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ⓘ Pavia è un comune italiano di 73 195 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia. Posta 34 km a sud di Milano, lungo la Via Francigena e sulle rive ..




Pavia
                                     

ⓘ Pavia

Pavia è un comune italiano di 73 195 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia.

Posta 34 km a sud di Milano, lungo la Via Francigena e sulle rive del fiume Ticino, poco a nord dalla confluenza di questultimo nel Po, la città affonda le sue origini allepoca delle tribù galliche; successivamente divenne municipium romano con il nome di Ticinum. Nel Medioevo fu capitale per due secoli del regno longobardo e dal 1361 è sede di ununiversità.

Le origini antiche e un passato storico di rilievo hanno lasciato in eredità a Pavia un ragguardevole patrimonio artistico: fra le principali attrazioni turistiche si annoverano il Castello Visconteo, la basilica di San Pietro in Ciel dOro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, la basilica di San Michele Maggiore e il Ponte Coperto. La città è inoltre il capoluogo di una provincia dedita soprattutto allagricoltura, in particolare a viticoltura, risicoltura e cerealicoltura; poche sono le industrie.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

La città occupa una superficie di 62.86 km², poggia su un terrazzo alluvionale formato dal Ticino. Il terreno sottostante è di origine fluvio-glaciale, comune a gran parte della Pianura Padana. Circondata da un territorio interamente pianeggiante e intensamente coltivato è solcata da numerosi corsi dacqua.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

Pavia gode di un clima continentale umido con sensibili escursioni termiche giornaliere e annuali. Dinverno il clima è rigido e umido con formazione di nebbie al suolo dovute sia alla presenza di numerose rogge e canali - oltre al Ticino - sia alla scarsa ventilazione. Non sono rari gli episodi nevosi che avvengono in occasione di ondate di freddo o a causa della formazione di un cuscinetto daria fredda e stagnante al suolo inversione termica. Lautunno e la primavera sono le stagioni più piovose mentre lestate è calda e afosa con frequenti e improvvisi temporali che rinfrescano rapidamente - seppure per breve durata - laria.

La temperatura massima media si registra in luglio con 29.8 °C, quella più bassa in gennaio con -2.0 °C. Il mese più piovoso risulta essere ottobre con 88 mm di pioggia; quello meno luglio con 48 mm. Le precipitazioni medie annue si aggirano tra i 750 e gli 800 mm, mediamente distribuite in 81 giorni.

                                     

2. Origini del nome

Il toponimo Papia, da cui deriva il nome moderno della città, deriva forse da un nome di gens romana, forse Papilia, e vorrebbe dunque dire terra della gens Papilia ". Qualcuno ritiene che il nome derivi invece dal greco Papìas custode del palazzo ", nome che sarebbe stato dato da soldati bizantini venuti a combattere i Goti con riferimento a un palazzo di Teodorico, ma è ipotesi poco probabile. Ticinum deriva invece dal fiume Ticino, è di origine prelatina e letimologia è incerta.

                                     

3. Storia

Il primo insediamento nellarea di Pavia si deve ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri. La città fu fondata dai Romani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta fino a oggi, a castrum accampamento militare romano; la città aveva il nome di Ticinum. A partire da Aureliano, fino a Costantino I, fu anche sede di unimportante zecca, battendo moneta sia durante il periodo degli Imperatori illirici, sia durante la tetrarchia e la successiva guerra civile. Ticinum era il punto di arrivo di unimportante strada romana proveniente da Milano e, grazie al porto sul Ticino, era uno snodo fondamentale nelle comunicazioni fluviali tra lAdriatico e il lago Maggiore. Il 476 d.C. segna una data epocale per la città e non solo. Oreste, incalzato dalla ribellione di Odoacre, vi si rifugiò, poiché confidava nelle possenti fortificazioni della città, ma Pavia fu assediata e conquistata, segnando, con la morte di Oreste e la deposizione del figlio Romolo Augustolo, la fine dellimpero romano d’Occidente.

Saccheggiata più volte dai barbari, venne conquistata dai Longobardi nel 572 che ne fecero la capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui il nome moderno. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino al 774, quando venne conquistata da Carlo Magno. Fu ancora importante durante il periodo carolingio: nella chiesa di San Michele Maggiore a Pavia, Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e Adalberto II, furono incoronati Re dItalia.

Durante le guerre tra limperatore tedesco Federico Barbarossa e i comuni della Lega Lombarda, Pavia con Como fu fedele allesercito imperiale, per poi perdere gradualmente importanza dal punto di vista politico. Conquistata, dopo un lungo assedio, dai Visconti nel 1359, divenne la sede della corte di Galeazzo II prime e di Gian Galeazzo poi. Sotto la dinastia milanese, la creazione della contea di Pavia 1396 destinata al primogenito, la fondazione delluniversità, la duplicazione della capitale e delle sedi della corte Milano e Pavia, la fondazione della Certosa come pantheon dinastico e l’istituzione di una struttura burocratica e camerale che raddoppiava le istituzioni milanesi. La duplice sede della corte tra Milano e Pavia, attribuiva a quest’ultima un ruolo distinto, una identità forte e prestigiosa all’interno del dominio e rispetto alle altre città, a scapito della centralità milanese.

Nel Cinquecento, famosa è la battaglia di Pavia, combattuta il 24 febbraio 1525 tra i Francesi e gli Imperiali spagnoli. Venne vinta da questi ultimi, perché il capitano di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dellimperatore spagnolo Carlo V dAsburgo. Legata a questa vicenda è la storia della zuppa alla pavese, semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro, cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero, riguardo alla quale si racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di corte con il nome di "soupe à la pavoise".

Dallinizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci. Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna futuro Regno dItalia insieme con il resto della Lombardia.



                                     

3.1. Storia Stemma

Lo stemma comunale è il simbolo storico della città: croce bianca in campo rosso. Il sigillo del Comune ha il Regisole.

                                     

3.2. Storia Onorificenze

La città di Pavia è la ventitreesima tra le 27 Città decorate con medaglia doro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento, periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della Prima guerra mondiale nel 1918.

                                     

4. Monumenti e luoghi dinteresse

Broletto

Il Broletto di Pavia, che si affaccia su Piazza della Vittoria, sorse nel XII secolo e fu più volte rimaneggiato nei secoli successivi.

