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ⓘ Volo spaziale. Il volo spaziale è un movimento che avviene allinterno dello spazio, tramite un veicolo spaziale che può avere o meno umani a bordo. Esempi di vo ..




Volo spaziale
                                     

ⓘ Volo spaziale

Il volo spaziale è un movimento che avviene allinterno dello spazio, tramite un veicolo spaziale che può avere o meno umani a bordo. Esempi di volo spaziale con persone a bordo includono latterraggio lunare delle navicelle Apollo, il programma Space Shuttle ed il programma russo Soyuz, nonché lattuale Stazione Spaziale Internazionale. Esempi, invece, di volo spaziale senza la presenza di umani includono le sonde automatiche che lasciano lorbita terrestre, così come i satelliti in orbita attorno alla Terra, come quelli per le telecomunicazioni.

Il volo spaziale è utilizzato nellesplorazione dello spazio, così come in attività commerciali come il turismo spaziale le telecomunicazioni satellitari. Altri usi non commerciali riguardano losservazione delluniverso, la sorveglianza satellitare e losservazione della Terra tramite satelliti in orbita.

Tipicamente, un volo spaziale inizia con il lancio di un razzo vettore, che fornisce la spinta iniziale necessaria a contrastare la forza di gravità e a far lasciare la superficie terrestre al veicolo spaziale. Una volta raggiunto lo spazio, il moto di un veicolo spaziale è soggetto alle leggi dellastrodinamica indipendentemente dal fatto che il veicolo abbia propulsione o meno. Alcuni di questi veicoli rimangono nello spazio indefinitivamente, altri si disintegrano invece durante il rientro atmosferico, mentre altri ancora raggiungono pianeti o lune per rimanere in orbita oppure per atterrare sulla loro superficie.

                                     

1. Storia

Le prime teorie sul volo spaziale tramite lutilizzo di razzi si devono allastronomo e matematico scozzese William Leitch, nel saggio del 1861 "A Journey Through Space", ed allingegnere russo Konstantin Ciolkovskij, col suo lavoro del 1903 "LEsplorazione dello Spazio Cosmico Attraverso Dispositivi a Reazione" in originale "Исследование мировых пространств реактивными приборами".

Largomento divenne una possibilità a livello pratico con il lavoro di Robert H. Goddard, A Method of Reaching Extreme Altitudes ", pubblicato nel 1919. Le sue applicazioni dellugello de Laval ai razzi a propellente liquido ne migliorò lefficienza in maniera sufficiente a rendere possibili i viaggi nello spazio. Egli inoltre provò, in laboratorio, che i razzi erano in grado di lavorare nel vuoto dello spazio; nonostante tutto, però, il suo lavoro non venne preso seriamente da parte del pubblico di allora. Il suo tentativo di assicurarsi un contratto con lesercito degli Stati Uniti per unarma con propulsione a razzo da impiegare nella Prima Guerra Mondiale venne vanificato dallarmistizio dell11 novembre 1918 con la Germania.

Tuttavia, la pubblicazione di Goddard ebbe una notevole influenza su Hermann Oberth, che in seguito influenzò a sua volta Wernher von Braun. Von Braun fu, infatti, la prima persona a creare e produrre un moderno razzo da usare come arma guidata, utilizzata poi da Adolf Hitler per colpire la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Il razzo V-2 di von Braun fu il primo oggetto costruito dalluomo a raggiungere lo spazio, ad unaltitudine di 189 chilometri durante un volo di prova nel giugno 1944.

Anche il lavoro di Ciolkovskij non fu completamente apprezzato mentre egli era ancora in vita ma riuscì comunque ad influenzare Sergey Korolev, colui che poi divenne il responsabile del programma missilistico dellUnione Sovietica sotto Iosif Stalin, e che sviluppò il primo missile balistico intercontinentale in grado di trasportare una testata nucleare. Razzi vettori derivati dal missile R-7 Semyorka di Korolev furono usati per lanciare il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, il 4 ottobre 1957 e, più tardi, per portare il primo umano nellorbita della Terra, Jurij Gagarin a bordo della Vostok 1, il 12 aprile 1961.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, von Braun e la maggioranza del suo team si arrese agli Stati Uniti dAmerica, venendo espatriati oltreoceano per lavorare allo sviluppo di missili balistici allinterno dellArmy Ballistic Missile Agency. Il loro lavoro su missili quali il Juno I e lAtlas permise agli USA di lanciare il loro primo satellite, lExplorer 1, il 1 febbraio 1958 e di portare il primo americano in orbita, John Glenn a bordo della Friendship 7, il 20 febbraio 1962. In seguito, come direttore del Marshall Space Flight Center, von Braun supervisionò lo sviluppo di una classe più grande e potente di razzi vettori chiamata Saturn, che permise agli Stati Uniti di mandare i primi umani, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, sulla Luna e di riportarli sani e salvi a terra a bordo dellApollo 11, nel luglio 1969. Nello stesso periodo, lUnione Sovietica provò segretamente a sviluppare il razzo N1 per avere lopportunità di portare anchessi un uomo sulla Luna, ma il progetto fallì miseramente per problemi tecnici.

