Топ-100
Indietro

ⓘ Mattatore. Il mattatore è una denominazione, utilizzata nel gergo teatrale, che indica lattore, che fa convergere su di sé lattenzione del pubblico. Tale dicitu ..




Mattatore
                                     

ⓘ Mattatore

Il mattatore è una denominazione, utilizzata nel gergo teatrale, che indica lattore, che fa convergere su di sé lattenzione del pubblico. Tale dicitura identifica anche un periodo del teatro italiano del XIX secolo, epoca in cui avvenne il cosiddetto passaggio dal teatro degli attori al teatro dellattore che ha inizio con il periodo denominato del "Grande Attore".

                                     

1. Storia

Il cambiamento della compagine dellorganizzazione teatrale da compagnie organizzate in ruoli fissi in teatri stabili pubblici o privati a compagnie spesso itineranti, a struttura prettamente familiare sempre con ruoli fissi, determinò lo spicco dei capocomici, sui quali verteva lintera organizzazione del lavoro artistico e dellorganizzazione logistica.

Queste figure divenivano così punti focali dellinterpretazione di un personaggio, con scelte solitamente dettate dalle capacità dellattore che ne sottolineava con veemenza e insistenza le caratteristiche salienti, talvolta esasperandole, per far presa sul pubblico. Il cambiamento dei gusti, che si instradò verso le forti passioni del Romanticismo, determinò il favore del pubblico verso la recitazione animosa, fortemente innaturale dei mattatori.

                                     

2. Grande Attore

Il periodo teatrale denominato del "Grande Attore" si riferisce al teatro italiano della seconda metà dellOttocento, alcune fonti ne collocano linizio con le rappresentazioni della compagnia Reale Sarda allEsposizione Internazionale di Parigi del 1855. Le numerose compagnie nomadi si appoggiavano ad un attore di nome, che non necessariamente era protagonista, per attrarre il pubblico. Adelaide Ristori, Ernesto Rossi e Tommaso Salvini sono i tre "Grandi Attori" che identificano questo periodo, sono loro ad inaugurare la stagione delle tournée estere che caratterizza questo periodo, Adelaide Ristori per prima. In comune hanno una recitazione fortemente centrata sulla loro figura, indipendentemente dalla parte o dal ruolo, la presenza fisica come per Salvini e lattento uso della voce sono gli strumenti usati per far arrivare al pubblico il sentimento del personaggio.

È la generazione successiva con Ermete Novelli, Ermete Zacconi ed Eleonora Duse su tutti, che dal 1880 contende la scena ai tre grandi che porta unulteriore fattore di naturalezza a segnare il passaggio al periodo del Mattatore.

Una corrispondenza del 1899 tra Tommaso Salvini e Adelaide Ristori dà unidea di quale fosse il loro pensiero su questa nuova evoluzione.

Salvini scrive: ". Ai nostri tempi si faceva meglio o peggio? Sono peggiorati gli Artisti, o il pubblico? Siamo noi che avemmo torto, lo hanno loro?."

La Ristori risponde: ". Volete sapere quello che io penso di questa nuova interpretazione dellarte nostra? Molto male! La nevrosi è la malattia che sconvolge il cervello umano in questo fin di secolo! Il pubblico è attaccato da questa orribile malattia e guasto il vero gusto del bello nellArte rappresentativa. Io, modestamente, sono davviso che lattuale forma di interpretazione è falsa e acrobatica."

                                     

3. Affabulazione gigionesca

Dal punto di vista tecnico-artistico, infatti, il mattatore era solito spogliare il personaggio di parvenze naturalistiche pur rispettandone storicità e caratteristiche psicologiche per rivestirlo di cliché di successo sperimentati, quali la postura fortemente evidenziata, la dizione enfatizzata e lontana dal normale parlato quotidiano, la drammatizzazione del comportamento fisico e affabulatorio.

Il mattatore era spesso definito anche gigione, in riferimento alla prassi di esasperazione della recitazione. Era frequente, inoltre, linsistenza sul parlato a discapito del lavoro fisico, che rimaneva in secondo piano dal punto di vista espressivo.

Tale disomogeneità, seppur capace di toccare apici sublimi nellinterpretazione, mancava di metodo e si basava sulla sensibilità dellinterprete stesso: ciò sottoponeva il mattatore a repentini alti e bassi nelle prestazioni, che potevano drammaticamente influire sulle sorti dello spettacolo, che poteva quindi terminare con fischi anziché applausi.

Secondo una moderna interpretazione della recitazione, derivante dai maestri teatrali del XX secolo, e dalla nascita di discipline come la danza moderna, tale recitazione peccava nel privilegiare lelemento vocale rispetto a quello corporeo e nel mancare di un metodo coerente di organizzazione e pratica del lavoro dellattore.



                                     

4. Uso moderno del termine

Nelluso moderno, si è usi definire mattatore un attore particolarmente capace di tenere la scena da solo con grande trasporto emotivo del pubblico, escludendo però gli artisti del varietà e del one-man-show, solitamente ritenuti generi appartenenti al teatro "basso", oppure attori intorno ai quali, agli inizi del XX secolo e prima della nascita del teatro di regia, veniva incentrato un intero repertorio di una compagnia teatrale. In questo senso rientrano nella definizione attori come Antonio Gandusio, Ruggero Ruggeri e Vittorio Gassman, definito spesso dalla critica come "lultimo mattatore" e interprete per la prima televisione della trasmissione televisiva Il Mattatore, del 1959 e dellomonimo film Il mattatore dello stesso anno.