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ⓘ Esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova. L esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova si è svolta con modalità diverse da come tradizionalmente vie ..




                                     

ⓘ Esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova

L esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova si è svolta con modalità diverse da come tradizionalmente viene raffigurata dalla cristianità, "non credono su un palo verticale senza alcun braccio trasversale". Sostengono "che Dio disapprova il culto in cui si fa uso di immagini e simboli, inclusa la croce", per cui anche gli aspetti devozionali sono radicalmente diversi dalla maggioranza delle chiese.

I testi del Nuovo Testamento, scritti in greco koinè, riportano che Gesù di Nazareth fu messo a morte su una struttura definita dalla parola greca σταυρός stauròs e Luca con gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola ξύλον xylon per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù. I Testimoni di Geova sostengono che con tali termini gli evangelisti designassero un singolo palo verticale, rendendo, nella loro Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, stauròs come "palo di tortura". Questa loro interpretazione si contrappone alla convinzione tradizionale del resto della cristianità secondo la quale Gesù sarebbe morto su una croce composta, ossia costituita "nella forma più tradizionale ma non più antica, da due legni, uno orizzontale laltro verticale, posti trasversalmente". Ritenendo la croce composta legata a simboli cruciformi di origine pagana, i Testimoni di Geova considerano ladorazione per la Santa Croce e la sua devozione una pratica di idolatria.

                                     

1. Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù

La morte di Gesù Cristo riveste per i Testimoni di Geova laspetto principale della sua venuta sulla terra come uomo perfetto, sacrificio che ritengono essere in diretta relazione con il suo Regno e la salvezza del genere umano riscattato dal peccato del primo uomo Adamo.

Cristo morì su ciò che nei Vangeli viene chiamata σταυρός stauròs nelle Scritture; si trova il termine, per esempio, nel Vangelo secondo Giovanni 19:17, che nel testo greco di Westcott e Hort è reso: "καὶ βαστάζων ἑαυτῷ τὸν σταυρὸν concordano nellaffermare che il suo significato basilare è in realtà "palo diritto" come il Dizionario Biblico GBU di I. H. Marshall, A. R. Millard, J. I. Packer e D. J. Wiseman che per i termini "Croce, Crocifissione" dà questa spiegazione iniziale: "La parola gr. per "croce" significa in primo luogo palo diritto o trave e secondariamente assume anche il significato di palo usato per infliggere una punizione o unesecuzione capitale" ; il Grande Lessico del Nuovo Testamento, di G. Kittel e G. Friedrich ; la The International Standard Bible Encyclopedia ; The Imperial Bible-Dictionary e il Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento, a cura di L. Coenen, E. Beyreuther e H. Bietenhard. Inoltre affermano che "una fonte indica che stauròs "non significa mai due pezzi di legno uniti trasversalmente" A Critical Lexicon and Concordance to the English and Greek New Testament".

                                     

1.1. Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù I pali sacri

Rifacendosi al Vecchio Testamento, i Testimoni di Geova fanno notare che chi praticasse lidolatria fosse nemico di Dio, come enunciato nei Dieci Comandamenti: "Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai" Es 20:4.5. Anche nel quinto libro del Pentateuco, il Deuteronomio, seguono la ripetizione della Legge di Dio: "Non pianterai alcun palo sacro di qualunque specie di legno, accanto allaltare del Signore tuo Dio, che tu hai costruito; non erigerai alcuna stele che il Signore tuo Dio ha in odio" Dt 16:21. I Testimoni di Geova fanno notare inoltre che gli scritti neotestamentali ribadirono lopposizione del cristianesimo verso lidolatria e gli idoli. LApostolo Paolo, fra gli altri, ribadì tale opposizione nella sua Prima lettera ai Corinzi con le parole: "Miei cari, fuggite lidolatria" 1 Cor 10:14.

Sullinterpretazione dei "pali sacri", unopera di consultazione dei Testimoni di Geova, afferma "A quanto pare i pali sacri erano eretti verticalmente ed erano di legno, per lo meno in parte, dato che gli israeliti ricevettero il comando di abbatterli e bruciarli. Potevano essere semplici pali non scolpiti, forse in qualche caso anche alberi."

