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ⓘ Fiorentino Sullo è stato un politico italiano. Fu anche protagonista della vita sportiva di Avellino, diventando presidente dell Unione Sportiva Avellino 1912 d ..




Fiorentino Sullo
                                     

ⓘ Fiorentino Sullo

Fiorentino Sullo è stato un politico italiano.

Fu anche protagonista della vita sportiva di Avellino, diventando presidente dell Unione Sportiva Avellino 1912 dal 1950 al 1952.

                                     

1.1. Biografia Origini e formazione

Nacque a Paternopoli, in provincia di Avellino, da genitori di Castelvetere sul Calore, il padre Clorindo, maestro elementare insegnava in quel periodo nel comune natio, mentre la madre Giulia Emilia Calienno era una casalinga.

Frequentò le scuole elementari e medie a Castelvetere sul Calore, continuando gli studi ad Avellino, dove seguì gli studi ginnasiali e liceali presso il Convitto nazionale Pietro Colletta. Si iscrisse poi al corso di studi in lettere e filosofia presso lomonima facoltà universitaria dellUniversità di Napoli, laureandosi con il massimo dei voti nel gennaio del 1944, con una tesi sulla storia del risorgimento. Dal 1944 al 1946 insegnò storia e filosofia negli istituti superiori. Iscrittosi quindi, di nuovo a Napoli, ove si laureò in giurisprudenza nel marzo del 1949, con una tesi in scienze delle finanze.

                                     

1.2. Biografia La politica, gli attacchi alla persona e i contrasti interni alla Democrazia Crisitana

Fu eletto allAssemblea Costituente nel 1946 per la Democrazia Cristiana. Durante la sua carriera politica non condivise neanche la posizione della DC in occasione del referendum abrogativo del 1974 in Italia sul divorzio, quando abbandonò la Democrazia Cristiana a seguito di contrasti con il segretario Amintore Fanfani. La corrente politica nella quale militava non lo difese dalla campagna diffamatoria che si era scatenata contro di lui nel suo collegio elettorale e che prendeva di mira la sua vita privata. In realtà, il vecchio pettegolezzo sullomosessualità di Sullo era stato amplificato fin dal 1960 a opera del settimanale di destra Il Borghese per screditare il politico, e fu alimentato anche da esponenti del suo stesso partito.

In contrasto con i politici della nuova generazione come De Mita, Mancino, Bianco, Gargani, De Vito, Fierro, provò a far rinviare il congresso provinciale che avrebbe potuto sancire la sua sconfitta. Ma Piccoli, allepoca segretario nazionale, gli impose di celebrare lassise, De Mita ebbe definitivamente il sopravvento.

Il 12 ottobre 1963, in accordo con il presidente del Consiglio Giovanni Leone, nominò la commissione di inchiesta sul disastro del Vajont, che si insediò due giorni dopo, con il compito di accertare le cause della catastrofe.

Lasciata la DC il 28 marzo 1974, aderì al PSDI. Non partecipò alle elezioni politiche del 1976, ma si ricandidò nelle elezioni politiche italiane del 1979 con il PSDI, venendo nuovamente eletto deputato. Fu nominato consigliere di Stato dal IV Governo Andreotti nel 1978. Si ricandidò nel PSDI nel 1979 rientrando così a Montecitorio. Nel corso di quella legislatura prese le distanze dal PSDI e quindi rientrò nel partito di provenienza.

                                     

1.3. Biografia Gli ultimi anni e la morte

Negli ultimi anni si stabilì a Salerno, malato di diabete. Fino al 1981 fu presidente della commissione permanente Lavori Pubblici di Montecitorio. Il 7 gennaio 1982 Sullo lasciò il PSDI e, a seguito di una riappacificazione con De Mita, in agosto rientrò nella DC. Ripresentatosi alle elezioni politiche del 1983 come candidato della DC, fu rieletto alla Camera per la nona volta. Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere del 1987 decise di non ripresentarsi e si ritirò dalla vita politica, che perdurò sino alla sua morte avvenuta nella città della Campania nel 2000.