                                     

2. Caratteristiche e fasi del volo

Essendo un tipo di volo che si svolge nello spazio, il volo spaziale non dipende dalle leggi dellaerodinamica a cui sono sottoposti gli aerei, gli aerostati e tutti gli esseri viventi in grado di volare bensì segue le leggi della meccanica celeste e, in particolare, dellastrodinamica. Conseguenza di ciò, le fasi di un volo spaziale sono notevolmente differenti da quelle di un normale volo atmosferico ed inoltre i veicoli spaziali vengono progettati e costruiti in maniera completamente differente dai normali velivoli. Ogni volo spaziale per essere definito tale, indipendentemente dal veicolo utilizzato o dalla missione da compiere, deve poter lasciare latmosfera terrestre e raggiungere, appunto, lo spazio. Compiere ciò significa quindi imprimere al veicolo una spinta verso lalto in modo da contrastare lazione della forza di gravità e di metterlo in una traiettoria di volo parabolica che esca, almeno in parte, dallatmosfera terrestre; il confine tra atmosfera e spazio esterno, nonostante non ne esista uno vero e proprio, viene convenzionalmente posto ad unaltezza di 100 km dalla superficie del mare e prende il nome di linea di Karman.

Essenzialmente, un volo spaziale può essere:

  • Sub-orbitale
  • Orbitale

La differenza tra le due tipologie riguarda il tipo di traiettoria che il veicolo spaziale possiede una volta lanciato da terra. Se infatti il veicolo possiede una traiettoria parabolica balistica che supera i 100 km di altezza ma che non compie almeno un giro completo intorno alla Terra quella che viene definita unorbita, allora si avrà una volo di tipo sub-orbitale; se invece il veicolo possiede una traiettoria chiusa tale da permettergli di compiere almeno un giro completo senza ricade sulla superficie terrestre, allora si avrà un volo di tipo orbitale. Ciò che quindi permette di classificare un volo spaziale è quindi lorbita che il veicolo segue nello spazio.

Ogni volo spaziale possiede delle fasi, elencate di seguito:

  • Raggiungimento dellorbita
  • Fase di crociera
  • Manovre orbitali - solo per voli orbitali
  • Atterraggio detto anche rientro
  • Decollo detto anche lancio

Per completezza e semplicità di esposizione, di seguito, si analizzeranno le fasi di un volo spaziale orbitale con partenza dalla superficie terrestre.

                                     

2.1. Caratteristiche e fasi del volo Decollo

Lunico metodo attualmente utilizzabile per raggiungere lorbita, ed utilizzato sin dagli albori dellastronautica, è tramite lutilizzo di razzi. Altri metodi per raggiungere lorbita e lo spazio in generale devono ancora essere costruiti oppure non sono ancora sufficientemente sviluppati da poter garantire le prestazioni necessarie.

Il lancio di un razzo per un volo spaziale inizia solitamente da uno spazioporto o cosmodromo, secondo laccezione russa, che generalmente è provvisto di complessi di lancio per il decollo verticale dei razzi e di piste per il decollo e latterraggio di aerei madre e spazioplani come lo Space Shuttle. Di solito gli spazioporti sono situati a debita distanza da zone densamente abitate per ragioni di sicurezza e di inquinamento acustico; i missili balistici intercontinentali ICBM, invece, hanno strutture di lancio speciali e dedicate. Un complesso di lancio è una struttura fissa appositamente costruita per permettere linvolo dei razzi; consiste generalmente in una torre di lancio munita dei dispositivi necessari per permettere il rifornimento ed il controllo del razzo vettore, nonché delle passerelle per permettere limbarco di eventuali astronauti. Inoltre, sono presenti dei sistemi di soppressione del rumore e delle trincee tagliafuoco per il convogliamento gas di scarico dei motori lontano da strutture e persone nellarea.