Castello di Mirabello

In località Mirabello sorge il castello trecentesco di Mirabello.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Basilica di San Michele Maggiore

Basilica di San Michele Maggiore, è il più famoso e importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile romanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo longobardo ed era gestita dai chierici dei monaci di San Colombano di Bobbio a questo periodo risale la parte inferiore del campanile, ma fu distrutta da un incendio nel 1004; la costruzione attuale ebbe inizio nel primo quarto del XII secolo a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti, probabilmente a seguito del terremoto del 1117, e venne probabilmente completata intorno al 1155. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia si discosta dalle altre chiese cittadine per lutilizzo estensivo, sia per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria in luogo del cotto, e anche per la particolare e complessa conformazione architettonica, che prevede una pianta a croce latina a tre navate con matronei e un transetto particolarmente sviluppato, dotato di una propria autonoma facciata sul lato settentrionale. La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie e incoronazioni, tra le quali lincoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155.



                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Duomo di Pavia

Duomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta e a Santo Stefano protomartire, è unimponente costruzione con pianta a croce greca. Il cantiere per la cattedrale fu aperto nel 1488 su ordine del vescovo Ascanio Maria Sforza Visconti: la struttura rimase per secoli incompleta, fino alla fine del XIX secolo, quando furono completate la cupola e la facciata, rispettivamente nel 1885 e nel 1898, secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, il cui disegno è attribuito al Bramante, a pianta ottagonale, con unaltezza di 97 metri, una luce di 34 e un peso nellordine delle 20 mila tonnellate, è la quarta in Italia per dimensioni. Dopo quasi 17 anni di lavori di restauro e messa in sicurezza della cupola, nel 2013 la chiesa è stata riaperta ai fedeli. A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi. La torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti, e da allora non è stata più ricostruita.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse San Pietro in Ciel dOro

San Pietro in Ciel dOro, le cui origini sono da ricercarsi allinizio del VII secolo da parte dei monaci colombaniani di san Colombano come per altre chiese e monasteri, fondatore nel 614 dellAbbazia di San Colombano di Bobbio PC, inserita nel grande e ricco feudo reale e imperiale monastico. Ricostruita dopo il grande terremoto del 1117, la costruzione moderna è stata consacrata nel 1132. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a San Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture. San Pietro in Ciel dOro, che insieme con San Michele è la più spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dallaltra costruzione per luso intensivo del cotto in luogo dellarenaria, per la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente per lassenza dei matronei e per il transetto più corto, non sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. Lesterno è decorato con piastrelle di maiolica.

Allinterno, murata nellultimo pilastro della navata destra, si trova la tomba del re longobardo Liutprando m. 744, le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche conservate le reliquie di SantAgostino, portate qui da Liutprando dalla Sardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa Arca di santAgostino, la cui mole marmorea è visibile sullaltar maggiore. LArca fu realizzata dai Maestri Campionesi nel 1362 ed è ornata da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata anche da Dante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso, vv.127-129 nella Divina Commedia, riporta questi versi: Lo corpo ondella fu cacciata giace / giuso in Ciel dAuro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa pace ; ci si riferisce allanima di Severino Boezio, un Romano consigliere del re ostrogoto Teodorico, fatto da questi giustiziare sotto laccusa di tradimento. Anche il corpo di Severino Boezio è conservato infatti nella Basilica, e precisamente nella cripta.



                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, secondo Opicino De Canistris, che fu parroco a Pavia dal 1323 al 1329, questa è la più antica chiesa della città, fondata in epoca romana attorno al IV secolo, e ospitò per più di seicento anni il corpo di San Siro, fondatore della prima comunità cristiana pavese e della chiesa, vissuto nella prima metà del IV secolo d.C. Fu intitolata ai santi Gervasio e Protasio, martiri del III secolo, per la custodia delle loro reliquie, scoperte a Milano da SantAmbrogio nel 386 e portate a Pavia da sant’Invenzio, che fu il terzo vescovo di Pavia dopo San Siro e San Pompeo. In questa chiesa oltre ai santi vescovi Siro e Pompeo fu sepolto il re longobardo Clefi nel 570 e, successivamente, il figlio, re Autari; fu gestita dai chierici dei monaci di San Colombano di Bobbio. Nel corso degli anni è testimoniata la presenza di monaci benedettini a partire dal XII secolo, e di un ospizio per pellegrini, istituito nel 1366 e rifabbricato verso la fine del XVI secolo, quando viene affidato al TerzOrdine Francescano. Furono sempre i Francescani, tra il 1712 e il 1718, a riedificare la chiesa come la vediamo adesso, invertendone lorientamento. In seguito a questa trasformazione sono state demolite la facciata romanica, sostituita dallattuale abside, e labside originaria, sostituita dalla nuova facciata in stile classico. Nel 2004 è stato rinvenuto, nella cappella di San Siro, un ciclo di affreschi del XVI secolo, di cui nel 2009 si è completato il restauro, che permette di qualificarlo come il ritrovamento storico-artistico più importante del secolo a Pavia.

                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Teodoro

Chiesa di San Teodoro, è una chiesa di impianto tardo romanico situata nel centro storico di Pavia. Risalente al XII secolo, laspetto originario è stato ripristinato con i restauri effettuati a cavallo del 900. Ospita cicli di affreschi rappresentanti le Storie di SantAgnese e San Teodoro e due importanti affreschi attribuiti a Bernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.

                                     

