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ⓘ Montorio, Verona. Montorio è una frazione di Verona, è stato comune autonomo fino al 1927 col nome di Montorio Veronese. È situato nella parte nord-orientale de ..




Montorio (Verona)
                                     

ⓘ Montorio (Verona)

Montorio è una frazione di Verona, è stato comune autonomo fino al 1927 col nome di Montorio Veronese. È situato nella parte nord-orientale del territorio comunale, a 6 km dal centro e alla fine della Val Squaranto, e fa parte della circoscrizione 8. l quartiere è abitato da 6.358 persone. Nelle immediate vicinanze si trovano le località di Ponte Florio, Mizzole, Borgo Santa Croce e San Michele.

                                     

1. Origini del nome

Prima dellinsediamento romano, dove ora sorge il castello, vivevano popolazioni retiche che chiamarono il colle "taurus" che nella lingua dei reti significava monte. I romani quindi arrivati successivamente probabilmente scambiarono tale termine con il nome proprio del luogo e latinizzarono il tutto in mons-taurus ; perciò Montorio significherebbe letteralmente "monte-monte".

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Il Castello

Lattrazione più conosciuta di Montorio è il suo castello detto appunto castello di Montorio. Non si sa chi labbia costruito esisteva già un "castrum" al tempo dei romani, si sa però che lImperatore tedesco Ottone III lo donò al vescovo di Verona nel 955 d.C. Fu poi utilizzato dagli Scaligeri.

Il castello viene tuttora usato per feste tematiche e non, soprattutto durante il periodo estivo.

                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Il Forte Preara

Forte Preara, originariamente chiamato Werk John, è un forte austriaco di Verona, costruito tra il 1859 ed il 1860 per volontà di Ludwig von Benedek, e progettato dal direttore della Genie Direction austriaca di Verona. Il forte è intitolato al barone Franz von John 1815-1876, cavaliere dellOrdine di Maria Teresa per le azioni nelle battaglie di Goito e Volta Mantovana. Nel 1866 sarà Capo di Stato Maggiore nellArmata dellarciduca Albrecht.

                                     

2.3. Monumenti e luoghi dinteresse I Fossi

Le risorgive dette "Fossi" si dipartono dal laghetto Squarà e percorrono come un reticolo tutto il territorio montoriese. Considerate come unimportante risorsa naturale e turistica, sono popolati da una fauna specifica in particolare da un piccolo pesce, il Magnaron, che, pescato dai locali per essere fritto, è stato scelto come nome per la maschera carnevalesca di Montorio: il re del Magnaron.

Per la loro salvaguardia si è costituito il "Comitato dei Fossi" uno degli storici comitati ambientalisti di Verona voluto dai cittadini e fautore di alcune pubblicazioni sul paese e di attività di valorizzazione del territorio, si può ancora vedere una ruota ad acqua per la lavorazione del gesso e una piccola piscina tondo Maggia di epoca romana. Il Comitato è stato guidato al suo inizio da Pierenzo Saetti a cui questo piccolo tesoro ambientale deve la sopravvivenza e lattuale notorietà.

                                     

2.4. Monumenti e luoghi dinteresse Caserma "Duca"

Nel territorio di Montorio Veronese è presente la Caserma "Duca", una delle più grandi installazioni militari in Italia, sia per estensione che per capacità alloggiative attualmente circa 2.000 uomini, ma in passato anche oltre 6.000.

La struttura, dal dopoguerra ad oggi, ha ospitato numerosi reparti dellEsercito Italiano:

  • dal 1956 al 1963 il 12° Centro Addestramento Reclute Alpine
  • dal 1975 al 1991 il 30° Btg. Fanteria "Pisa", l85° Btg. Fanteria "Verona", la Cp. Controcarri "Brescia", la Cp. Genio Pionieri "Brescia" e il Btg. Logistico "Brescia" tutti dipendenti dalla Brigata Meccanizzata "Brescia" ed il 14° Autogruppo "Flavia" dipendente dalla Regione Militare Nord Est
  • dal 1963 al 1975 il 67º Reggimento Fanteria "Legnano"
  • dal 1946 al 1956 il 4° Centro Addestramento Reclute

Attualmente la Caserma "Duca" è sede dei seguenti reparti:

  • 4º Reggimento Alpini Paracadutisti
  • Reggimento di Sostegno Materiali Speciali
  • 85º Reggimento addestramento volontari "Verona"


                                     

3. Cultura e sport

Sport e tempo libero a Montorio Veronese

  • Percorso Strada Comun: percorso ciclo-pedonale che collega Montorio Veronese al paese di San Martino Buon Albergo, passando dalla località Ferrazze.
  • Impianti Sportivi: Calcio animato dalla società del Montorio Calcio che ha attivato un punto di ritrovo presso il centro sportivo. Pallavolo organizzata dalla Libertas Montorio nelle palestre delle scuole, Hockey In Line promosso dalla squadra dei Bludogs presso la nuova Piastra Polivalente coperta.
  • Circolo Arci Montorio: attività culturali e gastronomiche.
  • Società Ciclistica Montoriese, 1975, riprende il nome di quella nata nel 1949, fusasi nel 1950 con lo Sport Club Verona dando vita allo Sport Club Verona-Montoriese casacca verde-nera presieduto da Vasco Bacca, e che ebbe tra gli Allievi il futuro campione Adriano Zamboni.
  • Circolo Primo Maggio: luogo di svago e socialità, una grande area verde con possibilità di svolgere giochi e attività allaria aperta.


