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ⓘ Totò a colori è un film del 1952 diretto da Steno. È uno dei primi lungometraggi italiani a colori, e tra i primi a utilizzare il sistema Ferraniacolor. Il film ..




Totò a colori
                                     

ⓘ Totò a colori

Totò a colori è un film del 1952 diretto da Steno.

È uno dei primi lungometraggi italiani a colori, e tra i primi a utilizzare il sistema Ferraniacolor.

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

                                     

1. Trama

Antonio Scannagatti è un musicista squattrinato che abita con la famiglia della sorella nel paesino di Caianello, ma sogna una chiamata da Milano dagli editori musicali Tiscordi o Zozzogno che gli garantisca la gloria: è infatti convinto di essere un genio della musica.

Il sindaco del paese intanto tenta di convincerlo a dirigere la banda paesana, a causa dellimprovvisa inabilità del maestro, nel giorno della festa per il ritorno a casa del gangster italoamericano Joe Pellecchia, originario per lappunto di Caianiello: Scannagatti, inizialmente restio, accetta quando il nipote del primo cittadino, mentendo, gli promette una raccomandazione presso leditore Tiscordi, spacciando la sua fidanzata americana Poppy per sua segretaria.

La giornata di festa si rivela un fallimento: Pellecchia vorrebbe parlare dal balcone del municipio, ma il maestro Scannagatti glielo impedisce, facendo suonare in continuazione la banda, finché litaloamericano si infuria e va via. Scannagatti va comunque a incassare il premio e raggiunge il nipote del sindaco e la sua compagna, che hanno lasciato Caianiello e sono ospiti di una bizzarra compagnia a Capri. Lì il maestro crede per equivoco di essere riuscito ad ottenere un appuntamento con il famoso editore Tiscordi.

Scannagatti parte dunque per Milano: giunto in città, incontra Tiscordi in persona, a causa di un equivoco: è stato scambiato per un infermiere in grado di fare iniezioni indolori alleditore, che ha già licenziato numerose infermiere. Lequivoco sfocia in un alterco tra i due.

Le disavventure non sono finite: Scannagatti viene intercettato dal cognato, cui ha rubato i soldi per il viaggio a Milano, il quale minaccia di ucciderlo; per placarlo, il maestro finge di aver ottenuto un contratto da Tiscordi e lo porta sì in palcoscenico, ma in un teatro di burattini. Allinizio Scannagatti riesce a ingannare il parente fingendosi una marionetta e interpretando uno spettacolo, in cui si esibisce ballando sul tema di Parade of the Wooden Soldiers. Ma il cognato lo riconosce e lo incalza con il coltello. A sorpresa, Tiscordi per caso legge e gradisce uno spartito di Scannagatti e il paese di Caianiello gli rende omaggio.

                                     

2. Produzione

Totò a colori fu uno dei primi lungometraggi italiani a colori, girato col sistema Ferraniacolor, pellicola prodotta a partire dal 1948, negli stabilimenti di Ferrania a Cairo Montenotte, vicino a Savona.

Il film è unantologia dei più noti sketch di rivista del grande comico: il vagone letto Cera una volta il mondo, la marcia dei bersaglieri e, soprattutto delle sue invenzioni marionettistiche più geniali, ovvero Pinocchio Volumineide e il direttore dorchestra fuoco dartificio, che si era già visto in Fermo con le mani! 1937 e in I pompieri di Viggiù 1949.

Luso di una pellicola a colori per quei tempi necessitava limpiego di luci molto forti, a scapito della vista, e Totò soffriva già di problemi di vista allocchio sinistro. Nessuno osava guardare in quelle lampade ad arco allepoca per paura di danni alla retina. Si dice che la parrucca dellattore fumasse tanto era il caldo e che, nel bel mezzo di una scena, questi sia addirittura svenuto.

Nel film fa un breve cameo un giovane Lucio Fulci, a quel tempo aiuto regista di Steno, nella parte del passeggero infastidito dagli schiamazzi tra Antonio Scannagatti e lonorevole Trombetta, che picchia contro la parete divisoria della carrozza letti. Proprio tale sequenza – la più famosa della pellicola, poi assurta tra le più note del cinema comico italiano – fu ispirata da un vero incontro, avvenuto sempre in un wagon-lits, tra Totò e lonorevole Giulio Andreotti.