                                     

2.1. Lattività politica Il ruolo nella Democrazia Cristiana e gli incarichi di governo

Sullo fu uno delle personalità più importanti della Democrazia Cristiana non solo in Irpinia, ma anche sul piano nazionale, poichè contribuì allaffermazione del partito ellimmediato secondo dopoguerra. Considerato uno dei capi storici della sinistra democristiana, fu sottosegretario alla Difesa nel governo Scelba 1954-1955 e allIndustria e commercio nel I governo Segni 1955-1957 e nel governo Zoli 1957-1958. Sottosegretario alle Partecipazioni statali nel II governo Fanfani 1958-1959 e nel II governo Segni 1959-1960. Nellarco di questo lungo impegno parlamentare ottenne diversi ulteriori incarichi di Governo: Il 25 marzo 1960 fu nominato Ministro dei trasporti nel governo Tambroni, ma l11 aprile decise di dimettersi insieme ad altri due ministri i colleghi Pastore e Bo, dal momento che il governo aveva ottenuto la fiducia solo grazie allapporto determinante dei voti del Movimento Sociale Italiano.

Fu Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel III governo Fanfani 1960-1962 e il Ministro dei lavori pubblici nel IV governo Fanfani 1962-1963 e nel I Governo Leone 1963.

Limpegno che gli diede maggiore visibilità fu proprio la titolarità del dicastero dei Lavori pubblici. Fu infatti promotore di una proposta di riforma urbanistica molto avanzata. Quella proposta fu però sconfessata, nel 1963, dalla Segreteria nazionale della Dc e fu travolta dalla crisi di governo del giugno di quellanno, caratterizzata dallo scandalo procurato dal piano Solo. In realtà, il pretesto per insabbiare il disegno di legge fu trovato nelliniziativa di una sua presentazione al Cnel per la richiesta di un parere.

La stessa ostilità si ripropose nel 1968, quando il suo partito non ne sostenne lazione da ministro della Pubblica istruzione. Ancora una volta Sullo rassegnò le dimissioni, e prese il via anche il rapporto conflittuale con Ciriaco De Mita che, marito della sua segretaria, fu sospettato di avergli sottratto la base di consenso in Irpinia.



                                     

2.2. Lattività politica Il progetto della riforma urbanistica

Nel giugno 1962, in carica come Ministro dei lavori pubblici, con un apposito decreto-legge consentì ladozione del piano regolatore di Roma che il commissario straordinario Francesco Diana del Comune si era rifiutato di firmare. Fin dal suo insediamento al ministero di Porta Pia, Sullo aveva seguito in prima persona i lavori del nuovo strumento urbanistico della Capitale, nominando un comitato di cinque consulenti esterni incaricato di collaborare con gli uffici comunali nella predisposizione del piano regolatore che sarà adottato dal consiglio comunale il 18 dicembre 1962 e approvato dal governo il 16 dicembre 1965.

Durante la gestione Sullo del ministero dei Lavori pubblici fu approvata la legge 18 aprile 1962, n. 167 che introdusse alcune novità nel campo delledilizia economico-popolare. Ma Sullo non riuscì di condurre in porto la riforma urbanistica in Italia, soprattutto per lopposizione del suo stesso partito: su Il Popolo di qualche giorno prima era apparsa una nota della segreteria DC che prendeva le distanze dal suo progetto di riforma. Contro di lui sarà scatenata una campagna diffamatoria di inusitata violenza, specie da parte de Il Borghese, alimentata da elementi legati alla grossa proprietà fondiaria.

                                     

2.3. Lattività politica Le riforme nel campo dellistruzione

Tornò al governo nel 1968, come ministro della pubblica istruzione nel primo governo Rumor, ma si dimise dopo pochi mesi. Non disponendo di tempi tecnici per poter portare a compimento una riforma dellistruzione secondaria e di quella universitaria, riuscì ad adottare alcuni provvedimenti settoriali, in parte rimasti tuttora in vigore. Durante il suo mandato al dicastero dellistruzione emanò il decreto ministeriale 20 gennaio 1969 che soppresse, a decorrere dallanno scolastico 1968/1969, lesame di ammissione per il passaggio dalla V classe ginnasiale alla I classe del liceo classico.

Fu infine Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica nel I Governo Andreotti 1972 e Ministro per gli affari regionali nel II governo Andreotti 1972-1973.

                                     

2.4. Lattività politica Il consorzio idrico Alto Calore e lautostrada A16

Le opere che ha lasciato hanno dato allIrpinia una dimensione adeguata sul piano dello sviluppo: come listituzione del consorzio idrico Alto Calore così come limpegno per lAutostrada A16, per la quale Sullo durante il suo mandato al Ministero dei lavori pubblici riuscì ad imporre ai progettisti che il tracciato passasse per Avellino, per collegare lIrpinia a Napoli in modo più rapido.