Топ-100
Indietro

ⓘ Osman Hamdi Bey è stato un pittore e archeologo turco. Fondatore del Museo di Istanbul. Come pittore si impose fondando una scuola di pittura originale e come a ..




Osman Hamdi Bey
                                     

ⓘ Osman Hamdi Bey

Osman Hamdi Bey è stato un pittore e archeologo turco. Fondatore del Museo di Istanbul.

Come pittore si impose fondando una scuola di pittura originale e come archeologo fu il grande pioniere della promozione della storia antica e dellarcheologia del territorio turco. Creò inoltre il primo museo archeologico del suo Paese.

                                     

1. Biografia

Osman Hamdi era il primogenito del Gran Visir Sadrazam Ibrahim Edhem Pacha, ingegnere e politico di cultura occidentale. Mostrò sin da giovanissimo una marcata disposizione per larte, con unabilità particolare per il disegno e la pittura. Nonostante appartenesse ad una famiglia di livello e di censo superiore, egli frequentò la scuola pubblica di Besiktas, quindi, dal 1856, la facoltà di giurisprudenza Maarif-i Adliye di Constantinopoli. Nel 1860 suo padre lo inviò a Parigi per perfezionare i suoi studi giuridici e perché apprendesse almeno gli elementi fondamentali della cultura occidentale. Osman ne approfittò per migliorare anche la sua tecnica pittorica, studiando sotto la direzione di Jean-Léon Gérôme, di Louis Boulanger e di Fausto Zonaro.

Nel 1864, sposò una giovane di nome Maria. Costei gli diede due figlie, Fatima e Hayriye. Il matrimonio durò 10 anni: nel 1873, infatti, Osman si recò ad una fiera internazionale a Vienna, dove conobbe una ragazza francese di soli 17 anni, anche lei di nome Maria Hanim, che Osman soprannominò Naile, per poi sposarla lasciando la prima moglie. Da Naile ebbe quattro figlie: Melek, Leïla, Edhem e Nazlı. Terminati gli studi, Osman rientrò in Turchia nel 1869 e fu assunto dai servizi diplomatici dellImpero Ottomano come responsabile, nonché responsabile degli affari esteri per la Provincia ottomana di Bagdad. E fu lì che, prendendo parte ad uno scavo, egli cominciò ad appassionarsi di storia e darcheologia.

Pittore ormai affermato nel suo Paese, possedeva un ampio atelier, dove riceveva i pittori stranieri che venivano a visitare lOriente. Fra questi il pittore francese Max Leenhardt, al quale fece scoprire la cultura ottomana e la straordinaria luminosità del Bosforo.

Nel frattempo diresse lui stesso le prime ricerche di antichità e i primi scavi archeologici, a capo di gruppi di ricercatori turchi, a Sidon nel Libano. Riportò alla luce numerosi sarcofagi fra cui quello noto come il "sarcofago di Alessandro", che sono considerati ancora delle meraviglie archeologiche.

Affinché queste vestigia fossero conservate e adeguatamente mostrate al pubblico, nel 1881 Osman fondò un Museo archeologico che aprì i battenti dieci anni dopo. Hamdi Bey divenne così il direttore del primo museo della Turchia, che nominò Müze-i Humayun "Museo dellImpero", situato nel quartiere Sultanahmet d’Istanbul, e che attualmente è il Museo archeologico di Istanbul. La sua edificazione venne affidata allarchitetto medio-orientale Alexandre Vallaury 1850–1921 e la sua facciata ricorda la forma del sarcofago di Alessandro. Ledificio costituisce un interessante esempio di architettura neoclassica della città.

Difronte al museo, Osman Hamdi fece costruire nel 1883 la Scuola Sanayi-i Nefise Mektebi Università di belle arti Mimar-Sinan o Istituto di Belle arti, che fu la prima istituzione turca dedicata alle arti contemporanee. Ledificio ospita oggi anche il Museo dellAntico oriente. Nello stesso anno il governo incaricò Osman Hamdi Bey, in qualità di direttore del museo imperiale ottomano, e Osgan Efendi, professore dell’Accademia di Belle arti, di recarsi a Nemrut Dağı per inventariare in modo completo tutti gli edifici le iscrizioni, e per raccogliere quanti più reperti possibili. Dopo gli scavi di Nemrut, Osman seguì anche un altro progetto a Lagina.

Osman Hamdi Bey fu altresì uno degli autori del progetto di legge sulla protezione del patrimonio culturale Asar-ı Atika Nizamnamesi, adottata nel 1884, e che fu di grande importanza nel mettere fine al traffico di antichità verso lOccidente. Con tale legge il museo di Hamdi ottenne la qualifica di Museo di Stato, beneficiando così del monopolio della Corona.

Nonostante queste attività in archeologia, Osman non trascurò la sua produzione pittorica e fece appositamente costruire nel 1884 un padiglione destate a Eskihisar, villaggio della periferia di Gebze, dove suo padre possedeva già una residenza, per farne il suo atelier. Oggi essa è proprietà dello Stato e dal 1987 è divenuta un museo col nome di Casa di Osman Hamdi Bey. Vi si possono ammirare oggetti appartenuti al celebre archeologo, foto depoca e copie dei suoi quadri in prevalenza composizioni figurative di temi orientaleggianti, poiché le opere originali sono conservate in collezioni private o nei grandi musei di ogni parte del mondo. Osman divise i suoi ultimi anni fra labbellimento e larricchimento del Museo e la sua attività di pittore.

Osman Hamdi Bey morì nella sua villa sul Bosforo a Istanbul-Kuruçesme nel 1910, alletà di 67 anni.

                                     

2. Opere pittoriche

Selezione.

  • Deux jeunes musiciennes, 1880 - Due giovani musiciste
  • Le dresseur de tortues, 1906 - Laddestratore di tartarughe
  • Vieil homme devant des tombeaux denfants, 1903, Musée dOrsay, Parigi - Un vecchio davanti alle tombe di bambini
  • Un jeune émir étudiant, olio su tela, 1878, Emirati arabi uniti, Louvre Abu Dhabi - Giovane emiro che studia
  • Le Harem, 1880 - Lharem
  • La jeune fille lisant le Coran, 1880 - Ragazza che legge il Corano
  • Le four à torréfier, 1879 - Il forno per la torrefazione
Questo quadro detiene un primato di vendita allasta in Turchia nel 2004, essendo stato stimato 3.5 milioni di dollari. Fu acquistato dalla Fondazione Suna e Inan Kıraç per il Museo Pera d’Istanbul.
  • Femmes dans la cour de la Mosquée de Sehzadebası, 1908 - Donne nel cortile della moschea di Sehzadebası
  • Les trafiquants darmes, 1907 - I trafficanti darmi
                                     

3. Pubblicazioni

Scritti principali.

  • in coll. con Osgan Efendi "Le tumulus de Nemroud-Dagh. Voyage, description, inscriptions", Istanbul 1883, ristampato a Istanbul nel 1987.
  • in coll. con Théodore Reinach "Une nécropole royale à Sidon", Parigi, 1892