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ⓘ Banda Carità è la denominazione gergale con la quale durante la Repubblica Sociale Italiana divenne noto il Reparto dei Servizi Speciali di Firenze, poi rinomin ..




                                     

ⓘ Banda Carità

Banda Carità è la denominazione gergale con la quale durante la Repubblica Sociale Italiana divenne noto il Reparto dei Servizi Speciali di Firenze, poi rinominato Ufficio Polizia Investigativa, formalmente dipendente dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, fondato e capeggiato da Mario Carità, nel corso dellultimo biennio della seconda guerra mondiale.

Fu il gruppo che inflisse i maggiori danni allorganizzazione partigiana in Toscana e nel Veneto. Era il braccio armato dellantiresistenza e i suoi metodi erano brutali e includevano attentati, infiltrazioni, provocazioni, esecuzioni sommarie e luso costante della tortura. Inoltre cercavano di corrompere i fiancheggiatori e persino i partigiani. Un caso classico era linfiltrazione nelle bande partigiane o lassassinio dellélite intellettuale come fece allUniversità di Padova. Secondo la testimonianza del tenente Giovanni Castaldelli, lo scopo era quello di "creare una polizia militare con il compito di scoprire e contrastare ogni favoreggiamento ai piani militari del nemico".

                                     

1.1. Storia Firenze: la costituzione del Reparto Servizi Speciali

Il 17 settembre 1943, in seguito alla liberazione di Mussolini, a Firenze fu ricostituita la 92ª Legione Camicie Nere della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale in dicembre confluita con altri corpi nella Guardia Nazionale Repubblicana e, al suo interno, venne creato lR.S.S. sigla di Reparto dei Servizi Speciali, una sorta di ufficio politico investigativo, con ampia autonomia operativa.

Il comandante, il Seniore Mario Carità, era supportato da uno stato maggiore formato dal colonnello della Regia aeronautica Gildo Simini, dal capitano Roberto Lawley, dai tenenti Piero Koch, Eugenio Varano, Armando Tela e Ferdinando Manzella. Il reparto diventerà famoso come "la Banda Carità", nota per le violenze le torture, che contava su un organico di circa di una sessantina di elementi, suddivisi in tre squadre: la "Manente", comandata da Erno Manente, che si autodefiniva "la squadraccia degli assassini"; la "Perotto", chiamata anche "la squadra della labbrata", e infine la squadra dei quattro santi. Il reparto, in coordinamento con le SS, assunse in seguito la denominazione ufficiale di "Ufficio Polizia Investigativa". Formalmente irregimentato come organo della Polizia Repubblicana, dipendeva operativamente dai comandi Ordnungs-Polizei SS in Italia.

Carità, come altri capi fascisti aveva una visione di netta intransigenza nel rinato spirito fascista repubblicano della RSI. La sua rabbia si concentrava non solo contro gli antifascisti ma anche contro la vecchia classe dirigente fascista del periodo del ventennio; significativa era la sua avversione al filosofo Giovanni Gentile. Infatti Gentile, un tempo "filosofo ufficiale del fascismo" e aderente comunque alla RSI, disapprovò gli eccessi criminali di Carità che allora operava a Firenze, minacciando di denunciarlo, tanto che in un primo tempo si pensò che lattentato che costò la vita a Gentile - in realtà eseguito da gappisti comandati da Bruno Fanciullacci - fosse stato commesso proprio da componenti della banda, allo scopo di porre fine alle proteste del filosofo verso le loro violenze.

Lazione della Banda fu talmente efferata che Carità dovette perfino, il 14 dicembre 1943, scrivere una lettera di giustificazione a Mussolini, al quale ricordò che solo con la violenza era diventato Duce.

                                     

1.2. Storia Attività nel Veneto e a Padova

Dopo lo sfondamento del vallo difensivo germanico da parte delle Forze Alleate, il maggiore e la sua unità smobilitarono da Firenze e ripiegarono verso il nord dopo aver rapinato 55 milioni di lire dalla sede cittadina della Banca dItalia e saccheggiato il tesoro della Sinagoga, una galleria di quadri, oltre a mobili e preziosi delle famiglie ebree. Dopo lattività svolta a Firenze si trasferì prima nel rodigino a Bergantino e successivamente, su richiesta del questore Menna, a Padova dove operò presso Palazzo Giusti, in via san Francesco 55, dal luglio del 1944 fino alla fine della guerra con la nuova denominazione di "Comando Supremo Pubblica Sicurezza e Servizio Segreto in Italia - Reparto Speciale Italiano" alle dirette dipendenze della SS. Lattività di polizia che Carità con il suo RSS svolse a Padova non fu quella di una normale formazione militare della RSI, ma ebbe un obiettivo di guerra "non convenzionale". Il suo ruolo era più politico che militare ed operò con azioni di raccolta di informazioni e di infiltrazione tra i resistenti.

Lattività era poco eclatante tanto che si era creato un alone di mistero attorno a lui e alla sua struttura. Il 25 aprile 1945 il Reparto che alla fine di febbraio era passato sotto il comando tedesco con il nome di Reparto Speciale Italiano si disciolse. La formazione "si sciolse il 27 aprile 1945, alle ore 16 e 30".

Carità non tentò di fuggire oltre frontiera ma si rifugiò in un paesino verso lAlpe di Siusi, a Castelrotto, a circa 30 km da Bolzano. Nella notte tra il 18 e il 19 maggio 1945, nel tentativo di sottrarsi alla cattura, fu ucciso in un conflitto a fuoco da due militari americani. Le versioni della sua morte sono diverse e contrastanti

                                     

1.3. Storia Pene inferte agli aderenti

Degli aderenti alla formazione, uno venne giustiziato per fucilazione alla schiena a Padova nellinverno del 1945. Dal processo uscirono altre due condanne allergastolo e due a 30 anni di reclusione. La figlia di Carità, Franca, fu condannata a 16 anni; la sorella del maggiore Carità, Isa, uscì assolta.

                                     

2. Teatro

Il dramma Storie di Villa Triste è lopera teatrale, scritta da Nicola Zavagli, che ricostruisce il processo alla banda Carità. Messa in scena per la prima volta nel 2005 a Firenze, è replicata negli anni successivi in varie città italiane, dalla Compagnia Teatri dImbarco.