Gli spazioporti più utilizzati e famosi sono il Kennedy Space Center NASA, il Cosmodromo di Baikonur Roscosmos ed il Centro Spaziale della Guyana Francese ESA; una lista di tutti gli spazioporti attualmente in uso e non può essere trovata sotto la rispettiva voce.

La posizione sulla superficie terrestre del complesso di lancio influenza inoltre linclinazione minima possibile dellorbita che il veicolo potrà raggiungere e, quindi, in base alla missione ed al tipo di veicolo viene scelto il sito di lancio stesso. Per ragioni fisiche, infatti, unorbita attorno alla Terra ma vale per qualsiasi altro corpo celeste deve necessariamente giacere su un piano che intersechi sia il centro di gravità del corpo orbitato nel nostro caso il centro della Terra, sia il punto di lancio del veicolo spaziale. A causa di ciò, si può facilmente immaginare come da un particolare sito di lancio sia possibile raggiungere solamente quei piani orbitali inclinati di un valore uguale o superiore al valore della latitudine del sito. Ad esempio, un razzo lanciato verso est dal Cosmodromo di Baikonur potrà raggiungere unorbita con uninclinazione minima di 45.6°, corrispondente proprio alla latitudine del sito di lancio; come ulteriore conferma, si tenga presente che la stazione spaziale russa Mir possedeva unorbita inclinata di 51.6° proprio perché tutte le navicelle spaziali russe partivano da Baikonur.

Il decollo è spesso effettuato allinterno di una certa finestra di lancio, ovvero un intervallo di tempo debitamente calcolato entro cui il veicolo spaziale deve necessariamente partire dalla superficie per poter raggiungere la sua destinazione. Una finestra di lancio si ha quando la destinazione del volo è una particolare orbita con parametri specifici che possono essere ottenuti solo con un lancio in un tempo stabilito oppure quando si devono raggiungere altri corpi orbitanti, verso cui il lancio va sincronizzato. Un altro fattore di influenza è molto spesso la rotazione stessa della Terra.



                                     

2.2. Caratteristiche e fasi del volo Metodi alternativi di lancio

Nel corso del tempo, sono stati proposti e più o meno sviluppati molti altri metodi alternativi ai razzi per raggiungere lo spazio. Nuove idee come gli ascensori spaziali e i cosiddetti "momentum exchange tethers" letteralmente: funi per lo scambio di movimento richiedono nuovi materiali più resistenti di quelli attualmente conosciuti, impedendone quindi unapplicazione al di fuori della teoria. Lanciatori elettromagnetici come i "Lofstrom loops", invece, potrebbero essere dei metodi praticabili con le attuali tecnologie. Altre idee includono spazioplani e/o aerei assistiti da motori a razzo, come il Reaction Engine Skylon attualmente in sviluppo, spazioplani con motore scramjet o con motori a razzo a ciclo combinato chiamati in inglese RBCC - Rocket-based combined cycle.

                                     

2.3. Caratteristiche e fasi del volo Raggiungimento dellorbita

In seguito al lancio del veicolo, la seconda fase del volo riguarda il raggiungimento e linserimento in orbita. Secondo la legge di gravitazione universale di Newton le leggi di Keplero, ad una certa altitudine dal centro di gravità della Terra è necessaria una determinata quantità di velocità orbitale la velocità che il veicolo spaziale deve possedere in direzione tangenziale alla superficie terrestre al fine di rimanere in orbita e non ricadere sulla superficie del pianeta. Tuttavia, raggiungere una specifica velocità ed una specifica altitudine non è sufficiente, è necessario infatti che la velocità che è una grandezza vettoriale sia correttamente orientata nella direzione e nel verso della velocità orbitale dellorbita; inoltre, va tenuto conto che la velocità orbitale non è sempre costante lungo tutta lorbita, bensì varia da punto a punto tra un valore minimo ed un valore massimo.

Durante il lancio, il veicolo spaziale deve quindi essere in grado di porsi su di una traiettoria che intersechi lorbita in un punto e che lintersezione stessa avvenga in modo tale che il vettore velocità e laltitudine corrispondano esattamente con quelli dellorbita in tale punto. Se queste condizioni vengono rispettate, allora il veicolo avrà raggiunto lorbita desiderata e sarà in grado di rimanervi anche senza alcun tipo di propulsione. Nel caso contrario dove la velocità raggiunta non è sufficiente si avrà una traiettoria di volo sub-orbitale più o meno lunga che riporterà prima o poi il veicolo lanciato sulla superficie.

