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ⓘ Bisessualità. Si indica col termine bisessualità lorientamento sessuale di un soggetto che ha la capacità di provare una forte attrazione amorosa, sentimentale ..




Bisessualità
                                     

ⓘ Bisessualità

Si indica col termine bisessualità lorientamento sessuale di un soggetto che ha la capacità di provare una forte attrazione amorosa, sentimentale e/o affettivo-erotica nei confronti persone di più di un genere e/o sesso. La persona bisessuale può quindi sperimentare attrazione sessuale e intraprendere relazioni amorose con persone di più di un genere e/o sesso. Comunemente, le persone che non hanno un orientamento esclusivo per un unico genere o sesso, ma comunque possono avere una preferenza di genere sessuale che li attrae, vengono facilmente identificate come bisessuali. La bisessualità non va confusa con la bi-curiosità, cioè un comportamento limitato e sporadico che si distingue dagli orientamenti sessuali, che invece sono caratterizzati dalla reiterazione e persistenza nel tempo.

La bisessualità è stata osservata in varie società umane lungo tutto il corso della storia registrata e nel resto del regno animale; non è pertanto caratteristica esclusiva dellessere umano.

Come gli altri tre termini principali indicanti le possibili varianti di orientamento sessuale, ossia eterosessuale, omosessuale e asessuale, anche la parola bisessuale è stata coniata e per la prima volta utilizzata nel corso del XIX secolo.

                                     

1. Terminologia

Il termine bisessuale è stato coniato nel 1809 da alcuni botanici, per descrivere le piante provviste di organi riproduttivi sia maschili sia femminili. Non è noto quando il termine sia stato applicato al contesto dellorientamento sessuale.

Pansessuale, omnisessuale e pomosessuale sessualità postmoderna sono altri termini che indicano lattrazione sessuale o amorosa verso più generi verso tutti i generi, o a prescindere dal genere, nati inizialmente da una errata concezione transfobica e binaria della bisessualità stessa. Il Manifesto Bisessuale 1990 specifica chiaramente che la bisessualità è includente delle persone trans, e lAPA American Psychological Association usa la definizione "attrazione verso più di un genere o sesso", che compare anche nel Bisexuality Report. La pansessualità ad oggi è riconosciuta come orientamento a sé stante a prescindere dalla rivalutazione della bisessualità.

Con bifobia si indica la paura o il rifiuto della bisessualità, in base alla convinzione che solo leterosessualità e lomosessualità siano "reali" orientamenti sessuali e corretti stili di vita. I bisessuali possono anche essere lobiettivo di omofobia da parte di coloro che considerano soltanto leterosessualità come appropriato orientamento sessuale. Al contrario, alcuni bisessuali possono essere oggetto di critiche sia da parte di coloro che hanno atteggiamenti eterofobi, sia da una parte della comunità gay.

                                     

2. La bisessualità nella storia

È importante tenere presente che i termini eterosessualità, omosessualità e bisessualità, ma più in generale le nozioni stesse di sessualità e orientamento sessuale, costituiscono concetti relativamente nuovi e sono stati introdotti per la prima volta dalla psicologia e dalla medicina nel corso del XIX secolo. Essi quindi non necessariamente si trovano adatti a indicare contesti storici precedenti, dal momento che le società antiche non utilizzavano, almeno non esattamente, le stesse categorie di pensiero.

La considerazione sociale del comportamento bisessuale nel corso della storia e presso le varie civiltà è stata molto varia. Relativamente alla cultura occidentale si è andati dallapprezzamento del mondo greco, quando esercitato secondo precisi canoni, allassoluta condanna della tradizione giudaico cristiana, che riteneva comunque inaccettabile lattività sessuale fra individui dello stesso sesso.

Queste relazioni erano generalmente strutturate in base a classi di età come nella pratica della pederastia nel bacino mediterraneo dellantichità classica o la pratica dello "Shudō" nel Giappone premoderno, o strutturato in base al genere come nella tradizione dei "Due Spiriti" proveniente dai nativi americani, o nelle pratiche dette "Bacha Bazi" dellAsia centrale.

Molto più recentemente, nel quadro della laicizzazione o secolarizzazione del mondo occidentale, ha cominciato a svilupparsi un consistente movimento di opinione che considera la condotta bisessuale accettabile e naturale quanto la condotta eterosessuale o omosessuale.

Allopposizione verso la bisessualità delle morali tradizionali si è aggiunta, almeno in alcuni casi, una forte opposizione di molti gruppi omosessuali, che vedono tale pratica come sinonimo di promiscuità, oppure come contraddizione alla teoria della natura innata degli orientamenti sessuali, e perciò negano il concetto stesso. Ciò ha portato alcuni sostenitori del movimento bisessuale a parlare di bifobia, intesa come avversione alla bisessualità, come equivalente, specialmente in determinati settori gay, dellomofobia.

La bisessualità è oggi molto lontana dal ricoprire limportanza sociale che ha avuto nel mondo antico.

                                     

2.1. La bisessualità nella storia Europa

La gran parte di ciò che chiamiamo omosessualità nelle culture antiche è in realtà una forma più o meno istituzionalizzata di bisessualità, in quanto la pratica le relazioni omosessuali in quel tempo erano raramente intese e progettate in modo da escludere qualsiasi relazione eterosessuale; ciò in contrasto con lattuale classificazione perentoria in cui una persona omosessuale è attratta esclusivamente da persone dello stesso sesso, mentre una eterosessuale esclusivamente da persone di sesso opposto. È necessario comunque premettere che le informazioni storiche di cui oggi disponiamo riguardano quasi esclusivamente la bisessualità maschile; quella femminile è più difficile da stabilire, poiché le società erano generalmente patriarcali le varie fonti a disposizione parlano solo delle relazioni maschili, interessandosi invece molto poco di quelle femminili.

Sia nella società dellAntica Grecia sia in quella dellAntica Roma il fatto di provare attrazione per le persone dello stesso sesso non era, di per sé, considerato deplorevole ma, al contrario di quanto è stato talvolta sostenuto, questo non significava affatto una piena accettazione dellomosessualità o lesistenza di una sessualità libera. Nel mondo antico, relazioni fra persone dello stesso sesso potevano essere accettate solo allinterno di un comportamento bisessuale: per quanto non vi fosse di per sé nulla di condannabile nellattrazione verso persone dello stesso sesso, ciò poteva realizzarsi solo a patto che un cittadino adulto, sia greco sia romano, assolvesse i doveri nei confronti dello Stato. Fra questi ovviamente figuravano al primo posto lunirsi in matrimonio, generare figli e rispettare le leggi e convenzioni sociali sulla famiglia, considerata larchitrave della società. Qualsiasi comportamento che minasse questo principio era assolutamente condannato. Ulteriori limitazioni derivavano poi dalle leggi o convenzioni che regolavano i rapporti sessuali con persone dello stesso sesso: il comportamento effeminato e il crossdressing erano di fatto deplorati. Sulle modalità con cui tale rapporto poteva realizzarsi, il mondo greco e quello romano differivano profondamente tra loro. Anzi, anche nel corso della storia greca tali modalità cambiarono notevolmente.



                                     

2.2. La bisessualità nella storia Antica Grecia

Gli antichi greci non etichettavano le relazioni sessuali secondo codici rigidamente binari, come la società occidentale moderna invece fa: gli uomini che avevano amanti anche di sesso maschile non venivano identificati come omosessuali, in quanto potevano benissimo avere al contempo anche una moglie o altre amanti femminili. Ciò è ben spiegato da Eva Cantarella nel suo saggio Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico.