                                     

4. Infrastrutture e trasporti

Montorio Veronese, inizialmente Comune autonomo, forse a causa della relativa vicinanza al capoluogo fu per lungo tempo trascurato dalle amministrazioni e dalle aziende di servizi per quanto attiene le comnunicazioni

Tra il 1915 e il 1918 Guasco Vasco Bacca, già conducente in proprio di vetture a cavallo tra Verona e Montorio, con sede a Montorio in via Casaletto, istituì un servizio di trasporto pubblico motorizzato sulla stessa tratta. Le prime autocorriere nacquero ricarrozzando alcuni autocarri Fiat 18 BL della I^ Guerra Mondiale dismessi dall’esercito secondo talune fonti erano un paio. La didascalia di una foto dellepoca fa però retrocedere al 1915 tale acquisto, il chè sarebbe compatibile con la messa in produzione del mezzo già a partire del 1914.

La prima stazione dell’Impresa Bacca in Verona era dietro gli edifici dell’attuale Piazza Viviani, edifici che da lì a poco furono sostituiti dal Palazzo delle Poste del Fagiuoli perciò probabilmente era in Piazza indipendenza; il garage era in Corte Regia.

Sin dagli esordi al servizio di linea si affiancò quello turistico, con gli stessi pullman quando gli autisti erano liberi,

Nel 1921 venne esteso il servizio con corse giornaliere verso la Lessinia e la valle di Squaranto, raggiungendo Mizzole, Pigozzo passando per il Vajo della Pissaròta e da lì sino a Velo Veronese m.1087 slm. La scelta probabilmente conseguì alla ventilata creazione della linea tranviaria Verona-Montorio, che prima o poi avrebbe reso inutile un’autolinea limitata al sobborgo.

E infatti il 2 maggio 1926 si svolse la cerimonia di inaugurazione del primo tram che collegava il paesino alla città, festeggiato come un evento importante per la mobilità degli abitanti che potevano così più facilmente recarsi al lavoro. Il tram fu sostituito dalla linea n.8 di autobus urbani nel secondo dopoguerra, a sua volta diventata linea n.13 con una notevole variazione del percorso nei dintorni di Borgo Venezia nei tardi anni 90.

L’impresa Bacca sviluppò sempre più il proprio servizio di trasporto verso la Lessinia, e un particolare impulso derivò dalla nuova sede del seminario a Roveré Veronese. Nel 1949 divennero soci i due esperti autisti Giacomino Cajani e Palmiro Rubele con suo fratello Alcide e la ragione sociale mutò in" BREC", acronimo di Bacca, Rubele e Cajani

Nella primavera del 1951 la BREC inaugurò anche la linea che da Verona-Borgo Venezia, sempre passando per Montorio, poi per Pian di Castagnè, giungeva a San Rocco di Piegara, ove larrivo della prima corsa fu memorabile, tanto da essere commemorato nei primi anni 2000 dalla commedia" La corriera”.

Oggi a Montorio si può arrivare comodamente anche in bicicletta seguendo la pista ciclabile che parte da Piazza Bra, prosegue per la circonvallazione sino a Porta Vescovo, attraversa Borgo Venezia, ed infine arriva al centro del paese. Proseguendo, superato il ponte dellOlmo sul progno Squaranto e tenendo la destra, si scende agli incantevoli fossi e laghetti della zona del cotonificio.

Ancor più lenti e tardivi dellintroduzione del tram e degli autobus urbani furono i progressi nelle comunicazioni via cavo, qui riportati in sunto:

lUfficio del telefono venne installato nell’aprile del 1896 e l’Arena commentò:

… la solerte società telefonica ha stabilito un servizio di comunicazione con Montorio. Ciò tornerà utilissimo ai molti commercianti della città e a molte famiglie signorili che tengono in quel paese le loro ville e la loro possidenza; potranno così più facilmente abbonarsi al telefono in città dando tutto quel maggior impulso allo sviluppo di così importante mezzo velocissimo di comunicazione quale ormai dappertutto si constata”.

Però per parlare con Verona a 6/7 km servivano alcuni minuti solo per avere la linea!

Stranamente il Telegrafo arrivò solo 6 anni dopo i telefoni; il 3 febbraio 1902 l’Adige riporta:

Montorio – Con l’intervento dell’ispettore dei telegrafi, oggi ebbe luogo l’inaugurazione del nuovo ufficio telegrafico, che finalmente viene aperto a servizio del pubblico. È sito nell’ufficio postale ove è anche l’ufficio del telefono”.

Col tempo per le esigenze in primis di commercianti e piccole industrie si fece richiesta di avere più apparecchi telefonici pubblici, magari dislocati in vari punti del paese, e anche privati.

Dopo la seconda guerra mondiale, con la ricostruzione e sviluppo del territorio aumentarono le richieste di apparecchi privati. Dal Corriere del Mattino del 25 settembre 1952:

…il delegato del sindaco E aggiunge: "Spero di trovare un valido aiuto per poter risolvere questo grave problema che peraltro non pochi danni sta causando all’immagine dell’impresa che lei rappresenta". L’obiettivo, conclude lo stesso Burato, è di arrivare a "un urgente intervento da parte di Telecom Italia, in modo tale da garantire a breve il servizio Adsl sia a Montorio che in Valsquaranto".