès-ἐραστής plurale erastai, lamante più grande visto come partner attivo e dominante, col suffisso tes-τής come complemento di agente, e la parola della lingua greca antica paiderastês, che significava sì "amante dei ragazzi", ma di solito indicato con una connotazione negativa: lerastes dovrebbe quindi rimanerne distinto contenendo in sé una forma assai più idealizzata di tal amore. Lamante, per come la vede Dover, avrebbe inoltre dovuto essere solo poco più che ventenne e quindi la differenza di età tra i due poteva benissimo anche essere del tutto trascurabile.

La parola eròmenos-ἐρώμενος plurale eròmenoi è la forma maschile del participio presente passivo di ἐράω, inteso da Dover come essere il partner passivo e subordinato; un eromenos poteva anche essere chiamato παῖς pàis, "fanciullo". Il παῖς è sempre stato considerato un futuro cittadino e non certo un oggetto inferiore di gratificazione sessuale e con un tal rispetto viene ritratto nelle arti visive e nella scultura greca; la parola può essere intesa anche come un vezzeggiativo, come lo potrebbe usare un genitore e lo si trova anche nella poesia di Saffo, con una designazione in tal caso esclusivamente relativa alletà.

Il partner passivo di contro era anzitutto il kìnaidos/-che muove il culo il cinedo sculettante, androgynòs-maschio e femmina in uno, bàttalos-che si fa montare, chamaitypos-prostituto, gynnis-effeminato, katapygos-pigliainculo, kòllops-che si fa girare, malakòs-molle.

Pedicare e irrumare: il poeta latino Gaio Valerio Catullo dice pedicabo ego vos et irrumabo letteralmente io ve lo metto sia in bocca che nel didietro.

John Boswell ha sostenuto che il termine exoletus distingue un prostituto attivo grezzo nellaspetto e peloso da uno passivo effeminato, o catamite. Nellarticolo "Some Myths and Anomalies in the Study of Roman Sexuality" Alcuni miti e anomalie della sessualità nellantica Roma pubblicato nel Journal of Homosexuality, James L. Butrica ha sostenuto che il termine non si riferiva necessariamente allambito della prostituzione.

La parola si ritrova in Seneca nelle Epistulae 95.24 e in Cicerone nelle Filippiche usata contro Marco Antonio per indicare i suoi ambigui comportamenti sessuali durante la gioventù, per essersi cioè concesso in una maniera interessata ad altri uomini.

Il sostantivo astratto impudicitia aggettivo impudicus raffigura la negazione assoluta della pudicitia morale sessuale, castità; come caratteristica dei maschi spesso implica la volontà e il desiderio di essere penetrati sessualmente. Ballare era espressione, per un maschio, di impudicitia la danza era difatti caratteristica della prostituta e delleffeminato.

Anche se in alcuni contesti il cinaedus può denotare lomosessuale passivo, ed è il termine più frequentemente usato per indicare un maschio che si è lasciato penetrare analmente, un uomo chiamato cinedo poteva bensì, in certi determinati casi, anzi esser considerato molto attraente e desiderabile per le donne non necessariamente quindi equivale al termine dispregiativo inglese faggot o agli italiani frocio-checca, tranne per il fatto che tutti questi termini vengono usati per deridere e insultare un uomo considerato carente di virilità: con caratteristiche così ambiguamente androgine che le donne possono invero trovare sessualmente anche molto eccitanti).

Alcuni uomini romani mantenevano poi un concubinus concubina maschio in casa fino a quando non si sposavano con una donna: Eva Cantarella ha descritto questa forma di concubinato come "una relazione sessuale stabile, non esclusiva ma privilegiata". Allinterno della gerarchia degli schiavi domestici, il concubinus sembra essere stato considerato in possesso di uno status speciale o comunque abbastanza elevato, e che veniva minacciato con larrivo di una moglie.

Come il catamite e il puer delicatus vedi sotto il ruolo del concubino è stato regolamentato ispirandosi al mito greco di Ganimede il cui nome in latino diventa Catamitus, il principe adolescente troiano rapito da Zeus affinché lo servisse per leternià sullOlimpo come coppiere personale.

Pathicus era invece una parola un po "soft" per indicare luomo che è stato penetrato sessualmente; deriva dallaggettivo Greco phatikos verbo paskhein ed equivalente al Latino patior-pati-passus: il termine passivo deriva proprio dal Latino passus.