Il primo modello di relazione bisessuale tramandatoci è quello manifestato dagli eroi omerici: il rapporto fra uomini è, secondo una felice definizione di H. I. Marrou, una "omosessualità militare" la cui essenza consiste in un cameratismo fra guerrieri. La storia di Achille e Patroclo è stata in questo senso ritenuta paradigmatica. Anche dopo che questo modello fu abbandonato, almeno secondo la morale ufficiale, esso ha continuato a essere ben presente anche nella cultura greca successiva. Uno dei drammi perduti di Sofocle si intitolava, non a caso, "Achilleos Erastai" Gli amanti di Achille. Le stesse fonti omeriche chiariscono peraltro che questo tipo di rapporto poteva ridursi a esclusiva relazione omosessuale; indicativo in questo senso è il tipo di rimprovero che Teti, madre di Achille, rivolge al figlio per la sua relazione con Patroclo: non biasima leroe perché porta avanti una relazione immorale, ma perché questa relazione sta ritardando il dovere naturale cui neppure il semidio può sfuggire, quello di sposarsi e generare una discendenza.

Daltro canto si deve osservare come i legami di tipo omosessuale fra guerrieri fossero comuni anche presso altre culture, come ad esempio quella dei Celti. Un quadro meglio conosciuto è quello della Grecia cittadina, che è invece del tutto differente. Un uomo, oltre che con le donne, può avere relazioni omosessuali, ma esclusivamente sotto forma di pederastia, cioè la relazione tra un adulto con un adolescente, secondo regole e ruoli codificati e ineludibili. Non si tratta certamente di una relazione alla pari; di fatto al pais fanciullo è assegnato il ruolo passivo. Esso viene scelto con precise limitazioni di età ad Atene era un fanciullo fra 12 e i 17 anni. Non solo era vietato scegliere un bambino di età inferiore, ma anche continuare nel ruolo passivo oltre i 17 anni era ritenuto inaccettabile. Allinterno di tali regole la relazione non solo è tollerata ma diviene socialmente apprezzabile, in quanto ritenuta formativa ed educativa per ladolescente.

Oltre ladolescenza era possibile ricoprire solo un ruolo attivo, quindi avere relazioni eterosessuali adulte e con altri fanciulli, secondo le regole di cui sopra. Lomosessualità esclusiva era socialmente biasimata quando si esercitava il ruolo attivo o, addirittura, punita per un adulto che accettasse il ruolo passivo.

Secondo quanto racconta Plutarco nella Vita di Licurgo - figura leggendaria e secondo la tradizione il principale legislatore di Sparta - ogni uomo adulto doveva avere una relazione con un adolescente ed essere per lui guida morale. Era considerato vergognoso per un adolescente non avere un amante. Erano poi previste punizioni per quegli adolescenti che avessero mostrato di preferire un amante semplicemente bello e ricco a uno virtuoso. Gli Spartani inoltre pensavano che le relazioni, sia affettive sia erotiche, tra soldati esperti e principianti, avrebbero rafforzato la lealtà in combattimento e favorito i comportamenti coraggiosi da parte di coloro che volevano fare buona impressione nei confronti dei propri amati. Quando i giovani soldati raggiungevano la maturità, la relazione sarebbe dovuta diventare prettamente affettiva, senza più alcuna implicazione sessuale, ma non è ben chiaro quanto frequentemente ciò avvenisse. Alcuni giovani erano infatti accusati di continuare la relazione con il proprio mentore anche durante letà adulta e per tale motivo venivano stigmatizzati: Aristofane li chiama euryprôktoi e li dipinge come delle "mezze donne".

I testi sacri, riflettendo alcune abitudini culturali del tempo, incorporano anche bisessuali; largomento poteva essere affrontato sia sotto il profilo mistico sia didattico.

La bisessualità femminile in Grecia era sicuramente praticata e meno soggetta a regolamentazioni rispetto a quella maschile; ciò a causa del ruolo sociale assolutamente subalterno che la cultura dominante assegnava alla donna. Proprio a causa della marginalizzazione sociale della donna greca, almeno per quanto riguarda la sfera pubblica, è possibile affermare che con Saffo finisce la tradizione letteraria dellamore fra donne: dopo di lei non rimarranno tracce evidenti nella cultura tramandata e si sa quindi ben poco sullargomento.

                                     

2.3. La bisessualità nella storia Antica Roma

Ci si aspettava, ed era socialmente accettabile, che un uomo romano nato libero volesse intrattenere rapporti sessuali sia con femmine sia con maschi, fintanto che egli prendesse il ruolo sessuale attivo vedi Attivo e passivo nel sesso. Sia le donne sia i giovani erano sempre stati considerati normali oggetti del desiderio, ma al di fuori del matrimonio un uomo poteva esprimere i propri desideri solamente con gli schiavi le prostitute, le quali erano anchesse spesso schiave: la moralità del comportamento dipendeva pertanto dalla posizione sociale del partner, non del genere a cui apparteneva.

Non era quindi il sesso a determinare se un partner era o meno accettabile, a patto che la soddisfazione sessuale di un uomo non usurpasse lintegrità di un altro uomo libero: erano quindi rigorosamente proibiti la violenza sessuale, la fellatio e il sesso anale con un altro cittadino romano. Risultava immorale avere rapporti sessuali con la moglie di un altro uomo nato libero, con sua figlia, con suo figlio o con luomo stesso; mentre lutilizzo sessuale di uno schiavo altrui era soggetto ad autorizzazione.

La mancanza di autocontrollo, anche in relazione alla propria vita intima, indicava che un uomo era incapace di governare gli altri; troppa auto-indulgenza nei confronti dei piaceri sensuali minacciava di erodere lélite maschile nella sua identità di persona colta.

La massima virtù era la virilità che era però intesa anche, se non principalmente, come sottomissione sessuale. Era pertanto applicabile solo ai soggetti considerati allepoca "inferiori", alla donna moglie, concubina o prostituta che fosse e in generale a chi si trovasse in situazione di schiavitù indipendentemente dal sesso. Viceversa era del tutto esclusa la possibilità, per un cittadino romano libero, di avere un ruolo passivo. Sarebbe stata una stridente contraddizione con lideologia del civis romanus quale dominatore assoluto.

Non avendo quindi nessuna valenza educativa, ma anzi essendo una dimostrazione di predominio, non poteva avere senso una relazione pederastica adulto-ragazzo come quella greca, almeno verso un fanciullo libero. Al contrario, fin dalla più tenera infanzia il romano era educato a sottomettere gli altri, anche sessualmente, e a non piegarsi mai. La passività sessuale non poteva essere tollerata, neppure temporaneamente come nel modello ellenico. Che la cosiddetta Lex Scantinia fosse stata promulgata per punire unicamente lo "stuprum cum puero" intendendo come puer non uno schiavo ma un adolescente libero non è dimostrato e non cè concordanza di vedute tra gli studiosi.

