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ⓘ Santa Catarina do Monte Sinai, nave. Santa Catarina do Monte Sinai era una caracca portoghese varata nel 1520 con dislocamento 800 t, lunghezza 38 m, larghezza ..




Santa Catarina do Monte Sinai (nave)
                                     

ⓘ Santa Catarina do Monte Sinai (nave)

Santa Catarina do Monte Sinai era una caracca portoghese varata nel 1520 con dislocamento 800 t, lunghezza 38 m, larghezza 13 m e pescaggio 4-4.5 m. Costruito a Kochi intorno al 1512, aveva alti castelli, due alberi armati a vela quadra, 140 cannoni ed è raffigurata in un dipinto attribuito a Joachim Patinir.

Nel 1520 funse da nave ammiraglia per il viaggio dellInfanta Beatriz verso la Savoia, ove avrebbe sposato Carlo II di Savoia. Nel 1524 funse da ammiraglia di Vasco da Gama nel suo terzo viaggio in India ma scomparve durante il viaggio di ritorno verso il Portogallo era salpata dallIndia nellaprile 1525.

Lesatto destino della nave è incerto. Secondo alcuni studiosi, D. Luis de Menezes, il capitano licenziato della pattuglia navale indiana, fratello del disonorato governatore D. Duarte de Menezes imbarcato su unaltra nave della medesima flotta si ammutinò e prese possesso della nave per servirsene nella sua carriera di pirata nellOceano Indiano. Secondo altri, la nave fu catturata dai corsari francesi da qualche parte nellultimo tratto atlantico tra il Capo di Buona Speranza e la Penisola Iberica.

                                     

1. Resoconti della scomparsa

La cattura della nave da parte dei francesi - che se confermata ne farebbe la seconda nave portoghese di unarmata dIndia caduta in mani nemiche la prima fu nel 1509 - è relazionata da Gaspar Correia seppur dallo stesso presentata come una diceria e da Francisco de Andrada. Sia Correia sia Andrada affermano che Luís de Menezes si trovava sulla Santa Catarina de Monte Sinai e suo fratello, lex governatore Duarte de Menezes su unaltra nave, la São Jorge.

I cronisti riferiscono che Duarte era sotto stretto controllo, per paura che potesse ordinare alla nave di riparare in Castiglia o Francia per sfuggire alla Corona. Raggiunta lIsola di Mozambico, la flotta di ritorno dallIndia incontrò le navi della flotta in arrivo da Lisbona e si scoprì che la posizione di Duarte presso la Corona non era poi così terribile. Doppiato il Capo di Buona Speranza, Duarte ordinò alla sua nave di fermarsi per rifornirsi dacqua alla Baia della Tavola pt. Aguada de Saldanha, ordinando al fratello Luís di proseguire sino a SantElena, loro punto di ritrovo convenuto. Una violenta tempesta pare colpì allora la costa sudafricana, rallentando Duarte che raggiunse SantElena ma non vi trovò il fratello e suppose fosse stato affondato dal maltempo.

Nel 1527, Giovanni III del Portogallo inviò una nave al comando di Diogo Botelho Pereira a perlustrare la costa sudafricana, dal Capo di Buona Speranza a Capo Correntes, alla ricerca dei resti della nave di Luís de Menezes. Le navi portoghesi di ritorno dallIndia avevano riferito di aver visto da lontano incendi a forma di croce lungo quel tratto di costa, presumendo fossero segnali dei connazionali naufragati e specificatamente dellequipaggio di Luís de Menezes. Tuttavia, dopo mesi di ricerche, Diogo Botelho non ne trovò traccia.

Correia e Andrade riportano poi che nel 1536 il capitano della pattuglia portoghese Diogo de Silveira catturò, al largo del Portogallo, un corsaro francese che confessò che suo fratello anchegli pirata aveva catturato la nave di Luís de Menezes nellAtlantico un decennio prima. Riferì che mentre la nave stava soccombendo, Luís si era arreso al nemico ma i francesi, dopo aver confiscato il carico della Santa Catarina, lavevano bruciata in mare con lequipaggio incluso Luís a bordo.

Questo, secondo Correia e Andrada, fu il destino di Santa Catarina de Monte Sinai. Sebbene sembri improbabile che una nave così ben armata possa cadere così facilmente, vale la pena ricordare che era anche pesantemente carica di merci indiane e martoriata dalla tempesta e che, a quanto si dice, viaggiava con equipaggio ormai decimato inabile a governarla efficacemente. Si sarebbe cioè ripetuto per meglio dire anticipato il destino delle altre grandi caracche portoghesi conquistate dal nemico nella fase terminale del loro viaggio: v.si la São Filipe catturata da Sir Francis Drake nel 1587 e la gigantesca Madre de Deus catturata da Sir John Burroughs nel 1592.

Tuttavia, è anche possibile che sia stato commesso un errore nelle cronache e che le posizioni siano state invertite, cioè che il governatore uscente Duarte fosse al comando della Santa Catarina e suo fratello Luís della São Jorge e quindi sia stata questultima ad essere catturata dai francesi. Correia riferisce inoltre che al primo scalo in madrepatria, Faro in Algarve, Duarte ricevette notizie questa volta preoccupanti circa il suo destino a Corte e che pertanto sbarcò buona parte del suo tesoro privato dalla nave affidandolo ad una sua cugina di Faro.

Successivamente Duarte prese il controllo della nave e, nonostante le proteste degli ufficiali, si fece sbarcare insieme al suo bagaglio a Sesimbra, sua tenuta signorile. La sera stessa si levò una tempesta che investì la nave, ancorata al largo di Sesimbra, facendola schiantare a riva secondo Correia grazie agli intrighi di Duarte che aveva fatto tagliare le cime dormeggio ad alcuni suoi fedelissimi con conseguente perdita del tesoro ancora a bordo. Correia afferma che Duarte voleva fare "in modo che la gente pensasse che tutta la sua ricchezza fosse perduta. e che potesse mostrare la stessa perdita davanti al re e a tutta lumanità, con la perdita di suo fratello e di così tanti suoi uomini, con la perdita del re" Questo potrebbe essere un altro possibile destino della Santa Catarina.

In seguito, Duarte de Menezes fu chiamato davanti alla Corte ad Almeirim e, dopo un breve colloquio con Re Giovanni III, fu arrestato e imprigionato a Torres Vedras. Giovanni III la scampò allesecuzione sperando di fargli confessare il nascondiglio del tesoro che aveva nel frattempo attirato miriadi di cacciatori intenti a setacciare le spiagge intorno a Faro nella speranza di trovarlo.