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ⓘ Floro. Publio Annio Floro, detto anche Lucio Anneo Floro o anche Giulio Floro, è stato uno storico e poeta romano, di origini africane. ..




Floro
                                     

ⓘ Floro

Publio Annio Floro, detto anche Lucio Anneo Floro o anche Giulio Floro, è stato uno storico e poeta romano, di origini africane.

                                     

1. Biografia

È dato solo come più probabile dagli studiosi che i diversi nomi, fino a tre diversi "Florus" autori di opere pervenute, siano la stessa persona, a cui riferire, quindi, come un unico autore le notizie che seguono. Florus visse allincirca tra il 70/75 e il 145. In verità, della sua vita si sa solo quel poco che lo stesso Florus dice nel dialogo Vergilius orator an poeta Virgilio oratore o poeta, di cui è pervenuta la parte iniziale: di origine africana, partecipò a Roma a una gara di poesia nella quale ingiustamente non fu premiato per la gelosia di Domiziano. Florus lasciò allora, indispettito, la capitale e viaggiò a lungo nel Mediterraneo; si fermò in Spagna, a Tarragona, dove insegnò retorica. Ritornato nella capitale, divenne amico dellimperatore Adriano e si dedicò alla storia ed alla poesia, anticipando il gusto della scuola di coloro che saranno definiti poetae novelli. Come detto, in base allevidenza interna, dovrebbe essere vissuto quantomeno fino al 140.

                                     

2.1. Opere Bellorum omnium annorum DCC o Epitome de Tito Livio

La sua opera storico-retorica, Bellorum omnium annorum DCC sott. libri, riassunto di 700 anni di guerre romane da Romolo ad Augusto, è tramandata anche come Epitome de Tito Livio anche Epitoma, un titolo probabilmente non autentico, ma aggiunto successivamente e impropriamente, perché lautore, se attinge soprattutto a Livio, se ne differenzia nello spirito e nellimpostazione fino a contraddirlo e utilizza ampiamente altre fonti, quali Sallustio, Cesare e Seneca il Retore, registrando, inoltre, avvenimenti successivi alla trattazione liviana. Floro divide la storia romana in quattro età, come quelle della vita umana, secondo un criterio che aveva adottato Seneca il Vecchio nelle sue Historiae: il periodo monarchico infanzia, letà repubblicana fino alla conquista di tutta le penisola italica adolescenza, la costruzione di un impero e la pacificazione di Augusto maturità, letà imperiale fino ad Adriano vecchiaia, sebbene con Traiano alImpero romano venga restituita una nuova giovinezza:

Lopera è, come si nota anche solo dal brano riportato, un panegirico, pieno di retorica e di enfasi, del valore militare di tutto il popolo romano, di cui esalta le gesta dalle origini e che risale, come impostazione, ala dottrina stoica dei cicli e della palingenesi. Se ne ricava, comunque, che il valore storico dellopera risulta di scarso valore, troppo dominata comé da intenti retorici e moralistici, connessi con profondi motivi di propaganda imperiale del periodo in cui scrive: Floro elogia più che raccontare, come evidente dal fatto, ad esempio, che egli presenta lepoca delle guerre puniche come unepoca aurea ed incorrotta, lamentando leccesso di lusso e ricchezza del suo tempo. Lo stile particolarmente colorito della sua opera rappresenta, di fatto, unanticipazione dei caratteri di ciò che sarà la letteratura africana, pagana e soprattutto cristiana, dei secoli successivi.

                                     

2.2. Opere Poesie

Di Florus poeta ci sono rimasti, nell Anthologia Latina, alcuni epigrammi, in trimetri trocaici e alcuni versi scherzosi indirizzati ad Adriano con relativa ironica risposta dellimperatore-poeta:

Cui limperatore rispose:

I componimenti risultano, in genere, senza particolari pregi poetici, concentrandosi su temi abbastanza consueti come la celebrazione delle rose e della giovinezza. A lui è attribuito da alcuni studiosi, proprio in base alla consonanza tematica, anche il carme Pervigilium Veneris, anche se lingua e metrica contribuirebbero a sospingerlo verso il IV secolo d.C.

                                     

2.3. Opere Vergilius orator an poeta

Ad Annius Florus è attribuito un dialogo di cui resta una parte dellintroduzione, concepita secondo lo stile dei dialoghi ciceroniani, in cui si ambienta la scena e si introducono gli interlocutori. Largomento, consueto nelle scuole di retorica, se assegnare un autore al proprio genere o ad un altro, prelude alla valutazione di Virgilio come maestro di ogni sapere che si svilupperà nel Tardoantico e, per noi, avrà la sua massima espressione in Macrobio.