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ⓘ Trinciatura dei residui colturali. La trinciatura dei residui colturali è unoperazione colturale che consiste nello sminuzzamento meccanico, eseguito con apposi ..




Trinciatura dei residui colturali
                                     

ⓘ Trinciatura dei residui colturali

La trinciatura dei residui colturali è unoperazione colturale che consiste nello sminuzzamento meccanico, eseguito con apposite macchine trinciatrici, di stoppie, residui di potatura, vegetazione infestante e di qualsiasi altro materiale organico presente sulla superficie del terreno.

                                     

1. Esecuzione

La trinciatura non è una vera e propria lavorazione del terreno, tuttavia rientra a tutti gli effetti fra le tecniche di gestione del suolo nei terreni agrari in quanto integra o sostituisce alcune lavorazioni propriamente dette. Di norma la trinciatura si esegue in uno dei seguenti contesti.

                                     

1.1. Esecuzione Liberazione della superficie prima dellesecuzione di una lavorazione principale

Questa operazione si può eseguire sia nelle lavorazioni tradizionali sia in quelle che rientrano fra le tecniche di minimum tillage. Alcune lavorazioni non sono disturbate dalla presenza di residui vegetali ingombranti, come ad esempio laratura e, entro certi limiti, la fresatura. Altri attrezzi sono in grado di fare un lavoro migliore su un terreno sostanzialmente libero o ricoperto da residui non ingombranti: è il caso ad esempio degli attrezzi discissori oppure rimescolatori con organi ruotanti folli. In questi casi la trinciatura diventa indispensabile per migliorare la qualità della lavorazione, ma in generale si può considerare utile per tutte le lavorazioni, compatibilmente alle esigenze economiche.

                                     

1.2. Esecuzione Preparazione del terreno nel sod seeding

Le finalità del sod seeding impongono che i residui colturali non siano asportati o distrutti, ma che siano sfruttati per arricchire il terreno di sostanza organica. I residui vanno pertanto lasciati in campo perché siano sottoposti ai processi di decomposizione microbica Biodegradabilità responsabili dellevoluzione e del mantenimento degli orizzonti O e A 1. La presenza di residui grossolani può tuttavia ostacolare il funzionamento della seminatrice su sodo e la stessa emergenza delle piantine, pertanto è una buona norma trinciare i residui della coltura precedente prima di effettuare la semina.

                                     

1.3. Esecuzione Inerbimento degli arboreti

Per i motivi esposti nel punto precedente, gli arboreti gestiti con tecniche conservative del suolo si avvalgono dei benefici derivanti dalla trinciatura dei residui di potatura. Nellinerbimento propriamente detto la trinciatura si esegue sui residui di potatura, mentre il controllo delle infestanti è affidato allo sfalcio periodico. Nelle tecniche riconducibili allinerbimento, adottate nelle zone a clima caldo-arido, la trinciatura si esegue anche per controllare la vegetazione spontanea che si sviluppa nella stagione di riposo e quella che riemerge nel corso della primavera.

                                     

2. Finalità

Come detto in precedenza, la trinciatura ha lo scopo di mantenere in situ i residui vegetali senza ostacolare il normale svolgimento degli altri interventi agronomici.

Tradizionalmente i residui colturali che possono ingombrare il terreno vengono asportati o distrutti. Le asportazioni possono interessare, ad esempio, la paglia dei cereali impiegata come lettime per gli allevamenti, i residui di potatura come legna da ardere, il fogliame del carciofo e foglie e colletti della barbabietola come foraggio per gli allevamenti, ecc. La distruzione, tradizionalmente effettuata con il ricorso allincendio, si effettua per quei residui che sono di difficile asportazione o che non sono suscettibili di reimpieghi. È il caso, ad esempio, delle stoppie dei cereali e delle leguminose da granella.

La distruzione dei residui colturali è deprecata dai criteri di gestione conservativa del suolo in quanto depauperano il terreno di elementi nutritivi e riducono il tenore in sostanza organica. Lasportazione è compatibile solo se cè un effettivo ritorno sul terreno, ad esempio con lapporto del letame: in questo caso il materiale organico è soggetto ad una valorizzazione, dal momento che il coefficiente isoumico dei sottoprodotti zootecnici in particolare il letame è più alto di quello dei residui vegetali ad alto rapporto fra carbonio e azoto. Lasportazione finalizzata alla vendita è deprecabile dal punto di vista tecnico, mentre dal punto di vista economico andrebbe valutata leffettiva convenienza: i sottoprodotti colturali rappresentano unentrata addizionale che incide sulla Produzione Lorda Vendibile in misura marginale rispetto ai prodotti principali; daltra parte lasportazione rappresenta un costo implicito in quanto i peggioramento della fertilità fisica e chimica del terreno deve essere corretto con le lavorazioni e la concimazione.

La trinciatura dei residui porta i seguenti benefici:

  • La presenza dei residui in superficie migliora e stabilizza la struttura degli strati superficiali, proteggendoli dallerosione, dallazione battente della pioggia e dalla compressione esercitata dal passaggio dei mezzi agricoli.
  • Sul terreno si forma nel tempo uno strato pacciamante che in parte contribuisce al controllo delle infestanti e previene le perdite dacqua per evaporazione.
  • La biomassa prodotta dalle colture si traduce in un incremento del tenore in sostanza organica e, indirettamente, del tenore in humus. Di conseguenza migliora la fertilità fisica del terreno e, nel contempo, si riducono le perdite di elementi nutritivi per lisciviazione.