Il tutto può lapidariamente riassumersi nella frase che Seneca, nelle Controversie, fa pronunciare allavvocato di un liberto, cioè uno schiavo liberato, criticato per avere una relazione col suo ex padrone: la passività sessuale impudicitia è un crimine per un uomo libero, una necessità per uno schiavo, un dovere per un liberto ". Daltra parte per un greco il rapporto sessuale con uno schiavo sarebbe stato, almeno secondo lideologia ufficiale, completamente privo di contenuti "alti"; si sarebbe trattato di meschino soddisfacimento degli istinti sessuali. A prescindere dal fatto che, specialmente in età imperiale, i comportamenti effettivi si allontanassero non poco da quelli professati negli intenti ideologici, lindirizzo tradizionale, almeno ufficialmente, non fu mai messo in discussione e quindi la passività non fu mai ritenuta socialmente accettabile in un uomo libero. Lelemento unificante che consente di affermare che, tanto quella greca che quella romana, furono culture bisessuali, è il fatto che lopposizione nei confronti dei comportamenti sessuali non fu mai, principalmente, fra eterosessualità e omosessualità ma fra attività e passività sessuale. Questo concetto rappresenta una sostanziale differenza rispetto alle successive società occidentali, fra cui quella attuale. Progressivamente, anche a causa dellaffermarsi del Cristianesimo, la repressione di ogni comportamento tendente allomosessualità sarà sempre più intensa.

                                     

2.4. La bisessualità nella storia Scandinavia

Le fonti medievali che sono sopravvissute fino a oggi sono piuttosto frammentate per quanto riguarda il territorio scandinavo: una legge del 1164 sembra proibire gli atti omosessuali, ma senza essere adeguatamente applicata. Secondo la letteratura del tempo lattività omosessuale è, per gli uomini, socialmente accettabile a patto che essi assumano il ruolo attivo vedi attivo e passivo nel sesso nel rapporto. A quanto pare, era anche accettabile per la maggior parte degli uomini i quali dimostrano uno spiccato omoerotismo, ma solamente nei confronti degli schiavi.

                                     

2.5. La bisessualità nella storia Nel resto dEuropa

Il comportamento bisessuale è stato riportato tra il popolo dei Celti nei tempi antichi, tra cui anche relazioni omosessuali di tipo pederastico.

NellEuropa medievale la bisessualità e coloro che la praticavano fu, in tempi e luoghi diversi, o accettata o ridicolizzata. Risulta ancora quantomai difficoltoso per uno storico arrivare a quantificare con precisione e segnalare le relazioni omosessuali allinterno della società in genere, in quanto ciò è stato sottoposto alla censura religiosa del tempo; ma anche per lomofobia di alcuni studiosi contemporanei.

Si può tuttavia considerare quanto accaduto a personaggi celebri le cui vite sono più documentate, cioè i sovrani e i loro entourage: pratiche bisessuali sono quindi state rinvenute per alcuni grandi nomi, come il re inglese Riccardo Cuor di Leone, che si era perdutamente innamorato in gioventù del re Filippo II di Francia.

Per quanto riguarda invece Enrico III di Francia, che pur era sposato con Luisa di Lorena-Vaudémont e aveva per amanti Louise de La Béraudière du Rouhet e Maria di Clèves, è stato nonostante ciò spesso presentato dagli storici come omosessuale: vissuto in un periodo di forti turbolenze e controversie religiose e pertanto inviso a molti, parrebbe pertanto che il più delle voci di relazioni illecite coi suoi "mignons" abbiano a che fare con accuse fatte dai suoi avversari politici piuttosto che con leffettiva realtà storica.

Nel XVI secolo re Giacomo I dInghilterra, sposato con la regina Anna di Danimarca e dalla quale ha avuto almeno otto figli, teneva presso di sé pubblicamente anche degli amanti maschi. Un altro esempio di comportamento bisessuale nelle corti reali è quello riguardante Filippo di Francia, duca dOrléans, fratello di Luigi XIV: noto per le sue molteplici relazioni con uomini effeminati aveva avuto vari figli provenienti da due diversi matrimoni.

Durante il Rinascimento italiano, il "crimine di sodomia" era largamente praticato, nonostante le severe pene inflitte dalla Santa Inquisizione; vi fu a un certo punto una buona metà della popolazione di Firenze incriminata per atti sodomitici.

Una certa fluidità sessuale lungo il corso della vita, accompagnata da esperienze omosessuali compiute in gioventù, era quindi considerato come parte integrante del processo di crescita e maturità degli uomini "eterosessuali". Tuttavia, contrariamente a quanto accadeva nellantica Grecia e a Roma, una volta sposati essi rinunziavano quasi tutti e in maniera completa a continuare a mantenere rapporti sentimentali/amorosi con altri uomini. Niccolò Machiavelli afferma ad esempio, parlando dun contemporaneo: da giovane rubava i mariti alle mogli, oggi ruba le mogli ai mariti.

La figura del libertino poi è stata anchessa storicamente associata con la bisessualità, questo a partire dal XVII secolo almeno; si trattava per lo più di aristocratici che potevano, dato il loro rango, permettersi damare sia donne sia uomini senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Lesempio di Gastone dOrléans 1608-1660, fratello di Luigi XIII può essere citato come esempio; trascorreva il tempo libero tra banchetti e declamazioni di poemetti erotici, in una sorta di edonismo mondano comprendente anche relazioni sessuali con persone di entrambi i sessi. La designazione di libertino è poi proseguita per tutto il XVIII secolo, per riferirsi a persone "libere" da pregiudizi anche in campo sessuale; in quanto sfidavano lautorità della Chiesa e la moralità del tempo, il potere religioso ha condotto contro di essi una guerra senza quartiere.



                                     

2.6. La bisessualità nella storia India

Nellantico testo indiano Kāma Sūtra sono presenti indicazioni riguardanti le posizioni sessuali più adatte sia per lomosessualità maschile sia per quella femminile, allo stesso modo in cui vengono descritte tutte le pratiche eterosessuali; inoltre la descrizione di pratiche sessuali allinterno della mitologia induista è stata considerata come lespressione di una "bisessualità universale". Tuttavia, la colonizzazione britannica e il puritanesimo vittoriano chessa ha introdotto in tutto il subcontinente indiano durante il XIX secolo, hanno causato la cancellazione di tutte queste manifestazioni di bisessualità della cultura indiana originale.

                                     

2.7. La bisessualità nella storia Cina

Nella Cina imperiale il comportamento bisessuale viene riportato fin dai tempi più remoti; almeno dieci imperatori della dinastia Han hanno avuto presso di sé amanti maschi, in aggiunta alle mogli legittime. A quel tempo vi era inoltre la presenza di prostituzione maschile, accettata e integrata allinterno della società neoconfuciana. Autori come Wang Yangming vedono difatti i bisogni sessuali, quali che siano, del tutto naturali.

Lidea di considerare illegali i rapporti intimi tra persone dello stesso sesso si è sviluppata tardi in Cina, è datata al 1740 la prima condanna penale nei confronti della bisessualità. Successivamente, con limposizione del regime comunista, si è avuto il periodo più difficile per laperta espressione bisex; la situazione, a seguito della rivoluzione culturale, è andata leggermente migliorando con un ammorbidimento progressivo.

                                     

2.8. La bisessualità nella storia Giappone

Nel Giappone medievale, tra gli aristocratici, erano molto comuni le pratiche bisessuali: lélite era libera dimpegnarsi in relazioni amorose con membri di entrambi i sessi e la pratica erotica omosessuale e il diritto non erano assolutamente visti come incompatibili. Molti rappresentanti della classe nobile frequentavano i teatri appositamente per poter incontrare i giovani maschi che vi lavoravano come attori.