4.6. Monumenti e luoghi dinteresse Altre chiese

  • Chiesa di San Luca, oratorio della Confraternita dei Disciplini, venne consacrata il 21 dicembre 1609. È situata nella parte orientale del centro della città, lungo limportante direttrice viaria per Piacenza e Cremona. La facciata è posta a nord lungo lattuale Corso Garibaldi ad attestare l’importanza della strada.
  • Chiesa di San Giovanni Domnarum, in pieno centro storico, inglobata in un cortile di abitazioni civili, ospita una cripta altomedievale scoperta nel 1914.
  • Chiesa di SantEusebio, aveva come cripta una costruzione del VII secolo, ancora conservata e visitabile in piazza Leonardo da Vinci, rarissimo esempio di architettura longobarda.
  • Chiesa di Santa Maria in Betlem, risalente al XII secolo, sorse su un precedente oratorio di età carolingia di cui, sotto il pavimento della chiesa attuale, si conservano i resti. La chiesa, era dipendente dal vescovo di Betlemme, e presenta forme romaniche.
  • Chiesa di Santa Maria di Canepanova, autentico gioiello rinascimentale, che fu forse progettata dal Bramante e sicuramente edificata dallAmadeo dal 1500 al 1507.
  • Chiesa di San Francesco, duecentesca, ha una facciata degna di nota, peculiare per la presenza del portale centrale sdoppiato. La chiesa, molto grande, presenta un impianto a croce latina, con copertura a capriate lignee nella navata centrale e a volta nel capocroce. Anche se relativamente meno nota rispetto agli edifici di culto sopra descritti, San Francesco è, in termini di dimensioni, la terza chiesa della città dopo il Duomo e Santa Maria del Carmine.
  • Chiesa dei Santi Primo e Feliciano, la parte esterna ha forme romaniche come la facciata in mattone restaurata nel 1940. Nel secolo XVI linterno della chiesa fu ridotto a una sola navata e completamente riadattato in stile barocco.
  • Chiesa di San Giorgio in Montefalcone di periodo medioevale in pieno centro storico sorge su una specie di fortilizio da cui probabilmente allepoca si dominava il corso del Ticino. Attaccato alla chiesa vi è un ossario a vista.
  • Chiesa di San Lazzaro, fondata nel 1157 da Gislenzone Salimbene, e dai figli Siro e Malastreva, unitamente allomonimo ospedale, lattuale edificio fu realizzato in forme romaniche nella prima metà del Duecento. La facciata è arricchita da bacini ceramici di origine bizantina, mentre alcuni capitelli risalgono alletà Carolingia. Linterno, restaurato negli anni30, conserva vaste tracce di affreschi del XIII secolo. La chiesa e lannesso ospedale, nel XVI secolo passarono sotto il controllo dellOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro, sotto il quale rimase fino alla metà dellOttocento.
  • Monastero e chiesa di San Pietro in Verzolo, sorto, forse su un precedente edificio di età longobarda gestito dai monaci di San Colombano di Bobbio, nel X secolo come monastero benedettino. Nel 1486 ai benedettini subentrarono i cistercensi di Chiaravalle, fino al 1798, quando il monastero venne soppresso, mentre la chiesa, come parrocchia, sopravvisse. Gran parte della struttura della chiesa e degli edifici annessi, come il piccolo chiostro, sono strutturati su murature dellXI secolo, realizzate con molti laterizi romani di recupero e ciottoli fluviali, come pure di recupero pare essere uno dei capitelli, di età longobarda, inserito nella romaniche bifore del chiostro. La facciata fu rifatta nella seconda metà del Cinquecento, mentre linterno della chiesa fu modificato nella prima metà del Settecento.
  • Monastero e chiesa di San Salvatore, le cui origini risalgono al VII secolo, ricostruita dallAmadeo nel XV-XVI secolo
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, seicentesca, ha la dignità di basilica minore
  • Chiesa di San Lanfranco, risalente al XII secolo, contiene la tomba del vescovo Lanfranco Beccari m. 1189, realizzata nel 1498 dallo scultore e architetto Giovanni Antonio Amadeo 1447-1552, nato a Pavia. Allinterno della chiesa vi è un affresco, tra i più antichi della città XIII secolo, scoperto nel 1930 sotto lintonaco, raffigurante lassassinio di Tommaso Becket. La scena ritrae il vescovo che indossa la casula mentre viene colpito da cinque sicari.
                                     

4.7. Monumenti e luoghi dinteresse Chiese inglobate in edifici residenziali o adattate ad altri usi

  • Chiesa di San Colombano maggiore. La chiesa di origine longobarda, dotata di xenodochio per i pellegrini, gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio, è attestata da documenti fin dal IX secolo; tra le fonti edite di carattere generale, la parrocchia è citata nel 1250 nei documenti concernenti lestimo pavese del secolo XIII; è elencata tra le parrocchie di Porta Palacensis nelle Rationes decimarum del 1322-1323; compare nei rogiti del cancelliere episcopale Albertolo Griffi degli anni 1370-1420; è ancora menzionata negli atti della visita pastorale compiuta nel 1460 da Amicus de Fossulanis. La parrocchia di San Colombano fu soppressa nel 1565 e unita alla parrocchia dei Santi Giacomo e Filippo concentrando i redditi e i diritti. Convertita a uso magazzino, conserva gran parte della sua ossatura, con la navata centrale e quella di sinistra divise da pilastri. La facciata è in gran parte integra, e rivela elementi nuovi rispetto alla precedente serie delle basiliche romaniche pavesi. Nel 1963 sono stati distrutti gli avanzi del presbiterio e dellabside centrale, mentre la navata destra è mancante da tempo.
  • San Marino. La chiesa, con annesso monastero benedettino, di San Marino fu fondata nellVIII secolo dal re longobardo Astolfo, che fu seppellito al suo interno. La struttura subì rimaneggiamenti nel XII secolo e poi, più consistenti, tra Cinque e Seicento. Al suo interno si conserva una pala del Giampietrino.
  • San Felice. Il monastero benedettino femminile di San Felice fu fondato in età longobarda e dotato, nei secoli seguenti, da re e imperatori di grandi possessioni terriere. Sopresso nel 1785, divenne un orfanotrofio. Attualmente è sede del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Conserva lantica chiesa, le cui strutture risalgono al XI secolo, allinterno della quale vi è la cripta altomedievale e alcune tombe datate tra lVIII e il IX secolo. Il chiostro fu rifatto trala fine del XV secolo e i primi anni del Cinquecento.
  • Santa Maria delle Cacce. Fondata nel VIII secolo, forse da re Rachis o Desiderio, fu un monastero Benedettino Femminile, poi soprresso nel 1799. Ledificio monastico fu ricostruito nel Cinquecento e attualmente è adibito a edificio scolastico, mentre la chiesa fu rifatta nel XVII secolo, pur conservando elementi, come la cripta, del primitivo edificio di età longobarda
  • San Nicolò della Moneta. Già menzionata nel 1250, era posizionata vicino alla zecca. La chiesa fu ricostruita nel 1609 e fu sconsacrata nel 1789.
  • Oratorio della Confraternita di San Rocco e della Misericordia che si occupava di assistere nelle ultime ore i condannati a morte. Si trova nella attuale via Venti Settembre, dopo aver ospitato per anni un cinema e ora una libreria.
  • San Pietro in Vincoli. Si trova in un vicolo del centro storico Via Cravos da cui si vedono le forme della facciata. Fu edificata sopra le rovine di un tempio pagano e la chiesa originaria risale allepoca longobarda. La chiese prese successivamente il nome di San Sebastiano, dopo il trasferimento di una reliquia un braccio del santo che secondo la tradizione riuscì a fermare unepidemia di peste scoppiata in città nel VII secolo. La funzione religiosa delledificio cessò nel 1788, quando fu trasformata in abitazioni e magazzini.
  • Chiesa di San Francesco di Paola. Progettata dallarchitetto Giovanni Antonio Veneroni, sorse, a fianco del convento dei Padri Minimi di San Francesco di Paola nel 1715 e fu terminata nel 1738. Sconsacrata nel 1805, è ora Aula Magna del Collegio Ghislieri.
  • Chiesa della Santissima Trinità, costituisce il lato meridionale della piazza in cui si affaccia la Chiesa di Santa Maria del Carmine. La facciata prospetta nello slargo che si apre in fondo alla piazza.
  • San Zeno. Già documentata nel 1187, in base al piano di riordino delle parrocchie urbane del 1788, fu soppressa e, nel 1794, fu acquistata dal marchese Luigi Malaspina e in gran parte demolita per fare spazio al suo palazzo. Conservava la suo interno la tomba del nipote di Francesco Petrarca, la cui epigrafe, dettata dal nonno, si conserva ora nei Musei Civici.
  • Santi Giacomo e Filippo. Già esistente come chiesa di San Filippo nel 1250, fu ricostruita nel 1626, nel 1680 fu affidata ai Missionari Lazzaristi di San Vincenzo e, tra il 1887 e il 1928 ai padri stimmatini, è ora sede universitaria.
  • San Maiolo. ll monastero di San Maiolo fu fondato nellanno 967 dal giudice Gaidolfo, che lo donò all’abate di Cluny San Maiolo. Ben presto il monastero divenne il principale centro di diffusione della riforma cluniacense nel Nord Italia. Nel XIII secolo iniziò la decadenza del monastero, che divenne commenda nel 1380 e fu infine soppresso nel 1564 e affidato alla Congregazione Somasca. Nel 1596 la chiesa medievale fu ricostruita in forme manieriste. Nel 1790 la casa venne soppressa e passò nelle mani di privati. Acquistato dalla Stato Italiano negli anni ’60, ospita ora l’Archivio di Stato di Pavia. Degno di nota è il chiostro quattrocentesco, che conserva tracce della chiesa romanica.
  • Chiesa di Santa Maria Gualtieri, la cui facciata si trova nel lato orientale della centrale Piazza della Vittoria. Il nucleo originario è del X secolo; venne sconsacrata nel 1789 e inglobata in edifici residenziali. Nel 1991 si sono conclusi dei lunghissimi restauri che hanno portato in parte a isolare di nuovo ledificio. Labside meridionale contiene la più antica testimonianza di resti pittorici romanici di Pavia. È ora adibita a sala convegni del Comune.
  • San Tommaso. Il monastero benedettino femminile di San Tommaso è menzionato per la prima volta in un diploma imperiale di Arnolfo del 889. La chiesa fu ricostruita nel 1213 e nel 1302 divenne sede dei frati Domenicani. A partire dal 1320 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova, e più grande, chiesa, tuttavia, a causa delle numerose interruzioni, il cantiere fu ultimato solo nel 1478. Nel 1786 il monastero venne soppresso da Giuseppe II e trasformato nel Seminario Generale per la Lombardia Austriaca. Giuseppe Piermarini, incaricato di adattare il complesso alla nuova destinazione, modificò pesantemente la chiesa. Pochi anni dopo, nel 1791, il seminario venne chiuso e il complesso divenne una caserma, e tale rimase fino agli anni ’80 del Novecento, quando fu ceduto all’Università degli Studi di Pavia.
                                     

