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ⓘ Lagaccio. Il quartiere prende il nome dal bacino artificiale, popolarmente chiamato il lagaccio, utilizzato fin dal XVII secolo dal governo della Repubblica di ..




Lagaccio
                                     

ⓘ Lagaccio

Il quartiere prende il nome dal bacino artificiale, popolarmente chiamato "il lagaccio", utilizzato fin dal XVII secolo dal governo della Repubblica di Genova per alimentare le fabbriche di polveri da sparo che erano state impiantate nella valle del rio S. Tomaso e interrato negli anni settanta del Novecento.

                                     

1. Territorio

L"unità urbanistica" del Lagaccio, la più occidentale tra quelle del Municipio I Centro Est, si estende nella stretta valle dellomonimo rivo, compresa fra i colli di Oregina e Granarolo, che ha alla sua sommità il forte Sperone.

La valle è molto stretta, con versanti scoscesi; il torrente, oggi canalizzato sotto le strade del quartiere, andava a sboccare al centro dellinsenatura del porto vecchio di Genova, nei pressi dellattuale Stazione Marittima di Ponte dei Mille.

Labitato sorge nella zona più a valle, immediatamente a monte della stazione ferroviaria di Genova Principe e del Palazzo del Principe. La parte più a monte dellex lago, dietro ai moderni impianti sportivi, rimane invece inabitata e verde, costellata da alcuni ruderi di vecchie polveriere, un tempo legate agli insediamenti militari della città. Questarea, che culmina nel monte Peralto, è compresa nel "Parco urbano delle Mura", o "Parco del Peralto".

Storicamente la zona del Lagaccio faceva parte del sestiere di San Teodoro, uno dei sei in cui era suddivisa la città di Genova, e solo negli anni settanta del Novecento fu staccata andando a formare con il quartiere di Oregina la nuova circoscrizione "Oregina-Lagaccio", oggi compresa nel Municipio I Centro Est.

                                     

2. Demografia

Lantico sestiere di S. Teodoro era quello meno popolato dellintera città, e in questo contesto la zona del Lagaccio risultava quasi del tutto verde e scarsamente urbanizzata fino alla metà dellOttocento. Al censimento del 1971 la popolazione della circoscrizione intera risultava di 36.728 abitanti: da allora si è registrata una costante diminuzione, percentualmente superiore a quella rilevata nel territorio comunale, che ha portato tra il 1981 e il 2001 la circoscrizione a perdere circa un quinto della popolazione. In particolare, nel solo quartiere del Lagaccio, il calo è stato del 13.5% nel periodo 1991-2001, con 12615 abitanti censiti nel 2001. Al 31 dicembre 2010, la popolazione del quartiere esclusa la zona di Oregina risultava di 12906 abitanti, registrando così un lieve incremento in controtendenza al periodo precedente.

I dati statistici evidenziano inoltre unetà media della popolazione 44.8 anni, inferiore alla media cittadina e una certa incidenza di immigrati dalle regioni del sud Italia 17.7% e di stranieri 13.8%.

                                     

3.1. Storia Origini

La zona dellattuale quartiere del Lagaccio rimase fino al Seicento allesterno delle mura cittadine di Genova, quando fu inglobata nella cerchia difensiva.

A seguito delledificazione, intorno al 1530, del Palazzo del Principe, prospiciente al mare, nel 1539 fu realizzata nella valle, per volere del principe Andrea Doria, una diga per creare un lago artificiale destinato ad irrigare i giardini ed alimentare le fontane della reggia. Lacquedotto fu terminato nel 1540 con un lavatoio pubblico.

Lungo la valle del rivo detto di S. Tomaso, dal nome di unantica chiesa demolita nel 1884 e poi ricostruita in Via Almeria nel 1929, nel XVI secolo fu realizzato il lago. Tra il 1626 e il 1632, con la costruzione delle "Mura Nuove" lungo il crinale che divide larea genovese dalla Val Polcevera, larea del Lagaccio, insieme allintero sestiere di S. Teodoro, fu inglobata allinterno della cinta difensiva, pur restando ancora prevalentemente verde.

Immediatamente a valle della diga del lago, nel 1652 fu costruita la fabbrica delle polveri da sparo, collegata a mare da una strada lattuale via del Lagaccio, che scendeva a lato del torrente. Il lago fu utilizzato per fornire dacqua e forza motrice ai macchinari della fabbrica. La polveriera, ampliata nel 1835, fu poi adibita a caserma militare nella struttura odierna di Via Lagaccio.

Nella metà del XIX secolo il torrente fu incanalato e coperto per ledificazione di nuovi edifici. La presenza delle strutture militari, con la lunga cortina delle mura che si snodava lungo i crinali, la strada militare che vi conduceva attuale via B. Bianco e gli altri insediamenti militari, come la citata fabbrica delle polveri da sparo e varie polveriere lungo i versanti della valle, aveva militarizzato la zona, non permettendo per lungo tempo lo sviluppo di insediamenti residenziali.



