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ⓘ Musica microtonale. La musica microtonale è la musica che utilizza i microtoni - intervalli musicali minori di un semitono appartenente al sistema equamente tem ..




Musica microtonale
                                     

ⓘ Musica microtonale

La musica microtonale è la musica che utilizza i microtoni - intervalli musicali minori di un semitono appartenente al sistema equamente temperato, o come disse Charles Ives, le "note tra le fessure" del pianoforte.

                                     

1. Terminologia

Mentre la definizione del termine "microtonale" presentata sopra non è modificabile, riflettendo un severo giudizio verso il temperamento equabile inteso come un particolare e ridotto punto di vista, in realtà i musicisti si trovano generalmente suddivisi fra tre differenti definizioni di microtonalità.

1. Microtonalità come utilizzo di intervalli "piccoli"

È la definizione più ovvia, microtonalità, dal greco mikro, "piccolo", come utilizzo di intervalli più piccoli dei toni e semitoni appartenenti alla tradizione compositiva della cultura occidentale-europea, sebbene luso di tali intervalli sia una caratteristica tipica di molte musiche etniche.

2. Microtonalità come utilizzo di intervalli o accordature "insolite"

In una seconda definizione, che si lega alla precedente e la espande, la microtonalità è luso di qualsiasi intervallo o sistema di accordatura considerato "inusuale" o "diverso" in un determinato contesto culturale - in molti contesti del XX e XXI secolo, ad esempio, ciò vale pressoché per qualunque accordatura per tastiera o chitarra diversa dalla divisione dellottava in 12 semitoni uguali 12 toni equamente temperati, o 12-tET. Ciò è ben espresso dal concetto del compositore Ivor Darreg di "xenarmonia", dal greco xenia ξενία, ospitalità o xenos ξένος, straniero, il quale deriva dal tentativo di descrivere questo tipo di microtonalità attraverso la trasformazione di un detto del poeta latino Terenzio, "nulla di ciò che è umano mi è alieno", in "nulla di ciò che si riferisce allintonazione mi è alieno".

3. Microtonalità come un continuum o una dimensione musicale

In una terza definizione, la microtonalità è semplicemente la dimensione o il continuum di variazione tra gli intervalli e i sistemi di accordatura, comprendendo in questo modo tutta la musica".

Tuttavia la seconda di queste definizioni presenta delle contraddizioni con la prima. Infatti, poiché le composizioni di Claude Debussy per toni interi sei toni per ottava, 6-tET si basano sui dodici semitoni convenzionali nella musica occidentale, la prima definizione escluderebbe tale musica dallessere considerata "microtonale" sebbene essa sia "insolita" rispetto alla tipica musica occidentale e quindi microtonale considerando la seconda definizione. Inoltre, se consideriamo "musica microtonale" solo la musica che suona udibilmente differente dalla musica convenzionale occidentale allora la musica diatonica di limite 5 basata sui rapporti semplici ottenibili tramite i numeri da 1 a 5 e sui loro esponenti naturali e quella basata sullaccordatura mesotonica non andrebbero ritenute microtonali mentre la prima definizione le definisce tali poiché utilizzano intervalli più piccoli del semitono convenzionale.

Probabilmente la miglior definizione di "musica microtonale" rimane la prima ovvero: "tutta la musica che si distanzia in qualunque modo dai dodici toni correntemente utilizzati nel sistema occidentale". Ciò esclude le composizioni a toni interi di Debussy ma include essenzialmente tutta la musica non occidentale, le accoradature antiche e la musica sperimentale.

Il termine "musica microtonale" si può quindi riferire a qualunque musica la cui accordatura non si basa sui dodici semitoni equamente temperati, come:

  • la musica classica indiana
  • la musica basata sul temperamento mesotonico
  • la musica creata con un theremin
  • la musica occidentale, basata sullaccordatura naturale
  • la musica blues
  • la musica gamelan indonesiana

Le scale microtonali che vengono suonate in modo contiguo sono "cromaticamente microtonali" mentre quelle che non lo sono utilizzano i vari toni contigui come versioni alternative di intervalli più ampi Burns, 1999. I suoni che uno strumento microtonale appositamente progettato può fare si collocano su divisioni alternative di intervalli come lottava. Ad esempio, un musicista microtonale può suonare in un sistema che suddivide lottava in 17, 19 o 22 parti uguali. La ragione che lo spinge a fare ciò è che ogni particolare divisione dellottava impone lutilizzo di alcune armonie mentre impedisce luso di altre. Ad esempio, la scala a diciannove toni permette di utilizzare molte variazioni armoniche esotiche come quelle che si sentono nella musica medio orientale mentre la scala a 31-tET suona rilassante, "come un arcobaleno" Jonathan Glasier & Ivor Darreg.