4.8. Monumenti e luoghi dinteresse Chiese andate distrutte

  • Chiesa di SantAdriano.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena.
  • Chiesa dei Santi Nazario e Celso.
  • Chiesa di Santa Maria Peroni.
  • Chiesa di San Colombano minore o San Colombano de Cellanova, fondata in epoca longobarda nel VIII secolo era gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio. Era situata allincrocio di via XX Settembre/via Roma dove ora sorge la Chiesa di Santa Maria del Carmine). Fu soppressa nel 1346 e i suoi redditi assegnati al Prevosto e al Capitolo della Chiesa di San Giovanni Domnarum. Distrutta a partire dal 1373 assieme alla Chiesa dei Santi Faustino e Giovita per far posto alla nuova Chiesa di Santa Maria del Carmine.
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto.
  • Chiesa di San Giovanni in Borgo, fondata in epoca longobarda nel VIII secolo era gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio. Fu soppressa e unita a San Michele Maggiore nel 1805. Dopo la soppressione, ledificio fu acquistato dal Collegio Borromeo e nel 1811 fu definitivamente distrutto.
  • Chiesa di Santa Maria alle Pertiche, che era una delle più importanti chiese dellepoca longobarda.
  • Chiesa di Santa Maria in Porta Aurea.
  • Basilica di SantAmbrogio.
  • Chiesa di San Romano.
  • Chiesa romanica dei Santi Faustino e Giovita entro le mura, di proprietà dei canonici regolari di San Pietro in Ciel dOro, nel 1364 i Carmelitani dovettero abbandonare il luogo che occupavano dal 1298 a nord della città per far posto a una nuova residenza viscontea e ricevettero in cambio dal Duca Gian Galeazzo Visconti luso della chiesa. A partire dal 1373 i Carmelitani avviarono la costruzione della nuova Chiesa di Santa Maria del Carmine.
  • Chiesa di San Donnino.
  • Chiesa di Santa Maria Nova.
  • Chiesa di SantElena.
  • Monastero e chiesa di SantApollinare
  • Chiesa di Santa Maria di Giosafat.
  • Chiesa di SantInnocenzo.
                                     

4.9. Monumenti e luoghi dinteresse Il Palazzo Regio

Già in età Gota, Pavia, insieme con Verona e Ravenna, divenne sede regia. Nel primo trentennio dei VI secolo il re Teodorico promosse la costruzione di un palazzo regio nella città. A partire dal 540 Pavia diventò la sede del Tesoro regio e della corte, e qui furono eletti i re Erarico, Totila e Teia. Pavia divenne definitiva capitale del regno Longobardo nella prima metà del VII secolo e il vecchio palazzo Regio di età gota fu allargato. Il palazzo reale era formato da un complesso di edifici dove trovavano sede, oltre alla corte e allabitazione del sovrano, anche la cancelleria, la zecca e il massimo tribunale del regno.Vi erano poi diverse cappelle, un carcere, spazi dedicati agli scambi commerciali, diversi cortili dove si svolgevano i placiti e un grande giardino, popolato da animali esotici. Vicino al palazzo si trovava una porta urbica detta Porta Palacense. Con la caduta del regno Longobardo, il palazzo le sue strutture, furono utilizzate dai sovrani carolingi e ottonidi che si susseguirono al potere, dato che Pavia mantenne il ruolo di capitale del Regno Italico fino al 1024. In quella data, con la caduta del regno, il palazzo fu demolito dai cittadini di Pavia.

