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ⓘ Inerbimento. L inerbimento è una tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale adottata per il controllo delle piante infestanti nellinterfila degli ..




Inerbimento
                                     

ⓘ Inerbimento

L inerbimento è una tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale adottata per il controllo delle piante infestanti nellinterfila degli arboreti da frutto.

                                     

1. Aspetti concettuali

I principi su cui si basa linerbimento sono gli stessi del sod seeding nelle coltivazioni erbacee in quanto la gestione del suolo esclude la lavorazione evitandone gli aspetti negativi. Le tecniche dinerbimento si possono ricondurre a due tipi.

                                     

1.1. Aspetti concettuali Inerbimento propriamente detto

Il controllo delle infestanti si attua favorendo lo sviluppo controllato di una copertura erbosa, composta da graminacee pratensi poco competitive, regolarmente falciata a 10-15 cm daltezza. Il cotico erboso migliora e rende più stabile la struttura del terreno conferendo, almeno in parte, le proprietà tipiche di un terreno naturale. Lo sfalcio regolare impedisce alle piante infestanti di diventare predominanti, ma soprattutto ha nel tempo un effetto rinettante in quanto ne impedisce la fioritura e di conseguenza la moltiplicazione.

Questa tecnica, a causa degli elevati fabbisogni idrici, è attuabile solo in ambienti in cui la piovosità o la disponibilità irrigua non rappresentano un fattore limitante. Il mantenimento del prato richiede infatti lirrigazione di tutta la superficie e in ogni modo causa una competizione per risorse idriche con la coltura arborea incrementando i consumi. In Italia può essere condotto efficacemente solo al nord. Al centro, in caso di disponibilità irrigua, va valutata leventuale convenienza economica, mentre al sud e nelle isole la tecnica diventa proibitiva sia per gli elevati costi sia per la ridotta disponibilità irrigua.

                                     

1.2. Aspetti concettuali Inerbimento temporaneo

È una tecnica riconducibile allinerbimento in quanto pur differendo nei criteri di conduzione ne condivide i principi. Larboreto è lasciato ad un inerbimento spontaneo nel corso della stagione piovosa, che negli ambienti caldo aridi del sud coincide con i mesi invernali e, quindi, con il periodo di riposo delle piante arboree. Alla ripresa vegetativa si procede alla trinciatura della vegetazione spontanea, unitamente ai residui di potatura, per liberare la superficie dellinterfila e impedire la competizione per le risorse idriche e nutrizionali. Nel corso della primavera possono rendersi necessari altri interventi dello stesso tipo, prima che la vegetazione infestante raggiunga uno sviluppo considerevole, oppure sinterviene con il diserbo. Nel corso dellestate lirrigazione localizzata fa sì che nellinterfila lo sviluppo di vegetazione infestante sia assente o contenuto, pertanto in molti casi non sussiste lesigenza di altri interventi, oppure è sufficiente procedere a diserbi localizzati, generalmente con diserbanti totali glifosate.

Questa tecnica si sposa con lesigenza di contenere i consumi idrici, pertanto si presta come valida alternativa alla lavorazione degli arboreti nel centro sud in regime di irrigazione localizzata. Lepoca della trinciatura dipende dalla coltura e, naturalmente, dalla regione. In generale deve coincidere con la ripresa vegetativa e preferibilmente dovrebbe precedere la concimazione: in questa fase il terreno si trova ancora in buone condizioni di disponibilità idrica le piante erbacee non sono in competizione per le risorse idriche, tuttavia entrano in competizione per le risorse nutrizionali provocando lassorbimento biologico dellazoto e di altri elementi nutritivi. Questo inconveniente in ogni modo è solo fittizio qualora si operi con una concimazione di anticipo che tenga conto della temporanea immobilizzazione biologica degli elementi nutritivi.

Leffetto rinettante del prato sfalciato, nel caso dellinerbimento temporaneo è surrogato dalla trinciatura e dalla permanenza dei residui trinciati sulla superficie del terreno.

Linerbimento temporaneo in ogni modo è del tutto incompatibile con i criteri dellaridocoltura che impongono invece le lavorazioni dellarboreto allo scopo di aumentare la capacità dinvaso.



                                     

2. Gestione del terreno sulla fila

La gestione del suolo in corrispondenza delle file si può attuare con diverse tecniche alternative:

  • Lavorazione della fila. La lavorazione, eseguite con zappatrici rotative munite di tastatore e di dispositivo di scarto laterale, lascia una fascia lavorata che in ogni modo non è interessata dalle esigenze di mantenimento di una struttura stabile come nellinterfila.
  • Pacciamatura. Consiste nel ricoprire la fascia lungo la fila con un film plastico opaco. Si tratta di una soluzione tecnicamente molto valida ma piuttosto costosa perché il film plastico deve essere sostituito periodicamente ogni 2-3 anni a causa del deterioramento. La pacciamatura ha un ruolo sinergico con lirrigazione a goccia in quanto impedendo levaporazione diretta dal terreno incrementa il risparmio nei consumi irrigui.
  • Diserbo localizzato. Consiste nel controllo chimico delle erbe infestanti in una fascia lungo la fila, con limpiego di un diserbante ad azione residuale oppure di un diserbante totale.
  • Inerbimento totale. Si attua con gli stessi criteri esposti in precedenza: inerbimento vero e proprio con sfalcio periodico anche lungo la fila, oppure inerbimento temporaneo con trinciatura nellinterfila ricorrendo a macchine munite di tastatore e di dispositivo di scarto laterale.
                                     