Laspetto cruciale del raggiungimento dellorbita è quindi la necessità di accelerare il veicolo spaziale attraverso latmosfera, compito che viene affidato ai cosiddetti razzi vettori chiamati anche lanciatori. Questi sono infatti dei specifici veicoli spaziali capaci di fornire unenorme quantitativo di spinta in grado di vincere lazione contrastante della gravità e, al contempo, di far guadagnare al carico utile ovvero il veicolo che compierà la missione spaziale velocità sufficiente per raggiungere e rimanere nello spazio, fornendo il cosiddetto delta-v.

                                     

2.4. Caratteristiche e fasi del volo Fase di crociera

Una volta raggiunta lorbita e spenti i propulsori il veicolo entra nella fase di crociera, dove il veicolo spaziale continua per inerzia sulla sua traiettoria di volo, variando la propria velocità ed altitudine in base alle caratteristiche dellorbita in cui si trova. Se il veicolo è in una traiettoria sub-orbitale, la fase di crociera corrisponde al lasso di tempo in cui il volo si svolge nello spazio senza significativi effetti di attrito atmosferico ed in condizioni di assenza di peso più precisamente microgravità.

                                     

2.5. Caratteristiche e fasi del volo Manovre orbitali

Durante un volo nello spazio potrebbe presentarsi la necessità di dover modificare o cambiare totalmente la propria orbita al fine di proseguire con la missione. Molte volte, infatti, lorbita raggiunta dopo il lancio altro non è che una cosiddetta orbita di parcheggio, ovvero unorbita temporanea necessaria per permettere la preparazione delle fasi successive della missione come nel caso delle missioni Apollo; altre volte, specialmente nei casi di volo interplanetario, si rendono necessarie delle manovre lungo il tragitto al fine per esempio di regolare la rotta od evitare collisioni. In tutti questi casi vengono quindi svolte quelle che vengono chiamate manovre orbitali.

Una manovra orbitale altro non è che una variazione del vettore velocità di un veicolo spaziale e, come per linserimento in orbita, è necessario intersecare la nuova orbita con la giusta velocità in quantità, direzione e verso nel giusto punto. In generale, le manovre orbitali vengono svolte per ottenere:

  • variazione di piano orbitale
  • variazione di velocità, altezza e forma dellorbita sullo stesso piano
  • correzione e mantenimento dellassetto
  • rendezvous e/o docking con altri veicoli spaziali

Le manovre orbitali sono quindi fondamentali per indirizzare correttamente un veicolo spaziale verso un altro corpo celeste diverso dalla Terra si pensi alla traiettoria di inserimento lunare delle missioni Apollo o per far incontrare due veicoli distinti in orbita allo scopo di fare manutenzione come fece lo Space Shuttle con il telescopio spaziale Hubble, rifornire una stazione spaziale oppure cambiarne lequipaggio.

In base allentità delle manovre orbitali vengono utilizzati tipi di propulsore diversi. Per manovre di variazione dellorbita vengono generalmente usati i propulsori principali del veicolo o quelli del lanciatore o di un suo stadio; invece, per manovre di correzione dellassetto, di rendezvous e di docking vengono utilizzati degli specifici propulsori di controllo dellassetto in inglese reaction control system, ad esempio come lOMS dello Space Shuttle. La differenza principale tra i due tipi di propulsione è nella quantità di spinta che forniscono e, quindi, nella precisione ottenibile nelle varie manovre.



                                     

2.6. Caratteristiche e fasi del volo Atterraggio

Latterraggio di un veicolo spaziale su di un corpo celeste può differire in base alle caratteristiche del corpo su cui atterra. La principale di queste caratteristiche è la presenza o meno di unatmosfera le sue eventuali condizioni e anche la gravità del corpo gioca un ruolo fondamentale. Generalmente, la fase di atterraggio viene chiamata rientro, soprattutto nei confronti di oggetti di ritorno sulla Terra.