                                     

4.10. Monumenti e luoghi dinteresse Teatro Fraschini

Il Teatro dei Quattro Nobili Cavalieri - nome originario del Fraschini, sorse nel 1772 dalla Società formta da 4 Cavalieri nobili signori pavesi: il Conte Francesco Gamberana Beccarla, il Marchese Pio Bellisomi, il Marchese Luigi Bellingeri Provera e il Conte Giuseppe de Giorgi Vistarino. Essi condividevano lamministrazione e la direzione del teatro e avevano affidato il progetto per realizzarlo ad Antonio Galli da Bibbiena, membro di unantica e nota famiglia di scenografi-architetti. I lavori per la costruzione del Teatro dei Quattro Nobili Cavalieri iniziarono nel 1771 e il teatro inaugurò la sua prima stagione nel 1773, alla presenza dellArciduca Ferdinando dAustria. Il teatro fu inaugurato il 24 maggio 1773 con lopera Il Demetrio, composta dal compositore ceco Josef Mysliveček su versi di Pietro Metastasio.

Dopo un secolo, tuttavia la Società rischiò si fallire e, di conseguenza, di chiudere il teatro. Intervenne allora il comune di Pavia, che, nel 1869, acquistò il teatro, che poi fu intitolato al tenore pavese Gaetano Fraschinii.

                                     

4.11. Monumenti e luoghi dinteresse Ponte Coperto

Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra si trova Borgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura della città. Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal Ponte Coperto detto anche Ponte Vecchio, datato 1351-1354, che fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti alleati e abbattuto nel dopoguerra per la scarsa sensibilità del tempo verso i monumenti storici. Una copia del ponte antico, non del tutto fedele alloriginale è di dimensioni maggiori e si trova 30 metri più a valle, è stata costruita nel dopoguerra.

                                     

4.12. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzi

Numerosi edifici storici, abitazioni di antiche potenti famiglie cittadine, sono tuttora presenti nel centro cittadino. Pasino Eustachi fu capitano della flotta viscontea ai tempi di Gian Galeazzo, e suoi eredi servirono i successivi duchi, presso il Ticino si conserva la loro casa dei primissimi anni del XV secolo. Tra questi sono da ricordare la Reggia di re Alboino, in via Alboino, il Palazzo Malaspina, il Palazzo Carminali Bottigella in corso Cavour, il Palazzo Cornazzani, il Palazzo Bottigella in corso Mazzini entrambi attribuiti allAmadeo, il Palazzo Orlandi in Piazza del Carmine e il Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio di Pavia, il palazzo Olevano e il palazzo Del Maino. In piazza Borromeo venne edificato, a partire dal 1564, ledificio dellAlmo Collegio Borromeo dove si trovano gli affreschi di Federico Zuccari e di Cesare Nebbia, che illustrano la famosa Peste di San Carlo e la vita di San Carlo Borromeo o il collegio Ghislieri realizzato nel XVI e il quattrocentesco collegio Castiglioni.

In Piazza della Vittoria spicca la Casa dei Diversi detta anche Casa Rossa, costruita tra il 1376 e il 1383 da Nicolino de Diversi, maestro delle Entrate di Gian Galeazzo Visconti.

                                     

4.13. Monumenti e luoghi dinteresse Broletto

Il Broletto di Pavia, che si affaccia su Piazza della Vittoria, sorse nel XII secolo e fu più volte rimaneggiato nei secoli successivi.

                                     

4.14. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

La prima cinta muraria di Pavia, di cui non rimangono tracce visibili, fu realizzata in età romana. Le mura vennero ampliate, con linclusione di alcuni borghi extraurbani, intorno al X secolo, mentre una nuova, più grande, cinta fu realizzata alla fine del XII secolo. Esternamente alle mura della città, tra XII e XIII sorsero alcuni borghi extraurbani, come Borgoratto, Borgo di SantApollinare, Borgo di San Gugliemo o Borgo di San Pietro in Verzolo, i quali tuttavia non furono dotati di opere difensive. Durante la dominazione spagnola la cinta fu ulteriormente ingrandita 1557-1560 con laggiunta di dodici bastioni le mura sopravvissero fino alla seconda metà dellOttocento. Di queste mura rimangono alcuni tratti verso il Ticino, in viale Gorizia e nel Castello sul lato nord. Rafforzate da ulteriori opere nel primo Settecento, dopo la fine della guerre dei Sette Anni, le fortificazioni della città caddero in decadenza, tanto che, con la Sovrana Determinazione del 1783, limperatore Giuseppe II cancellò Pavia dal novero delle fortezze dellImpero le fortificazioni furono riconvertite a uso civile.

                                     

4.15. Monumenti e luoghi dinteresse Le torri

Pavia una volta era detta "la città delle cento torri", perché in passato moltissime erano le torri presenti in città, come si può osservare dalla veduta di Pavia presente nella chiesa di San Teodoro. Di tutte queste torri se ne conservano circa sessanta per lo più ribassate e integrate negli edifici adiacenti, mentre solo 6 sono quelle ancora integre. Le prime torri furono realizzate intorno al XII secolo, quando Pavia era un potente comune, per opera delle più importanti consorterie urbane, infatti le torri sorgevano accanto ai palazzi delle varie famiglie. In origine erano molto alte e a pianta quadrata, come le due torri dellUniversità o quella "del Maino", alte, rispettivamente, 40 e 50 metri.

                                     

4.16. Monumenti e luoghi dinteresse Castello Visconteo

A Pavia si trova un unico castello, costruito nel 1360 per ordine di Galeazzo II Visconti su progetto di Bernardo da Venezia. Il castello è dal secondo dopoguerra sede dei Musei Civici comunali e della Pinacoteca Malaspina.

                                     

4.17. Monumenti e luoghi dinteresse Castello di Mirabello

In località Mirabello sorge il castello trecentesco di Mirabello.

                                     

4.18. Monumenti e luoghi dinteresse Piazza della Vittoria e Mercato coperto

Lampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga ed è divisa in due aree dalla strada. Nei sotterranei della Piazza si estende un grande mercato coperto sotterraneo, costruito nel 1958 e successivamente ampliato e ammodernato. Un altro mercato coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano: si tratta del mercato di Piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto da una cupola in ferro e vetro del 1882, la Cupola Arnaboldi.