                                     

2. Storia

Se definiamo microtonale ogni accordatura che evita di conformarsi ai dodici toni equamente logaritmici della musica contemporanea europea e nord americana, allora ciò vale per la maggior parte della musica occidentale nel corso di tutta la sua storia, poiché lutilizzo europeo dei dodici toni per ottava rappresenta una innovazione recente che risale al tardo Rinascimento. I primi brani che sfruttano la possibilità di impostare una nuova tonalità su ognuno dei dodici gradi della scala cromatica, infatti, si trovano nella letteratura per liuto e chitarra: ricordiamo i ventiquattro dittici passemezzo-saltarello che compongono il Libro de intabulatura di liuto 1567 di Giacomo Gorzanis, i ricercari per liuto di Vincenzo Galilei, le 24 passacaglie in tutti i toni maggiori e minori che aprono il Libro primo di chitarra spagnola 1640 di Angelo Michele Bartolotti. Anche Marin Mersenne, nel secondo libro dell Harmonie Universelle 1636, dedicato al liuto e alla chitarra, spiega come in questi strumenti così come nelle viole da gamba la suddivisione della tastiera venga realizzata dai liutai secondo il temperamento equabile. Mersenne si preoccupa anche di fornire una dimostrazione matematica su come le differenze tra la scala naturale e quella scala temperata siano praticamente impercettibili, oltre a spiegare come questa suddivisione dellottava non sia una sua invenzione ma sia già efficacemente utilizzata da liutai e musicisti.

La musica più antica di cui esiste una documentazione scritta pare sia lInno di Hurrian. Questa musica fu probabilmente microtonale, sebbene la sua interpretazione sia stata oggetto di disputa.

Sappiamo dalle tavolette cuneiformi babilonesi che essi utilizzavano ciò che noi oggi chiamiamo accordatura" pitagorica” ovvero un ciclo di quinte naturali sovrapposte luna allaltra e racchiuse allinterno di unottava. Sulla tavoletta cuneiforme U7/40 al British Museum si trova laccordatura pitagorica di sette note.

Poiché la musica occidentale, grazie ad antichi testi greci di teoria musicale, si fa risalire almeno al 500 a.C. e poiché quella musica non si fondava su un sistema di dodici toni per ottava, laccordatura oggi utilizzata in Europa e in Nord America è una novità davanguardia che copre solo il 10% della storia della musica occidentale.

Anche la civiltà ellenica lasciò alcune registrazioni frammentarie della sua musica Inno Dorico e, grazie ai testi di Aristosseno sulla musica, abbiamo una documentazione esauriente sullaccordatura della musica greca antica. Lottava veniva divisa in due tetracordi, ovvero scale di quattro note, sovrapposti luno sullaltro. La posizione delle singole note allinterno di questi due tetracordi determinava le sette note dellaccordatura. I greci riconoscevano tre tipi di tetracordo: lenarmonico, il cromatico e il diatonico, i quali utilizzavano per ogni nota proporzioni diverse rispetto allottava.

Ognuno di questi tre generi utilizza ciò che oggi chiamiamo" accordatura naturale”, ciò significa che essi sono determinati da rapporti di numeri interi ma, mentre il genere cromatico e il diatonico suonano in maniera molto simile a quelli odierni, il genere enarmonico faceva un uso preminente di distanze di circa un quarto di tono. Perciò esso si qualifica precisamente come unaccordatura microtonale comunque si voglia intendere la parola come luso di intervalli più piccoli di un semitono o come unaccordatura che suona chiaramente differente rispetto allaccordatura occidentale convenzionale.

Come M. Joel Mandelbaum sostiene nella sua tesi, La divisione multipla dellottava le risorse tonali del temperamento a 19 toni, 1960, uno studio eseguito sul codice di Montpellier suggerisce che esso documenti unaccordatura microtonale, probabilmente il genere enarmonico greco. Ciò sembra mostrare che le accordature microtonali sopravvissero e furono comunemente usate fino al tardo periodo medievale.

