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ⓘ Kanun. Il Kanun, o Kanuni è il più importante codice di diritto consuetudinario albanese, tra i numerosi codici creatisi nelle zone montane dellAlbania nel cors ..




                                     

ⓘ Kanun

Il Kanun, o Kanuni è il più importante codice di diritto consuetudinario albanese, tra i numerosi codici creatisi nelle zone montane dellAlbania nel corso dei secoli.

È parte integrante del patrimonio culturale albanese, e in quanto tale non differenzia tra le quattro confessioni tradizionalmente presenti nel Paese.

                                     

1. Storia

Le esatte origini del Kanun sono tuttora poco chiare, visto che i principî etici le prescrizioni legali da esso previsti sembrano essere già stati presenti nellAlbania del medioevo Arberia, se non prima. La compilazione del più autorevole dei codici che portano il nome di Kanun, invece, è tradizionalmente attribuita a Leke Alessandro Dukagjini, contemporaneo del condottiero anti-ottomano Giorgio Castriota Scanderbeg il fratello di Alessandro, Nikolle Nicola Dukagjini, fu tra i membri fondanti della Lega di Alessio capeggiata dallo Scanderbeg), il quale sistematizzò i precetti tradizionali in una raccolta che, secondo la tradizione, avrebbe trasformato i principî della vita sociale in una vera e propria legge civile - come nel caso di altri legislatori storici, la sua figura potrebbe essere una personificazione esagerata come nellesempio mitico di Licurgo, oppure di committente come nel caso del Codice giustinianeo oppure un autentico caso di figura autorevole che si dedica ad un lavoro di sgrossamento intellettuale per il beneficio della comunità come nel caso della traduzione in vernacolo della Bibbia di Martin Lutero. Il codice venne poi tramandato soprattutto in forma orale, formando la base della regolamentazione sociale, giuridica e commerciale nei territori albanesi, specie in quelle zone impervie prima tra tutte la Malessia del nord ghego in cui più a fatica penetravano i poteri statali stranieri.

Dopo essere per secoli sopravvissuto al dominio ottomano, il Kanun era ancora radicato nella vita del Paese, quando questultimo ottenne lindipendenza nel 1912. In questi anni, Shtjefen Gjeçov, frate francescano originario del Kossovo, raccolse in forma scritta lintero corpo del Kanun, viaggiando per la maggior parte dei territori abitati da albanesi e producendo 12 volumi scritti nel dialetto ghego della lingua albanese. Severamente contrastato dal regime comunista di Enver Hoxha, dopo il crollo del comunismo è sporadicamente tornato a regolare la vita giuridica in alcune sacche di territorio nelle zone più profonde dellAlbania settentrionale. Tra i molti altri ambiti della vita su cui si esprime in grande dettaglio, il codice nella forma in cui è stato tramandato fissa in maniera rigorosa il dovere di vendicare luccisione di consanguinei, colpendo i parenti maschi dellassassino fino al terzo grado di parentela.

Il codice fu importato in Italia dagli Arbereshe, in una versione tosca - esistono versioni indigene del Kanun fino alla Ciamuria, loro probabile regione dorigine - quando alla fine del XV secolo essi dovettero fuggire dalla conquista ottomana, portando con sé la propria identità cristiano-ortodossa in Italia, soprattutto in regioni come la Puglia, la Calabria, la Basilicata e la Sicilia dove, in secoli successivi, esso avrebbe fornito un ostacolo etico-giuridico contro lespansione di fenomeni come il brigantaggio e poi la mafia.

Durante la monarchia albanese, il re Zog lo vide come una minaccia per il potere dello stato e un ostacolo alla creazione di un Paese moderno. Anche se ufficialmente abolito, il Kanun continuò ancora a regolare la vita di molti albanesi, giungendo persino a rendere il monarca stesso più volte oggetto di tentativi di omicidio, sempre fondati sul Kanun. Nello stabilirsi del sistema comunista, che riuscì invece a cambiare profondamente la mentalità e la società albanesi, lautorità giuridica del Canone andò a perdersi nella maggior parte dellAlbania, riemergendo in seguito solo nelle comunità montane più isolate.