                                     

4.19. Monumenti e luoghi dinteresse Il Regisole

Era una statuta equestre bronzea di età tardoantica o altomedievale, forse raffigurava Teodorico a cavallo e, verosimilmente, proveniva dal Palazzo Reale. La statua fu demolita dai giacobini nel 1796 e ricostruita in forme diverse dallo scultore Francesco Messina negli anni 30 del Novecento.

                                     

4.20. Monumenti e luoghi dinteresse Via Francigena

La città di Pavia è una tappa sul percorso storico della Via Francigena in Lombardia, proveniente da Gropello Cairoli e Villanova dArdenghi e successivamente dirigentesi verso Belgioioso.

Il percorso arriva in città passando dal Borgo Ticino presso la Chiesa di Santa Maria in Betlem, percorre lArea Vul e attraversa infine il Ponte Coperto, imboccando Corso Garibaldi per uscire dal centro, dopo la sosta presso la Basilica di San Michele Maggiore.

                                     

4.21. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

  • Bosco Negri: 34 ettari di bosco, lungo il Canale Gravellone a sud della città, è una oasi della LIPU, allinterno del Parco del Ticino, dono di Giuseppe Negri 1968 al Comune. Laccesso è limitato ad alcuni periodi dellanno.
  • Parco della Vernavola: grande parco con una estensione di 15 ettari situato a nord della città, con piste ciclabili, stagni, cascine, oasi faunistiche ingressi da Via Torretta, via Acerbi e via Folperti. È percorso dalla Roggia Vernavola, da cui prende il nome, che scorre da San Genesio al Ticino. Nel parco è inglobata la Cascina Colombara ora sede di un museo agricolo, presso la quale si combatté nel 1525 la battaglia di Pavia, ultima della quarta guerra dItalia 1521-1526.
  • Giardini Malaspina: unici giardini pubblici nel centro storico della città piazza Petrarca, sede di concerti ed eventi culturali.
  • Giardini del Castello: piccolo parco nel cortile del castello, attrezzato con area giochi per bambini e ragazzi.
  • Bosco Grande: lungo largine del Ticino, in sponda destra e in direzione di Zerbolò, accessibile solo a piedi o in bici.
  • Bosco della Sora: costeggiando il Ticino, a Nord Ovest Parco del Ticino.
  • Area Vul: zona che costeggia la riva destra del Ticino, tra il Ponte Coperto e il Ponte della Libertà.
                                     

5. Società

Pavia ha subito negli ultimi due decenni una notevole involuzione demografica dovuta al trasferimento di molti nuclei familiari allinterno dei comuni immediatamente confinanti al capoluogo. Allinterno dellagglomerato urbano della città di Pavia, secondo calcoli effettuati applicando il criterio internazionale delle Functional Urban Areas, risiederebbero circa 121.000 abitanti.

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2016, risiedevano nella città di Pavia 10115 stranieri, ovvero il 13.93 per cento della popolazione. La maggior parte degli immigrati è di origine est-europea.

  • Cina, 429
  • Moldavia, 283
  • Camerun, 446
  • Brasile, 386
  • Repubblica Dominicana, 675
  • Marocco, 315
  • Romania, 1798
  • Ucraina, 1092
  • Albania, 735
  • Egitto, 491
                                     

6.1. Cultura Università di Pavia

Lorigine dellAteneo pavese risale al 25 maggio dellanno 825, quando limperatore Lotario I promulga il capitolare di Corteolona, che costituì a Pavia, capitale del Regno dItalia, la Schola Papiense, scuola di diritto, di retorica e arti liberali, ereditando la tradizione della scuola di diritto, fondata dallimperatore romano Teodosio I. limperatore nominò come direttore della scuola linsegnante Dungallo di Bobbio, un monaco irlandese, maestro di retorica e scienza, astronomo e poeta, proveniente dallabbazia di San Colombano di Bobbio. Per tutto il periodo medioevale la scuola fu in fiorente attività. Dalla sede imperiale dipendevano gli studenti di Milano, Brescia, Lodi, Bergamo, Novara, Vercelli, Tortona, Acqui, Genova, Asti e Como. La scuola venne trasformata dallimperatore Carlo IV, nel 1361, in Studium Generale. LUniversità è pertanto considerata la prima fondata in Lombardia.

Grande impulso venne dato in età asburgica dagli imperatori Maria Teresa dAsburgo e Giuseppe II, che ampliarono la sede, fondarono la Biblioteca Universitaria nel 1754 e chiamarono come docenti grandi studiosi tra i quali il fisico Alessandro Volta e il naturalista Lazzaro Spallanzani. Insegnarono a Pavia anche i letterati Ugo Foscolo e Vincenzo Monti. In tempi più recenti si ricordano i docenti Carlo Forlanini, inventore del pneumotorace artificiale, e i premi Nobel Camillo Golgi per la medicina, Giulio Natta per la chimica e Carlo Rubbia per la fisica.

LUniversità vanta un interessante museo storico che conserva, tra gli altri cimeli, strumenti scientifici costruiti da Alessandro Volta, preparazioni anatomiche settecentesche del chirurgo Antonio Scarpa, autografi di celebri docenti delluniversità e la testa dello stesso Scarpa.

Esistono due collegi storici che ospitano, per statuto, studenti di notevoli capacità e impegno e li sostengono economicamente se privi di mezzi: lAlmo Collegio Borromeo, fondato da San Carlo Borromeo nel 1563, e il Collegio Ghislieri, fondato sei anni dopo da Papa Pio V Papa Ghislieri appunto, la cui statua si trova di fronte allingresso del collegio. È interessante anche il giardino botanico dellUniversità, risalente al 1774.

Le istituzioni studentesche e goliardiche sono state in passato particolarmente vivaci: si ricordano i versi salaci sulle donne pavesi che costarono al giovane Carlo Goldoni lespulsione dal collegio Ghislieri. Ancora oggi nellAteneo pavese si conta la presenza di diversi Ordini goliardici che mantengono vivo il tradizionale spirito delle comunità studentesche.

                                     

6.2. Cultura Scuola Universitaria superiore IUSS

L Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, più brevemente IUSS, è una scuola superiore universitaria, una delle sei scuole superiori italiane dotate di autonomia. Si tratta di un centro di formazione e di ricerca, che offre ai suoi studenti corsi per affiancare ai normali corsi universitari un percorso formativo di eccellenza. La Scuola IUSS è nata nel 1997 sul modello della scuola normale superiore di Pisa, attraverso un consorzio tra lUniversità di Pavia, i collegi storici della città e lIstituto per il diritto allo studio EDISU di Pavia, sulla base di un accordo con il Ministero dellistruzione, delluniversità e della ricerca. La Scuola IUSS fa oggi parte di una federazione delle tre Scuole Universitarie Superiori che offrono corsi a studenti universitari di ogni livello; le altre due Scuole sono la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Superiore SantAnna, sempre a Pisa.

