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ⓘ La marcia su Roma. Nellimmediato dopoguerra seguito alla prima guerra mondiale un ex-combattente, Domenico Rocchetti, sul cui spirito patriottico cè molto da du ..




La marcia su Roma
                                     

ⓘ La marcia su Roma

Nellimmediato dopoguerra seguito alla prima guerra mondiale un ex-combattente, Domenico Rocchetti, sul cui spirito patriottico cè molto da dubitare ha fatto la guerra perché obbligato, si ritrova senza arte né parte affamato e con le scarpe bucate a Milano. Infastidisce un passante fingendo di riconoscere in lui un suo ex-ufficiale, al quale chiede un aiuto per i suoi eroici trascorsi, mostrando una falsa medaglia e vantando presunte ferite di guerra. Ricevuta una misera elemosina importuna un altro passante che casualmente è un suo vero ex-capitano che ha aderito al neonato partito fascista e che prima cosa lo schiaffeggia per le sue false onorificenze di guerra e poi, quasi lo costringe ad iscriversi anche lui al partito di Mussolini.

Rocchetti accetta più per fame che per convinzione. Il partito fascista è in piena campagna elettorale e Rocchetti aiuta il suo ex capitano nei comizi nelle campagne. Ma i fascisti non sono ben visti dai paesani che si scontrano con gli squadristi. Rocchetti naturalmente fugge; si rifugia in una stalla dove viene colpito, senza essere riconosciuto, da Umberto Gavazza, un contadino suo ex-commilitone simpatizzante del Partito Popolare cattolico. Si rinnova lamicizia fra i due e Gavazza vorrebbe ospitare Rocchetti a spese del cognato Cristoforo, convinto socialista antifascista, che li caccia di casa.

Gavazza convinto dal programma del partito fascista, di cui apprezza soprattutto la promessa delle terre ai contadini, entra anche lui a far parte delle camicie nere. I due amici si trovano assieme ai loro camerati per far fallire lo sciopero degli spazzini milanesi spazzando le strade al loro posto. Tra i netturbini e i fascisti nasce uno scontro con lintervento dei carabinieri a cavallo, uno dei quali viene colpito per errore con una ramazzata da Rocchetti. Tutti e due condannati e messi in galera, verranno liberati dagli squadristi senza che la polizia intervenga a fermarli. Da qui inizia la loro marcia su Roma.

Il fascismo ha deciso di prendere il potere con la forza. Comincia così unavventura tragicomica dei due opportunisti camerati diventati fascisti luno perché spera in un impiego statale e laltro perché sogna di diventare un proprietario terriero. Ma mano a mano che procedono verso Roma si mostra loro il vero volto del fascismo. Gavazza cancella di volta in volta le promesse scritte sul programma del partito e si mostra sempre più scettico. La loro scalcinata squadra è guidata da Marcacci "mitraglia" un vero violento fascista che uccide un ferroviere che vorrebbe impedire ai camerati di forzare il portellone di un vagone per passarci la notte al riparo. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: il mite Gavazza cerca di lasciare i camerati ma viene sorpreso da Marcacci che lo percuote duramente e sta per ucciderlo. Interviene però lamico Rocchetti che salva Gavazza e, avendo capito anche lui la vera natura del fascismo, abbandona la marcia su Roma, assistendo poi insieme allamico da semplice spettatore alla sfilata dei fascisti davanti al Quirinale.

                                     

1. Commento

Sotto la veste tragicomica di una tipica commedia allitaliana in realtà il film presenta una ricostruzione satirica dellavvento del fascismo.

Il protagonista interpretato da Vittorio Gassman rappresenta la condizione dei reduci che risentono della grave crisi economica del dopoguerra e che vedono come per altri la guerra sia stata invece unoccasione per arricchirsi.

Il capitano Paolinelli invece raffigura il malessere di coloro che nella guerra si erano in qualche modo realizzati e che ora si sentivano disadattati nella nuova condizione di pace. Quindi ambedue sperano nel fascismo che si proclama tutore degli ex-combattenti e persecutore dei capitalisti profittatori arricchitisi con le forniture militari. Il contadino Gavazza, cattolico del Partito Popolare, è invece attirato dal fascismo poiché questo gli promette una rivoluzione proletaria e contadina che gli darà la terra. Anche qui sono evidenziate nel film le responsabilità dei cattolici che videro nel fascismo un argine contro il socialismo.

Il film poi ben coglie uno degli elementi determinanti per laffermarsi del regime fascista raffigurato dallinerzia del governo di fronte alle violenze fasciste come nellepisodio della liberazione dal carcere dei due protagonisti, e nellassalto alla sede operaia nel paese successivo, testimoniata dal carabiniere che rivolto al superiore "Brigadiere, non hanno il porto darmi! - e questi - E allora!?"

Altrettanto importante è la connotazione di come il fascismo si sia affermato grazie allappoggio economico dei grandi latifondisti agrari identificati nel film dal decrepito marchese a cui i due camerati confiscano lautomobile che ridurranno a rottame: saranno per questo duramente puniti dal Paolinelli quando il marchese ricorda a questi il "generoso supporto" dato al partito fascista.

Tutta la vicenda si svolge poi in un contorno che vede i cittadini e il clero sostenitori del nuovo regime, mentre nelle campagne anarchiche e socialiste è forte lopposizione anche violenta dei contadini e nelle città degli operai di cui è vittima Rocchetti che corre il rischio di essere linciato.

Il film accenna poi anche alla responsabilità degli intellettuali per lavvento del fascismo tratteggiati nella figura del poeta dannunziano fascista che accompagna tutta la spedizione illustrandola con i suoi versi strampalati e altisonanti. Infine è ben mostrata lopposizione dellesercito che minaccia di spazzare via i fascisti e la definitiva responsabilità del re che dà il via libera alla presa del potere di Mussolini, illudendosi, come mostra lultima scena del film, che dopo aver eliminato la minaccia dei "sovversivi", il regime possa essere in breve tempo sostituito dal ritorno di un governo liberale moderato.

                                     

2. Colonna sonora

La colonna sonora, curata dal Maestro Marcello Giombini, contiene anche la canzone Tutti a Roma, cantata da Roby Crispiano disco 45 giri CAM, CA 2471.

                                     
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