                                     

1.2. Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù La croce, simbolo solare

Oltre a Vine, altri studiosi concordano della esistenza di oggetti cruciformi usati come simboli sacri prima di Cristo, da parte di popoli pagani ed in associazione con i loro dei. I Testimoni di Geova prendono come riferimento lopera The Cross in Ritual, Architecture, and Art per sostenere la presenza di oggetti cruciformi nel simbolismo legato al "greco Bacco, il tiro Tammuz, il caldeo Bel e il norvegese Odino", senza contare i numerosi studi sullankh egiziano come quelli del colonnello J. Garnier, H. Cutner o l Encyclopædia Britannica.

La forma della croce ecclesiastica a due bracci sarebbe di origine Caldea, derivando dal simbolo del mistico Tau del dio Tammuz, secondo lo studioso W. E. Vine. Le croci, secondo The Companion Bible, sono da mettersi in relazione con ladorazione del Dio-Sole. Lappendice 162 afferma che le croci erano usate come simboli del dio-sole babilonese, apparendo per la prima volta su una moneta di Giulio Cesare e poi su monete di Augusto nel 20 a.C. Più tardi, sulle monete coniate sotto Costantino, nel IV secolo, il simbolo più frequente è una Rho incrociata con una Chi con i quattro bracci verticali e orizzontali uguali. Lappendice interpreta questo simbolo come "disco solare", sostenendo che Costantino fosse un adoratore del Dio-Sole prima della conversione. Lanalogia fra le divinità babilonesi e quelle egiziane, portano i Testimoni di Geova e collegare ladorazione della croce, vista come simbolo solare, anche al paganesimo perpetuato nellAntico Egitto con lankh, la croce ansata simbolo della vita raffigurata sovente in mano alle divinità.



                                     

1.3. Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù Cristianesimo delle origini

Il cristianesimo del I secolo, secondo i Testimoni di Geova, non ebbe nessun simbolo visibile che lo identificasse come tale. Affermano che non cè nessuna prova che i primi cristiani venerassero la croce nei primi tre secoli, citando ad esempio la testimonianza di Minucio Felice, il quale menziona laccusa che i pagani rivolgevano ai cristiani di adorare la croce, accusa che lo stesso Minucio Felice respinge con forza, attribuendo invece ai pagani stessi ladorazione della croce. Dagli scritti neotestamentali non si evince in nessun passo biblico indicante che i cristiani usassero un simbolo particolare né che si trattasse di un pesce, né tanto meno di qualsiasi tipo di crux con o senza traversa. Mentre il Canone della Bibbia riguardante il Nuovo Testamento non menziona luso di una qualsiasi crux da parte dei cristiani del I secolo, e tanto meno la venerazione attribuita oggi dalle Chiese, il primo documento conosciuto che parla del mezzo di esecuzione di Cristo scritto dopo la morte dellultimo apostolo Giovanni, è lapocrifa Lettera di Barnaba, epistola post-evangelica generalmente datata alla prima metà del II secolo d.C., che menziona una croce a forma di T, fonte che i Testimoni di Geova giudicano non attendibile ritenendo che qualsiasi "autorità religiosa" dopo la morte degli apostoli subì linfluenza dellapostasia; unapostasia, a loro avviso, predetta dalle Sacre Scritture. A ulteriore sostegno citano la Cyclopædia di M’Clintock e Strong, la quale enfatizza le inesattezze contenute nella lettera, come quella secondo cui Abraamo conoscesse lalfabeto greco secoli prima che venisse allesistenza, così come un traduttore inglese di questa lettera, che parla di" numerose inesattezze”," interpretazioni assurde e insignificanti della Scrittura”, e" molti sciocchi vanti di superiore conoscenza a cui lo scrittore si abbandona”. Daltronde, Expository Dictionary of New Testament Words fa notare che gli adepti della nuova religione erano ricevuti permettendo loro di ritenere i segni e simboli della loro precedente religione, fra cui le croci a forma di Tau o a due braccia perpendicolari. In diverse loro pubblicazioni i Testimoni di Geova hanno sostenuto, a favore della loro interpretazione, che la venerazione della croce nei secoli seguenti alla sua adozione e consacrazione come culto religioso cristiano fu duramente condannata come idolatria non solo da alcuni riformatori, ma anche da alcuni alti prelati.

Quanto asseriscono sul mezzo di esecuzione della morte di Cristo è, a loro avviso, supportato oltre che dallAntico e dal Nuovo Testamento, anche da diversi studi accademici, testimonianze di storici, filologi e teologi, nonché da alcune Traduzioni della Bibbia, ai quali i Testimoni di Geova fanno riferimento a sostegno della loro tesi.