                                     

3.2. Storia Ottocento

Nel 1835 il governo del Regno di Sardegna incaricò Agostino Chiodo, allepoca direttore delle fortificazioni di Genova, di ingrandire la fabbrica delle polveri, creando una grande caserma nella quale si insediò il comando della direzione tecnica dartiglieria.

A quellepoca nei pressi della fabbrica sorgeva, sin dal 1593, un forno che produceva delle fette biscottate dolci molto apprezzate, che in seguito, con il nome di biscotti del Lagaccio, sarebbero state prodotte da numerosi biscottifici di Genova e del Basso Piemonte. La fabbrica si è successivamente spostata nel lato nord del monte Righi.

Intorno alla metà dellOttocento, in via del Lagaccio fu anche costruito un macello, attivo fino agli anni venti del Novecento. Sempre nello stesso periodo il torrente venne canalizzato e coperto e lungo la nuova via del Lagaccio, realizzata sulla copertura del torrente in uscita dal lago, furono costruiti i primi insediamenti abitativi di carattere popolare, come il caseggiato per sfrattati voluto dalla Duchessa di Galliera, composto da un doppio corpo edilizio con un cortile interno cinto da una robusta cancellata che veniva chiusa la notte. Questi edifici hanno un fregio di archetti ciechi in stile neogotico che corre tutto attorno ai palazzoni ad alveare e un portale sempre neogotico ad arco a sesto acuto. Altri due edifici di questo tipo, perfettamente identici luno allaltro, si trovano uno in via della Fenice, nel quartiere di S. Fruttuoso, allinizio della Val Bisagno, e laltro in via Venezia nel quartiere di San Teodoro.

                                     

3.3. Storia Novecento

Mentre andava ampliandosi il vicino quartiere di Oregina, lurbanizzazione della parte bassa della valle del Lagaccio proseguì nei primi decenni del Novecento con tipologie abitative di tipo popolare. Per far fronte alla crescita della popolazione nel 1925 fu costruita la Chiesa di San Giuseppe.

Durante la seconda guerra mondiale, nei giorni precedenti la liberazione di Genova, le alture del Lagaccio furono teatro di combattimenti tra formazioni partigiane e i soldati tedeschi asserragliati nella postazione dartiglieria di Monte Moro. I partigiani ebbero la meglio, smantellando il pericoloso punto di fuoco che dominava la città.

                                     

3.4. Storia Urbanizzazione del secondo dopoguerra

Nel secondo dopoguerra, e in particolare negli anni sessanta, nei dintorni a monte della via del Lagaccio, fino ad allora non intaccati dalledilizia residenziale, sorsero nuovi caseggiati ad alta densità abitativa lungo le strade che sarebbero poi divenute via Bari e la parte conclusiva di via Napoli, aperte allinizio del secolo come prolungamento a ponente della "circonvallazione a monte".

Le modalità di sviluppo urbanistico del quartiere, come in altre zone della città cresciute velocemente nello stesso periodo, hanno posto in secondo piano la creazione di spazi di aggregazione sociale e di unampia viabilità. Il primo aspetto è stato supplito successivamente con la nascita di attività di volontariato e di una rete di associazioni, mentre urbanisticamente è stato progettato un piano di riqualificazione e ampliamento di Via Lagaccio, attuato negli anni 2000 nella parte a mare e in corso, al 2014, nel tratto a monte.

Nella zona a monte del quartiere, nei pressi degli impianti sportivi costruiti sul sito del lago, interrato negli anni settanta, sorge il complesso degli edifici che ospitano la sede genovese di Telecom Italia. Questi edifici sono caratterizzati da pareti esterne inclinate di 30°, lungo le quali sono disposte le vie di corsa di ascensori e montacarichi.



                                     

3.5. Storia Il progetto della moschea

Larea verde a monte del quartiere, tra il campo da hockey e gli edifici Telecom è stata destinata nel 2009 dalla giunta comunale alla costruzione di una moschea cittadina. La decisione di ubicare lì il luogo di culto islamico ha provocato reazioni contrastanti, dallaperto sostegno, portato avanti politicamente dal Partito Democratico e sostenuto da associazioni legate alla Chiesa cattolica e al mondo del volontariato riunite sotto il nome collettivo di "Arcipelago Lagaccio", a un netto rifiuto del progetto, sostenuto politicamente dalla Lega Nord e da una parte della Casa delle Libertà. Il progetto è stato poi abbandonato in favore del quartiere di Cornigliano.