Le accordature mesotoniche risalgono ai primi anni novanta del XV secolo, come è stato evidenziato da studiosi come Richard Taruskin e Patrizio Barbieri. Tali accordature mesotoniche suonano essenzialmente identiche allaccordatura convenzionale occidentale di 12 toni fintantoché il compositore si limita ad una stretta cerchia di tonalità vicine alla nota centrale della tonalità. Ciò significa che se laccordatura mesotonica è accordata a partire da do, le tonalità vicine a do maggiore saranno difficilmente distinguibili dalla musica convenzionale occidentale. Le tonalità lontane, comunque, come mi bemolle minore, conterranno intervalli esotici chiaramente udibili.

Alcuni compositori antichi, comunque, si allontanarono deliberatamente dalla nota centrale dellaccordatura mesotonica, producendo effetti chiaramente microtonali nella loro musica.

Un esempio notevole è il brano" Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La” partitura e audio del compositore virginalista inglese John Bull, composto tra il 1580 e il 1610 e incluso nel Fitzwilliam Virginal Book.

Laccordatura mesotonica a 1/3 di comma corrisponde quasi esattamente a dodici note prelevate da una scala di 19-tET mentre laccordatura mesotonica a 1/4 di ottava è quasi identica a dodici note selezionate da una scala di 31-tET. Vari compositori francesi del XVII secolo fecero uso di queste caratteristiche progettando tastiere a diciannove toni per ottava, le quali in effetti permettevano di suonare laccordatura a 1/3 di comma in tutte le chiavi senza la cosiddetta" quinta del lupo”, un intervallo fortemente dissonante. Christiaan Huyghens, lo scienziato e musicista del XVII secolo, si fece promotore dellutilizzo di trentuno toni per ottava, poiché ciò avrebbe permesso di suonare laccordatura mesotonica a 1/4 di comma in tutte le tonalità senza" quinte del lupo”. Huyghens, inoltre, sostenne luso della settima naturale, il rapporto 7/4, nella musica occidentale, e la descrisse come una consonanza musicale non riconosciuta.

La nota" Chromatic Chanson” di Guillaume Costeley del 1570 si fondava sullaccordatura mesotonica a 1/3 di comma ed esplorava lintera gamma di 19 toni in unottava, facendo uso di intervalli distintamente microtonali come lintervallo di 63 cents equivalente a 1/19 di ottava.

Il compositore e teorico italiano rinascimentale Nicola Vicentino 1511-1576 approfondì lo studio dei microintervalli e costruì una tastiera con trentasei tasti per ottava conosciuta come archicembalo. Gli esperimenti di Vicentino, come lui stesso dichiarò, furono motivati principalmente dalla sua ricerca sugli antichi generi musicali greci e dal suo desiderio di ottenere intervalli senza battimenti utilizzabili nelle composizioni cromatiche.

La composizione" La battaglia di Davide e Golia”, di Johann Kuhnau, composta attorno al 1730, fa un uso esteso e aggressivo dei particolari intervalli utilizzabili nellaccordatura mesotonica e in particolare della" quinta del lupo”.

Nel 1843 Jacques Halévy compose unopera a quarti di tono, il" Prometeo Incatenato”. In seguito, tra la fine del XIX secolo e linizio del XX i compositori europei produssero un numero crescente di composizioni microtonali e in particolare negli anni venti emerse una moda per i quarti di tono 24-tET che ispirò compositori famosi come Bela Bartok a produrre composizioni in questa accordatura. In quel periodo Erwin Schulhoff diede lezioni di composizione per quarti di tono al conservatorio di Praga.

Fra tutte le scale microtonali di cui si parla nella Storia della musica la più utilizzata è certamente stata, prescindendo dalla Scala pitagorica, quella a quarti di tono 24 tET, in cui sono elencate più di 150 composizioni e i rispettivi autori. Tra i compositori quartitonalisti più prolifici spiccano questi musicisti: il russo-francese Ivan Aleksandrovič Vyšnegradskij 46, il musicista messicano autore del famoso saggio" Sonido 13” Julian Carrillo 19, il turcoamericano Toufic Succar 15 e il boemo Alois Hába 11.

Già nellantichità, del resto, i Greci dicevano, come riporta nel libro Le scale musicali leggende, pregiudizi e realtà il musicologo italiano Pietro Righini, che".il quarto di tono rappresentava lestremo limite della raffinatezza nellapprezzamento degli intervalli musicali”.

