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ⓘ Storia dellOspedalità italiana. A seguito soprattutto della grande Pestilenza a metà del Trecento, nacque lesigenza di aprire ulteriori strutture per lisolament ..




                                     

ⓘ Storia dellOspedalità italiana

A seguito soprattutto della grande Pestilenza a metà del Trecento, nacque lesigenza di aprire ulteriori strutture per lisolamento degli appestati per prevenire il contagio tra la popolazione: i Lebbrosari. Per tali motivi, queste strutture sorsero tipicamente in aree extra-urbane. Il primo lazzaretto ad essere permanente in area europea sorse, tuttavia, solo un secolo più tardi: nel 1423 a Venezia, nel contesto della riforma ospedaliera del XV secolo. I lebbrosari decadranno nel corso del XVI secolo insieme alla scomparsa della lebbra: le stesse strutture saranno però spesso riconvertite per ospitare i malati di sifilide.

                                     

1. La riforma del XV secolo

Dopo il periodo delle pestilenze della seconda metà del Trecento e ripreso lo sviluppo urbano allarrivo del Rinascimento, si verificò una riforma nella rete ospedaliera reformatione nel corso del XV secolo: tale spinta di rinnovamento investì molte aree soprattutto del centro-nord Italia, in particolare in Lombardia e in Toscana, dove si inaugurarono diverse nuove strutture, in particolare lo Spedale degli Innocenti di Firenze, e con una spinta alla razionalizzazione delle attività ospedaliere, ad esempio nellOspedale Maggiore di Milano ad opera di Francesco Sforza. Tale riforma quattrocentesca fu motivata da emergenze sanitarie e sociali, come guerre e pestilenze, e, dopo lItalia centro-settentrionale, fu poi seguita da altre aree europee in un secondo momento. Questa riforma definisce più chiaramente laccettazione degli ospedali dei soli infirmi, a loro volta distinti in "curabili" e "incurabili", con una maggiore razionalizzazione negli obiettivi delle cure mediche e una limitazione dellelemento della cura spirituale e religiosa, pur rimanendo comunque presenti.

                                     

2.1. La rinascita ospedaliera nelletà della Controriforma La sifilide e gli ospedali degli "Incurabili"

Nel Cinquecento, la penisola italiana venne fustigata da diverse emergenze sanitarie associate alle numerose guerre dellepoca: il verificarsi di tali guerre, combinato allo spirito tridentino di una maggiore attenzione alle necessità della popolazione non disgiunta da quella un maggiore controllo sociale degli effetti del dilagare della povertà videro in Italia una grande rinascita dellospedalità. In particolare, grande diffusione ebbero in tutta la penisola gli ospedali degli Incurabili nati per combattere il dilagare della Sifilide, una nuova malattia per il continente Europeo, portata in Italia forse dalle truppe di Carlo VIII e per questo motivo chiamata allepoca anche "mal francese" o "morbo gallico": il primo sorse a Genova nel 1499 per iniziativa di Ettore Vernazza, ma in rapida successione promosse diverse strutture analoghe in tutta la penisola, comprese Roma nel 1515 Arcispedale di San Giacomo degli Incurabili, dove pochi anni dopo Camillo de Lellis fondò lordine dei Chierici regolari Ministri degli Infermi e Napoli nel 1517 il grande Complesso degli Incurabili. LArcispedale romano divenne famoso in ambito europeo per la "cura dellacqua di legno", volta a lenire le piaghe della sifilide secondo i dettami del medico contemporaneo Girolamo Fracastoro, pioniere della moderna patologia: tale cura era gratuita ed ebbe una tale diffusione che i pazienti accorrevano da tutta Europa, mentre i romani erano solo il 4% del totale: tuttavia, proprio la pratica ospedaliera finì per riconoscere sperimentalmente la scarsa efficacia e infine labbandono di tale cura a metà del Seicento.

                                     

2.2. La rinascita ospedaliera nelletà della Controriforma Innovazioni ospedaliere

Lintroduzione degli ospedali degli Incurabili, e dunque la specializzazione dei grandi ospedali, venne considerata positivamente dal contemporanei nel contesto urbano rinascimentale. Infatti, viene introdotta la categoria di strutture per malattie croniche, che necessitano lunghe degenze e cure particolari, a differenza di quelle ordinarie, anche acute, ma che permettono permanenze limitate nel tempo, a loro volta distinte da quelle per malattie endemiche come i lazzaretti. Come già accadde nel Medioevo tuttavia, permanevano strutture con vari usi, a volte misti della cura delle malattie e luoghi di assistenza in senso più ampio includendo anche brefotrofi, eccetera: nel resto della penisola, inclusa Roma, mantennero inoltre la tradizionale impostazione caritatevole, pur intensificandosi progressivamente lattività chirurgica e medica parte dei notevoli progressi scientifici del secolo successivo. Ciascun ente di assistenza era tipicamente, come accadde fin dal Medioevo, associato ad un patrimonio fondiario ed immobiliare tale da garantirne lindipendenza economica e dunque laccesso alla popolazione. Si innovò anche linsegnamento chirurgico: a fine secolo a Padova si inaugurò il primo teatro anatomico.



                                     

2.3. La rinascita ospedaliera nelletà della Controriforma Innovazioni chirurgiche

Lestensione della rete di ospedali rese possibili progressi nella conoscenza scientifica allinterno dello stesso ambito ospedaliero stesso, tramite losservazione diretta: ad esempio Bartolomeo Eustachi, pioniere dellanatomia attivo allOspedale di Santa Maria della Consolazione a Roma praticò dissezioni e autopsie. Lo stato delle sue conoscenze chirurgiche è testimoniata dalle sue Tabulae anatomicae del 1552 pubblicate solo nel 1714.