                                     

3.6. Storia Le proposte per la riqualificazione del quartiere

I progetti di riqualificazione del quartiere ruotano intorno al recupero per usi sociali dellarea della ex caserma Gavoglio. Questo eterogeneo complesso di edifici, alcuni parzialmente utilizzati, la maggior parte inutilizzati o inagibili, è derivata dalla trasformazione dellantica fabbrica della polveri. La caserma, dal dopoguerra intitolata alla memoria del sottotenente degli Alpini Carlo Gavoglio, è stata dismessa dallesercito negli anni novanta.

Posta al centro del quartiere, la struttura occupa complessivamente unarea di circa 75000 m², corrispondenti a circa un sesto dellintera superficie urbanizzata del quartiere, ed è oggetto fin dai primi anni novanta di proposte e discussioni, ma non è in atto un progetto operativo di risistemazione, nonostante il piano urbanistico del comune abbia prefigurato il recupero di queste aree per la realizzazione di servizi e parcheggi e per il miglioramento della viabilità.

Un altro edificio di cui gran parte degli abitanti del quartiere auspicano la demolizione è il grande palazzo che ospita gli uffici delle ferrovie, comunemente chiamato "il palazzo rosso", visibile dalla stazione di Genova Principe, che chiude il quartiere a valle. Con la sua presenza, ledificio contribuirebbe a isolare il quartiere dal resto della città.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Giuseppe al Lagaccio

La chiesa parrocchiale di San Giuseppe al Lagaccio fa parte del vicariato di S. Teodoro dellarcidiocesi di Genova.

Promotore della costruzione di una nuova chiesa nel quartiere del Lagaccio fu larcivescovo Edoardo Pulciano allinizio del Novecento. I lavori, su un terreno donato dalla marchesa Giulia Cattaneo Della Volta, iniziarono con la posa della prima pietra il 19 marzo 1913; una targa ricorda che il papa genovese Benedetto XV finanziò con 50.000 lire la costruzione della cripta.

Per laumento della popolazione, a costruzione già in corso, ne fu previsto lampliamento; più volte sospesi, i lavori furono completati solo nel 1925. In quello stesso anno divenne vicaria autonoma nellambito della parrocchia di S. Maria di Granarolo e il 12 gennaio 1926 fu eretta in parrocchia con decreto dellarcivescovo Carlo Dalmazio Minoretti. Lo stesso arcivescovo consacrò solennemente la chiesa l11 maggio 1935. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata nel bombardamento dell8 agosto 1943.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Mura seicentesche

Oltre alla già menzionata fabbrica delle polveri, poi trasformata nella caserma Gavoglio oggi sede del Centro di Mobilitazione Nord-Ovest del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, nel territorio del Lagaccio sono presenti altre strutture militari dismesse.

Un tratto delle seicentesche "Mura Nuove", e precisamente parte delle "Mura di Begato", che vanno dalla Porta di Granarolo fino al Forte Begato, delimita il quartiere verso la Val Polcevera, mentre lungo i versanti della valle del Lagaccio restano i ruderi di diverse polveriere ottocentesche, caratterizzate da una doppia muratura in pietra di grande spessore.

                                     

5. Società

Il centro Polivalente

Il Centro polivalente, gestito dal Municipio I centro Est, è un luogo dedicato al quartiere che ospita numerose associazioni impegnate nel sociale, nelle attività culturali e di formazione dei giovani e degli adulti. Tra le associazioni presenti: Associazione culturale linguistica Lingua Madre, Genova Hockey 1980, Lanza del Vasto, Associazione sportiva Cliantha.

LAssociazione Culturale Linguistica Lingua Madre

LAssociazione Culturale Linguistica Lingua Madre è un centro culturale e linguistico dove poter apprendere la lingua italiana, lo spagnolo, il russo, larabo, il portoghese, il francese. I corsi sono organizzati con docenti madrelingua, con lezioni preparate appositamente per promuovere lintercultura.

                                     

6.1. Sport Impianti sportivi

Sul terreno ricavato dal riempimento del lago è stato costruito un impianto sportivo comprendente il campo da calcio "Felice Ceravolo", circondato da una pista per latletica, terreno di gioco della A.S.D. Superba CalcioAmicizia Lagaccio + Granarolo, e un campo da hockey su prato, intitolato a Giorgio Arnaldi, storico commissario tecnico della nazionale italiana. Su questo campo disputano i loro incontri le squadre di hockey su prato genovesi ed anche, in attesa di poter disporre di un terreno di gioco nella propria città, il Savona Hockey Club.

                                     

6.2. Sport Calcio

La squadra di calcio del quartiere è la A.S.D. Superba Calcio, creata dallunione tra U.S.D. Lagaccio e A.S.D. Granarolo Calcio.