I pueri venivano utilizzati come alternativa sessuale alle donne, cosa che non si poteva assolutamente fare con gli adolescenti maschi nati liberi: accusare un uomo romano dessere un puer era quindi un insulto contro la sua superiore virilità; questo soprattutto in campo politico. Un cinedo anziano, un omosessuale passivo potevano anche voler presentare sé stessi come puer.

Il puer delicatus era uno "squisito" schiavo giovanissimo, scelto dal padrone per la sua bellezza come giovane amante, citato anche al plurale come deliciae dolcetti o delizie.

Nel suo uso moderno del termine, catamite o catamita si riferisce ad un ragazzo adolescente o a un giovane uomo adulto che assume il ruolo di partner sessuale passivo-ricettivo in un rapporto di sesso anale con un altro maschio.

Nel suo antico utilizzo il catamita in lingua latina catamitus era un ragazzo che, raggiunta letà della pubertà, diventava compagno intimo di un giovane uomo nellantica Grecia e nellantica Roma, solitamente allinterno di un rapporto implicante anche la pratica della pederastia. È stato utilizzato inoltre come termine di insulto quando veniva diretto contro un adulto, in qualità di sinonimo di "omosessuale passivo".

Il termine pullus indicava genericamente un piccolo animaletto e in particolare il pulcino: era una parola affettuosa usata tradizionalmente per un ragazzo-puer che era stato amato da qualcuno in senso osceno.

Etimologicamente relazionato a puer, anche pusio significa "ragazzetto"; spesso aveva una connotazione spiccatamente sessuale e umiliante. Giovenale indica che il pusio era desiderabile in quanto più compiacente e al contempo meno impegnativo di quanto potesse mai essere una donna.

Infine Scultimidonus è un relativamente raro termine gergale tra i più volgari equivalente a pezzo di m. o buco di c. che appare in uno dei frammenti di Lucilio e glossato come: coloro che elargiscono gratuitamente il proprio orifizio anale-scultima cioè la parte corporea più intima di sé, come fosse la parte interna di una prostituta/scortorum intima.



                                     

2.2. Excursus storico Tribadismo

Sebbene con questo termine ci si riferisca nella storia contemporanea specificamente ad un atto sessuale compiuto tra donne, in passato era comunemente utilizzato per descrivere in generale lamore sessuale donna-donna ovverosia la sessualità lesbica: le donne che avevano un rapporto sessuale con altre donne erano pertanto denominate "tribadi" Tribads o Tribades nel mondo anglofono. Come spiega lautore Rictor Norton:

Fricatrice, considerato quale sinonimo di tribade e che si riferisce anche allo "sfregamento", ma che possiede la sua radice nella lingua latina piuttosto che in quella greca, apparve in inglese con una certa sicurezza a partire dal 1605 nel Volpone di Ben Johnson. Il suo uso suggerisce che era maggiormente colloquiale e peggiorativo rispetto a tribade. Le su varianti includono il latinismo confricatrice e langlofono rubster.

                                     

2.3. Excursus storico Sodomia

Sebbene il sodomita sia stato caratterizzato nelluso generale per riferirsi a tutta una serie di cosiddetti "atti innaturali" che potevano andare dalla masturbazione alla pratica della contraccezione al sesso orale: tutto ciò che impediva quindi il "naturale" fine dato dalla riproduzione sia omo che eterosessuali, solitamente si riferisce ad un maschio omosessuale - nello specifico il sodomita può distinguersi in "attivo" o "passivo" nellambito del sesso anale - anche se il significato autentico è quello di "sessualità non riproduttiva".

Il termine deriva direttamente dal racconto religioso narrato in Genesi riferito alle città mitiche di Sodoma e Gomorra; il cristianesimo ha di conseguenza fatto un esplicito riferimento al "crimen sodomitae" per buona parte della propria storia bimillenaria.

La moderna associazione con lomosessualità può essere rinvenuta già nel 96 d.C. negli scritti dello storico di origini ebraiche Flavio Giuseppe. Agli inizi del V secolo poi San Girolamo sacerdote, storico e teologo della nascente Chiesa cattolica istituzionalizzata usò a scelta le forme "Sodoman", "in Sodomis", "Sodomorum", "Sodomæ" e "Sodomitæ".