Sono riportate inoltre pratiche bisessuali di tipo pederastico: "wakashudō" La via dei giovani è un esempio di codice che rimanda alla concezione antica della pederastia. Uomini adulti, solitamente sposati, seguivano anche il loro desiderio nei confronti dei ragazzi considerati idonei per essere amati, ossia entro un limite detà compreso tra i 13 e i 19 anni.

La bisessualità è presente anche in alcune opere di letteratura, come "Kōshoku ichidai otoko" Luomo che viveva di solo amore, 1682 di Ihara Saikaku: la storia racconta la vita sentimentale di un libertino, le cui conquiste amorose finiscono con lammontare a 725 uomini e 3 742 donne.

È anche ben documentato, in particolare attraverso testimonianze diaristiche dei contemporanei, che vari imperatori hanno mantenuto relazioni omosessuali oltre allufficiale vita eterosessuale con le rispettive consorti; questo almeno fin dallXI secolo Shirakawa, Toba imperatore del Giappone e Go-Shirakawa sono alcuni di questi).

Per quanto riguarda le donne, a partire dallinizio del 900, molte giovani lasciavano le loro case per andare in collegi e convitti scolastici, ove i legami le relazioni intime tra ragazze si verificavano con una certa frequenza; questo continuava fino a quando non si sposavano.

Così comè accaduto in molte altre parti del mondo, anche in Giappone queste pratiche cominciano a esser malviste solamente dopo i primi contatti avvenuti col mondo occidentale cristiano; lunica legge che criminalizza lomosessualità è stata promulgata nel 1873, ma è stata fatta applicare per appena otto anni.



                                     

2.9. La bisessualità nella storia Culture mediorientali e mondo arabo-musulmano

In Medio Oriente lomosessualità era diffusa; alcune fonti la descrivono come "molto frequente". Era anche un leitmotiv decantato da celebri artisti, dal Medioevo fino al XIX secolo, come il famoso poeta Abu Nuwas e il pittore persiano Reza Abbasi. Ancora oggi, nel Corano esistono divieti contro comportamenti omosessuali manifestati in pubblico mentre lattrazione è consentita, sono inoltre previste pene severe per i colpevoli, fino ad arrivare alla pena di morte in alcuni Stati.

In ogni caso, il Corano prescrive che quattro uomini, oppure otto donne, testimonino sulla avvenuta "trasgressione" per condannare i colpevoli. Quindi, mentre i comportamenti omosessuali erano diffusi, gli uomini non avevano eccessivi problemi riguardo a ciò nel caso in cui fossero stati sposati, avessero messo su famiglia e adempiuto agli altri obblighi sociali. Esiste comunque il fatto che tali pratiche debbano rimanere "segrete", una esplicita ammissione della propria omosessualità sarebbe socialmente inaccettabile. In questo modo, la bisessualità nel mondo arabo e nellimpero persiano assomiglia alla cultura prevalente in alcune comunità afroamericane e latine.

                                     

2.10. La bisessualità nella storia America del Nord

In molte tribù dei nativi americani era presente anche una categoria indicante i rappresentanti di un terzo sesso, gli uomini che si vestivano e comportavano come le donne, svolgendo le occupazioni tradizionalmente riservate a loro e venendo a ricoprire ruoli separati come guaritori o sciamani. Gli esploratori francesi che per primi entrarono in contatto con queste tribù chiamarono questi individui berdaches, che poi divenne anche il nome utilizzato in Europa per indicare il partner più giovane in una relazione omosessuale maschile. Molti tra gli uomini "pellerossa" sposati erano bisessuali e tendevano ad avere tra le proprie mogli anche dei berdaches: il capo indiano Cavallo Pazzo era uno di questi.

                                     

2.11. La bisessualità nella storia Centro e Sud America

Tra i Maya faceva parte dei costumi sociali che nel corso dellesistenza si potessero avere relazioni sentimentali sia con uomini sia con donne; era frequente che, durante la prima adolescenza, un ragazzo si trovasse a diventare lamante di un giovane più grande di lui, fino a quando non sposava una donna raggiunta letà dei ventanni: il ragazzo amato si ritrovava poi a sua volta ad amare uno più giovane. In tal modo gli uomini maya vivevano in una certa fluidità sessuale che si sviluppava nel corso del tempo, con la gioventù associata alle relazioni omosessuali, prima di lasciar spazio nella vita adulta a uno stile di vita eterosessuale fondato sul matrimonio.

La bisessualità è documentata anche in numerose altre tribù indigene del centro e sud America: il periodo delladolescenza è quello più associato con le relazioni damore tra persone dello stesso sesso, anche se poi uomini sposati con figli potevano continuare a impegnarsi in tali rapporti.

Unaltra pratica abbastanza comune era quella di allevare un bambino maschio come fosse una femmina e poi, cresciuto, darlo in moglie a un uomo: questi "uomini-moglie" finivano con lessere generalmente più ricercati delle spose ufficiali.

                                     

2.12. La bisessualità nella storia Africa

Gli studi su questo tipo di sessualità sono molto rari nel continente africano, per il tabù che nella maggior parte dei casi vige su ciò; le pratiche omosessuali sono infatti quasi sempre fortemente condannate, moralmente e spesso anche giuridicamente. Nonostante ciò in alcuni paesi, come ad esempio il Senegal, sono stati condotti a partire dagli anni 2000 seri studi in modo da riflettere sulla realtà e varietà di tali fenomeni.

Ricercatori occidentali hanno rilevato essevi state numerose pratiche bisessuali nel periodo pre-coloniale, interrotte bruscamente e forzosamente col sopraggiungere degli europei, e denigrate e criminalizzate dagli africani stessi dopo aver subito le influenze straniere occidentali e i dettami religiosi di cristianesimo e islam. Pertanto le pratiche, considerate da un certo momento in poi immorali e contro-natura dai nuovi arrivati, vengono sistematicamente cancellate lungo il corso del XVIII secolo; la convinzione quindi che lattrazione nei confronti di persone dello stesso sesso non sia mai esistita in Africa è un mito il quale però in parte prosegue ancor oggi.

Alcuni si sono spinti fino al punto di sostenere che queste pratiche sarebbero esclusivamente di derivazione occidentale e che sarebbero quindi state importate dai coloni, ma in realtà è esattamente il contrario: i paesi africani hanno effettivamente criminalizzato lomosessualità sulla base delle leggi assorbite dagli ex-colonizzatori. Ad esempio lantropologo tedesco Kurt Falk aveva stimato ancora negli anni venti che, tra le tribù native dellAfrica occidentale studiate, vera una prevalenza assoluta di uomini bisessuali che raggiungeva il 90% dei casi.

A titolo desempio si può citare anche la tribù Gangellas nellodierna Angola: un adolescente diciottenne potrebbe dichiarare pubblicamente il suo amore per un altro maschio più giovane e cominciare a viverci assieme; anche dopo essersi sposato potrebbe continuare a intrattenere rapporti sessuali col ragazzo, fino a quando questi non sia abbastanza grande da sposarsi a sua volta e desiderare qualcuno di più giovane. Si può parlare in questi casi di una pratica molto simile alla pederastia tradizionale, ovvero laccettazione dei rapporti tra uomini e ragazzi, con un divieto e condanna morale invece per quanto riguarda uneventuale relazione tra due uomini adulti.