3. Proprietà del terreno inerbito

Le caratteristiche di un arboreto inerbito sono la risultante del concorso di vari fattori, alcuni positivi, altri negativi. Il predominio degli uni o degli altri determina il raggiungimento con successo delle finalità preposte. Per questi motivi linerbimento non è sempre la scelta tecnica più valida e in determinati contesti è addirittura sconsigliato.

In merito agli effetti positivi i principali aspetti sono i seguenti.

  • Sviluppo superficiale delle radici assorbenti. Negli arboreti lavorati le radici assorbenti si sviluppano sempre al di sotto dello strato lavorato pertanto è sempre necessario procedere allinterramento dei concimi fosfatici e potassici. Nel terreno inerbito le radici assorbenti si sviluppano fin sotto lo strato organico, pertanto gli elementi poco mobili come il potassio e il fosforo sono facilmente disponibili anche senza ricorrere allinterramento.
  • Aumento della permeabilità. La presenza di graminacee prative ha un effetto di miglioramento della struttura grazie agli apparati radicali fascicolati. Questo aspetto si traduce in uno stato di permeabilità più uniforme nel tempo: un terreno inerbito ha una minore permeabilità rispetto ad un terreno appena lavorato, tuttavia la conserva stabilmente per tutto lanno. La maggiore permeabilità protratta nel tempo favorisce linfiltrazione dellacqua piovana, riducendo i rischi di ristagni superficiali e di scorrimento superficiale.
  • Aumento del tenore in sostanza organica. Nel terreno inerbito gli strati superficiali non sono disturbati dalle lavorazioni pertanto le condizioni di aerazione sono più favorevoli ad una naturale evoluzione del tenore in sostanza organica e dellumificazione. Questo aspetto si traduce in una maggiore stabilità della struttura e, contemporaneamente, in unattività biologica più intensa di cui beneficia la fertilità chimica del terreno.
  • Aumento della portanza del terreno. La presenza del cotico erboso e la migliore stabilità della struttura conferiscono al terreno una maggiore resistenza al calpestamento causato dalle macchine.
  • Effetto pacciamante del cotico erboso. La presenza di una copertura erbosa ha un effetto di volano termico, riducendo le escursioni termiche negli strati superficiali. In generale i terreni inerbiti sono meno soggetti alleccessivo riscaldamento ma di più al rischio gelate, la temperatura tende ad essere più bassa rispetto ai terreni lavorati.
  • Protezione dallerosione. I terreni declivi inerbiti sono meglio protetti dai rischi dellerosione grazie al concorso di due fattori: da un lato la migliore permeabilità del terreno favorisce linfiltrazione dellacqua, da un altro la copertura erbosa costituisce un fattore di scabrezza che riduce la velocità di deflusso superficiale dellacqua.
  • Migliore distribuzione degli elementi poco mobili lungo il profilo. La copertura erbosa aumenta la velocità di traslocazione del fosforo e del potassio lungo il profilo. La traslocazione fino a 30-40 cm negli arboreti lavorati avviene nellarco di alcuni anni, a meno che non si proceda ad una lavorazione profonda che avrebbe effetti deleteri sulle radici degli alberi. Gli elementi assorbiti in superficie dalle piante erbacee sono traslocati lungo le radici e portati anche in profondità in breve tempo, mettendoli poi a disposizione delle radici arboree dopo la mineralizzazione.

Fra gli inconvenienti si possono citare i seguenti:

  • Maggiore competenza richiesta. La tecnica richiede una certa competenza per valutare il momento opportuno in cui intervenire. Eventuali errori si ripercuotono su un incremento dei costi oppure su un danno da competizione nutrizionale e idrica.
  • Accurata sistemazione superficiale del terreno. Linerbimento temporaneo richiede un accurato pareggiamento della superficie per evitare che il lavoro di trinciatura sia disforme. In caso contrario la trinciatrice asporta tratti superficiali di terreno in corrispondenza dei dossi e controlla male le infestanti in corrispondenza delle depressioni.
  • Maggior rischio dincendi. La lavorazione del terreno ostacola la propagazione di un incendio allinterno di un arboreto. La presenza di residui trinciati e secchi sulla superficie può rappresentare un possibile mezzo di propagazione.
  • Mancati benefici nel periodo di transizione. La conversione dalla tecnica convenzionale a quella della non coltivazione attraversa sempre un periodo di transizione in cui i benefici sono poco percettibili. In effetti il miglioramento della struttura non è immediato e nel periodo di transizione potrebbero esserci dei problemi derivanti da una minore permeabilità del terreno e da una maggiore diffusione di piante infestanti.