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ⓘ Piazza Garibaldi, Busto Arsizio. Piazza Giuseppe Garibaldi è una piazza posta a est del centro storico della città di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Sor ..




Piazza Garibaldi (Busto Arsizio)
                                     

ⓘ Piazza Garibaldi (Busto Arsizio)

Piazza Giuseppe Garibaldi è una piazza posta a est del centro storico della città di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Sorge dove in passato esisteva il cosiddetto Prato di Porta Milano, già Prato di Basilica, ovvero lo spiazzo allesterno dellomonima porta cittadina dal quale, proseguendo verso oriente, si poteva raggiungere quella che oggi è la Strada Statale 33 del Sempione e quindi, proseguendo verso sudest, la città di Milano.

                                     

1. Storia

Il suddetto Pratum de Baxilica si trova citato nel Libro della Decima del 1399 e su di esso affacciava la Porta Basilica, restaurata nel 1613 dal conte Luigi Marliani, poi nuovamente nel 1727 da Carlo Marliani e infine demolita nel 1861. Nel Catasto del 1857 per la piazza si trova la denominazione di Prato di Porta Milano, nome che fu cambiato nel 1860 con lintitolazione a Giuseppe Garibaldi per le celebrazioni dellimpresa dei Mille.

                                     

1.1. Storia La piazza a cavallo del XIX e XX secolo

La piazza Garibaldi raggiunse lapice del suo splendore tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo. A differenza delle più centrali piazze San Giovanni e Santa Maria, infatti, la piazza Garibaldi, posta allesterno dellantico borgo, entrò a far parte del tessuto urbano nel XX secolo, quando lo sviluppo industriale legato soprattutto al settore tessile portò a unespansione della città verso est. Nel 1880 divenne operativa la tranvia Milano-Gallarate che dalla via 20 settembre entrava nel centro cittadino passando proprio dalla piazza Garibaldi. Inoltre, allinizio del XIX secolo entrò in servizio la stazione ferroviaria della Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, posta allincrocio dallodierno Viale della Gloria allepoca sedime ferroviario e della stessa via 20 settembre che conduceva fino alla statale del Sempione. Chi dunque arrivava da Milano su strada o in treno, aveva il suo primo approccio con la città proprio in piazza Garibaldi, che allepoca era più ampia rispetto a quella visibile oggi.

Erano già presenti lungo il perimetro della piazza delle abitazioni di diversi impostazioni stilistiche che rispecchiavano la crescita industriale che la città stava vivendo da alcuni decenni. Risalgono invece agli ultimi anni dellOttocento i primi edifici eretti per dare un diverso assetto alla piazza. Furono opera dellingegner Guglielmo Guazzoni che in uno di essi, di proprietà degli eredi di Antonio Candiani e ancora riconoscibile tra le vie 20 settembre e Galileo Galilei, abitava e aveva lo studio. Si trattava di edifici quasi privi di elementi decorativi, caratteristica tipica della maggior parte dei progetti del Guazzoni. È attribuibile a lui anche lo chalet voluto da Carlo Candiani come sua abitazione in piazza Garibaldi: era senza dubbio ledificio più inusuale della piazza e ricordava nello stile un vero e proprio chalet di montagna.

Anche lindustriale Enrico Candiani, probabilmente parente stretto del precedente, fece erigere per la sua famiglia, allimbocco della via Fratelli dItalia, un palazzo di tre piani su progetto dellarchitetto Camillo Crespi Balbi, allievo di Camillo Boito al Politecnico di Milano, che gli diede unimpronta di matrice eclettica. Lo stesso Crespi Balbi fu incaricato di rimaneggiare le facciate delledificio dove aveva sede lantico Caffè Cordini, divenuto poi Caffè Stoppa: dopo il suo intervento le pareti delledificio presentavano un paramento a graffito e un festigio sullaffaccio allangolo tra la piazza e la via Milano arricchito da ferri battuti. Tutti gli edifici finora descritti, ad eccezione della casa degli eredi Candiani, furono nel corso dei decenni demoliti.

Tra i professionisti che intervennero sullassetto della piazza ci fu anche larchitetto Piero Veladini, il quale nel 1903 progettò per i suoi parenti acquisiti Marinoni un palazzo dallaspetto tardo eclettico con ingresso sulla via 20 settembre, dove trovò sede un magazzino di stoffe denominato "Al Progresso".

Tutti gli altri edifici della piazza furono progettati da Silvio Gambini, anche se firmati, per ragioni burocratiche Gambini aveva solo il titolo di perito agrimensore, insieme allingegner Guglielmo Guazzoni, presso il quale il Gambini lavorava. Tra questi edifici spiccava quello che ospitava il Caffè-ristorante Rena tra le vie Daniele Crespi e Milano: realizzato nel 1906, questo edificio di puro stile Liberty era riconoscibile per gli eleganti cementi e ferri battuti che ne caratterizzavano le facciate. Ledificio fu demolito, non senza polemiche, nei primi anni 1970 insieme alladiacente Albergo Tre Re posto appena dopo limbocco della via Milano. Stessa sorte toccò alledificio che ospitava il Caffè Commercio, di proprietà di Giovanni Denna, anchesso caratterizzato da eleganti cementi e sito allangolo della via Daniele Crespi. Sul lato opposto della strada sorgeva la casa Grippa, edificata nel 1904 e ispirata a modelli viennesi.

Tra i pochi edifici dellepoca ancora oggi visibili si trova la palazzina Castiglioni, edificata nel 1908 su progetto del Gambini con evidenti richiami allo stile di Giuseppe Sommaruga, nel cui studio il Gambini aveva operato tra il 1906 e il 1908.

                                     

1.2. Storia La piazza nel XX secolo

Nel 1927 la piazza si arricchì di un ulteriore elemento caratterizzante: una monumento dedicati ai Caduti della prima guerra mondiale raffigurante la Gloria alata realizzata dallo scultore milanese Orazio Costante Grossoni e inaugurata il 21 giugno 1927 alla presenza di re Vittorio Emanuele III. Questo monumento restò al centro della piazza solo fino al 1942, quando i suoi 60 quintali di bronzo furono fusi e utilizzati per scopi bellici.

Nel 1966, nella posizione occupata per 15 anni dalla Gloria alata, lo scultore Giuseppe Rebesco realizzò una fontana per celebrare il centenario dellelevazione a città di Busto Arsizio. Sul basamento in granito della fontana si trovano tre formelle scolpite raffiguranti i tre valori tipici dei bustocchi: il lavoro, la famiglia e la fede. La fontana fu restaurata nel 2005, inaugurata durante la festa patronale il 24 giugno durante il 140º anniversario dellelevazione a città. Lo stesso anno fu dismessa la tranvia Milano-Gallarate e i vecchi binari furono successivamente interrati.

Dagli anni 1970, dopo le demolizioni di buona parte degli edifici costruiti allinizio del secolo, furono realizzati gli edifici di sei e undici piani che oggi dominano la piazza.