La moderna parola della lingua tedesca "Sodomie" e quella della lingua norvegese "Sodomi" si riferiscono invece alla zoofilia. La sodomia nel riferimento storico biblico potrebbe pertanto non riferirsi agli "atti omosessuali" in senso stretto, bensì per lappunto alla "bestialità" e alla castrazione sia maschile che femminile ai fini della schiavitù sessuale.

                                     

2.4. Excursus storico Lesbismo

La scrittrice lesbica Emma Donoghue ha scoperto che il termine "lesbian" con il suo significato moderno venne utilizzato nel linguaggio inglese comune almeno dal XVII secolo. Il poema epico del 1732 ad opera di William King St Mary Hall 1685–1763 intitolato The Toast usa "amori lesbici" e tribadismo in una maniera perfettamente intercambiabile: amava le donne nello stesso modo in cui gli uomini le amano, era una tribade ".

                                     

2.5. Excursus storico Saffismo

Come già accennato allinizio prende il nome dallantica poetessa greca autrice dell Inno ad Afrodite, che visse perlopiù nellisola di Lesbo e scrisse accorate poesie damore indirizzate alle sue giovani allieve. Questo termine fu in uso almeno fin dal XVIII secolo con la connotazione di lesbica.

Nel 1773 una rivista londinese descrisse il sesso tra donne come "passione saffica". La forma aggettivale "Sapphic" non è più comunemente utilizzata nella lingua inglese, anche se poi ha cominciato a guadagnare ancora una volta popolarità allinterno della comunità LGBTQ dinizio XXI secolo.

                                     

2.6. Excursus storico Pederastia

In epoca contemporanea la pederastia si riferisce allattrazione di un uomo adulto nei confronti di maschi nelletà delladolescenza o alle istituzioni culturali che supportano/difendono tali relazioni, come accadde ad esempio nella realtà dellAntica Grecia.

Nei secoli XVIII e XIX tuttavia un tale termine venne riferito solitamente allomosessualità maschile in generale. Un pederasta era anche la parte attiva nel rapporto anale, sia con un partner maschile che femminile.

                                     

2.7. Excursus storico Omosessualità

La parola omosessuale si traduce letteralmente come dello stesso sesso ", essendo un ibrido del prefisso della lingua greca antica homo- che significa uguale distinto dalla quindi dalla corrispettiva radice in lingua latina homo che significa invece umano e da sex che significa sesso ".

La prima apparizione nota del termine in stampa si rinviene in un pamphlet tedesco fatto pubblicare nel 1869 e intitolato 143 des Preussischen Strafgesetzbuchs und seine Aufrechterhaltung als 152 des Entwurfs eines Strafgesetzbuchs für den Norddeutschen Bund "Paragrafo 143 del codice penale prussiano e suo mantenimento come paragrafo 152 della bozza di un nuovo diritto penale per la Confederazione Tedesca del Nord".

Il detto opuscolo venne scritto da Karl-Maria Kertbeny, ma uscì sotto la protezione dellanonimato; esso sostenne labrogazione delle leggi sulla sodomia in vigore in Prussia.

Lautore daltra parte aveva già utilizzato quella stessa parola in una lettera privata scritta nel 1868 a Karl Heinrich Ulrichs. Kertbeny utilizzò Homosexualität al posto di Urningtum adottato in quel periodo dal suo corrispondente; Omosexualisten "omosessualisti maschili" invece di Urninge e omosessualistinnen "omosessualisti femminili" invece di Urninden da cui omosessualismo.

Il primo uso conosciuto di omosessuale in lingua inglese lo si ebbe grazie alla traduzione del neurologo statunitense Charles Gilbert Chaddock - datata 1892 - della Psychopathia Sexualis di Richard von Krafft-Ebing, uno studio approfondito sulle più svariate pratiche sessuali. Il termine fu poco dopo reso assai popolare dallo scandalo Harden-Eulenburg esploso nellimpero tedesco a partire dal 1906.

La stessa parola omosessuale aveva connotazioni assai differenti in quel primo periodo di vita rispetto allinizio del XXI secolo.

