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ⓘ Abati, famiglia. Il 10 giugno 1304 Neri appiccò il fuoco nel cuore di Firenze. Ciò fu dovuto alla rivalità tra guelfi bianchi e neri nata allinterno della famig ..




                                     

ⓘ Abati (famiglia)

Il 10 giugno 1304 Neri appiccò il fuoco nel cuore di Firenze. Ciò fu dovuto alla rivalità tra guelfi bianchi e neri nata allinterno della famiglia stessa.

Neri degli Abati incendiò come prima cosa le case dei suoi parenti in Orsanmichele e in seguito la casa dei Caponsacchi. A causa del vento il fuoco si propagò poi allinterno della città distruggendo più di mille edifici.

Queste perdite furono significative sia per leconomia cittadina sia per le singole famiglie che traevano da quei possedimenti non solo notorietà, ma anche ricchezza, e soprattutto per le enormi perdite di opere d’arte commissionate dalla famiglia stessa, in quanto forte sostenitrice dell’arte e degli artisti.

                                     

1.1. Componenti Abate dIldebrandino della Lombarda

Un primo personaggio di rilievo della famiglia fu Abate dIldebrandino della Lombarda, console fiorentino nel 1176. La sua famiglia possedeva case presso Orsanmichele e, dopo luccisione di Buondelmonte de Buondelmonti da parte degli Amidei, si schierò con la parte offesa, capeggiata dalla consorteria degli Uberti, divenuta poi la parte ghibellina.

                                     

1.2. Componenti Bella degli Abati

È stato ipotizzato che la madre stessa di Dante Alighieri, Bella, moglie di Alighiero di Bellincione, appartenesse alla famiglia degli Abati.

Secondo questa ipotesi, Bella sarebbe stata figlia di Durante degli Abati, il quale a sua volta sarebbe quindi stato nonno di Dante. Lappartenenza di Bella alla famiglia Abati è stata supposta in base a indizi molto tenui: la vicinanza tra le abitazioni degli Abati e degli Alighieri; il nome di Dante, che deriva da quello di Durante e che secondo questa ipotesi sarebbe stato ispirato dal nonno; gli stretti rapporti tra Dante e Durante.

Lappartenenza di Bella agli Abati non ha comunque nessuna conferma nei documenti sopravvissuti.

                                     

1.3. Componenti Durante degli Abati

Durante degli Abati, sostenitore della fazione ghibellina di Firenze, era un giudice fiorentino. Divenne sindaco di Sesto di Porta S. Piero il 10 maggio 1289.

Sembra che Durante degli Abati fosse il nonno materno di Dante. Tranne alcuni legami finanziari, non ci sono prove che confermino il loro legame di parentela. Resta comunque il fatto che tra Durante e Dante intercorrevano buoni rapporti. I due sembravano essere molto legati, come testimonia la vicenda del 23 dicembre 1297 che vede Durante, insieme con altri personaggi dellepoca, fra cui il suocero di Dante, Manetto Donati, fare da garante per un prestito di 480 fiorini che Dante, insieme con il fratello Francesco, chiese a Iacopo dei Corbizzi. Quattro anni dopo, nel marzo del 1301, i due fratelli Alighieri restituirono il favore a Durante: quando questultimo ebbe bisogno di contrarre un debito di 50 fiorini, Francesco e Dante gli fecero da garanti.

                                     

1.4. Componenti Bocca degli Abati

Bocca degli Abati, di parte ghibellina, entrò tra le file guelfe militanti nella battaglia di Montaperti contro i ghibellini di Siena. Dante lo indica nellInferno come il traditore che durante la battaglia tagliò la mano a Jacopo de Pazzi, portatore dello stendardo guelfo, facendo perdere la guida alla cavalleria che procedette così allo sbando e venne facilmente travolta.

Negli anni successivi Bocca degli Abati collaborò con i ghibellini al comando di Firenze, ma quando i guelfi ottennero il potere venne esiliato.

                                     

1.5. Componenti Neri degli Abati

La causa principale dellodio dei fiorentini verso la famiglia degli Abati fu Neri, un guelfo nero. Nel 1298 fu accusato di aver avvelenato i Cerchi prigionieri che gli erano stati affidati in custodia, mentre il 10 giugno 1304 appiccò un incendio nel cuore di Firenze, su ordine dei capi neri, danneggiando leconomia di molte famiglie.

                                     

1.6. Componenti Ciolo degli Abati

Malfattore fiorentino, fu bandito da Firenze nel 1291. Grazie alloblatio, ottenne lassoluzione nel 1295 pagando una somma in denaro. È ricordato da Dante nell Epistola XII.

A Ciolo è stato erroneamente attribuito lincendio del 1304 avvenuto in realtà per mano di Neri degli Abati.

                                     

2. Palazzi e altre testimonianze

La potenza della famiglia Abati, oltre che dai legami che aveva stretto con altre importanti famiglie che risiedevano nel loro stesso sestiere Sesto di San Pier Scheraggio, derivava anche dal gran numero di possedimenti che le appartenevano. Case e torri di proprietà degli Abati si trovavano a Firenze, nel Sesto di San Pier Scheraggio, mentre i loro castelli erano ubicati nel contado e venivano utilizzati per svolgere attività commerciali.

Di sicura appartenenza alla famiglia Abati è ledificio situato al numero 9 di via dei Tavolini. Lo testimonia la presenza dello scudo con lo stemma della famiglia Abati, posizionato sul lato delledificio che si affaccia su via dei Calzaiuoli. Oltre allo stemma, unepigrafe dantesca ricorda la figura di Bocca degli Abati. Sullangolo esterno delledificio è presente una torre di proprietà della famiglia.

                                     

2.1. Palazzi e altre testimonianze Torre dellUccellina

Nel 1321 fu edificata la Torre dellUccellina, facente parte dellAbbazia di San Rabano situata lungo il crinale dei monti dellUccellina a Grosseto. Gli Abati ne entrarono in possesso durante le lotte della città di Grosseto, di cui erano a capo, con la città di Siena, trasformando labbazia in fortezza. La costruzione della torre è avvenuta in un secondo momento, come testimonia il paramento differente rispetto a quello dellAbbazia. Venne utilizzata per gli avvistamenti sul mare e per proteggere il complesso religioso.