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ⓘ Il diamante bianco è un documentario del 2004 diretto da Werner Herzog. Il film si focalizza sulla storia del volo, e segue la figura dellingegnere aeronautico ..




Il diamante bianco
                                     

ⓘ Il diamante bianco

Il diamante bianco è un documentario del 2004 diretto da Werner Herzog. Il film si focalizza sulla storia del volo, e segue la figura dellingegnere aeronautico Graham Dorrington.

                                     

1. Trama

Il dirigibile è un mezzo di trasporto eccezionale. Agli inizi del Novecento le sue potenzialità furono sfruttate appieno grazie allindustria Zeppelin che ne costruì di giganteschi che permettevano viaggi estremamente confortevoli e rapidi per quellepoca.

Lutilizzo di gas infiammabili li esponeva però a dei rischi che, toccati con mano con la tragedia in mondovisione del famosissimo Hindenburg, ne frenarono lo sviluppo irrimediabilmente.

Oggi che laviazione civile da un secolo utilizza aerei sempre più sofisticati, cè un ricercatore convinto delle possibilità di rilancio dei dirigibili, diventati più sicuri per lutilizzo di gas inerti elio e preferibili anche per limpatto ambientale nullo.

Locchio di Herzog segue il lavoro appassionato dellingegnere aeronautico Graham Dorrington, dai laboratori inglesi fin nella foresta della Guyana dove egli potrà effettuare esperimenti sul campo con il secondo prototipo di sua invenzione. La spedizione amazzonica è, in effetti, unavventura condivisa tra il team di Dorrington e la troupe di Herzog che riprende tutto, sé stesso compreso, quasi con il rigore di chi sta documentando un esperimento scientifico. Infatti la parte scientifica della spedizione è duplice: da un lato la sperimentazione del mezzo in condizioni di difficoltà particolari, dallaltra la possibilità unica, legata proprio alle caratteristiche del dirigibile, di poter osservare la fauna semisconosciuta che popola la sommità degli alberi delle grandi foreste pluviali.

Il piccolo dirigibile bianco soprannominato "Diamante bianco" dallindigeno/poeta che fa da guida al gruppo e sul quale viene puntata molta attenzione guidato da Dorrington e con Herzog passeggero/operatore, fallisce il primo volo per un banale errore di montaggio, ma poi riesce a soddisfare le finalità naturalistiche che si era dato, anche se il sogno di sorvolare le impetuose cascate di Kaieteur alte quattro volte quelle del Niagara viene messo da parte perché ritenuto troppo rischioso per via delle correnti daria vorticose che lì si formano.

Al centro del documentario il racconto della tragica vicenda del primo esperimento di Dorrington nel quale il documentarista Dieter Plage perse la vita di fronte ai suoi occhi e a seguito di una serie di circostanze sfortunate e irrimediabilmente tragiche. Un evento che lo ha segnato e segna tuttora e che gettò unombra sulla sicurezza dei dirigibili ma ancor di più sulle sue certezze.

Parallelamente alla vicenda principale, Herzog intreccia anche quel po di tradizioni locali che raccoglie dallestroso indigeno Mark Anthony Yhap detto "Barbarossa". Così, con spirito che si direbbe anti-documentaristico, quando il medico/arrampicatore Michael Wilk va ad esplorare le grotte segrete e mai riprese da alcuna telecamera, che si trovano sotto le imponenti cascate, Herzog non ci fa vedere niente e censura persino il racconto di quanto visto là sotto. Quello è un luogo sacro per le genti del posto, il luogo dove da sempre risiedono i rondoni che custodiscono la cascata e sul volo misterioso dei quali il documentario si chiude e si ferma, rispettosamente.

                                     

2. Critica italiana

Gianni Rondolino de La Stampa descrive il film come "un inno alla natura, vista con gli occhi di un poeta visionario", dove "lintento puramente documentaristico si trasforma a poco a poco in una sorta di "delirio" visivo e dinamico, con una serie di immagini che ci lasciano come sorpresi, esterrefatti, affascinati". Della stessa testata, Alessandra Levantesi definisce Herzog, nel suo intento di raccontare Dorrington, "un ispirato sognatore impegnato a fissare sullo schermo lelusiva, poetica materia dei sogni altrui". Per Roberto Nepoti de La Repubblica invece il film "lascia limpressione di osservare qualcuno che sta cercando di risolvere i suoi problemi personali, facendo qualcosa di un po maniacale e, tutto sommato, irrilevante".

Dario Zonta de LUnità definisce il film un capolavoro, assieme alle altre due opere di Herzog Grizzly Man e Lignoto spazio profondo. Gian Luigi Rondi de Il Tempo evidenzia come latteggiamento dellautore si esprima sia con le immagini, con la voce narrante e con la colonna sonora. Silvana Silvestri de il manifesto loda laudacia delle riprese e del montaggio, in un film che fonde documentario e fiction.