Anche se per alcuni dei primi scrittori che lo utilizzarono laggettivo venne riferito a qualsiasi contesto di genere come ad esempio per indicare anche una scuola femminile il termine implicò però molto presto un aspetto decisamente sessuale, assumendo così i tratti le caratteristiche distintive dei loro "portatori". Invero il termine omosocialità viene nel XXI secolo usato per descrivere contesti di "single-sex" che non devono comunque essere per forza di cose anche di natura romantica o sessuale.

Labbreviazione colloquiale homo per indicare lomosessuale è un "conio" del periodo interbellico, registrata per la prima volta come sostantivo nel 1929 e come aggettivo nel 1933.

Soprattutto a partire dal mondo anglosassone della fine del XX secolo - ma non solo - viene spesso considerato come un epiteto dispregiativo e i mezzi di comunicazione di massa mainstream ne limitano di conseguenza fortemente il suo uso nel campo informativo.



                                     

2.8. Excursus storico Altri termini sessuologici in voga tra la fine del XIX e linizio del XX secolo

  • Ermafroditismo psicosessuale: cioè bisessualità. Si credette che gli uomini gay desiderassero avere un corpo femminile e che le lesbiche di contro invece bramassero un corpo maschile. In definitiva dei bisessuali che desideravano diventare intersessuali
  • Istinto di antipatia o avversione sessuale: un comportamento sessuale considerato "deviante" delineato per la prima volta nella Pychopathia Sexualis ad opera dello psichiatra Richard von Krafft-Ebing.
  • Inversione sessuale: termine preferito dallesperto britannico di sessuologia Havelock Ellis. La scrittrice lesbica Radclyffe Hall - autrice de Il pozzo della solitudine 1928 - si considerava perciò un"invertita", tanto da renderlo assai popolare per un certo periodo di tempo.

I termini pansessuale, omnisessuale, fluido e Queer sono considerati come parte del termine generale bisessuale e quindi sono considerati parte della comunità bisessuale. Allo stesso modo, i termini transessuale e intersessuale sono considerati come parte del termine generale transgender, sebbene molte persone transessuali e intersessuali non siano daccordo su questo punto. Alcune persone intersessuali preferiscono la sigla LGBTI, mentre altri insistono che non sono parte della comunità LGBT e non vorrebbero essere inclusi come parte nel termine LGBT.

  • Uranismo o Urning: coniato dal pioniere del primo movimento omosessuale Karl Heinrich Ulrichs.
  • Il sesso intermedio: del tutto similare all inversione sessuale. Edward Carpenter ritenne che gli uomini gay possedessero un corpo maschile con un temperamento/sensibilità femminile; viceversa per le lesbiche.
  • Terzo sesso
  • Similsessualismo: sinonimo di omosessualità
  • Intersessualità


                                     

2.9. Excursus storico Omosessualismo

L omosessualismo è un neologismo nato allinizio del XX secolo partendo dalla parola omosessualità più il suffisso -ismo, che, a uso corrente, identifica chi sostiene gli omosessuali non necessariamente appartenente alle persone LGBTQI. Dopo la sua nascita ha assunto una connotazione negativa.

A inizio novecento il termine tedesco relativo allomosessualità oscillò tra due forme: homosexualismus omosessualismo e homosexualität omosessualità; nel tempo fu la seconda a prevalere.

Il termine nasce con la sua connotazione odierna nel 1957 nella sua forma negativa anti-omosessualismo in riferimento a chi diffondeva la cultura anti-omosessuale e omofoba negli Stati Uniti dAmerica.

Nel tempo il concetto è stato assimilato e quindi associato dai gruppi conservatori a chi era promotore delle istanze LGBTQI sia che esso fosse interno o esterno a tale gruppo.

Con il tempo è stato accostato anche alla teoria del gender il presunto complotto che vedrebbe il movimento omosessuale tentare di reclutare le giovani generazioni con lintento di distruggere lumanità e alle presunte lobby gay.

                                     

2.10. Excursus storico Omofilia

Popolare nei decenni che vanno dai primi anni 1950 alla seconda metà degli anni 1960 e tuttora usato occasionalmente, in particolare per iscritto dal clero della Chiesa anglicana, il termine omofilo fu un tentativo di evitare le implicazioni cliniche della patologia sessuale trovata con la parola omosessuale, sottolineandone invece lamore -phile.

In Norvegia esso è ancora ampiamente usato.