Unaltra prova di bisessualità molto simile allantica pederastia greca o allomosessualità militare nellantica Grecia è quella esistente nelloasi di Siwa, nei pressi dellattuale confine libico-egiziano: uomini adulti e già sposati vengono fatti accoppiare con adolescenti maschi e, in edifici posti al di fuori dei confini del villaggio, vengono a formare coppie di guerrieri a scopo difensivo. Il rapporto che lega i due partner è sia amoroso sia sessuale, ma anche educativo.

Per quanto riguarda la bisessualità contemporanea, una ricerca effettuata nel 2009 indica che una gran maggioranza di uomini sposati continua a mantenere relazioni sessuali anche con altri uomini: in Senegal tra l87-94%, in Nigeria l86%, in Uganda il 73%. Lo studio è attento a sottolineare che i soggetti coinvolti erano di tre grandi città del Senegal e non è quindi un campione rappresentativo dellintera comunità senegalese, osservando che questo "è lunico metodo di reclutamento possibile per un sondaggio relativo a un argomento altamente stigmatizzato e per il quale non esiste base di campionamento generale della popolazione."

                                     

2.13. La bisessualità nella storia Oceania

In molte società tradizionali dellarea del Pacifico la bisessualità era largamente praticata, mentre lomosessualità esclusiva era molto più rara. La bisessualità può essere ritualizzata o socialmente codificata: il caso delle tribù della Melanesia, dove i ragazzi maschi devono lasciare, raggiunta ladolescenza, le famiglie dorigine, per andare a vivere per un periodo con i loro compagni uomini adulti sposati, praticando per lo più sesso orale. Una volta cresciuto, il giovane si sposa e prende a sua volta in casa un ragazzo; vi è quindi una fluidità sessuale che continua nel tempo, con uniniziazione sessuale omosessuale in gioventù e un comportamento eterosessuale riproduttivo in seguito.

Nella parte orientale dellarcipelago melanesiano, lomosessualità rappresenta per lo più una transizione di fase la quale può anche esser considerata come un modo per compensare, durante ladolescenza, la mancata possibilità di intrattenere relazioni eterosessuali prima del matrimonio. Le pratiche omosessuali posson anche esser parte di un processo diniziazione, infine in certi casi vengono mantenute nella vita adulta assieme alle relazioni eterosessuali.

Nella tribù di Nambas avere diverse donne e ragazzi coinvolti in relazioni amorose è attributo di potere e prestigio sociale; i giovani maschi appaiono qui come una proprietà e come tali possono anche venire prestati o venduti per un certo periodo di tempo, dai loro "mariti", ad altri uomini.

                                     

3. Bisessualità contemporanea

Nonostante vi siano molte manifestazioni contemporanee di bisessualità, questa continua a rimanere uno dei grandi tabù moderni. Ciò è in parte dovuto al fatto che molte persone, pur essendo in realtà bisessuali vale a dire provano sentimenti dattrazione nei confronti di entrambi i sessi, tengono occultato il fatto e non lo esprimono, impedendo così lemergere di una vera visibilità della bisessualità. Esistono anche alcuni termini alternativi per descrivere le varie forme di bisessualità, ma molti di essi sono considerati neologismi non universalmente accettati perché intrinsecamente bifobici e contribuiscono alla bi-erasure.

                                     