                                     

7.1. Geografia antropica Urbanistica

Dal punto di vista urbanistico, la città ricalca la struttura romana attorno agli assi viari principali: il cardo, che corrisponde allattuale Corso Strada Nuova, e il decumano che corrisponde allattuale Corso Cavour a ovest e Corso Mazzini a est. Lo stessa planimetria a scacchiera di gran parte degli isolati del centro storico ricalca quasi fedelmente le insulae della città romana, come prova la rete fognaria di età romana, che si è conservata quasi integralmente.

Un altro asse viario di grande rilevanza, soprattutto nel Medioevo, è costituito dallodierno Corso Garibaldi, che si snoda parallelo alla parte orientale del decumano lungo la strada che porta verso Piacenza e Cremona. Molti furono poi i monumenti gotici in città.

                                     

7.2. Geografia antropica Frazioni

Il comune di Pavia si venne formando nei secoli scorsi attraverso laggregazione di diversi comuni. Fino al 1883 esistette un comune dei Corpi Santi di Pavia CC D036 che raggruppava le cascine e i sobborghi della città appena fuori dalle mura. Le località meno prossime al centro appartenevano a tre delle entità amministrative in cui era diviso il Pavese, cioè il Parco Visconteo, la Campagna Sottana e la Campagna Soprana.

  • Cà della Terra
  • Cà de Tedioli
  • Molinazzo
  • Cascina Montebello
  • Cassine Sirigari
  • Cantugno
  • Villalunga
  • Fossarmato
  • Mirabello
                                     

8. Economia

Artigianato

Nel settore dellartigianato sono molto diffuse e rinomate la produzione artigianale di attrezzi agricoli e la lavorazione del metallo. Inoltre sono significative le lavorazioni del ferro battuto finalizzata agli edifici pubblici, quella della ceramica e della porcellana.

                                     

9.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Posta lungo la strada statale 35 dei Giovi, Pavia dispone di due uscite lungo lautostrada A7, entrambe poste però al di fuori del territorio comunale Pavia Nord si trova nel comune di Bereguardo, Pavia Sud in quello di Gropello Cairoli.

La città di Pavia possiede tre tangenziali: una con caratteristiche autostradali, dotata di due corsie per ogni senso di marcia autostrada A54, detta anche tangenziale ovest, una con una corsia per ogni senso di marcia che collega la tangenziale A54 con la strada statale 617 Bronese che porta verso il Ponte della Becca la cosiddetta tangenziale nord ed est e un raccordo autostradale, chiamato autostrada A53, che collega la città con lautostrada A7 in corrispondenza del casello autostradale di Pavia Nord-Bereguardo.

Numerose strade provinciali si diramano dalla città.

                                     

9.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie e tranvie

Pavia è dotata di due stazioni ferroviarie:

  • La stazione di Pavia, servita da treni regionali e suburbani svolti da Trenord nellambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia e da collegamenti a lunga percorrenza operati da Trenitalia, è posta lungo la ferrovia Milano-Genova e costituisce altresì località di diramazione per le linee Pavia-Cremona, Pavia-Mortara e Pavia-Alessandria. Dalla stazione si può giungere in pieno centro cittadino a piedi in circa 10 minuti, e con poche fermate di autobus si possono raggiungere il Policlinico San Matteo e gli istituti ospedalieri "Salvatore Maugeri" e "Casimiro Mondino".
  • La stazione di Pavia Porta Garibaldi, fermata posta sulla linea ferroviaria per Cremona, è collegata alla principale stazione pavese con un tempo di percorrenza di circa 6 minuti. Situata presso il naviglio pavese, in Viale Sardegna, serve il quartiere di San Giovannino, la zona di Viale Partigiani e il Cimitero monumentale. Dalla stazione si raggiunge comodamente il Municipio e la sede centrale dellUniversità tramite un camminamento che, attraversate le Mura di cinta spagnole, permette di arrivare nel centro storico cittadino.

In passato erano attive, fra il 1880 e il 1936 la tranvia Milano-Pavia e tra il 1884 e il 1934 la tranvia Pavia-SantAngelo Lodigiano.

                                     

9.3. Infrastrutture e trasporti Mobilità urbana

Il servizio di trasporto su strada, sia urbano sia extraurbano, è assicurato da autoservizi svolti dalla società Autoguidovie. In città operano 10 linee urbane diurne, una linea urbana notturna, 5 linee suburbane e 5 linee dedicate agli studenti. Numerose sono le autolinee extraurbane che fanno capolinea presso lautostazione di via Trieste, a poca distanza dalla stazione ferroviaria. In passato era presenta una linea tranviaria urbana, che operò fra il 1913 e il 1954, sostituita da una filovia a sua volta soppressa nel 1968 i percorsi della tranvia e della filovia sono sostituiti da due linee della rete di autoservizi cittadina.

È inoltre attivo un servizio di bike sharing, denominato Pavia in Bici, che consente, a seguito della sottoscrizione di unapposita tessera, di utilizzare le biciclette poste in 7 stazioni nel territorio cittadino.

                                     

9.4. Infrastrutture e trasporti Idroscalo

Lidroscalo di Pavia venne inaugurato il 1º aprile 1926 da Benito Mussolini per servire come punto di rifornimento e sosta per gli idrovolanti della linea Torino-Venezia-Trieste. Cessato da tempo il suo utilizzo, linfrastruttura versa in stato di abbandono. Nel 1999 la struttura è stata venduta a privati per il risanamento e la realizzazione di spazi commerciali e nel 2017 ha ottenuto il via libera dalla Commissione Paesaggio per la riqualificazione.

                                     

9.5. Infrastrutture e trasporti Progetto IRMA

Nellambito del programma quadro di ricerca Horizon 2020, il 21 maggio 2014 da una collaborazione fra il dipartimento di Ingegneria dellUniversità e il Comune di Pavia è nata IRMA, acronimo di Integrated Real-time Mobility Assistant, progetto pilota europeo di unapplicazione gratuita per sistemi Android e Internet, che è in grado di tracciare la posizione geografica e ottimizzare un itinerario di trasporto intermodale di persone e in ambito urbano verso la destinazione prescelta, basandosi su dati aggiornati in tempo reale riguardo a: traffico, meteo, viabilità e presenza di mezzi pubblici. Lapplicazione viene sperimentata in 5 "città intelligenti", con mappe interattive e supporto multilingua, e ulteriori estensioni in Braille, Smart TV e di interfaccia utente a favore di persone anziane, ipovedenti e diversamente abili. Profilatura e analisi del traffico hanno tra i loro potenziali portatori di interesse i seguenti soggetti: municipalità, aziende di trasporti, fornitori di servizi informativi.