                                     

2.11. Excursus storico Effeminatezza

Con il termine effeminatezza si sogliono descrivere quei tratti caratteriali di un maschio a cui viene associata una natura maggiormente femminile rispetto a quella sua maschile dappartenenza; ciò a causa di comportamenti, modi di fare, stile e ruolo di genere assunti. Applicato ad un portamento e/o aspetto più aggraziato e, per lappunto, "femmineo" rispetto a quanto sia più logico attendersi da un uomo: utilizzato generalmente in modo critico o per mettere in ridicolo la persona indicata come effeminata.

Nel corso della tradizione occidentale leffeminatezza è stata spesso considerata alla stregua dun vero e proprio vizio, indicativa di personaggi dai tratti innati negativi, spesso con un intento peggiorativo nei riguardi delle "tendenze omosessuali" da parte di chi manifestava modi effeminati.

Nella cultura contemporanea un maschio effeminato può esser paragonato ad un bellimbusto vanesio o a un damerino, simile alla figura del dandy ottocentesca.

                                     

3. Nuovi termini accademici

Non tutti i termini che sono stati utilizzati per descrivere la sessualità tra persone dello stesso sesso sono anche automaticamente dei sinonimi del moderno omosessualità. La giornalista tedesca Anna Rüling, una delle prime donne a difendere pubblicamente i diritti degli omosessuali, li considerò ad esempio un terzo genere o terzo sesso, diversi quindi sia dagli uomini che dalle donne.

Espressioni come androfilia e ginefilia hanno cercato di semplificare il linguaggio dellorientamento sessuale senza dover fare dichiarazioni esplicite sulla propria identità di genere. Tuttavia, non sono mai stati comunemente usati.

                                     

4. Espressione gergale

Esistono poi dei linguaggi consolidati di gergo talvolta noti come "canguri"/cants come Polari in uso in Gran Bretagna, Swardspeak nelle Filippine, Bahasa Binan in Indonesia e Kaliardá Καλιαρντά in Grecia.

Una gran varietà di termini gergali LGBT sono stati utilizzati sia storicamente che contemporaneamente allinterno della comunità gay e del movimento LGBT.

Oltre alla stigmatizzazione che circonda lomosessualità, i termini sono stati influenzati anche e soprattutto dai radicati tabù che circondano la sessualità in generale, producendo in tal maniera un certo numero di eufemismi. Una persona gay può allora essere descritta come quella strada ", un po divertente ", stare sul bus ", battere per laltra squadra ", un amico di Dorothy ", essere dellaltra sponda o indossare scarpe comode questultimo per riferirsi alle donne.

Tali eufemismi stanno comunque diventando sempre meno comuni in quanto lomosessualità diventa maggiormente visibile.

Lattivista statunitense Harry Hay ebbe spesso ad affermare che negli anni 1930 e 1940 gli omosessuali si definivano dei temperamentali ".

                                     

5.1. Omofobia Agenda Gay

L agenda gay o agenda omosessuale dallinglese gay agenda e homosexual agenda è un termine introdotto da settori della destra religiosa cristiana Teocon principalmente negli Stati Uniti dAmerica per etichettare in modo dispregiativo la difesa dellaccettazione delle persone LGBTI in particolar modo il termine si riferisce agli sforzi per cambiare le politiche le leggi governative sulle questioni relative ai diritti LGBT nel mondo.

Inoltre questo termine è stato usato anche dal Conservatorismo sociale e da altri gruppi per descrivere i presunti obiettivi complottisti degli attivisti per i diritti LGBTI come il reclutamento omosessuale, la teoria del gender o la lobby gay

                                     

5.2. Omofobia Reclutamento omosessuale

Il reclutamento omosessuale è una teoria del complotto nata anchessa negli USA alla fine degli anni 1970, dal panico morale, nato tra gli ambienti fondamentalisti e conservatori, che vedeva le persone LGBT impegnate deliberatamente e su vasta scala per tentare di "convertire" le persone eterosessuali ad adottare lo "stile di vita gay".

Le accuse di tale reclutamento sono state usate in opposizione ai programmi di prevenzione dellHIV, alla legislazione anti-bullismo, alle leggi contro la discriminazione, ai dibattiti interni al femminismo, ai diritti LGBT e contro listituzione di programmi scolastici Gay-Straight Alliance.