                                     

2. Descrizione e contenuti

Al di là della summenzionata trascrizione a fini di studio, il Kanun è tradizionalmente un codice orale visto il divieto ottomano sulla possesso di qualsivoglia testo scritto in lingua albanese prima, e lostilità statale nazionale poi, la cui tradizione è affidata a uomini anziani e rispettati dalla comunità, ed allistituzione tradizionale nota come kuvend: a queste due autorità popolari erano affidati compiti quali enunciare gli articoli relativi alla situazione in questione, sciogliere apparenti contraddizioni, e fare da tramite e pacificatore tra due famiglie in faida.

Molti concetti, come lautorità del pater familias, il diritto alla proprietà privata e la sua integrità, il diritto alla successione e altri aspetti della vita familiare derivavano dal diritto latino, mentre per listituto della gjakmarrja o faida lett. "prendere sangue", assente nel diritto romano ma comune nellarea mediterranea sono state proposte origini illiriche. Daltronde, diversi principî fondamentali del Kanun presentano forti somiglianze con istituti e mentalità della Grecia antica: prima tra tutti la mikpritja "ospitalità", lett. "accoglienza dellamico", affatto simile alla xenia delle fonti classiche, o la faida stessa, documentata nella Grecia arcaica. Tale somiglianza indica una possibile ma ancora speculativa continuità con tradizioni molto più antiche, dallorigine forse condivisa con quelle tradizioni registrate e poi estintesi nella Grecità classica esempio celebre e paradigmatico è la terna di tragedie componente lOrestea di Eschilo, il cui argomento è una faida intestina che trova conclusione nella fondazione dellAreopago ateniese e delle istituzioni giuridiche di quella città, ma sopravvissute nella Grecia "periferica" fino a tempi molto più inoltrati.

                                     

3. Istituti disciplinati

Regolando da secoli la vita nelle zone montuose a nord del paese il codice si occupa sia di diritto civile sia penale disciplinando numerosi aspetti tra cui: i diritti le immunità della Chiesa, la famiglia, il fidanzamento e il matrimonio, la proprietà privata e la successione, il lavoro, i prestiti le donazioni, il giuramento e la besa, lonore, il risarcimento dei danni, i delitti infamanti, la vendetta, il codice giudiziario degli anziani, i privilegi le esenzioni.

                                     

3.1. Istituti disciplinati La famiglia

Il sistema familiare codificato dal Kanun è di tipo patriarcale e si basa sul clan: una famiglia allargata con a capo il maschio più anziano. La famiglia era la più piccola unità del clan, i quali, visto lisolamento del terreno, si estendevano in una determinata area. I matrimoni erano anche uno strumento per stabilire alleanze tra famiglie e clan, per questo erano concessi solo a due individui che non risultavano cugini nemmeno di un lontano grado. Era previsto anche il divorzio anche se visto male, e in tal caso i figli maschi passavano al padre le femmine alla madre.

Il codice prevedeva anche un rito, con il quale due persone potevano diventare fratelli, anche legalmente.

                                     

3.2. Istituti disciplinati Lindividuo

Il Kanun imponeva le sue regole ai suoi individui, i quali dovevano in seguito insegnare tali regole ad altri. La persona non conosceva altre persone superiori a lui in dignità, e doveva ribellarsi in ogni occasione in cui veniva violata la sua libertà. Lopposizione alla schiavitù era molto forte:

                                     

3.3. Istituti disciplinati Besa e nder

La besa pron. "béssa", termine traducibile con la fides dei Romani è lonore individuale, contrapposto allonore della famiglia nder, latino "honor" o "decus". La differenza tra i due concetti è che lo nder, più vicino al concetto mediterraneo di "onore" inteso come "rispettabilità della famiglia" un tempo presente nel Diritto familiare italiano quando ad esempio veniva riconosciuto il delitto donore, viene costruito e mantenuto dai comportamenti di tutti i membri della famiglia: la castità delle figlie nubili, lobbedienza dei figli scapoli, la fedeltà delle donne sposate, la coscienziosità e rettitudine degli uomini sposati, la laboriosità delle donne in generale e il coraggio degli uomini in generale contribuiscono a mantenere lo nder della famiglia e di chi a essa si associa.

