Топ-100
Indietro

ⓘ Della Tirannide è unopera politica di Vittorio Alfieri, scritta nel 1777. È suddivisa in due libri, che parlano di due temi su cui il pensiero politico di Alfie ..




Della tirannide
                                     

ⓘ Della tirannide

Della Tirannide è unopera politica di Vittorio Alfieri, scritta nel 1777.

È suddivisa in due "libri", che parlano di due temi su cui il pensiero politico di Alfieri si sofferma: la tirannide e la libertà.

                                     

1. Primo Libro

LAlfieri apre il trattato con una citazione di Virgilio dall Eneide e una di Sallustio dalla Guerra giugurtina, poi premette un sonetto, intitolato Previdenza dellautore, in cui risponde preventimente alle possibili critiche, secondo le quali parlerebbe ossessivamente di tirannia e tiranni:

Il vero e proprio Libro si apre con una dedica, Alla libertà:

Poi lautore passa ad analizzare il tema della tirannide: prima descrive ogni forma di tirannia che lAlfieri vede nella società in cui vive e in quella passata: nelle milizie, nella religione, nella nobiltà, nel lusso, ecc. Secondo lAlfieri è la paura la molla per la tirannia

                                     

1.1. Primo Libro Cosa sia il tiranno

Per lAlfieri dunque tiranno è qualunque governo che può manovrare a proprio piacimento le leggi o anche raggirarle: quindi in generale ogni forma di organizzazione statale. Il Principe stesso è tiranno per lAlfieri: una sua eventuale uccisione avrebbe però come unica conseguenza un incremento della durezza nel successivo sovrano. Sarebbe quindi necessario che gli uomini che si sentono liberi insorgessero con le armi per ottenere la libertà, ma ciò sarebbe auspicabile solo se il tiranno fosse tanto spietato da portare allesasperazione lintera popolazione, facendo nascere il desiderio di insorgere. Insomma, il tiranno devessere lo stimolo per i valorosi a ribellarsi: più il tiranno abusa del proprio potere, tanto più è probabile che i suoi sudditi insorgano e pongano fine a "questinsensata forma di governo". Per cui latteggiamento politico di questo autore può essere da noi attualmente definito anarchico ricordiamo però che lanarchismo ancora non era ufficialmente nato come movimento politico-filosofico. Alfieri esamina anche lumanità in generale dividendola in tre categorie: il "tiranno",colui che opprime, il "vulgo", la massa, il gregge che si lascia opprimere concepita come entità animalesca, e i "liberi uomini", coloro che si ribellano al tiranno difendendo la loro libertà. Fra tutte le forme di governo, pur tutte negative, la peggiore è per Alfieri la democrazia perché impone il potere della maggioranza del popolo animalesco sulla minoranza. I liberi uomini si differenziano dalla massa comune e volgare. In conclusione, lautore condanna ogni forma di organizzazione statale costituita ma non propone nessuna alternativa: questo può quindi essere considerato il limite del pensiero politico di Alfieri.