                                     

5.3. Omofobia Lobby gay

La lobby gay in lingua inglese definita anche col termine peggiorativo di gay mafia è una definizione complottista che accenna ad un presunto gruppo di pressione o lobbisti a favore dei diritti LGBT.

Viene generalmente associata a gruppi di elevata influenza posti in posizioni di rilievo nei settori della moda e del mondo dello spettacolo, dellintrattenimento e anche in politica, in ambito informativo fino alla vita di tutti i giorni.

Viene più spesso utilizzata quando questi sforzi a favore dellespansione dei diritti a favore e sostegno delle minoranze sessuali includono il boicottaggio le analoghe iniziative volte a soffocare gli opposti punti di vista sulle questioni che interessano particolarmente al movimento LGBT e alla cultura lesbica.

La parola è stata ampiamente utilizzata dai media nel corso degli Anni 1980 e 1990 da quando è stata spesso utilizzata nelle pagine del New York Post. Il termine è usata anche per descrivere la fantomatica "cospirazione" di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in atto per rovesciare lordine morale tradizionale la cosiddetta "agenda gay".

Il quotidiano britannico The Sun lha utilizzata nel 1998 in risposta a ciò che sosteneva essere una rappresentazione di persone gay nel Gabinetto del Regno Unito dominato dal Partito Laburista.

Si può riferire infine anche a quegli omosessuali percepiti come presenti e organizzati allinterno della Chiesa cattolica sebbene non vi siano prove che avvalorino la presenza di gruppi organizzati di omosessuali allinterno di essa.

                                     

6.1. Auto-identificazioni contemporanee Gay

Anche se la parola era originariamente sinonimo di "felice" o "allegro", nel corso del XX secolo è venuta gradualmente a designare qualcuno che è attratto romanticamente e/o sessualmente da appartenenti del proprio stesso sesso o identità di genere.

La radice di questa parola è quella dellantica lingua occitana più esattamente, lingua occitana antica gai: "allegro", "gaio", "che dà gioia", che attraverso la lingua francese passò in inglese come gay. Qui la parola acquisì nel XVIII secolo il senso di "dissoluto", "anticonformista" come in allegro compare ".

Il significato peggiorò nellXIX secolo, fino a voler dire "affetto da lussuria", "depravato". Ecco perché, nellInghilterra dellOttocento, una gay woman era "una donnina allegra" cioè dedita alla prostituzione, mentre una gay house letteralmente "casa allegra" era un bordello. La connotazione omosessuale della parola, in questa fase, non era ancora presente.

La connotazione dellomosessualità si ha solo nellinglese parlato negli USA prima del 1920, anno dal quale iniziano a moltiplicarsi le attestazioni delluso del termine gay col significato di omosessuale riferito ai soli uomini, e non senza un beffardo parallelo con la gay woman, nel gergo della subcultura statunitense, in cui oggi viene usato anche il sinonimo faggot /frocio, considerato però con unaccezione molto volgare.

Nel corso del decennio 1930 il termine "gay" era già compreso dalla massa dei parlanti americani col senso di "omosessuale": lo rivela un film del 1938, Susanna!, nel quale lattore Cary Grant è sorpreso, per un malinteso comico, in vesti femminili. A chi gli chiede il perché, risponde stizzito: Because I just went gay all of a sudden! ", Perché sono appena diventato gay tutto dun tratto!

Il "grande salto" nelluso di questo termine avvenne comunque solo nel 1969 a seguito dei moti di Stonewall, con la nascita negli USA del nuovo "movimento di liberazione omosessuale" denominato Gay liberation.

                                     

6.2. Auto-identificazioni contemporanee Queer

Queer è un termine della lingua inglese che tradizionalmente significava "eccentrico", "insolito". Il termine sembra essere connesso col tedesco "quer" che significa "di traverso, diagonalmente".

Luso del termine nel corso del XX secolo ha subito diversi e profondi cambiamenti e il suo uso è tuttora controverso, assumendo diversi significati allinterno di diverse comunità. In lingua italiana si usa per indicare quelle persone il cui orientamento sessuale e/o identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale o cisgender: un iperonimia, si potrebbe dire, per persone gay omosessuali, lesbiche, bisessuali, asessuali, transessuali, transgender e/o intersessuati.