                                     

2.1. Le fonti a cui fanno riferimento i Testimoni di Geova Scritti sacri ebraici

Secondo i Testimoni di Geova, costituirebbero prove delleffettivo significato di stauros come palo verticale anche alcune citazioni bibliche del Vecchio Testamento: nel Deuteronomio 21:22-23 si fa menzione di mettere ad un עץ `ets un condannato a morte, non è chiaro se come cadavere o per farlo morire.

Ledizione italiana della Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, tradotta dallinglese, nel Deuteronomio 21:22.23 adopera "palo" da stake per tradurre la parola ebraica עץ: "Il suo corpo morto non dovrebbe restare sul palo per tutta la notte".

La pena di morte descritta nella Bibbia presso gli Ebrei avveniva per lapidazione. La parola aramaica ’a אע, corrispondente al termine ebraico `ets עץ, compare in Esdra 6:11, dove riguardo ai violatori del decreto del re persiano vien detto nella versione dei Testimoni di Geova: "Sia tolta una trave dalla sua casa".

                                     

2.2. Le fonti a cui fanno riferimento i Testimoni di Geova Scritti sacri cristiani in greco

I Testimoni di Geova fanno notare che quando si indica il metodo dellesecuzione di Gesù nel Nuovo Testamento, viene usato il sostantivo greco stauròs σταυρός 27 volte e i verbi stauròo 46 volte, synstauròo il prefisso syn significa "con" 5 volte e anastauròo anà significa "di nuovo" una volta. Stauròs sia nel greco comune koinè che nel greco classico, ad avviso dei Testimoni di Geova e degli studiosi da loro citati, "non dà affatto lidea di una "croce" fatta di due pezzi di legno. Significa solo un palo diritto" Le esecuzioni capitali nellimpero romano non seguivano quindi una regola stabilita valida per tutte le occasioni.

                                     

3. Argomentazioni contrarie

David W. Chapman chiama "sofisma etimologico" il supporre che la parola σταυρός non possa significare nientaltro che un singolo palo eretto, errore che, come egli dice, si incontra spesso nelle opere dei Testimoni di Geova.

A parere di M. James Penton, disassociato e oppositore dichiarato, i Testimoni di Geova, nel mostrare dei disegni di Lipsio solo questo, darebbero la falsa impressione che laffissione ad una crux simplex rappresenti il parere di Lipsio sulla modalità dellesecuzione di Gesù. Lappendice 5C della Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti in realtà dice: "Un palo semplice per mettere al palo un criminale era chiamato in latino crux simplex. Un simile strumento di tortura è illustrato da Giusto Lipsio 1547-1606 nel suo libro De cruce libri tres, Anversa, 1629, p. 19. La fotografia della crux simplex in questa pagina è stata riprodotta dal suo libro". Prima del 1984, il testo di questa appendice continuava dicendo: "Questa è la maniera in cui Gesù è stato messo al palo". La pubblicazione Watchtower del 15 febbraio 1980 dice: "La messa di Cristo al palo su una struttura a forma di croce non è stata sempre così certa come gli odierni capi della cristianità vorrebbero far credere alla gente. Per esempio, lo studioso cattolico cinquecentesco Giusto Lipsio nel suo libro De cruce liber primus illustrò la messa al palo su un palo eretto". Penton è largamente screditato dalla comunità scientifica per la sua generale mancanza di obiettività nel parlare dei Testimoni di Geova a causa della sua personale avversione contro di essi.

Il biblista e presbitero cattolico statunitense Raymond Edward Brown, nella sua opera La morte del Messia, passando in rassegna le possibili forme della croce di Gesù, afferma che nelle esecuzioni praticate dai Romani veniva occasionalmente usato solo un palo verticale, su cui le mani del condannato venivano inchiodate al di sopra della testa; tuttavia, contestando in nota la Bibbia dei Testimoni di Geova, aggiunge che ciò non accadde a Gesù, perché questi trasportò sul luogo dellesecuzione unasse.

La casa editrice Le Monnier protestò contro il modo di agire dei Testimoni di Geova nel citare il dizionario Liddell-Scott con omissioni che ne altererebbero la sostanza: si tratta della soppressione del termine "la Croce", riportato nel dizionario fra le accezioni possibili della parola greca ξύλον, e omesso nella citazione dei Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova hanno risposto rivendicando la correttezza della citazione sia dal punto di vista editoriale sia legale e sottolineando come laccezione "la Croce" sia secondaria e perciò di natura interpretativa rispetto ai termini primari inclusi. Il termine "la Croce" appare nelle versioni posteriori al 1985.



                                     
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