Le ragioni di questo relativo successo stanno verosimilmente nel fatto che i quarti di tono, oltre che ampliare notevolmente la gamma dei suoni a disposizione dei musicisti, hanno al loro interno i 12 semitoni della scala 12 tET, posti a base del sistema musicale attualmente in posizione dominante da più di tre secoli in tutto il mondo occidentale. Ciò significa che con la scala quartitonale 24tET è tecnicamente possibile la riproduzione e, quindi, la salvaguardia dellimmenso patrimonio musicale prodotto fin qui con la scala 12tET.

Nel 2012 Giancarlo Dalmonte, col saggio" Lottava nota” pubblicato dalla casa editrice Pendragon di Bologna, prova a rilanciare i quarti di tono proponendo una scala 24tET organizzata su otto note. Lo fa aggiungendo lottava nota NU alle sette attuali. Il nome dellottava nota è ricavato dalle prime due lettere della parola" nuova”. Alla NU lautore fa corrispondere la H nella denominazione internazionale del mondo occidentale, così: A, B, C, D, E, F, G, H. In italiano ne viene questa successione: LA, SI, DO, RE, MI, FA SOL, NU. Riordinata secondo la consuetudine italiana questa scala risulta così composta: DO, RE, MI, FA, SOL, NU, LA, SI, DO.

Lautore propone che questa nuova scala sia denominata" Scala quartitonale nuova” e, in Inglese," New quarter tone scale”. La modulazione di questa scala è la seguente: 3 3. Essa deriva dal fatto che gli otto intervalli equidistanti sono tutti pari a 150 centesimi ellisiani. Alexander James Ellis, che nel 1880 fece la traduzione con note a piè pagina e appendici al libro di Helmholtz" On the sensation of tone”, propose un insieme elaborato di accordature non tradizionali. Egli studiò le accordature delle culture non occidentali e, in un rapporto alla Royal Society, stabilì che esse non utilizzavano né eque divisioni dellottava né intervalli naturali.

Alcuni studiosi fanno risalire linnovativo utilizzo che Claude Debussy fece della scala per toni interi 6-tET in composizioni come" Voiles” e" Prélude à lapres-midi dun faune” allinfluenza da lui ricevuta nellassistere a una performance di unorchestra gamelan Balinese durante lExposition Universelle di Parigi del 1889 e ai particolari ritmi e accordature utilizzati in quella musica.

Lintroduzione del fonografo di Berliner nel 1890 permise la registrazione e lascolto di molta musica non occidentale da parte dei compositori stimolando ulteriormente luso di accordature alternative.

Mentre sperimentava con il suo violino nel 1895, Julian Carrillo 1875-1965 scoprì il sedicesimo di tono ovvero percepì sedici suoni chiaramente differenti tra le note sol e la, emesse dalla quarta corda del violino. Egli chiamò la sua scoperta" il tredicesimo suono”. Julian Carrillo inventò un semplice sistema di notazione musicale numerico che può rappresentare scale basate su ogni divisione dellottava, inventò nuovi strumenti ne adattò altri a produrre microintervalli, compose una grande quantità di musica microtonale ne registrò circa trenta.

I principali compositori microtonali del Novecento furono:

  • Ivor Darreg da 13-tET a 22-tET, 24-tET e 31-tET che costruì il primo sintetizzatore elettronico capace di riprodurre qualunque divisione dellottava e qualunque accordatura naturale
  • Alois Hába 24-tET
  • Lou Harrison che fondò lAmerican Gamelan Orchestra presso il Mills College
  • Julian Carrillo
  • John Eaton che creò un suo sintetizzatore microtonale, il Syn Ket
  • Barbara Benary fondatrice del" Gamelan Son of Lion”
  • Easley Blackwood, che compose ed eseguì i famosi" 12 studi microtonali per strumenti musicali elettronici” utilizzando tutte le divisioni dellottava da 12 a 24 toni
  • Augusto Novaro, il teorico microtonale messicano 15-tET
  • Harry Partch accordatura naturale di limite 11 che costruì unintera orchestra di strumenti microtonali
  • Adriaan Daniel Fokker 31-tET

Dal 1980, con lavvento sul mercato di sintetizzatori completamente riaccordabili e dal prezzo contenuto come lo Yamaha TX81Z 1987, i compositori microtonali sono proliferati in tale misura che una lista di coloro che hanno prodotto almeno una composizione microtonale include quasi lintera lista dei compositori attivi. Lavvento più recente di sintetizzatori software completamente riaccordabili come ZynAddSubFx, il quale può produrre musica microtonale in tempo reale su di un normale computer portatile, non ha fatto altro che espandere lutilizzo dei microtoni nella musica contemporanea. Oggi è raro incontrare un compositore contemporaneo che non si occupi periodicamente di microtonalità.