Non è però un sinonimo di LGBT L esbian G ay B isex T ransgender o gaylesbico. Il termine queer nasce anche e soprattutto in contrapposizione agli stereotipi diffusisi allinterno dello stesso ambiente gay.

Nel decennio 1990 si è imposto allattenzione internazionale il New Queer Cinema.

                                     

6.3. Auto-identificazioni contemporanee LGBTQI

LGBT è un acronimo utilizzato come termine collettivo per riferirsi a persone L esbiche, G ay, B isessuali e T ransgender. In uso fin dagli anni 1990 il termine è un adattamento di LGB, che aveva iniziato a sostituire il termine gay per indicare la comunità LGBT dalla fine degli anni 1980, in quanto molti trovavano che il termine comunità gay non rappresentasse accuratamente tutti coloro a cui il termine si riferiva. La sigla è diventata velocemente unauto-designazione convenzionale ed è stata adottata dalla maggior parte di centri sociali e media basati su sessualità e identità di genere.

Lacronimo LGBT ha lo scopo di enfatizzare la diversità delle culture basate su sessualità e identità di genere e a volte è utilizzato per riferirsi a chiunque sia non-eterosessuale e non-cisgender invece di persone che sono esclusivamente lesbiche, gay, bisessuali o transgender. Per riconoscere questa inclusione una popolare variante aggiunge la lettera Q per chi si identifica come Queer o sta interrogando la propria identità, creando la sigla LGBTQ, registrata fin dal 1996.

Infine alcune persone intersessuali che vogliono essere incluse in gruppi LGBT suggeriscono un acronimo esteso LGBTI. Alcune persone combinano i due acronimi e usano il termine LGBTQI.

Fino alla rivoluzione sessuale degli anni 1960 non esisteva una terminologia generalmente riconosciuta per descrivere la non-eterosessualità, che non avesse un significato spregiativo ad esempio sodomiti. Un possibile termine correlato era "terzo sesso", che risale agli anni 1860 del XIX secolo, ma non prese mai piede negli Stati Uniti.

                                     

6.4. Auto-identificazioni contemporanee "Versatile"

I termini attivo/Top, passivo/Bottom e versatile nel Comportamento sessuale umano descrivono i ruoli durante il rapporto sessuale, specialmente tra due partner omosessuali, ma non solo: questi termini possono essere elementi di auto-identità, che indicano di solito la preferenza di un individuo, ma che potrebbero descrivere anche identità psicosessuali più ampie.

Nello specifico colui che si definisce versatile si può impegnare facilmente in entrambe le attività, una persona quindi che non ha una netta preferenza né come attivo né come passivo e può quindi alternarsi nelle varie situazioni. Comunemente descrive il passaggio da attivo a passivo nel corso di un incontro sessuale tra uomini, in cui entrambi i partecipanti penetrano e vengono penetrati.

La versatilità è un concetto divenuto presto anche uno stile di vita. Nelle grandi metropoli degli Stati Uniti dAmerica gli uomini gay si considerano per la maggior parte dei casi versatili, non solo nel ruolo eminentemente sessuale da assumere, ma anche nella scelta degli atti particolari come ad esempio il sesso anale e il sesso orale o nella masturbazione reciproca. La versatilità comprende anche la suddivisione dei compiti e delle responsabilità allinterno di una relazione.

Secondo alcuni dei soggetti coinvolti il vivere uno stile di vita versatile implica anche una certa apertura verso cose nuove e a unopposizione a tutte le facili etichettature, stereotipi e generalizzazioni. Pertanto questo concetto si differenzia marcatamente dalla comune relazione eterosessuale in cui la compatibilità sessuale è data in larga misura proprio dalla distinzione tra maschile/attivo e femminile/passivo.

Uno studio austriaco del 2009 sulla pornografia gay ha dimostrato che almeno l82.4% di tutti gli uomini impegnati nellindustria del sesso sono versatili in un qualche momento della loro carriera: considerate le prestazioni di 5.556 attori, solo il 10.8% era esclusivamente attivo mentre il 6.8% esclusivamente passivo. La ricerca ha anche concluso che lattore col pene più grande aveva però anche più probabilità di agire in un ruolo attivo.

La versatilità è infine un tema comune dellarte erotica di Tom of Finland.

                                     
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