                                     

2.7. Caratteristiche e fasi del volo Rientro atmosferico

I veicoli in orbita possiedono un notevole quantitativo di energia cinetica dovuta alle elevate velocità orbitali necessarie per rimanere nello spazio; questa energia deve necessariamente essere dissipata al fine di permettere latterraggio in sicurezza del veicolo spaziale. Mentre un atterraggio su di un corpo celeste senza atmosfera non presenta particolari problemi se non quello di dover rallentare a sufficienza prima di toccare il suolo, un rientro atmosferico è in grado di generare sulla navicella temperature elevatissime a causa dellattrito aerodinamico dovuto alla notevole velocità. Per questo motivo è necessario che il veicolo spaziale sia dotato di speciali sistemi di protezione onde evitare di venire vaporizzato al rientro in atmosfera. La teoria dietro i rientri atmosferici fu sviluppata da Harry Julian Allen. Basata su questa teoria vi è la forma dei veicoli di rientro, che presentano forme affusolate e smussate con lo scopo di ridurre quanto possibile laccumulo di calore sul veicolo. Lutilizzo di queste particolari forme, infatti, permette a meno dell1% dellenergia cinetica dissipata di surriscaldare il veicolo, facendo finire invece il calore sullatmosfera circostante.

In base alle caratteristiche del veicolo spaziale, latterraggio sulla Terra può avvenire sul suolo o sullacqua. Le capsule dei programmi Mercury, Gemini ed Apollo, ad esempio, sono atterrate tutte con unammaraggio nelloceano in inglese splash-down, rallentando nella discesa con appositi paracadute. Le capsule del programma Sojuz, invece, atterrano sulla terraferma utilizzando razzi frenanti e paracadute per rallentare a velocità sicure. Gli spazioplani e qualsiasi altro tipo di veicolo spaziale in grado di volare o planare nellatmosfera sono invece in grado di controllare la propria traiettoria al fine di atterrare su di una pista di atterraggio come i normali aerei. Le sonde robotiche, generalmente, non sono provviste di sistemi di atterraggio e di protezione per il rientro atmosferico in quanto non ne viene preventivato il ritorno sulla superficie. Vengono quindi lasciate in orbita indefinitamente oppure fatte disintegrare nellatmosfera o, ancora, fatte schiantare di proposito su altri corpi come la Luna alla fine della loro vita operativa.

                                     

2.8. Caratteristiche e fasi del volo Recupero

Dopo latterraggio, generalmente, i veicoli, i suoi eventuali occupanti ed il carico vengono recuperati medianti navi se in acqua oppure mezzi terrestri e/o aerei. In alcuni casi, il recupero avviene prima dellatterraggio: mentre un veicolo spaziale sta ancora scendendo col suo paracadute, è possibile infatti recuperarlo "al volo" tramite aerei appositamente progettati. Un esempio è il recupero a mezzaria del contenitore con i nastri delle fotografie effettuate dal satellite spia statunitense Corona.

                                     

3.1. Tipologie di volo spaziale Senza equipaggio

Il volo spaziale senza equipaggio riguarda tutte le attività che non necessitano della presenza delluomo a bordo del veicolo spaziale: questo tipo di voli include tutte le sonde spaziali automatiche, i satelliti le sonde robotiche. Questultime sono dei veicoli spaziali senza equipaggio generalmente telecomandate da Terra e in grado di compiere missioni complesse in orbita e sulla superficie di corpi celesti. La prima missione spaziale senza equipaggio, nonché il primo oggetto artificiale in assoluto a raggiungere lorbita è stata la sonda sovietica Sputnik I, lanciata il 4 ottobre 1957.

                                     

3.2. Tipologie di volo spaziale Vantaggi

Molte missioni spaziali sono più adatte ad essere portate a termine da veicoli senza equipaggio a causa dei costi ridotti e, soprattutto, dei minori rischi di mandare una sonda automatica in orbita rispetto ad un uomo. Inoltre, molti pianeti come Venere o Giove possiedono ambienti estremamente ostili per la sopravvivenza umana, almeno con le tecnologie attuali; pianeti invece come Saturno, Urano e Nettuno sono invece troppo distanti per essere raggiunti in tempi accettabili per un uomo con le attuali conoscenze. In tutti questi casi, lesplorazione si rivela possibile solamente tramite sonde robotiche. Un altro aspetto riguarda inoltre il pericolo di contaminazione da parte di micro-organismi terrestri che un potenziale volo con equipaggio potrebbe portare con sé. Le sonde permettono una maggiore sicurezza sotto questo aspetto, venendo completamente sterilizzate prima del lancio. Lessere umano, per sua natura, non può infatti venire sterilizzato allo stesso modo in quanto viviamo in simbiosi con molti micro-organismi, che quindi ci seguirebbero nel viaggio nello spazio; oltretutto, numerosi batteri si sono dimostrati in grado di resistere per un certo periodo allambiente ostile dello spazio.



