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ⓘ Palazzo del Principe Elettore, Bonn. Il Palazzo del Principe Elettore, in tedesco Kurfürstliches Palais è stato la residenza del principe-arcivescovo dellEletto ..




Palazzo del Principe Elettore (Bonn)
                                     

ⓘ Palazzo del Principe Elettore (Bonn)

Il Palazzo del Principe Elettore, in tedesco Kurfürstliches Palais è stato la residenza del principe-arcivescovo dellElettorato di Colonia dal 1597 al 1794. Sorge nel centro della città di Bonn, in Germania.

Inestricabilmente legato alledificio è l Hofgarten, Giardino di Corte, grande parco situato a sud del castello. Oggi ledificio ospita la Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität, Università di Bonn.

                                     

1.1. Storia e architettura Origini

Sul sito sorgeva un precedente edificio fatto costruire fra il 1567 e il 1577 dal principe-vescovo Salentin von Isenburg-Grenzau, addossato nella parte meridionale alle mura cittadine. La costruzione venne distrutta nel 1689 dai cannoni delle truppe alleate del principe-vescovo Giuseppe Clemente di Baviera quando riconquistò la città.

                                     

1.2. Storia e architettura La residenza barocca

Nel 1697 lelettore incaricò larchitetto di corte di Monaco di Baviera, Enrico Zuccalli, di ricostruire il palazzo. Zuccalli progettò un complesso a quattro ali intorno a un cortile centrale porticato, con quattro torri angolari. Direttore del cantiere era Antonio Riva. Ledificio presenta un alzato di tre piani con ingresso principale sulla centrale via Am Hof. Ispirato allEscorial di Madrid, risultò assai austero. Nel 1700 venne aggiunta la lunga ala ovest, o della Galleria, con una chiesa di corte. Al suo posto è oggi lauditorium delluniversità.

Tra il 1715 e il 1723 larchitetto francese Robert de Cotte 1656-1735 continuò i lavori e aprì questo rigido edificio verso sud facendovi costruire un giardino alla francese. Nel 1744 venne posta, al centro di questa ala, sopra lingresso meridionale, la statua dorata della Madonna Regina Pacis, santo patrono delluniversità, opera dello scultore Wilhelm Rottermondt.

Il principe-elettore Clemente Augusto di Baviera commissionò unapertura nellala della galleria che permettesse il sottopassaggio alla strada verso Coblenza. Cosi fra il 1751 e il 1755 venne aperta la Koblenzer Tor, "Porta di Coblenza", ad opera dellarchitetto parigino Michel Leveilly e su progetto François de Cuvilliés il Vecchio, già attivo alla corte dellelettore per interventi nei castelli di Poppelsdorf e Brühl. La porta barocca a tre piani, spicca nettamente dalledificio principale, creando un bel contrasto fra lausterità di questultimo e la sua plasticità rococò. La Porta di Coblenza era anche chiamata Porta di San Michele, in quanto nella grande sala del piano intermedio vi si tenevano le sedute dellOrdine di San Michele.

                                     

1.3. Storia e architettura Incendio e restauri

Il 15 gennaio 1777, il castello bruciò. Lincendio, scoppiato nellala ovest nelle prime ore del mattino, si diffuse nel sottotetto e fece esplodere la polveriera. Le operazioni di soccorso durarono tutta la giornata e anche la città rischiava di prendere fuoco. Molte persone perirono. Tuttavia, dopo lincendio, la ricostruzione non è stata avviata immediatamente. Solo lala del giardino venne restaurata e in forma semplificata. Anche la chiesa di corte andò distrutta, sostituita nel 1779 da una chiesa più piccola costruita dallarchitetto Johann Heinrich Roth nella torre sudorientale, dove è ancora oggi. Con linvasione delle truppe rivoluzionarie francesi nel 1794 il palazzo perse la sua funzione di residenza elettorale.

Nel 1818, il re prussiano Guglielmo di Germania donò il complesso alla neonata Università Friedrich Wilhelm, che ancora la utilizza come edificio principale. Nella seconda metà degli anni 20, sulla base dei piani originali di Zuccalli e di de Cottes, le parti del palazzo distrutte dal fuoco vennero finalmente restaurate, e si costruì per la prima volta la quarta torre dangolo. Tuttavia nellottobre del 1944, ledificio fu nuovamente distrutto da un bombardamento; fu ricostruito dopo la seconda guerra mondiale e il cui cantiere durò fino al 1951.