Il team progettuale ha stimato una riduzione dellinquinamento urbano da automobili di una percentuale sino al 30-40%, e un simile bilanciamento fra la domanda di mezzi pubblici prevista e quella effettivamente riscontrata in tempo reale. Il progetto è sviluppato con il contributo di giovani ricercatori, servizi cloud Platform as a service, nonché riuso di codice e programmi a sorgente aperto.

                                     

10. Sport

Pavia è sede del Football Club Pavia 1911, che milita in Eccellenza, quinto livello calcistico italiano. Per diversi anni la città è stata presente nei massimi campionati nazionali di pallacanestro grazie alla Pallacanestro Pavia. Oggi le squadre di pallacanestro sono la Omnia Basket Pavia, che milita in serie B, e la Sanmaurense Pavia, che milita in serie C regionale. La pallavolo femminile ha disputato qualche stagione di serie A con la Riso Scotti Volley Pavia. Il rugby è rappresentato in città dal Cus Pavia Rugby che, dal minirugby alla Serie C al rugby femminile, coinvolge dal 1933 molte generazioni di giovani rugbisti pavesi.

                                     

10.1. Sport Eventi sportivi

  • Canottaggio: sulle acque del Ticino si svolge ad anni alterni, per commemorare gli studenti pavesi e pisani che parteciparono alla battaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848, la celebre Regata Pisa Pavia. La gara si svolge in due manche con imbarcazioni a otto vogatori 8+. Gli equipaggi maschili sono interamente composti da studenti regolarmente iscritti ai due Atenei e alcuni di loro fanno anche parte della nazionale italiana di canottaggio. Lalbo doro aggiornato alledizione del 2009 vede Pavia condurre con 28 vittorie contro le 16 di Pisa.
  • Maggio 2008: lex Pallavolo Villanterio ridenominata Riso Scotti Pavia viene promossa in serie A1.
  • Maggio 2000: la Nuova Pallacanestro Pavia viene promossa in LegaDue ex serie A/2.
  • Tennis: dal 2003 al Tennis Club Pavia, nella primavera di ogni anno, si svolge il Torneo Internazionale Giovanile di Tennis Under 14, al quale prendono parte 32 ragazzi e 32 ragazze tra i migliori in Europa. Il torneo, sotto legida della Tennis Europe e della Federazione Italiana Tennis, si articola in due tabelloni di singolare e due di doppio, maschile e femminile.
  • Marzo 2003: partita della Nazionale Under-21 di calcio dellItalia contro il Galles vittoria italiana per 8-1.
  • Motonautica: fino al 2010 si correva la Pavia-Venezia, il raid internazionale più lungo al mondo. La manifestazione, che non aveva eguali nella motonautica, si svolgeva lungo un percorso di 413 km con partenza da Pavia e arrivo a Venezia. Litinerario era quello classico, molto difficile, pieno di insidie quanto affascinante. Partenza da Pavia, dalla sede dellAssociazione Motonautica, con marcia di trasferimento a velocità ridotta sino al Ponte della Becca confluenza con il Po e poi, di seguito, le altre dieci tappe e larrivo definitivo a Venezia Lido, presso la sede del Cantiere Venmar.
  • Settembre 2005: partita della Nazionale Under-21 di calcio dellItalia contro la Scozia vinta dallItalia per 4-1.
  • 26 maggio 2003: la 16ª tappa del Giro dItalia 2003 si è conclusa a Pavia con la vittoria di Alessandro Petacchi.
                                     

10.2. Sport Sport acquatici

Verso la fine dell800 nascono una serie di associazioni remiere, che con il tempo hanno ampliato la loro attività a diverse altre discipline sportive.

  • Cus Pavia, sezione canottaggio e canoa, fondato nel 1946; ha ereditato la tradizione tramandata dalle più antiche società remiere pavesi. È lunica società che pratica canottaggio a Pavia. La disciplina della canoa viene praticata a Pavia anche dalla Canottieri Ticino.
  • Società Canottieri Ticino, fondata nel 1873 come società di canottaggio; mantiene la tradizione dei barcé.
  • Battellieri Colombo, nata da una costola della Cannottieri Ticino nel 1885.
  • Club Vogatori Pavesi, fondata nel 1983
  • Associazione Motonautica Pavia.
  • AICS Pavia Nuoto a.s.d., società di nuoto agonistico, master e paralimpico fondata nel 1969; ha sede nella piscina comunale sita in via Folperti.
                                     

11. Film girati a Pavia

  • Il cappotto - 1952 - regia di Alberto Lattuada con Renato Rascel
  • 5 donne per l’assassino - 1974 - regia di Stelvio Massi con Giorgio Albertazzi
  • Liberi armati pericolosi - 1976 - regia di Romolo Guerrieri con Eleonora Giorgi e Diego Abatatuono
  • I sogni nel cassetto - 1957 regia di Renato Castellani con Lea Massari
  • Fantasma d’amore - 1981 - regia di Dino Risi con Marcello Mastroianni e Romy Schneider
  • Il ragazzo di campagna - 1984 - regia di Castellano & Pipolo con Renato Pozzetto
  • Le cinque giornate - 1973 - regia di Dario Argento con Adriano Celentano
  • Facciamo Paradiso - 1995 - regia di Mario Monicelli con Margherita Buy, Lello Arena e Philippe Noiret
  • La orca - 1976 - regia di Eriprando Visconti con Michele Placido, Flavio Bucci, Rena Niehaus e Vittorio Mezzogiorno, V.M. di 14 anni
  • Paura e amore - 1988 regia di Margarethe Von Trotta con Valeria Golino, Fanny Ardant, Greta Scacchi, Sergio Castellitto e Paolo Hendel
  • Il mio domani - 2011 - regia di Marina Spada con Claudia Gerini e Raffaele Pisu
  • Squadra volante - 1974 - regia di Stelvio Massi con Tomas Milian e Gastone Moschin
  • Mark il poliziotto - 1975 - regia di Stelvio Massi con Franco Gasparri e Lee J. Cobb