Alcuni compositori occidentali hanno abbracciato luso di scale musicali microtonali equamente temperate, dividendo lottava in un numero di toni diverso da 12 come 19, 24, 31, 53, 72, 88. Gli intervalli tra i toni possono essere uguali, dando vita ad un temperamento equabile, o diversi, come nellaccordatura naturale, detta anche just intonation, e nei temperamenti lineari, oppure né equamente temperati né naturali come quelli che si trovano nei gamelan balinesi. La stragrande maggioranza della musica indigena mondiale non usa laccordatura convenzionale occidentale di 12 toni per ottava logaritmicamente equidistanti, né usa laccordatura naturale o accordature lineari. Dal popolo di Banda Linda nellAfrica centrale che preferisce decisamente un" ottava” di 1150 cents, ai pigmei Ba Benzele, alla musica balinese, a vari popoli indigeni del sudamerica, essenzialmente tutti i popoli indigeni utilizzano accordature non equabili né naturali.

Per questo, concepire qualsiasi discussione sulle accordature musicali unicamente in termini di equa divisione dellottava o di accordatura naturale, rappresenta un significativo pregiudizio in favore dellEuropa e del nord America i quali contano meno del 20% della popolazione mondiale e solo una piccola parte della cultura musicale del pianeta. Dal punto di vista della musica indigena composta fuori dallEuropa e dal nord America, tutta la musica mondiale è, in effetti, microtonale.

                                     

3. Microtonalismo nella musica rock

La band statunitense hardcore/punk dei Black Flag 1976-86 fece un interessante utilizzo naif di intervalli microtonali attraverso il chitarrista Greg Ginn, un aficionado del free jazz e della musica classica moderna. Una canzone pregevole è" Damaged II”, dal LP del 1981" Damaged” – una registrazione live-in-studio nella quale lutilizzo intenzionale e sorprendentemente consapevole di quarti e ottavi di tono richiama una chitarra in procinto di esplodere; unaltra, dalleffetto simile, è" Police Story”, più versioni della quale si concludono in una cadenza suonata un quarto di tono crescente.

Il gruppo Carbon, Tectonics e Terraplen di Elliott Sharp fa un uso estensivo di microtonalità nellaccordatura naturale dalleffetto intensamente dissonante e vibrante. Il chitarrista di Los Angeles Rod Poole ha prodotto un numero di CD xenarmonici di influenza rock.

La band Crash Worship fece uso della megalyra subcontrabass di Ivor Darreg uno strumento microtonale per un utilizzo xenarmonico/noise/industrial.

Altri artisti rock che utilizzano la microtonalità nel loro lavoro sono Glenn Branca, che ha composto vari lavori orchestrali per ensembles di chitarre elettriche accordate microtonalmente, e Jon e Brad Catler, i quali suonano chitarra e basso elettrico microtonali.

Spesso la musica microtonale si presenta nella musica pop-rock in contesti dove non si nota o non viene esplicitamente descritta come tale ma nondimeno è abbastanza percepibile. Esempi ovvi sono lintroduzione alla canzone dei Doors" The End”, la linea vocale estremamente e indubitabilmente microtonale delle canzoni di Sinead OConnor – in particolare" Nothing Compares 2 U” – e nelle linee di basso dei Siouxsie and the Banshees" Israel”. Una lista completa degli elementi microtonali nella musica pop-rock includerebbe probabilmente la maggior parte delle band che hanno pubblicato album dal 1953 ad oggi.

Il jazz microtonale ha dato vita ad una propria nicchia come per esempio negli album pubblicati da Lothar and the Hand People, le inflessioni di intonazione di John Coltrane e molti altri.