3.1. Bisessualità contemporanea Concetti e neologismi contemporanei

  • "Bisessuale-chic": questo termine descrive persone che simpegnano in rapporti di seduzione nei confronti sia di uomini sia di donne con lintento di far parlare di sé in una prospettiva glamour. Un esempio è la cantante statunitense Madonna, la quale ha inventato lei per prima il concetto, con il videoclip della sua canzone del 1990 Justify My Love in cui la si vede baciare alternativamente un uomo e una donna. Ella ha poi anche fortemente sorpreso il pubblico nel 2003 baciando apertamente sulla bocca Britney Spears durante un concerto. Da allora in poi con sempre maggior frequenza lo stesso termine ha cominciato a esser applicato a molte altre donne famose come Fergie, Kylie Minogue, Drew Barrymore, Demi Lovato, Megan Fox, Katy Perry, Rihanna e Kesha. La stessa Rihanna e Miley Cyrus sono state poi anche oggetto di speculazioni o voci riguardanti una loro effettiva bisessualità. La bisessualità-chic al maschile è invece attualmente più rara, anche se in gran parte presente già negli anni ottanta riferita ad artisti come David Bowie, Mick Jagger, Marlon Brando e Lou Reed. Più in generale sembra che proprio il vedere due belle donne che si baciano tra loro sia una delle maggiori fantasie moderne maschili.
  • Bi-curioso o bicurioso, spesso utilizzato anche in italiano nella sua forma anglosassone bi-curious: La bi-curiosità è un aggettivo che si applica a qualcuno che, pur definendosi eterosessuale o omosessuale, mostra più o meno occasionalmente un certo interesse o fantasia daver relazioni con una persona del sesso da cui solitamente non viene attratto, pur continuando a non assumere o rifiutando letichetta di bisex. Alcuni studiosi utilizzano il termine assumendo che esista un continuum tra eterosessualità e omosessualità. I termini omoflessibile ed eteroflessibile possono essere considerati sinonimi del termine "bi-curioso". Il termine bicurious senza trattino viene citato tra quelli nati nellambito del gayspeak, ovvero dello slang legato alle comunità LGBT. Secondo un recente studio statunitense la "bi-curiosità" è una tendenza molto comune tra le donne che si considerano eterosessuali: il 60% di loro ha sperimentato una sorta di eccitazione sessuale verso unaltra donna, mentre al 45% è capitato di baciarsi con una donna. Laccademica britannica Yvonne Jewkes afferma che, a causa dei molti tabù ancora esistenti su ogni tipo di relazione sentimentale al di fuori di quella etero, molte persone bi-curiose utilizzano Internet come modo per socializzare affettivamente con persone dello stesso sesso, mentre pubblicamente continuano a mantenere una facciata di perfetta eterosessualità. Si osserva inoltre che il concetto di bi-curiosità, anche se linteresse che suscita nei media dato il suo apparente aumento non influisce sulla egemonia etero, consente ad alcune donne di sperimentare in modo alternativo la propria sessualità. Spesse volte questo interesse e curiosità può essere importante anche per gli uomini, essi però non paiono impegnarsi con la stessa facilità delle donne in un comportamento o stile di vita bisex in quanto la reazione sociale nei loro confronti è meno favorevole. Una ricerca del 1993 della Università di Harvard School of Public Health rilevò che l8.7 % dei maschi intervistati provavano attrazione per altri uomini ma non avevano relazioni omosessuali; una ricerca analoga svolta nel 2000 nel Regno Unito nellambito del National Survey of Sexual Attitudes and Lyfestyles ottenne numeri non molto diversi, appurando che l8.1 % degli intervistati provava attrazione sessuale verso altri uomini ma non agiva per arrivare a rapporti omosessuali. Il prof. Ritch Savin-Williams della Cornell University afferma che in base alle proprie ricerche il gruppo dei maschi che si dichiarano prevalentemente eterosessuali è in forte crescita rispetto a coloro che si auto-etichettano come etero, gay o bisessuali. La sessuologa clinica Nathalie Mayor constata che internet ha cambiato radicalmente la situazione preesistente, si parla molto più spesso di prima di sesso a tre ad esempio, o di scambismo. Le donne hanno sempre più voglia di provare, la curiosità è di molto accresciuta; per gli uomini invece è ancora un argomento difficile da affrontare, pur essendo ben presente almeno tanto quanto vi è nelle donne il desiderio di provare. Alcuni soggetti sono spesso ritenuti omosessuali oppure bisessuali anche se in modo non appropriato, che però non accettano la loro omosessualità in questo caso si parla di omosessualità latente. La parola bi-curioso può inoltre essere usata per classificare chi è "bi-passivo", "bi-permissivo" oppure aperto a rapporti bisessuali. "Bi-passivo" descrive una persona eterosessuale o "bi-curiosa" che è "aperta" a contatti sia "casuali" sia intenzionali, contatti che spesso si realizzano durante il sesso di gruppo con persone dello stesso sesso, solitamente in modo passivo, ovvero dal lato che riceve la stimolazione o la penetrazione da parte del soggetto attivo. "Bi-attivo" descrive una persona "bi-curiosa" o bisessuale che comincia a stabilire un contatto diretto con persone dello stesso sesso, e svolge un ruolo attivo nel rapporto, praticando la stimolazione o la penetrazione del partner.
  • "Ambisessuale" indica unindiscriminata attrazione che si rivolge verso persone di ambo i sessi. Chi si identifica come ambisessuale può provare attrazione verso qualcuno da un punto di vista fisico, emotivo, intellettuale o spirituale, a prescindere dal sesso o dal genere, mentre conferma i suoi criteri selettivi in altri ambiti. Daltra parte, alcuni potrebbero sperimentare nei confronti di un soggetto, unintensa attrazione forse causata da particolari qualità riguardanti proprio il sesso o il genere. Una persona con questo orientamento può essere inclusa nel settore 3 della scala Kinsey, anche se alcuni potrebbero identificarsi a pieno titolo nei posti 2 o 4.
  • "Bi-permissivo" in inglese Bi-permissive indica qualcuno che non cerca attivamente relazioni sessuali con persone di un sesso specifico, ma che è "aperto", ossia disponibile a fare nuove esperienze. In questa categoria può essere fatta rientrare lomosessualità o se è per questo eterosessualità cosiddetta opportunistica, che descrive leccezionale disponibilità a rapporti omosessuali o eterosessuali legata alla mancanza contingente di partner disponibili del sesso preferito - il caso più classico restando quello degli ambienti sessualmente segregati. Le persone che rispondono a questa descrizione potrebbero identificarsi come eterosessuali o omosessuali, e potrebbero essere incluse nella Scala Kinsey ai posti 1 o 5 vedi più avanti, pur avendo normalmente rapporti sessuali con persone di sesso opposto.
  • Fluidità sessuale: i termini fluidità sessuale o sessualità fluida si riferiscono a cambiamenti di comportamento sessuale nel corso del tempo, da eterosessuale a omosessuale e viceversa. Nellinglese americano questa parola viene a volte utilizzata per sostituire "bisessuale". La natura fluida della sessualità può anche significare che lorientamento sessuale non è esclusivo o monolitico, ma può muoversi in alternanza o passare da una monosessualità allaltra. Il termine è spesso associato con la vita emotiva delle donne, che appaiono allinterno delle società moderne come maggiormente in grado rispetto agli uomini di riconoscere per sé lattrazione o il desiderio di relazioni omosessuali.
  • "Down low": allinizio del XX secolo con tale termine sintendeva lo stile di vita proprio di certi afroamericani che intessevano rapporti omosessuali di nascosto, pur continuando a mantenere una vita pubblica di relazione con le rispettive mogli o fidanzate.
  • Gay for pay-gay a pagamento: il termine viene applicato a persone che si definiscono eterosessuali, ma che simpegnano in rapporti sessuali con persone dello stesso sesso in cambio di denaro. È cosa questa alquanto comune allinterno del settore della pornografia o della prostituzione e fra i gigolò; alcuni esempi sono i porno-attori Jeff Stryker, Ryan Idol e Ken Ryker.
  • Eteroflessibilità: questo termine di origine statunitense, spesso usato in tono derisorio o per negare la propria bisessualità, si riferisce a un individuo prevalentemente etero, ma che si può impegnare in un rapporto omosessuale occasionalmente perché si trova temporaneamente in un contesto favorevole a esso.
  • Lesbiche fino alla laurea: questo termine descrive giovani donne anglofone le quali durante gli anni di studio alluniversità simpegnano in relazioni con altre donne, per adottare poi, una volta laureate un atteggiamento rigorosamente eterosessuale e finendo con lo sposarsi con un uomo.
                                     

3.2. Bisessualità contemporanea Diffusione nel mondo occidentale

Alcuni sondaggi indicano che una frazione di popolazione compresa tra il 2% e il 6% è bisessuale, ma esistono ancora difficoltà metodologiche riguardo alla casualità e allampiezza del campione preso in esame, e anche riguardo allaccuratezza con cui gli intervistati descrivono la propria condizione. Differenti studi usano inoltre test e "scale di misurazione" diverse: alcune ricerche ignorano del tutto i comportamenti omosessuali, oppure li separano nelle componenti eterosessuale e omosessuale.

I risultati proposti divergono sulla individuazione di aree geografiche o paesi nei quali lomosessualità sia più diffusa della bisessualità. Rapporti "non ufficiali", che vanno dunque presi con il beneficio del dubbio, evidenziano come, nelle aree al di fuori del mondo occidentale, la bisessualità sia maggiormente diffusa dellomosessualità. Inclinazioni e comportamenti bisessuali specie sotto forma di masturbazione contemporanea o reciproca sono inoltre comunemente ritenuti più frequenti nelladolescenza che nelletà adulta, indipendentemente dal fatto che siano consapevolmente percepiti come tali dagli interessati.

Alcuni studi, tra cui ricordiamo quelli di Alfred Kinsey pubblicati nei volumi "Il comportamento sessuale nel maschio umano" del 1948, e "Il comportamento sessuale nella femmina umana" del 1953, indicano che la maggioranza delle persone esaminate sia in una certa misura bisessuale. Molti dei soggetti esaminati provano una certa attrazione per persone dello stesso sesso, sebbene provino una più forte attrazione verso persone dellaltro sesso. Secondo altri studi erroneamente attribuiti a Kinsey, solo il 5 - 10 % della popolazione può essere considerato esclusivamente eterosessuale o omosessuale. Daltra parte, una percentuale anche più piccola non ha specifiche preferenze nei confronti di uomini o donne.

Il rapporto Janus sul comportamento sessuale Janus Report on Sexual Behavior, pubblicato nel 1993, ha concluso che almeno il 5% degli uomini e il 3% delle donne si consideravano bisessuali, mentre il 4% e il 2% rispettivamente si definivano invece esclusivamente omosessuali.

Un sondaggio del 2002 condotto dal Centro nazionale di statistica degli Stati Uniti ha rilevato che l1.8% dei maschi tra i 18-44 anni si consideravano bisessuali mentre il 2.3% esclusivamente omosessuali, infine il 3.9% come "qualcosa daltro"); la percentuale riferita alle femmine era invece rispettivamente del 2.8%, dell1.3% e del 3.8%.

Nel 2007 il 14.4% delle giovani donne americane si giudicava essere "non strettamente eterosessuale", mentre il 5.6% degli uomini si identificava come gay o bisex.