                                     

3.3. Tipologie di volo spaziale Telepresenza

Quando il ritardo dovuto alla velocità della luce è abbastanza piccolo, è possibile controllare una sonda dalla Terra quasi in tempo reale. Persino il ritardo di due secondi della Luna è troppo per unesplorazione in telepresenza dalla Terra. Le onde elettromagnetiche impiegano 400 millisecondi per andare e tornare dai punti di Lagrange L1 e L2, ed è abbastanza per operazioni in telepresenza. La telepresenza potrebbe venir utilizzata per riparare i satelliti in orbita terrestre. Questo ed altri argomenti sono stati discussi nellExploration Telerobotics Symposium del 2012.

                                     

3.4. Tipologie di volo spaziale Con equipaggio

Il primo volo con equipaggio della storia fu quello della Vostok 1, il 12 aprile 1961, che portò il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin a diventare il primo uomo nello spazio e ad orbitare intorno alla Terra. Attualmente, gli unici veicoli spaziale regolarmente usati per voli con equipaggio sono le navette russe Sojuz le cinesi Shenzhou, utilizzate rispettivamente per portare gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale e sui laboratori spaziali cinesi del programma Tiangong. Fino al 2011 era operativo anche lo Space Shuttle statunitense, anchesso usato per portare gli astronauti sulla ISS e per eseguire varie missioni con equipaggio in orbita bassa. Gli unici veicoli spaziali con equipaggio a lasciare lorbita bassa terrestre e ad orbitare ed atterrare su di un altro corpo celeste sono state le navette del programma Apollo degli anni 60 e 70 dirette verso la Luna.

                                     

4. Veicoli spaziali

i veicoli spaziali o navicelle sono veicoli in grado di controllare la propria traiettoria nello spazio.

A volte si dice che il primo "vero veicolo spaziale" sia stato il modulo lunare Apollo, dato che fu lunico veicolo con equipaggio ad essere progettato esclusivamente per lo spazio; è noto inoltre per la sua forma non aerodinamica.

                                     

4.1. Veicoli spaziali Propulsione

Al giorno doggi le navicelle usano in maniera predominante i razzi come propulsione, ma stanno prendendo sempre più piede tecniche come il propulsore ionico, soprattutto per veicoli senza equipaggio; ciò riduce in maniera significativa la massa del veicolo e incrementa il suo delta-v.

                                     

4.2. Veicoli spaziali Lanciatori

I lanciatori o vettori, o sistemi di lancio sono usati per portare un payload dalla superficie terrestre nello spazio.

                                     

4.3. Veicoli spaziali Non riutilizzabili

Tutti gli attuali voli spaziali sono effettuati con lanciatori non riutilizzabili a stadi multipli.

                                     

5. Problematiche del volo spaziale

Radiazioni

Sopra latmosfera, incrementano le radiazioni dovute alle fasce di Van Allen, quelle solari e quelle cosmiche. Più lontani dalla Terra, i flare solari possono una dose di radiazioni letale in pochi minuti, e i raggi cosmici aumentano in maniera significativa il rischio di cancro.

                                     

6. Applicazioni del volo spaziale

Attualmente, il volo spaziale viene utilizzato per:

  • Spionaggio militare
  • Esplorazione dello spazio
  • Navigazione satellitare
  • Telecomunicazioni
  • Osservazione della Terra per scopi scientifici e commerciali
  • Monitoraggio di oggetti near-Earth

Inoltre, già da qualche anno è stata data la possibilità a compagnie private di sviluppare, costruire e lanciare i propri veicoli spaziali, fornendo quindi servizi commerciali per le più svariate applicazioni: dal turismo spaziale come Virgin Galactic e Blue Origin al rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale SpaceX e OrbitalATK, passando per la messa in orbita di satelliti di aziende private ed agenzie governative dai molteplici utilizzi SpaceX. Lingresso di numerose compagnie private ha permesso di abbassare i costi di lancio tramite una gestione più efficiente e svincolata dalle politiche governative delle nazioni con unagenzia spaziale. Inoltre, la competizione che si è venuta a creare ha generato un rapido sviluppo nelle tecnologie di recupero e riutilizzo dei lanciatori si veda la SpaceX con la famiglia di lanciatori Falcon.

Nel futuro, il settore privato e commerciale prenderà sempre più piede e sempre più voli saranno finanziati da compagnie private e singoli individui, permettendo linizio di una vera e propria colonizzazione dello spazio.