La prima, nata nel 1948 con il nome di "Associazione calcistica Superba", agli inizi degli anni settanta assunse la denominazione di "Unione Sportiva Lagaccio". La seconda fu fondata nel 1971. La squadra maschile milita attualmente campionato 2014-2015 nella Promozione ligure, quella femminile nella Serie B.

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Autostrade

Il casello autostradale più vicino è quello di Genova-Ovest, nel quartiere di Sampierdarena, a 2.5 km dal centro del Lagaccio.

Ferrovie

La stazione di Genova Principe, nel vicino quartiere di Prè, si trova a poche centinaia di metri dal centro del Lagaccio.

Ospedali

  • Ospedale Galliera - 4 km.
  • Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena - 3.5 km.
  • Ospedale San Martino - 6 km.
                                     

7.1. Infrastrutture e trasporti Strade

La via che attraversa il quartiere prende il nome di via del Lagaccio e collega la zona retrostante la stazione ferroviaria di Genova Principe e il Palazzo del Principe con la valletta dove un tempo era il lago. La strada, piuttosto stretta, superato lo slargo su cui si affacciano la chiesa di S. Giuseppe e lingresso della caserma Gavoglio, prosegue verso monte rasentando i muri perimetrali dellex insediamento militare e si collega con via Napoli e con via Bari nel punto dove un tempo sorgeva la diga del lago.

A mezza costa corrono via Napoli, e via Bari. Via Napoli, il cui asse delimita larea del Lagaccio da quella di Oregina, costituisce un tratto del prolungamento verso ponente della "circonvallazione a monte". Questa strada, superato la valletta del Lagaccio attraverso il ponte intitolato a don Antonio Acciai dal 1963 parroco della chiesa di N.S. della Provvidenza nel vicino quartiere di Oregina, morto tragicamente il 6 aprile 1974 nellincendio della canonica della chiesa assieme alla madre e al curato, prosegue sul versante destro della valle con il nome di via Bari, sulla quale si affacciano numerosi edifici residenziali costruiti attorno agli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso. La via rappresenta un punto critico per la viabilità del quartiere in quanto, pur essendo di una discreta larghezza, a causa della mancanza di parcheggi pubblici alternativi è intasata dalle auto parcheggiate. Via Bartolomeo Bianco è invece lantica strada militare che collegava il Lagaccio con Granarolo le mura; partendo dal ponte don Acciai, costeggia gli impianti sportivi risalendo poi il versante destro della valle, in un ambiente quasi completamente privo di insediamenti, tranne qualche casa isolata e i ruderi delle polveriere.



                                     

7.2. Infrastrutture e trasporti Autostrade

Il casello autostradale più vicino è quello di Genova-Ovest, nel quartiere di Sampierdarena, a 2.5 km dal centro del Lagaccio.

                                     

7.3. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

La stazione di Genova Principe, nel vicino quartiere di Prè, si trova a poche centinaia di metri dal centro del Lagaccio.

                                     

7.4. Infrastrutture e trasporti Trasporti urbani

  • Autobus. La linea di autobus urbani 54 dellAMT collega il quartiere con la stazione Principe, la linea 35 percorre le strade di circonvallazione via Bari e Via Napoli collegando la zona a monte del quartiere con il centro cittadino. Le principali linee dirette verso San Teodoro e Granarolo rispettivamente linee 32 e 38, Sampierdarena linea 18 e la linea filoviaria 20, il ponente linee 1 e 3 e la Val Polcevera linee 7 e 9 transitano in piazza Principe, nei pressi della stazione della metropolitana, raggiungibile in pochi minuti dal centro del quartiere.
  • Metropolitana. Il quartiere è raggiungibile dalla stazione Principe della metropolitana di Genova, che si trova nella piazza omonima, anchessa a poche centinaia di metri dal centro del Lagaccio.
  • Ascensori pubblici. Lascensore di via Bari, entrato in servizio il 29 dicembre 2010, è lultimo in ordine di tempo fra gli ascensori pubblici cittadini; collega via Adamo Centurione a via Bari.
  • Ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo. Il tracciato della ferrovia a cremagliera di Granarolo divide il quartiere del Lagaccio da quello di San Teodoro. La stazione a valle si trova accanto allex Hotel Miramare, al limite tra i quartieri di Prè, San Teodoro e Lagaccio. Il quartiere è servito dalle stazioni intermedie di via Centurione e via Bari. La ferrovia, costruita nel 1901 ed oggi integrata nel sistema di trasporti urbani dellAMT, ha complessivamente sei fermate e si sviluppa per 1130 m con un dislivello di 194 m.
                                     

7.5. Infrastrutture e trasporti Ospedali

  • Ospedale Galliera - 4 km.
  • Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena - 3.5 km.
  • Ospedale San Martino - 6 km.