                                     

3.3. Bisessualità contemporanea In gioventù

Sembra che la bisessualità venga maggiormente accettata e riconosciuta durante la giovinezza, rispetto a quanto accadeva in passato: le giovani generazioni infatti paiono considerare meno fondamentale la tradizionale dicotomia etero-omo, questo soprattutto tra le ragazze.

Una ricerca francese indica che la percentuale di giovani che sidentificano come gay o bisex sono esponenzialmente aumentati dal 2006 al 2013: per la fascia detà 18-24 anni sono passati dal 2.7% al 9% per i maschi e dall1.4% al 9% per le femmine; secondo lo studio, i giovani che sidentificano come bisessuali sono due volte più numerosi dei giovani che sidentificano esclusivamente come gay o lesbiche.

Lindagine mostra anche che la percentuale di giovani che dichiara di esser stati attratti almeno una volta da persone dello stesso sesso aumenta con letà: se ciò è accaduto all8% dei maschi e al 12% delle femmine tra i 15-17 anni, si passa rispettivamente all11% e al 20% tra i 18-24 anni.

                                     

3.4. Bisessualità contemporanea Vita familiare

La maggior parte dei bambini di coppie dello stesso sesso risultano essere i figli biologici provenienti da una precedente relazione eterosessuale di uno dei due partner.

Inoltre, un certo numero di coppie eterosessuali sposate sono composte da almeno un componente bisex; nel 1990 le donne statunitensi sposate a uomini attivamente bisessuali che hanno avuto rapporti omosessuali negli ultimi cinque anni è stata stimata da 1.7 a 3.4 milioni.

                                     

4. Studi sulla bisessualità

Nonostante sia sempre stata presente nel corso della civiltà umana, la bisessualità è stata oggetto di studi scientifici affidabili solamente a partire dalla seconda metà del XX secolo. Rimangono comunque molte interpretazioni discordanti riguardo alla sua natura. Per alcuni il termine esprime un contrasto con lomosessualità e leterosessualità, mentre per altri indica una posizione intermedia fra i due estremi. In particolare Alfred Kinsey nella sua opera più nota," Il comportamento sessuale nel maschio umano”, scrive:

Come è evidente il nucleo centrale del pensiero di Kinsey sta nella parola chiave continuum. Ovvero la sessualità umana non è una variabile discreta che può assumere solo i valori eterosessuale-omosessuale. Lidea della natura come continuum è largamente presente nella tradizione scientifica basti pensare al Natura non facit saltus, e ai postulati di semplicità e uniformità di Isaac Newton. Tenendo ferme queste premesse Kinsey ritenne comunque utile proporre una scala tassonomica:

Tale approccio non esaurisce completamente la complessità dellorientamento sessuale. Viene ad esempio lasciato fuori dalla definizione il "fattore temporale". Con il passare del tempo alcune persone possono modificare il loro orientamento sessuale. Questo è particolarmente vero per molti bisessuali, gay o lesbiche e, sebbene in misura minore, ciò vale anche per gli eterosessuali. Non è affatto detto, comunque, che il punto della scala Kinsey in cui può trovarsi oggi una persona, sia lo stesso che aveva nel passato o che avrà nel futuro.

Uno studio del 2011 affermò che la bisessualità nelluomo esiste, avendo così confutato la tesi di una ricerca del 2005.

                                     

4.1. Studi sulla bisessualità Una tendenza naturale e universale?

A partire da Freud, col suo lavoro sulla psicologia della sessualità umana, la questione se la bisessualità sia la tendenza generale delluomo si ritrova sia nella cultura popolare sia nella ricerca accademica.

Secondo il Journal of the American Medical Association "Gli esseri umani sono per natura psicologicamente bisessuali, vale a dire che hanno la capacità di amare persone di entrambi i sessi".

Una delle difficoltà nel quantificare con precisione lentità della bisessualità allinterno della popolazione è che molti bisessuali, per vari motivi, si autodefiniscono o come eterosessuali o come omosessuali; infatti, quando viene chiesto direttamente tramite indagini statistiche, sono pochissime le persone che si considerano e si presentano come bisessuali; se invece vogliamo sapere chi ha provato unattrazione amoroso-sessuale o si è impegnato in relazioni con persone di entrambi i sessi, ecco che si viene a ottenere una minoranza significativa dal 43% al 46% degli intervistati, studi Hite e Kinsey con certi casi in cui si raggiunge la maggioranza. Vi sono pertanto molte più persone che provano attrazione per entrambi i sessi rispetto a chi si identifica come bisessuale.

                                     

5. Bisessualità e società

Il tema della bisessualità è un argomento di difficile trattazione per diversi motivi: esistono degli stereotipi, come nel caso dellomosessualità, dettati da condizionamenti culturali oppositivi, che potremmo definire in termini di "bifobia", in analogia con il termine "omofobia". Per inciso, la fobia è una "paura razionalmente non motivata".

La bisessualità, rispetto allomosessualità, è un concetto meno presente nellopinione comune, poiché solitamente il bisessuale non viene identificato nella realtà o solo nello stereotipo del senso comune con i comportamenti considerati tipici o cliché omosessuali, come leffeminatezza nei maschi. Di conseguenza la persona bisessuale non è percepita come soggetto che si discosti significativamente dallo stereotipo maschile o femminile corrente, cosa che ovviamente potrebbe risultare completamente difforme alla prova dei fatti. In altre parole, per il senso comune, il bisessuale semplicemente "non esiste" o non appare. Ciò ha avuto come effetto, sul piano sociale, che solo negli ultimi decenni, in particolare negli Stati Uniti, la bisessualità sia risultata visibile a livello pubblico. Anche come conseguenza di tale scarsa visibilità a livello di opinione pubblica, il comportamento bisessuale tende, presso alcuni, a essere assimilato con la tendenza eterosessuale tout court, luomo che ha rapporti sessuali come partner attivo, con uomini e con donne, rientra comunque nella categoria del "maschio".

Come conseguenza di questa subcultura, la persona bisessuale rischia un doppio ostracismo, tanto da parte dellambiente eterosessuale quanto da quello omosessuale, che non lo riconosce in quanto tale lo giudica un" omosessuale mascherato”, ovvero con tendenze latenti.

Dato che molti individui bisessuali non si sentono di appartenere né alla tipologia gay né al mondo eterosessuale, e tendono a mimetizzarsi in queste categorie, è stata creata negli anni una comunità politica bisessuale, che ha costituito una propria cultura e movimenti politici specifici. Così come la comunità gay si è data come simbolo la bandiera arcobaleno, esiste anche la bandiera dellorgoglio bisessuale. In ogni caso, forse proprio a causa di questa ambivalenza latente il "bisessuale" medio non si è mai trovato a interessarsi eccessivamente, da un punto di vista politico, alla difesa di uno stile di vita che comunque tende a vivere in un modo strettamente privato.

LILGA International Lesbian and Gay Association ha fissato per il 23 settembre la giornata mondiale dellorgoglio bisessuale.

                                     

6.1. Nelle arti Letteratura

Come accaduto in molti altri settori, anche in letteratura la bisessualità è stata in gran parte nascosta nel corso dei secoli.

Tuttavia, molti autori sono noti per la loro bisessualità, sia che questa si esprima nel loro lavoro o meno. Gli esempi in letteratura francese coinvolgono Louis Aragon sposato con Elsa Triolet, dopo la morte di questultima si è impegnato in varie relazioni sentimentali con giovani uomini; Voltaire, il poeta Paul Verlaine sposato, mantenne una relazione sessuale continuata con Arthur Rimbaud; laccademica di Francia Marguerite Yourcenar che ha scritto un libro famoso sullimperatore romano Adriano, le Memorie di Adriano, Simone de Beauvoir e Colette.

