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ⓘ Basilica di Santa Maria dei Servi. Nel 1392 il Comune di Bologna autorizzò Andrea Manfredi a costruire la porzione del portico che fiancheggia sul lato sinistro ..




Basilica di Santa Maria dei Servi
                                     

ⓘ Basilica di Santa Maria dei Servi

Nel 1392 il Comune di Bologna autorizzò Andrea Manfredi a costruire la porzione del portico che fiancheggia sul lato sinistro la chiesa prospettando strada Maggiore. Altre arcate vennero progressivamente aggiunte, a più riprese, nel 1492, nel 1515-1521, nel XVII secolo, fino a raggiungere laspetto attuale forma a quadriportico solo nel 1864, su progetto di Giuseppe Modonesi, che per lo scopo fece demolire la chiesa di S. Tommaso.

Il portico, ovvero il muro esterno della chiesa, fu decorato nel Quattrocento da parte di artisti emiliani con affreschi, successivamente coperti nel Seicento da una nuova decorazione, effettuata a seguito di un restauro dellintero portico avvenuto nel 1628.

                                     

1.1. Descrizione Lesterno

La facciata, dal semplice paramento in muratura laterizia, presenta un oculo circolare per un rosone mai realizzato. Lesterno dellabside, risalente al 1437, è un bellesempio di gotico bolognese.

Il portico e larioso quadriportico antistante la chiesa è a tutto sesto ed è sostenuto da eleganti colonnette in marmo veronese. Nelle lunette lungo il fianco della chiesa sono ancora parzialmente visibili gli affreschi Secenteschi con Storie della vita di san Filippo Benizzi, alle quali lavorarono Carlo Cignani e bottega, Giovanni Peruzzini, Giuseppe Maria Mitelli, il giovane Filippo Pasquali e altri. Delloriginale decorazione Quattrocentesca restano solo pochi frammenti, fra cui una Madonna inquadrata in unedicola, mentre le decorazioni successive - che interessarono le lunette - sono oggi ormai quasi completamente sbiadite, ad eccezione di 4 che furono staccate nel 1958, sottoposte a restauro e oggi conservate nellex monastero.

                                     

1.2. Descrizione Linterno

La chiesa ha impianto basilicale a tre navate, le volte a crociera sono sorrette da archi acuti con costoloni in cotto: singolare lalternanza di colonne circolari e pilastri ottagonali.

La chiesa è articolata in cappelle laterali poco profonde, ricche di opere darte. Sul lato destro:

  • Quarta cappella: Paradiso Dionisio Calvaert, 1602; sottoquadro San Giuseppe col Bambino Gesù Luigi Crespi; nellancona in legno, le statue della Fede e della Carità ;
  • Sesta cappella: Crocifisso Giov. Battista Bolognoni Seniore, 1665; nel pilastro, Santa Teresa del Bambin Gesù Bartolomeo Cesi; nel pilastro, affresco frammentario di Sposalizio mistico di santa Caterina Lippo di Dalmasio; tomba del Beato fra Venanzio M. Quadri.
  • Ottava cappella: Trinità Jacopo Alessandro Calvi
  • Terza cappella: Morte di santa Giuliana Falconieri Ercole Graziani, 1737 circa;
  • Prima cappella: La Vergine dona labito ai sette Santi Fondatori dellOrdine dei Servi di Maria Marcantonio Franceschini, 1727; in alto, Padre Eterno del Guercino; Presentazione al tempio Giulio Morina, 1594 e San Francesco prega per le anime del purgatorio Bernardino Baldi; a destra, busto di Domenico Landinelli 1603;

Segue lingresso alla Sagrestia, dove si conservano tre Storie del Battista Mastelletta, 1620-23. Nel convento: la Madonna del Santuario di Mondovì in gloria e santi Alessandro Tiarini; San Carlo Borromeo e angeli Guido Reni, 1613; una Madonna col Bambino Giovanni da Modena.

Il coro è circondato da un deambulatorio sul quale si aprono tre cappelle radiali; allinizio del peribolo, sulle pareti si vedono tracce interessanti di affreschi di Vitale da Bologna. Ancona in terracotta policroma con la Vergine col Bambino e i santi Lorenzo e Eustachio Vincenzo Onofri, 1503 e originale polittico ad affresco con incorniciature in terracotta, opera di Lippo di Dalmasio.

Allaltare maggiore tabernacolo marmoreo con Cristo risorto tra la Vergine e san Giovanni Battista, con i santi Pietro e Paolo di Giovanni Angelo Montorsoli. Dietro gli stalli lignei del coro XIV secolo.

Nella navata sinistra, partendo dalla facciata:

  • Seconda cappella: Noli me tangere Francesco Albani, 1644.
  • Sesta cappella: Assunta Pietro Faccini.
  • Ottava cappella: Cristo crocifisso che guarisce Pellegrino Laziosi Domenico Viani e Pier Francesco Cavazza. Nel pilastro: Ecce Homo B. Sirani sec. XVII.
  • Settima cappella: Annunciazione Innocenzo da Imola.
  • Quinta cappella: SantAndrea apostolo Francesco Albani, 1641.
  • Prima cappella: Addolorata Angelo Piò.
  • Terza cappella: ingresso laterale, contornato dal Monumento a Ludovico Gozzadini Giovanni Zacchi, 1540 circa.

Agli inizi del peribolo: Presentazione di Maria al tempio Alessandro Tiarini; più avanti la Lastra tombale di Andrea da Faenza m. 1396, fondatore della chiesa; resti di affreschi trecenteschi; Monumento a Gian Giacomo e Andrea Grati, capolavoro di Vincenzo Onofri. Nella prima cappella radiale, preziosa tavola Madonna col Bambino e angeli di Cimabue e alla parete, Madonna col Bambino e i santi Cosma e Damiano di Lippo di Dalmasio.

                                     

2. Musica

La Basilica è da sempre al centro della tradizione musicale della città. Allinterno della chiesa nel Seicento erano ospitati quattro organi: a testimonianza di questo troviamo una cappella musicale accanto alla sagrestia.

Nella chiesa si tengono spesso, durante tutto lanno, concerti di musica classica di elevata qualità.

Organo a canne

Nel braccio sinistro del transetto, si trova lorgano a canne Tamburini opus 544, costruito nel 1968 su progetto di Luigi Ferdinando Tagliavini ed inaugurato il giorno 1º aprile dello stesso anno. Lo strumento, a trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale, elettropneumatica per i registri. Possiede tre tastiere di 61 note Do1-Do6 ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32 Do1-Sol3, per un totale di circa 5000 canne suddivise in 60 registri.

                                     

3. Il convento

Fin dalla fondazione, la chiesa ha avuto un convento ad essa annesso, volto ad ospitare i frati serviti. Una prima struttura, composta da un chiostro, laula capitolare, il refettorio e un dormitorio, era già attestata negli anni 70 del XIV secolo. Essa venne poi ampliata su iniziativa del priore Andrea da Faenza, fino a raggiungere tre chiostri.