                                     

3. Innovazioni chirurgiche del XVII secolo

Nel XVII secolo la "Rivoluzione scientifica" investì anche la chirurgia. Lutilizzo del microscopio, inventato in Olanda e perfezionato da Galileo, portò nel corso del secolo a numerose scoperte anatomiche da parte di medici come Marcello Malpighi che identificò i capillari sanguigni e osservò i globuli rossi, Giovanni Maria Lancisi e altri: il microscopio venne usato anche in ambito clinico, ad esempio per effettuare autopsie.

                                     

4. Periodo napoleonico

Nel 1807, durante lannessione dellItalia allImpero francese napoleonico, in cui si soppressero gli ordini religiosi compresi quelli dediti ad attività ospedaliere, si crearono le Congregazioni di Carità. Tali istituzioni laiche continuarono la propria esistenza anche dopo la caduta di Napoleone, accanto alle ricostituite opere pie.

                                     

5. La Restaurazione

Il periodo della Restaurazione vide la ricostituzione degli ordini religiosi tradizionali, compresi quelli attivi nellospedalità nel periodo precedente. La penisola fu flagellata in particolare dallepidemia di colera negli anni 1835-1836: da questo periodo, gli ospedali smisero di essere anche luogo di sepoltura, recependo luso francese dei cimiteri extraurbani. Iniziò inoltre luso della vaccinazione tra la popolazione: pioniere di questa pratica in Italia fu Luigi Sacco, che fu poi primario dellospedale maggiore di Milano, seguito da altri, come Giuseppe De Matthaeis, archiatra ponfiticio, eccetera.

                                     

6. Il periodo post-unitario

A seguito dellUnità dItalia, nel 1888 nasce a Roma la Direzione Generale della Sanità pubblica che rimarrà attiva fino al 1945 con il regio decreto n. 4707 del 3 luglio 1887 inquadrata presso il Ministero dellinterno. Dopo poco tempo, fu emanata la legge n. 6972 del 17 luglio 1890 detta a volte "Legge Crispi" che istituì le IPAB" Istituti di Pubblica Assistenza e Beneficienza, stabilendo la differenza tra gli ospedali veri e propri e gli enti di assistenza di altro tipo. Se lavvento della Rivoluzione industriale porta a diversi cambiamenti della società, compresa la migrazione dalle campagne alle città, continua lopera di privati facoltosi, nobili delle famiglie tradizionali così come di borghesi legati alle nuove attività, nella fondazione e nel sostegno di opere di assistenza sociale e anche di ospitalità in senso stretto, accanto alle tradizionali attività ospedaliere di tipo religioso. In Piemonte molte attività vengono svolte dai "santi sociali" come Don Bosco, fondatore dellospedale Cottolengo, ma anche dai "santi laici" come la marchesa Giulia di Barolo. A Roma, dove la tradizione di ospitalità era la più antica e patrimonializzata grazie a numerosi lasciti e donazioni, con regio decreto nel 1896 si accentrò limmenso patrimonio ospedaliero di tutti i diversi ospedali romani in un unico ente: il Pio Istituto di Santo Spirito e Ospedali Riuniti, che divenne così il più grande dEuropa.



                                     

7. Durante il Fascismo

Il Fascismo introdusse delle forme di assistenza specializzata a seconda di categorie di individui: il primo istituto di questo tipo ad essere creato è l Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dellInfanzia, istituito con legge 2277 del 10 dicembre 1925. Nel 1937 con legge n. 847 del 3 giugno vennero soppresse le Congregazioni di Carità, rimpiazzate dagli Enti comunali di assistenza, divenuti così obbligatori in ogni comune.

                                     

8. Il Dopoguerra

Con la nascita della Repubblica Italiana, la nuova Costituzione del 1948 riporta nellart. 32 la tutela della salute inteso come diritto inalienabile universale, cioè di tutti i cittadini, e allo stesso tempo di interesse della collettività: inoltre, vengono assicurate esplicitamente le cure gratuite agli indigenti.

La legge 13 marzo 1958, n. 296 - emanata durante il Governo Zoli - istituì per la prima volta in Italia il Ministero della sanità, scorporando finalmente l ACIS Alto Commissariato per Igiene e la Salute pubblica dal Ministero dellinterno. Con la legge 12 febbraio 1968 n. 132 la cosiddetta "legge Mariotti", dal nome del ministro Luigi Mariotti fu riformato il sistema degli ospedali, fino ad allora per lo più gestiti da enti di assistenza e beneficenza, trasformandoli in enti pubblici "enti ospedalieri" e disciplinandone lorganizzazione, la classificazione in categorie, le funzioni nellambito della programmazione nazionale e regionale ed il finanziamento.



                                     

9. La nascita del Servizio Sanitario Nazionale

Il SSN viene istituito con legge italiana n. 833 del 23 dicembre 1978, entrata in vigore nel 1980. Con labolizione del precedente sistema mutualistico, il concetto di salute da bene universale e gratuito e quindi diritto per lautonomia è progressivamente mutato in quello di bene necessario per lequità verso i poveri ovvero, una concessione, piuttosto che come un diritto universale rivolto a tutti quelli i presenti nella società.

La figura del medico condotto viene sostituito da quella del medico di base.

                                     

10. Riforma del 2001: maggior ruolo delle regioni

Nel 2001, la riforma del Titolo V della Costituzione prevede la delega alle Regioni dellorganizzazione dei servizi sanitari. In questo quadro, acquistano maggiore ruolo anche gli ospedali privati.

La legge del 27 dicembre 2002, n.289 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" legge finanziaria 2003, permette la privatizzazione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici, compresi i "beni immobili delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere. I predetti beni immobili sono trasferiti a titolo oneroso dagli enti proprietari ai rispettivi enti territoriali di riferimento".

                                     
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