Il gruppo Australiano King Gizzard And The Lizard Wizard nel febbraio 2017 pubblica Flying Microtonal Banana, un album composto solamente da strumenti musicali microtonali come ad esempio pianoforte ed armonica a bocca, spaziano dal Garage, allo psychedelic rock ed altri.



                                     

3.1. Microtonalismo nella musica rock Pionieri microtonali occidentali

  • Hans Luedtke
  • Charles Ives U.S.A., 1874-1954
  • Ben Johnston U.S.A., n. 1926
  • Ivor Darreg 1917-1994
  • Giacinto Scelsi Italia, 1915-1982
  • Douglas Leedy n. 1938
  • Alvin Lucier n. 1931
  • Ivan Aleksandrovič Vyšnegradskij Unione Sovietica, 1893-1979
  • Alois Hába Cecoslovacchia, 1893-1973
  • Eivind Groven Norvegia, 1901-1977
  • Easley Blackwood n. 1933
  • Ezra Sims U.S.A., n. 1928
  • Harry Partch U.S.A., 1901-1974
  • Henk Badings 1907-1987
  • Henry Ward Poole
  • Percy Grainger Australia, 1882-1961
  • Julián Carrillo Messico, 1875-1965
  • James Tenney n. 1934
  • La Monte Young n. 1935
  • Wendy Carlos n. 1939
  • Béla Bartók Ungheria, 1881-1945
  • Lou Harrison U.S.A., 1917-2003
  • George Enescu Romania, 1881-1955
  • Terry Riley n. 1935
  • Krzysztof Penderecki Polonia, n. 1933
  • Tui St. George Tucker 1924-2004
  • Erv Wilson Messico-U.S.A., n. 1929
  • Sofia Gubaidulina Russia, n. 1931
  • Rafael Adame Messico, 1905-1963
                                     

3.2. Microtonalismo nella musica rock Compositori microtonali recenti

  • Joel Mandelbaum n. 1932
  • Paul Dirmeikis n.1954
  • Daniel James Wolf n. 1961
  • Pascale Criton n. 1954
  • Brian Ferneyhough Regno Unito, n. 1943
  • Glenn Branca U.S.A., 1948-2018
  • Elaine Walker
  • Carlo Serafini
  • James Wood n. 1953
  • John Starrett
  • Brendan Byrnes
  • Tolgahan Çoğulu
  • François Paris
  • Joe Monzo n. 1962
  • Gene Ward Smith n.1947
  • David First n. 1953
  • Harold Fortuin n. 1964
  • Kyle Gann n. 1955
  • Marc Luis Jones n. 1966
  • Fabrizio Fulvio Fausto Fiale n.1973
  • Manfred Stahnke n. 1951
  • Lucio Garau n.1959
  • Sevish
  • Adam Silverman n. 1973
  • Chris Vaisvil
  • Kraig Grady n. 1952
  • Johnny Reinhard n. 1956
  • Ron Sword
  • Geoff Smith
                                     
  • campo della composizione microtonale Ha inventato un sistema di notazione che è stato adottato da molti compositori microtonali dopo di lui, tra cui Joseph
  • musicali. Il termine deriva dalla lingua inglese microtonal tuner, ovvero accordatore o intonatore microtonale I primi dispositivi di questo genere furono
  • composizioni di musica contemporanea in intonazione naturale, è stato definito uno dei più importanti compositori di musica microtonale e, dal critico
  • Adame di notevole importanza, in quanto si tratta dei primi lavori di musica microtonale Capricho, preludi Transición e Armónico 7 scritti per chitarra.
  • proponendo l inclusione della musica concreta, dell elektronische Musik, della tape music e della world music nella categoria di musica sperimentale Palombini
  • 1988 è stato un compositore italiano. È noto per i suoi lavori di musica microtonale Nato a Pitelli, allora frazione di Arcola e in seguito aggregata
  • intervalli musicali, contribuendo in modo fondamentale allo sviluppo della musica microtonale che aveva in Messico una delle scuole più attive, vantando anche
  • verso il basso ad indicare la direzione dello spostamento microtonale La legenda in questi casi assieme all intuito è uno strumento molto
  • una nomination come miglior gruppo agli ARIA Music Awards of 2017. Fin dalla sua uscita, Flying Microtonal Banana è stato accolto in maniera positiva da
  • ricco di influenze e di difficile caratterizzazione, con rimandi alla musica microtonale al progressive rock, al folk, al jazz, al soul e all heavy metal.