La besa, invece, virtù tipicamente maschile, consiste in un comportamento da cui dipende lautorevolezza delluomo e la sicurezza dei suoi familiari - è quindi dipendente in primo luogo dalla fanatica aderenza alla parola data, concetto marcato da numerosi aneddoti, leggende ed exempla nel folclore albanese. È degno di nota il fatto che, anche nellAlbania contemporanea, ormai sradicata dalla mentalità del Kanun, uno degli insulti personali più pesanti e imperdonabili sia letichetta di pabese, cioè "senza besa" - insulto affine ai gravissimi infidus e perfidus in Latino classico, termini molto più pregnanti dei derivati italiani - mentre sono popolari i nomi di persona maschili Besnik "fedele" e Besim "fiducia".



                                     

3.4. Istituti disciplinati Lospitalità

Lospitalità, che sicuramente ha unorigine più lontana, era uno dei valori principali degli albanesi. Una persona doveva essere ospitata e onorata a ogni costo. In molti casi, si finiva per ospitare anche momentaneamente persone "avversarie", appartenenti a un clan nemico, ma la legge valeva lo stesso anche in questo caso. Infatti, riguardo allospitalità, il Kanun sottolinea:

                                     

3.5. Istituti disciplinati La vendetta

Viene regolato dal Kanun anche il sistema delle vendette di sangue: viene fissato in maniera rigorosa il dovere di vendicare luccisione del proprio consanguineo, colpendo lassassino o i suoi parenti maschi fino al terzo grado di parentela. Adempiere alla vendetta è considerato un obbligo, pena la perdita dello nder v. sopra: oltre allostilità generale della comunità, la famiglia stessa del "codardo" provvede a ostracizzarlo, tramite gesti altamente simbolici come il caffè sotto il ginocchio.

Il perdono da parte dei parenti offesi è previsto e regolato da uno specifico rituale, ed è mediato dai sacerdoti, anche di fedi diverse quando più di una sia presente nella comunità, oltre che dai notabili della stessa.

Il perdono, considerato saggio quanto lomicidio, poteva essere applicato su ogni familiare, a discrezione completa della parte lesa.

La regola della vendetta di sangue obbliga i maschi a restare rinchiusi per mesi allinterno delle prorpie abitazioni, senza mai uscire di casa. Per il disbrigo di tutte le faccende domestiche vengono inviate allesterno soltanto le donne. I clan mafiosi provvedono a sorvegliare le abitazioni, pronti ad uccidere qualsiasi maschio osi uscire allaperto, sfidando le regole del codice. La stessa intimidazione famigliare continua è parte della vendetta. Il codice prevede anche linviolabilità della donna e il divieto di sparare a un uomo che si fa accompagnare da una figura femminile.



                                     

4. Capitoli

Il Kanun di Leke Dukagjini è composto da 12 libri e 1262 articoli:

  • Lavorati della chiesa
  • Proprietà della chiesa
  • Chiesa;
  • Chiesa
  • Il prete
  • Cimiteri
  • Famiglia;
  • The family make-up
  • Matrimonio;
  • Suoceri
  • Il Kanun dello sposo
  • Eeredità
  • Fidanzamento
  • Separazione
  • Matrimonio
  • Casa, Bestiame e proprietà;
  • La casa e i suoi dintorni
  • Proprietà
  • Bestiame
  • I confini
  • Commercio
  • Caccia
  • Lavoro
  • Lavoro;
  • Dono
  • Prestito
  • Trasferimento e proprietà;
  • Onore individuale
  • Onore sociale
  • Sangue e genere; fratellanza e padrini
  • Parlato;
  • Onore;
  • Omicidio discussione sul sanzionamento delle faide
  • Danni;
  • Furto
  • Legge sui crimini
  • Criminali
  • Esenzioni ed eccezioni
  • Morte
  • Tipi di eccezioni
  • Il kanun degli anziani
                                     

5. Riferimenti nella cultura

  • Sul Kanun e in particolare sul fenomeno, da esso regolamentato, delle burrneshe è incentrato il film Vergine giurata di Laura Bispuri 2015, liberamente tratto da un romanzo di Elvira Dones con lo stesso titolo.
  • Il regista Joshua Marston ha dedicato al tema della vendetta di sangue un film, The forgiveness of blood, apparso in Italia con il titolo La faida. Il film è stato girato nella provincia di Scutari nel 2011.
  • Incentrata sul dovere di compiere faida prescritto dal Kanun è la trama un romanzo di Ismail Kadare del 1978, Aprile spezzato.