Ma la bisessualità è stata molto più comunemente discussa ed espressa, anche come tema letterario, nel mondo antico classico greco-romano, sia in discussioni filosofiche il Simposio di Platone sia in romanzi veri e propri il Satyricon di Petronio Arbitro. Eva Cantarella, autrice di Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico afferma che tematiche bisessuali vengono affrontate spesso nelle opere di Omero, di Anacreonte e Pindaro per quanto riguarda i greci; e in Plutarco, Cicerone e Catullo tra gli altri per quanto riguarda i latini.

La bisessualità esplicita è di solito parte del romanzo libertino sviluppatosi nel XVIII secolo, il quale postula che ogni desiderio sessuale devessere realizzato indipendentemente dalla disapprovazione morale della società. Ne Le relazioni pericolose 1782 di Choderlos de Laclos, lautore fa apparire uno dei personaggi principali la marchesa di Merteuil come una temibile seduttrice che ha avuto innumerevoli amanti e che ora appare fortemente attratta anche dalla quindicenne Cecilie.

Anche il personaggio del Cavaliere in La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, simpegna allegramente in esperienze omosessuali quando queste gli vengono proposte da Dolmancé, pur ribadendo che "tutte queste sono stravaganze che non mi faranno in alcun modo cambiare la mia preferenza nei confronti delle donne" Primo dialogo. Se descrizioni di vere e proprie orge bisessuali sono molto comuni nellopera di Sade, lomosessualità esclusiva è invece molto rara.

Famosi romanzi che descrivono personaggi bisessuali sono: Two For One, di Sean David Wright inedito in Italia; Un grido fino al cielo, di Anne Rice; Polvere, di Rosamond Lehmann; Le ultime gocce di vino e Il ragazzo persiano, di Mary Renault; la serie di romanzi Claudine, di Colette; La lingua perduta delle gru e Mentre lInghilterra dorme, di David Leavitt; Passione, di Jeanette Winterson; Sul filo del tempo, di Marge Piercy; e Young in One Anothers Arms, di Jane Rule inedito in Italia. Alcuni saggi, come Sexual Personae di Camille Paglia 1990 e Byron and Greek Love di Louis Crompton 1985, entrambi inediti in lingua italiana, hanno riportato alla luce storie sepolte di bisessualità.

Il fumetto statunitense Love & Rockets descrive la bisessualità in modo sottile.

                                     

6.2. Nelle arti Cinema

Il primo film a rappresentare la bisessualità sembra essere stato lamericano "A Florida Enchantment" del 1914. Nel 1934 viene redatto il Codice Hays il quale vietava qualsiasi raffigurazione di personaggi caratterialmente omosessuali o bisessuali; rivelatosi del tutto obsoleto è stato abbandonato durante gli anni sessanta.

In "Inside Daisy Clover" del 1966 il protagonista bisessuale è un egoista del tutto amorale, ma molti ritratti della bisessualità possono essere trovati in altri film di successo come Goldfish Memory, The Rocky Horror Picture Show e Henry & June. In Basic Instinct del 1992 Sharon Stone interpreta una fatale donna bisex, anche se la pellicola è stata accusata dal movimento LGBT di voler assimilare la bisessualità con la criminalità.

La bisessualità di alcuni personaggi storici del mondo dello spettacolo, come James Dean, Montgomery Clift, Judy Garland, Janis Joplin, ma anche Oscar Wilde e Frida Kahlo è stata rappresentata in film biografici.

Uno dei più recenti film francesi sulla bisessualità è La vita di Adele del 2013.

Nel 2018 esce al cinema Chiamami col tuo nome, tratto dall’omonimo romanzo, con protagonista un diciassettenne bisessuale.

                                     

6.3. Nelle arti Televisione

Questo tema è trattato anche in alcuni show per la televisione; in Will & Grace, per esempio, il personaggio di Karen Walker è descritto come omnisessuale ; nonostante sia sposata con un uomo, spesso bacia Grace e pare che durante la sua vita abbia avuto molte esperienze amorose con donne. Ci sono anche rappresentazioni negative della bisessualità, riflesso dei pregiudizi e degli stereotipi che si sono creati attorno a tale figura. Ad esempio, il telefilm Friends ha presentato una breve canzone ironica sullargomento, che esprime un comune pregiudizio sulla materia:

Una battuta del Saturday Night Live recitava così:

Il pregiudizio risulta anche palese nelle trame di alcuni film, nei quali la bisessualità di un personaggio nasconde nevrosi omicide.

                                     

6.4. Nelle arti Musica

Nella musica popolare, molte canzoni degli Smiths sono citate come esempi classici.

Il tema della bisessualità è stato affrontato nelle seguenti canzoni:

  • If U Seek Amy, di Britney Spears 2009
  • Not Myself Tonight, di Christina Aguilera 2012
  • Underwear, dei The Magnetic Fields 1999
  • Poker Face, di Lady Gaga 2008
  • Bi, dei Living Colour presente nellalbum intitolato Stain 1993.
  • 3e sexe, del gruppo Indochine 1985
  • Girls/Girls/Boys, dei Panic! at the Disco 2013
  • To bi or not to bi, di Ysa Ferrer 2008
  • I Kissed a Girl, di Katy Perry 2008
  • Depuis quil vient chez nous, di Dalida 1979
  • Coming Clean, di Green Day 1994
                                     

7. Nel regno animale

Osservato sia allo stato libero sia in cattività, il comportamento degli animali contraddice nettamente lidea che i rapporti sessuali fra esseri dello stesso sesso siano una prerogativa degli esseri umani. Sono circa 450 le specie animali nelle quali sono stati osservati comportamenti di questo genere. Lelevato numero di osservazioni scientifiche contrasta quindi con la definizione di questi rapporti come "contro natura", almeno se la si intende come definizione derivante da osservazioni naturalistiche. Fatta lovvia premessa che non possono esistere specie esclusivamente omosessuali, a seconda delle specie varia la percentuale di soggetti eterosessuali esclusivi, bisessuali e omosessuali esclusivi.

Di seguito sono riportate le frequenze di comportamento sessuale di varie specie:

  • Gabbiano comune Chroicocephalus ridibundus - fra ambedue sessi: 22% omosessuali, 15% bisessuali, 63% eterosessuali.
  • Macaco giapponese Macaca fuscata - fra ambedue i sessi: 9% omosessuali, 56% bisessuali, 35% eterosessuali.
  • Gabbiano australiano Chroicocephalus novaehollandiae fra le femmine: 10% omosessuali; 11% bisessuali, 79% eterosessuali.
  • Cacatua pettorosa Eolophus roseicapilla, un tipo di pappagallo: 44% omosessuali, 11% bisessuali e 44% eterosessuali.
  • Bonobo Pan paniscus, una scimmia antropomorfa, - fra ambedue i sessi - 0% omosessuali, 100% bisessuali, 0% eterosessuali.

Come si può osservare nel caso del bonobo, una scimmia antropomorfa con cui condividiamo il 96% del nostro patrimonio genetico, il comportamento bisessuale sembra essere lunico praticato. Comportamenti bisessuali sono stati osservati anche in specie diversissime, come le ostriche, le farfalle le giraffe.